PETIZIONE CHIUSA

Vogliamo prevenzione e norme contro Cyberbullismo e Revenge Porn

Questa petizione aveva 9.450 sostenitori


Da molti giorni si discute della violenza perpetrata da uomini sessisti e violenti nei confronti di ragazze e donne che vedono le proprie foto usate in gruppi privati sui social per il sollazzo di perfetti sconosciuti. Spesso sono foto sottratte con l'inganno da uomini che le rubano dai profili privati delle ragazze. Spesso sono la rappresentazione di una vendetta da parte dell'ex fidanzato che realizza quella che si chiama Revenge Porn (Pornografia Non Consensuale), ovvero la vendetta attuata mettendo le foto della fidanzata online e rendendo pubblico quello che avrebbe dovuto essere privato.

Quando si è scoperto questo tutta la colpa è stata attribuita alle donne, le quali, in realtà, altro non hanno fatto che fidarsi e vedere prevaricata la propria volontà con un furto di intimità che si è realizzato senza il loro consenso. Si tratta dunque di un problema innanzitutto culturale che potrebbe risolversi con corsi di sensibilizzazione nelle scuole, giacché questo fenomeno coinvolge anche minorenni con la detenzione e la diffusione di pedopornografia. 

Sarebbe anche il caso di aggiungere una voce alle ipotesi di reato perseguibili: il revenge porn è negli Stati Uniti un reato a tutti gli effetti, al pari dello Stalking e così serve una maggiore attenzione al cyberbullismo che è costato la vita a molte ragazze - ultima delle quali Tiziana Cantone - che si sono suicidate perché è stata violata la loro privacy e sono state usate come cavie per un continuo slut shaming che non ha termine neppure adesso - e ci riferiamo a Tiziana Cantone - che la ragazza è morta suicida.

Ci sono molte ragazze impaurite e che vengono additate come colpevoli per aver espresso la propria sessualità, l'azione desiderante, in una relazione reale o virtuale, attraverso l'uso di immagini. Il punto è che le immagini di uomini nelle stesse circostanze non sono di pubblico interesse ma quelle delle ragazze invece si, con tanto di elenchi, con nomi e cognomi delle ragazze fotografate, che vanno a costituire un catalogo orrendo chiamato Bibbia 3.0.

Quello che è fondamentale fare è realizzare corsi di alfabetizzazione informatica per fare intendere a ragazzi e ragazze a cosa vanno incontro. Serve anche spiegare qual è la legislazione sulla pedopornografia, giacché tanti non sanno realmente che detenere e distribuire pedopornografia è reato. Serve una campagna di sensibilizzazione per resistere al sessismo online, al cyberbullismo che colpisce ragazze, donne, finanche ministre, deputate, come si è visto dalle pagine di cronaca dei quotidiani. Ci serve che alcune parole siano pronunciate attribuendo loro una sostanza che combatta e vinca il sistema di impunità che regna sui social e in generale sul web.

Stiamo combattendo questa battaglia assieme ad alcune vittime di queste violenze e sappiamo che esistono i reati di ingiuria e diffamazione che comunque non hanno una connotazione di genere. Questa è violenza di genere e come tale va osservata dalla commissione che avete costituito per analizzare il fenomeno.

Cordiali Saluti

Lo Staff di Abbatto I Muri

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