Vogliamo Giulia Pastorella alla guida di Azione

Il problema

PERCHÉ SERVE GIULIA PASTORELLA ALLA GUIDA DI AZIONE

Giulia Pastorella, nata a Milano e vicepresidente di Azione, è stata tra i fondatori del partito, per il quale è stata eletta deputata nel 2022 e consigliera comunale a Milano nel 2021. È nota per il suo impegno su temi come i diritti civili, le politiche europee e la valorizzazione dei giovani talenti, un argomento centrale anche nel suo libro del 2021, Exit Only, Cosa sbaglia l’Italia sui cervelli in fuga. Dopo essersi laureata in filosofia e lingue moderne presso l'Università di Oxford, ha completato un master a Sciences Po a Parigi e un dottorato in Affari Europei presso la London School of Economics, dove ha anche insegnato per un breve periodo. La sua carriera professionale si è concentrata sulle relazioni istituzionali in aziende tecnologiche come HP e Zoom, con particolare attenzione a cybersecurity e data policy.

NOI SUI TERRITORI, LA FORZA DI AZIONE

Chi ha contribuito con il proprio impegno e il proprio tempo al progetto di Azione va valorizzato e sostenuto. Dobbiamo far crescere la classe dirigente azionista coinvolgendola in processi decisionali e organizzativi chiari e codificati a tutti i livelli dirigenziali, basati sul merito e la competenza. Al contempo non possiamo più accettare che segretari e responsabili locali vengano esautorati e sostituiti con soggetti esterni appena entrati in Azione. Il nuovo e l’esistente vanno amalgamati bene e nel tempo per valorizzare i punti di forza di ciascuno. Ciò permetterà di ricostruire un legame bidirezionale tra la leadership e la base valorizzando i militanti azionisti sui territori.

DOVE VOGLIAMO AZIONE 

Azione a livello nazionale deve guardare al futuro dell'Europa e restare ancorata alla coalizione che governa le sue istituzioni (Popolari, Socialisti & Democratici e Liberaldemocratici). Un'Europa che deve vivere una stagione da protagonista consapevole dei rischi che corre se non si dota di una politica di difesa ed estera unica, se non fa suo il Rapporto Draghi per la Produttività e per la Crescita e se non affronta il tema del fenomeno migratorio in modo serio e unitario. 

Il nostro progetto deve restare indipendente dalle coalizioni di destra e di sinistra, consolidando la propria identità liberale e riformista in modo propositivo. In parole semplici: Azione non deve entrare nel campo largo, né diventare la stampella della maggioranza.

Di qui al 2027 Azione deve farsi promotrice di un’alternativa politica unitaria, solida e riconoscibile che sia il fulcro su cui costruire una proposta liberal-democratica e riformista capace di ritrovare come minimo il consenso del “Terzo Polo” del 2022. Si tratta di una proposta inclusiva, all’interno della quale troveranno spazio le culture del socialismo liberale di cui Gobetti fu l’ispiratore e del popolarismo sturziano.

PERCHÉ ALTERNATIVI MA NON EQUIDISTANTI

È evidente che sui diversi argomenti non può esserci equidistanza da destra e sinistra. Se da un lato sui temi delle infrastrutture o dell’approvvigionamento energetico possiamo essere più vicini alle proposte del centro destra (molto più possibilista sul nucleare, per esempio), sui temi delle libertà economiche, della concorrenza, dei diritti sociali e civili il nostro partito deve mantenere posizioni significativamente e chiaramente diverse da quelle del governo di destra perché non possono essere messi in discussione i diritti sociali già acquisiti. 

PERCHÉ PROTAGONISTI

Azione dovrebbe cercare un dialogo attivo con le altre forze culturali, politiche, movimenti e personalità d’area, senza preclusioni o veti. In questo momento, purtroppo, a prevalere sono stati i distinguo e – nonostante le tante attestazioni di buona volontà – non si sono ancora fatti significativi passi avanti nella costruzione di un’alleanza o di un soggetto unico. Il nostro partito deve prendere parte in modo attivo e collaborativo alla costituzione di una proposta liberaldemocratica unitaria. 

Questo non vuol dire sciogliere Azione il giorno successivo al Congresso, ma porsi nell’ordine delle idee di voler condividere la nostra forza, le nostre strutture e le nostre competenze in un’alleanza più ampia nel momento in cui si creeranno le condizioni per farlo. 

Invitiamo tutti coloro che condividono questi valori a leggere la mozione congressuale ed a sostenere Giulia Pastorella in questa sfida che non vuole essere di contrapposizione a Carlo Calenda ma che rende Azione un partito più aperto, attrattivo, contendibile.

