OSP a Roma: Gatsby Café a rischio chiusura

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LA REALIZZAZIONE DI UN'IMPRESA. IL NOSTRO APPELLO.
Cari Amici, quattro anni fa ci convincemmo che nel cuore dell’Esquilino, in particolare nell'antica cappelleria Venturini poi divenuta il Gatsby Café, si nascondessero grandi potenzialità e l’opportunità di provare a costruire qualcosa di bello, importante, inusuale.

Armati di entusiasmo, forza di volontà, un po' di incoscienza ci buttammo anima e corpo all'inseguimento di questo grande sogno, impegnando tutti i nostri risparmi, chiedendo prestiti e tutte le agevolazioni possibili. La risposta della gente, sin dai primi mesi dei lavori, fu altrettanto entusiasmante, quasi travolgente: gli elementi per far funzionare il progetto si stavano incastrando a meraviglia.

IN QUEL MOMENTO TUTTO DIPENDEVA DA NOI.

Abbiamo conosciuto così le responsabilità, le preoccupazioni, gli intoppi, le spese impreviste che ogni attività in avviamento nasconde, i grandi exploit così come gli scivoloni, ma alla fine siamo stati ripagati.

Possiamo dire di aver fatto un buon lavoro: il Gatsby Café fino a ieri era un’azienda sana e in costante crescita, che negli anni ha riportato un po’ di luce nei portici di piazza Vittorio, da troppo tempo al buio. Senza la dedizione del nostro staff, il sostegno e la partecipazione dei clienti - molti dei quali diventati amici - e delle amministrazioni non sarebbe stato possibile.

Tanto ancora avremmo voluto fare.

Abbiamo vissuto come tutti voi questa situazione drammatica, con la speranza - che però si affievolisce sempre più - di poter ripartire e dare nuova linfa al nostro sogno. Purtroppo la matematica delle nostre finanze tradisce questa volontà. Intraprendere in Italia è complicato e poco fruttuoso in tempo di pace, figurarsi in questa situazione. Le spese accumulate sono tante e affrontarle con le condizioni di contorno che ci attendono sarà impossibile.

Molti dei costi fissi che ogni mese sosteniamo restano invariati e difficilmente saranno coperti a causa della drastica diminuzione degli incassi, dovuta alla radicale riduzione dello spazio fruibile all’interno del locale.

Così non possiamo risollevarci. NON DIPENDE PIU' SOLO DA NOI.

IL NOSTRO PERTANTO E' UN APPELLO alle Amministrazioni locali affinché ci venga data la possibilità di occupare spazio all'esterno.

Proprio davanti al locale c’è un'area totalmente libera e fuori dai portici, un tempo occupata da un’edicola in stato di abbandono per anni, in cui la presenza di tavoli, rispettando le distanze di sicurezza, non ostacolerebbe in alcun modo il passaggio pedonale.

Disporre di tavolini all’aperto garantirebbe maggiore sicurezza per la clientela, e sarebbe l’unico modo per rendere quanto meno sostenibile la nostra attività, nel tentativo di evitarne la chiusura.

Abbiamo già fatto questa richiesta in passato e ci è stato risposto che quattro tavolini, dove prima c'era un'edicola, sono d'intralcio alle vie di fuga della metro. Abbiamo chiesto come mai in quelle stesse vie di fuga ci si possa parcheggiare un'automobile e ci è stato risposto che un'automobile non è un tavolino. Abbiamo chiesto come mai in altre zone in prossimità della metropolitana è stata concessa l'OSP e ci è stato detto che si trattava di vecchie autorizzazioni, abbiamo chiesto di mettere i tavolini sotto ai portici per scoprire che non si può per una questione di decoro urbano. Insomma: dura lex, sed lex.

Siamo consapevoli che le stesse Amministrazioni, che a più riprese si sono rese disponibili al confronto, devono sottostare a questo ipertrofico impianto burocratico che ne limita il potere decisionale.

Chiediamo che venga compiuto uno sforzo eccezionale.
Chiediamo che per una volta non sia l'ennesima impresa a chiudere, ma piuttosto che a soccombere sia una norma insensata e obsoleta.

Lo chiediamo a persone che hanno la nostra assoluta fiducia e nelle mani delle quali riponiamo il nostro futuro e quello della nostra azienda: Nicola Zingaretti, Virginia Raggi, Marta Leonori, Sabrina Alfonsi, Stefano Marin, Tatiana Campioni, Carlo Cafarotti.

Siamo consapevoli che in questo momento ognuno di noi è alle prese con tante difficoltà e con differenti priorità, ma siamo altrettanto convinti che nella coesione della comunità risieda la forza per potersi risollevare dalle crisi più profonde.

Nella speranza di contraccambiare il vostro sostegno con le nostre attenzioni, speriamo di vedervi presto al Gatsby.