Via Berta vada in pensione, è l’ora di Jaime Pintor

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Il problema

Dioghenes APS e WordNews.it lanciano la proposta di una petizione per chiedere al Comune di Isernia di cambiare nome alla via dedicata allo squadrista fascista.

«Via Giovanni Berta» non è solo un ricordo del Ventennio. A Isernia resiste come un fossile politico. Berta – martire costruito ad arte dalla propaganda di Mussolini – fu simbolo dello squadrismo teleguidato dai padroni contro operai e contadini. Tenerne in vita il nome significa legittimare un passato di violenza che la Costituzione, con l’articolo XII delle Disposizioni finali, ripudia senza mezze misure.

Dioghenes APS e la redazione di WordNews.it hanno deciso di dire basta, ragionando sulla proposta di una petizione popolare che chiede al Consiglio comunale di:

Revocare l’intitolazione a Giovanni Berta;
Dedicare la stessa via a Jaime Pintor, giovane scrittore-partigiano caduto su una mina sul vicino Monte Marrone il 1° dicembre 1943.

Chi era Jaime Pintor?

Classe 1919, raffinato traduttore, scelse la clandestinità antifascista, varcò il Volturno per portare informazioni agli Alleati e pagò con la vita la scelta di stare “dalla parte giusta della storia”. In poche parole: un simbolo di coraggio, cultura e Resistenza nato altrove ma morto qui, sul nostro Appennino.

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