Vietate l’abuso di IA: proteggiamo volto, voce e identità dei cittadini italiani

Firmatari recenti
elisa sardella e altri 19 hanno firmato di recente.

Il problema

“Io non sono un dato: vogliamo una legge per proteggere il volto, la voce e l’identità nell’era dell’intelligenza artificiale”

Prof. Giuseppe Lavenia, psicologo, psicoterapeuta, docente universitario, presidente Associazione Nazionale Dipendenze Tecnologiche, esperto di benessere digitale.

Questa petizione riguarda tutti noi: cittadini, genitori, lavoratori, giovani, anziani. Oggi, l’intelligenza artificiale può prendere il nostro volto, la nostra voce, il nostro corpo e usarli senza permesso. Può farci dire cose mai dette, farci apparire in video mai girati, generare immagini false a nostro nome. Nessuno è al sicuro: bastano pochi secondi di video o audio rubati online per entrare in questo gioco pericoloso.

Se non interveniamo, rischiamo di perdere il controllo sulla nostra identità digitale. Diventeremo vulnerabili a frodi, truffe, ricatti, attacchi reputazionali. Ma soprattutto, rischiamo di perdere la fiducia: non sapremo più distinguere il vero dal falso, il reale dal manipolato. Una legge chiara e coraggiosa potrebbe invece ridare dignità, sicurezza e trasparenza, garantendo che l’innovazione tecnologica sia sempre al servizio dell’essere umano.

Il momento è adesso. L’intelligenza artificiale evolve ogni giorno più velocemente, e i danni già ci sono: basti pensare ai deepfake a sfondo sessuale, alle truffe vocali, ai falsi video virali. Non possiamo aspettare che arrivi il prossimo scandalo per muoverci. Chiediamo al Governo italiano e al Parlamento di varare subito una legge che vieti l’uso improprio del volto, della voce e dell’identità personale. Per proteggere il nostro futuro, serve agire subito.

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Giuseppe LaveniaPromotore della petizione

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“Io non sono un dato: vogliamo una legge per proteggere il volto, la voce e l’identità nell’era dell’intelligenza artificiale”

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Questa petizione riguarda tutti noi: cittadini, genitori, lavoratori, giovani, anziani. Oggi, l’intelligenza artificiale può prendere il nostro volto, la nostra voce, il nostro corpo e usarli senza permesso. Può farci dire cose mai dette, farci apparire in video mai girati, generare immagini false a nostro nome. Nessuno è al sicuro: bastano pochi secondi di video o audio rubati online per entrare in questo gioco pericoloso.

Se non interveniamo, rischiamo di perdere il controllo sulla nostra identità digitale. Diventeremo vulnerabili a frodi, truffe, ricatti, attacchi reputazionali. Ma soprattutto, rischiamo di perdere la fiducia: non sapremo più distinguere il vero dal falso, il reale dal manipolato. Una legge chiara e coraggiosa potrebbe invece ridare dignità, sicurezza e trasparenza, garantendo che l’innovazione tecnologica sia sempre al servizio dell’essere umano.

Il momento è adesso. L’intelligenza artificiale evolve ogni giorno più velocemente, e i danni già ci sono: basti pensare ai deepfake a sfondo sessuale, alle truffe vocali, ai falsi video virali. Non possiamo aspettare che arrivi il prossimo scandalo per muoverci. Chiediamo al Governo italiano e al Parlamento di varare subito una legge che vieti l’uso improprio del volto, della voce e dell’identità personale. Per proteggere il nostro futuro, serve agire subito.

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