Whatever it takes - Tutto ciò che è necessario per garantire pari opportunità alle donne

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Destiniamo il 50% dei fondi del Recovery Plan alla Parità di genere

È giunto il momento di riconoscere alle donne pari opportunità e diritti e possiamo farlo utilizzando al meglio i fondi del Recovery Plan che rappresentano, soprattutto per il nostro paese, risorse preziose ed irripetibili.

Leggendo la prima bozza diffusa dal Governo italiano saranno destinati a settori cruciali come quello riguardante i giovani e la parità di genere cifre irrisorie e completamente inutili per ottenere qualsiasi tipo di risultato.

I numeri diffusi sono chiari: alla parità di genere verrà destinato il 2% ovvero solo 4,2 miliardi di euro, mentre a giovani e politiche del lavoro 3,2 miliardi e 5,9 miliardi saranno, invece, destinati a inclusione sociale, sport e terzo settore.  

Se davvero vogliamo superare definitivamente il gap che inchioda il nostro paese al margine di ogni classifica riguardante le discriminazioni di genere e le opportunità di carriera delle donne, è giunta l’ora di sfondare il glass ceiling e destinare il 50% delle risorse del Recovery Plan alle politiche di genere.

Non dimentichiamo che il nostro paese è ultimo in Europa nel tasso di occupazione, infatti, le donne lavoratrici rappresentano solo il 42,1% degli occupati. I dati peggiorano sensibilmente analizzando le percentuali relative al secondo trimestre del 2020 dove si sono contate 470 mila occupate in meno rispetto allo stesso periodo del 2019, con un calo del 4,7%.

Altrettanto deludenti sono i dati che riguardano le donne manager in Italia: rappresentano appena il 27% dei dirigenti.

La questione è complessa, molto più di quanto alcuni possono pensare, ed è indubbio che abbia una forte matrice culturale. Lo dimostra la profonda convinzione degli italiani (il 48,2%) secondo cui le donne per raggiungere gli stessi traguardi degli uomini debbono studiare e dimostrare più di loro.

Stando alle principali analisi eseguite sul tema, la parità di genere si raggiunge investendo sui progetti STEM, su iniziative orientate a implementare le opportunità di carriera e di retribuzione e, investendo su cultura ed educazione.

Nessuna donna potrà mai dirsi libera, in Italia come nel resto d’Europa e del mondo, fino a che non decideremo di investire energie e denari per riscrivere una parte della nostra cultura che continua a vederci ancora oggi drammaticamente ai margini quando, in realtà, le donne rappresentano la leva decisiva su cui investire per uscire meglio e più velocemente dalla crisi in corso.

È innegabile che il momento che stiamo vivendo è cruciale per il futuro delle donne che come sappiamo, specialmente in Italia, risultano le più colpite dalla crisi. Si pensi che il 55,9% dei posti di lavoro persi per gli effetti della crisi sanitaria da Covid-19 in corso è al femminile.

Abbiamo dunque il dovere morale di trovare nuove soluzioni specialmente quando ogni più recente indagine ci ricorda che occorreranno ancora 60 anni affinché si arrivi ad una sostanziale parità nei ruoli apicali.

Per tutte queste ragioni, la richiesta che rivolgiamo al Governo è chiara e si affianca alla campagna #halfofit lanciata dalla Parlamentare Europea Alexandra Geese.

È giunta l’ora di dimostrare che 60 anni di ritardo sul tema della parità di genere possono essere colmati con un piano di investimenti serio e mirato.

Quindi, destiniamo il 50% dei fondi del Recovery Plan a favore delle politiche di genere, sostentiamo la formazione delle più giovani e costruiamo una società in cui essere donna non rappresenti un ostacolo alle proprie ambizioni.