Papa Francesco, i siriani hanno bisogno della sua iniziativa personale

Il problema

Mi chiamo Paolo Dall'Oglio, sono gesuita e per più di trent'anni ho promosso in Siria l'armonia islamo-cristiana.


Ho preso posizione in favore dei democratici siriani schiacciati da una repressione inumana e indiscriminata che speravo proprio di non dover vedere nel ventunesimo secolo. Sono stato espulso nel giugno del 2012, e da allora sono impegnato a tempo pieno per la difesa dei diritti dei siriani e della legittimità della loro rivoluzione.

Oggi, lo sappiamo, la Siria fa da ring per una lotta geopolitica regionale all'ultimo sangue. In tutto questo le Chiese non hanno saputo reagire in tempo e i cristiani si trovano ora intrappolati nelle zone di guerra e semplicemente tendono a lasciare il paese.


Purtroppo il regime siriano è stato abilissimo nell'utilizzare un certo numero di ecclesiastici, uomini e donne, per propagandarsi in Occidente come l'unico e ultimo baluardo in difesa dei cristiani perseguitati dal terrorismo islamico.

Questa operazione di manipolazione dell'opinione è riuscita a discreditare in gran parte lo sforzo rivoluzionario siriano, sul terreno e all'estero, agli occhi dei cittadini di mezzo mondo, e ha quindi potuto ottenere una paralisi della diplomazia e della politica europee che in definitiva non fa che rafforzare i gruppi più estremisti e indebolire la società civile.

La forte e strumentale implicazione delle Chiese nella manipolazione menzognera sistematica di regime non può non esigere una reazione cosciente e responsabile da parte della Chiesa cattolica e dunque del Papa di Roma.

La petizione che presento alla vostra attenzione mostrerà il volto più solidale e maturo della società italiana e internazionale e consentirà a Papa Francesco di superare le resistenze del suo contesto, tendenzialmente islamofobo, anche se spesso in modo tipicamente subdolo e indiretto, e di lanciare una sua iniziativa diplomatica chiedendo l'intervento di nuovi attori, latinoamericani ad esempio.

Questa mia e ormai vostra petizione presenta al Papa la necessità di contrastare l'attuale sistematica utilizzazione di regime degli attori ecclesiastici più importanti nel Vicino Oriente, per guardare oltre, rispondere alle attese di tutti i siriani, che soffrono per ottenere la libertà, e preparare un futuro positivo per quei cristiani che sceglieranno di restare nel paese o di tornarvi.

 

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Ecco la mia lettera per Papa Francesco:

Stimato e caro Papa Francesco,

sapendola amante della pace nella giustizia, le chiediamo di promuovere personalmente un'iniziativa diplomatica urgente e inclusiva per la Siria, che assicuri la fine del regime torturatore e massacratore, salvaguardi l'unità nella molteplicità del paese e consenta, per mezzo dell'autodeterminazione democratica assistita internazionalmente, l'uscita dalla guerra tra estremismi armati.

Chiediamo con fiducia al Papa Francesco d'informarsi personalmente sulla manipolazione sistematica dell'opinione cattolica nel mondo da parte dei complici del regime siriano, specie ecclesiastici, con l'intento di negare in essenza la rivoluzione democratica e giustificare, con la scusa del terrorismo, la repressione che sempre più acquista il carattere di genocidio.

 

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Paolo Dall'OglioPromotore della petizioneNasce a Roma nel '54. Gesuita dal '75. In Oriente dal '77. in Siria dall''80. Ha una Laurea in Lingue e Civiltà Orientali all'Istituto Orientale di Napoli e un Dottorato in Dialogo con l'Islam all'Università Gregoriana di Roma. Rifonda l'antico monastero siriaco di Mar Musa dove risiede fino al 2012 quando in Giugno è cacciato dal regime siriano. Vive in giro per aiutare l'autodeterminazione democratica del popolo siriano, ma risiede ufficialmente a Sulaymaniya nel Kurdistan iracheno.
Questa petizione aveva 1902 sostenitori

Il problema

Mi chiamo Paolo Dall'Oglio, sono gesuita e per più di trent'anni ho promosso in Siria l'armonia islamo-cristiana.