NOI A PARMA SIAMO CON GIULIA PASTORELLA

  • Massimo Pinardi
  • Dalmazio Dallaturca
  • Filippo Piazza

 

Per aiutare Giulia Pastorella a diventare Segretaria di Azione

  1. Fate o rinnovate la tessera sul sito di Azione entro il 31/12
  2. Iscrivetevi sul suo sito internet
avatar of the starter
Massimo PinardiPromotore della petizione

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Il problema

PERCHÉ SERVE GIULIA PASTORELLA ALLA GUIDA DI AZIONE

Giulia Pastorella, nata a Milano e vicepresidente di Azione, è stata tra i fondatori del partito, per il quale è stata eletta deputata nel 2022 e consigliera comunale a Milano nel 2021. È nota per il suo impegno su temi come i diritti civili, le politiche europee e la valorizzazione dei giovani talenti, un argomento centrale anche nel suo libro del 2021, Exit Only, Cosa sbaglia l’Italia sui cervelli in fuga. Dopo essersi laureata in filosofia e lingue moderne presso l'Università di Oxford, ha completato un master a Sciences Po a Parigi e un dottorato in Affari Europei presso la London School of Economics, dove ha anche insegnato per un breve periodo. La sua carriera professionale si è concentrata sulle relazioni istituzionali in aziende tecnologiche come HP e Zoom, con particolare attenzione a cybersecurity e data policy.

NOI SUI TERRITORI, LA FORZA DI AZIONE

Chi ha contribuito con il proprio impegno e il proprio tempo al progetto di Azione va valorizzato e sostenuto. Dobbiamo far crescere la classe dirigente azionista coinvolgendola in processi decisionali e organizzativi chiari e codificati a tutti i livelli dirigenziali, basati sul merito e la competenza. Al contempo non possiamo più accettare che segretari e responsabili locali vengano esautorati e sostituiti con soggetti esterni appena entrati in Azione. Il nuovo e l’esistente vanno amalgamati bene e nel tempo per valorizzare i punti di forza di ciascuno. Ciò permetterà di ricostruire un legame bidirezionale tra la leadership e la base valorizzando i militanti azionisti sui territori.

DOVE VOGLIAMO AZIONE 

Azione a livello nazionale deve guardare al futuro dell'Europa e restare ancorata alla coalizione che governa le sue istituzioni (Popolari, Socialisti & Democratici e Liberaldemocratici). Un'Europa che deve vivere una stagione da protagonista consapevole dei rischi che corre se non si dota di una politica di difesa ed estera unica, se non fa suo il Rapporto Draghi per la Produttività e per la Crescita e se non affronta il tema del fenomeno migratorio in modo serio e unitario. 

Il nostro progetto deve restare indipendente dalle coalizioni di destra e di sinistra, consolidando la propria identità liberale e riformista in modo propositivo. In parole semplici: Azione non deve entrare nel campo largo, né diventare la stampella della maggioranza.

Di qui al 2027 Azione deve farsi promotrice di un’alternativa politica unitaria, solida e riconoscibile che sia il fulcro su cui costruire una proposta liberal-democratica e riformista capace di ritrovare come minimo il consenso del “Terzo Polo” del 2022. Si tratta di una proposta inclusiva, all’interno della quale troveranno spazio le culture del socialismo liberale di cui Gobetti fu l’ispiratore e del popolarismo sturziano.

PERCHÉ ALTERNATIVI MA NON EQUIDISTANTI

È evidente che sui diversi argomenti non può esserci equidistanza da destra e sinistra. Se da un lato sui temi delle infrastrutture o dell’approvvigionamento energetico possiamo essere più vicini alle proposte del centro destra (molto più possibilista sul nucleare, per esempio), sui temi delle libertà economiche, della concorrenza, dei diritti sociali e civili il nostro partito deve mantenere posizioni significativamente e chiaramente diverse da quelle del governo di destra perché non possono essere messi in discussione i diritti sociali già acquisiti. 

PERCHÉ PROTAGONISTI

Azione dovrebbe cercare un dialogo attivo con le altre forze culturali, politiche, movimenti e personalità d’area, senza preclusioni o veti. In questo momento, purtroppo, a prevalere sono stati i distinguo e – nonostante le tante attestazioni di buona volontà – non si sono ancora fatti significativi passi avanti nella costruzione di un’alleanza o di un soggetto unico. Il nostro partito deve prendere parte in modo attivo e collaborativo alla costituzione di una proposta liberaldemocratica unitaria. 

Questo non vuol dire sciogliere Azione il giorno successivo al Congresso, ma porsi nell’ordine delle idee di voler condividere la nostra forza, le nostre strutture e le nostre competenze in un’alleanza più ampia nel momento in cui si creeranno le condizioni per farlo. 

Invitiamo tutti coloro che condividono questi valori a leggere la mozione congressuale ed a sostenere Giulia Pastorella in questa sfida che non vuole essere di contrapposizione a Carlo Calenda ma che rende Azione un partito più aperto, attrattivo, contendibile.

NOI A PARMA SIAMO CON GIULIA PASTORELLA

  • Massimo Pinardi
  • Dalmazio Dallaturca
  • Filippo Piazza

 

Per aiutare Giulia Pastorella a diventare Segretaria di Azione

  1. Fate o rinnovate la tessera sul sito di Azione entro il 31/12
  2. Iscrivetevi sul suo sito internet
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Massimo PinardiPromotore della petizione

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Petizione creata in data 17 dicembre 2024