Via il busto celebrativo di Mussolini dal Museo del Risorgimento!

Il problema

Un secolo fa Giacomo Matteotti pronunciava alla Camera dei Deputati un memorabile discorso di orgoglio democratico che gli costò la vita, massacrato da un manipolo di fascisti. Dell’ orribile delitto Mussolini si assunse pubblicamente la responsabilità di esserne il mandante: “… io assumo, io solo, la responsabilità politica, morale, storica di tutto quanto è avvenuto … Se il fascismo è stato un'associazione a delinquere, io sono il capo di questa associazione a delinquere!”. Cinquanta anni fa la violenza fascista insanguinava ancora Brescia con la strage del 28 maggio. Oggi io chiedo che cessi la vergogna del colossale busto celebrativo esposto in pompa magna nel Museo del Risorgimento di Brescia. L’imponente bronzo, con dimensioni molto più grandi di quelle di una figura umana, troneggia con grande risalto espositivo a pochi metri dalla conclusione del percorso espositivo. L’inserimento trae pretesto dalla sezione “Eredità”. Trovo vergognosamente offensivo considerare questa ingombrante figura, con gli inenarrabili lutti e violenze che l’hanno accompagnata, una eredità risorgimentale. Trovo inaccettabili le timide espressioni di critica che appaiono a commento, quasi a giustificazione storica.

Analisi dell'opera.
fonte: https://www.analisidellopera.it/il-busto-di-benito-mussolini-adolfo-wildt/
Adolfo Wildt concepì il busto come opera di propaganda, destinato quindi ad una esposizione pubblica. La scultura richiede una visione frontale determinata dalla progettazione simmetrica e dalla posizione del busto e del viso. Anche lo sguardo puntato in avanti proietta in tale direzione l’interazione con l’osservatore che diventa fedele seguace in ammirazione dell’effige del Duce.
La statua presenta una forte simmetria e una solida base di appoggio nel tronco che si allarga in basso. Inoltre le forme definite ma semplici bloccano la figura in una posizione fissa che diventa immobilità celebrativa. Nella sua concezione strutturale il busto di Mussolini si avvicina così alle sculture di antichi sovrani. Il bronzo si propone pertanto come effigie sacra che si offre all’adorazione dei suoi seguaci.
VIA IL BUSTO CELEBRATIVO DI MUSSOLINI DAL MUSEO DEL RISORGIMENTO DI BRESCIA! Segui gli aggiornamenti progressivi delle iniziative a supporto della petizione e gli approfondimenti sull'argomento su https://www.facebook.com/RisorgimentoBresciano/

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Gabriele ChiesaPromotore della petizionePartecipo a progetti di impegno sociale. Vivo per tracciare segni: nelle menti, negli occhi, nei cuori. Mi occupo di studi e ricerche nell’ambito del linguaggio e della storia degli antichi processi fotografici.

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Il problema

Un secolo fa Giacomo Matteotti pronunciava alla Camera dei Deputati un memorabile discorso di orgoglio democratico che gli costò la vita, massacrato da un manipolo di fascisti. Dell’ orribile delitto Mussolini si assunse pubblicamente la responsabilità di esserne il mandante: “… io assumo, io solo, la responsabilità politica, morale, storica di tutto quanto è avvenuto … Se il fascismo è stato un'associazione a delinquere, io sono il capo di questa associazione a delinquere!”. Cinquanta anni fa la violenza fascista insanguinava ancora Brescia con la strage del 28 maggio. Oggi io chiedo che cessi la vergogna del colossale busto celebrativo esposto in pompa magna nel Museo del Risorgimento di Brescia. L’imponente bronzo, con dimensioni molto più grandi di quelle di una figura umana, troneggia con grande risalto espositivo a pochi metri dalla conclusione del percorso espositivo. L’inserimento trae pretesto dalla sezione “Eredità”. Trovo vergognosamente offensivo considerare questa ingombrante figura, con gli inenarrabili lutti e violenze che l’hanno accompagnata, una eredità risorgimentale. Trovo inaccettabili le timide espressioni di critica che appaiono a commento, quasi a giustificazione storica.

Analisi dell'opera.
fonte: https://www.analisidellopera.it/il-busto-di-benito-mussolini-adolfo-wildt/
Adolfo Wildt concepì il busto come opera di propaganda, destinato quindi ad una esposizione pubblica. La scultura richiede una visione frontale determinata dalla progettazione simmetrica e dalla posizione del busto e del viso. Anche lo sguardo puntato in avanti proietta in tale direzione l’interazione con l’osservatore che diventa fedele seguace in ammirazione dell’effige del Duce.
La statua presenta una forte simmetria e una solida base di appoggio nel tronco che si allarga in basso. Inoltre le forme definite ma semplici bloccano la figura in una posizione fissa che diventa immobilità celebrativa. Nella sua concezione strutturale il busto di Mussolini si avvicina così alle sculture di antichi sovrani. Il bronzo si propone pertanto come effigie sacra che si offre all’adorazione dei suoi seguaci.
VIA IL BUSTO CELEBRATIVO DI MUSSOLINI DAL MUSEO DEL RISORGIMENTO DI BRESCIA! Segui gli aggiornamenti progressivi delle iniziative a supporto della petizione e gli approfondimenti sull'argomento su https://www.facebook.com/RisorgimentoBresciano/

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Gabriele ChiesaPromotore della petizionePartecipo a progetti di impegno sociale. Vivo per tracciare segni: nelle menti, negli occhi, nei cuori. Mi occupo di studi e ricerche nell’ambito del linguaggio e della storia degli antichi processi fotografici.

I decisori

Stefano Karadjov
Stefano Karadjov
Direttore della Fondazione Brescia Musei

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Petizione creata in data 30 maggio 2024