Ho preso posizione in favore dei democratici siriani schiacciati da una repressione inumana e indiscriminata che speravo proprio di non dover vedere nel ventunesimo secolo. Sono stato espulso nel giugno del 2012, e da allora sono impegnato a tempo pieno per la difesa dei diritti dei siriani e della legittimità della loro rivoluzione.

Oggi, lo sappiamo, la Siria fa da ring per una lotta geopolitica regionale all'ultimo sangue. In tutto questo le Chiese non hanno saputo reagire in tempo e i cristiani si trovano ora intrappolati nelle zone di guerra e semplicemente tendono a lasciare il paese.


Purtroppo il regime siriano è stato abilissimo nell'utilizzare un certo numero di ecclesiastici, uomini e donne, per propagandarsi in Occidente come l'unico e ultimo baluardo in difesa dei cristiani perseguitati dal terrorismo islamico.

Questa operazione di manipolazione dell'opinione è riuscita a discreditare in gran parte lo sforzo rivoluzionario siriano, sul terreno e all'estero, agli occhi dei cittadini di mezzo mondo, e ha quindi potuto ottenere una paralisi della diplomazia e della politica europee che in definitiva non fa che rafforzare i gruppi più estremisti e indebolire la società civile.

La forte e strumentale implicazione delle Chiese nella manipolazione menzognera sistematica di regime non può non esigere una reazione cosciente e responsabile da parte della Chiesa cattolica e dunque del Papa di Roma.

La petizione che presento alla vostra attenzione mostrerà il volto più solidale e maturo della società italiana e internazionale e consentirà a Papa Francesco di superare le resistenze del suo contesto, tendenzialmente islamofobo, anche se spesso in modo tipicamente subdolo e indiretto, e di lanciare una sua iniziativa diplomatica chiedendo l'intervento di nuovi attori, latinoamericani ad esempio.

Questa mia e ormai vostra petizione presenta al Papa la necessità di contrastare l'attuale sistematica utilizzazione di regime degli attori ecclesiastici più importanti nel Vicino Oriente, per guardare oltre, rispondere alle attese di tutti i siriani, che soffrono per ottenere la libertà, e preparare un futuro positivo per quei cristiani che sceglieranno di restare nel paese o di tornarvi.

 

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Ecco la mia lettera per Papa Francesco:

Stimato e caro Papa Francesco,

sapendola amante della pace nella giustizia, le chiediamo di promuovere personalmente un'iniziativa diplomatica urgente e inclusiva per la Siria, che assicuri la fine del regime torturatore e massacratore, salvaguardi l'unità nella molteplicità del paese e consenta, per mezzo dell'autodeterminazione democratica assistita internazionalmente, l'uscita dalla guerra tra estremismi armati.

Chiediamo con fiducia al Papa Francesco d'informarsi personalmente sulla manipolazione sistematica dell'opinione cattolica nel mondo da parte dei complici del regime siriano, specie ecclesiastici, con l'intento di negare in essenza la rivoluzione democratica e giustificare, con la scusa del terrorismo, la repressione che sempre più acquista il carattere di genocidio.

 

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Paolo Dall'OglioPromotore della petizioneNasce a Roma nel '54. Gesuita dal '75. In Oriente dal '77. in Siria dall''80. Ha una Laurea in Lingue e Civiltà Orientali all'Istituto Orientale di Napoli e un Dottorato in Dialogo con l'Islam all'Università Gregoriana di Roma. Rifonda l'antico monastero siriaco di Mar Musa dove risiede fino al 2012 quando in Giugno è cacciato dal regime siriano. Vive in giro per aiutare l'autodeterminazione democratica del popolo siriano, ma risiede ufficialmente a Sulaymaniya nel Kurdistan iracheno.

I decisori

Papa Francesco Bergoglio
Papa Francesco Bergoglio
Papa della Chiesa Cattolica

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Petizione creata in data 19 luglio 2013