Appello per la gestione pubblica del servizio idrico nella città metropolitana di Bologna

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Quando arriverà a1.500 firme, questa petizione avrà più possibilità di essere presa in considerazione dai media e dai giornali locali!

Noi cittadini/e, associazioni e movimenti sottoscrittori del presente appello, in considerazione della vicina scadenza dell’affidamento del servizio idrico del territorio Bolognese (19 dicembre 2021),

ritenendo che:

  • la pandemia da Coronavirus ha prodotto accanto alla crisi sanitaria una oggettiva limitazione dei diritti fondamentali e compressione degli spazi di partecipazione democratica;
  • la crisi sanitaria si incrocia con la crisi climatica ed ambientale ed una profonda crisi sociale ed economica;
  • appare ancora più evidente la necessità di difendere i beni comuni e quindi la gestione pubblica e comunitaria dei fattori strategici della vita umana: salute, ambiente, acqua etc.

Ricordando che a dieci anni dalla vittoria storica nel nostro Paese del referendum sull’acqua (oltre che sul nucleare), quel risultato è stato disatteso e dunque resta attuale l’obiettivo di sottrarre l’acqua al mercato ed al profitto, andando verso una sua gestione pubblica e partecipata dai cittadini e dalle comunità locali.

Rilevando come nel Recovery Plan si intenda dare nuovo impulso alle privatizzazioni del servizio idrico e ciò non è più accettabile.

Esprimiamo tutta la nostra preoccupazione per la situazione che si profila e ribadiamo la necessità di una radicale inversione di rotta per riaffermare il valore umano e universale dell’acqua bene comune. Per questo, a livello locale e approssimandosi la scadenza dell’affidamento del servizio idrico, chiediamo:

  1. che sia realizzato uno studio di fattibilità per l’organizzazione del servizio tramite un’azienda pubblica totalmente controllata dai Comuni;
  2. l’apertura di un percorso democratico di discussione tramite un FORUM PARTECIPATIVO che identifichi l’impatto ambientale, sociale ed economico del servizio di una azienda pubblica;
  3. alle Amministrazioni di evitare la scelta della gara europea che precipiterebbe in una gestione privatistica, scegliendo l’opzione dell’azienda speciale pubblica con la quale i Comuni potranno esercitare la propria responsabilità di rispondere alle esigenze dei cittadini e del territorio.

A 10 anni da quella vittoria basata sull’affermazione dei diritti di tutti sui profitti di pochi, facciamo del 2021 un anno di svolta per l’acqua.