Verona ha fame di cultura, non di centri commerciali.

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Il problema

Per il futuro degli ex Magazzini Generali e una nuova visione per gli spazi strategici di Verona
Il contesto e la visione

Gli ex Magazzini Generali rappresentano uno dei più importanti complessi di archeologia industriale del nostro Paese e un luogo identitario per Verona. Nel corso degli anni, scelte e trasformazioni urbanistiche hanno progressivamente ridotto la vocazione pubblica e collettiva di quest’area a favore di una destinazione prevalentemente commerciale.

La Rotonda (l’ex Stazione frigorifera), oggi vuota, è il simbolo più evidente di una riflessione necessaria: il vero tema non è soltanto un singolo edificio, ma la visione complessiva con cui Verona decide il destino dei propri spazi strategici.

Riteniamo che cultura, socialità e sostenibilità economica non siano modelli alternativi o incompatibili. Come dimostrano le migliori esperienze europee di rigenerazione urbana, è possibile coniugare equilibrio di bilancio, valorizzazione del patrimonio, iniziativa privata e interesse collettivo attraverso modelli gestionali innovativi, aperti e partecipati.

La proprietà privata persegue legittimamente i propri obiettivi economici. È tuttavia compito della politica e dell’Amministrazione comunale esercitare il proprio ruolo di indirizzo urbanistico e chiarire quale modello di città si intende costruire per le presenti e future generazioni.

Le 4 richieste all'Amministrazione Comunale di Verona
Chiediamo al Sindaco e alla Giunta di farsi promotori di una strategia chiara per il futuro del compendio degli ex Magazzini Generali, attraverso 4 passaggi concreti:

  1. Percorso pubblico di confronto e coprogettazione:
    Istituire un tavolo trasparente e partecipato che coinvolga l'Amministrazione comunale, la proprietà, le realtà culturali, formative e associative, le università e la cittadinanza per definire insieme gli indirizzi strategici dell'area.
  2. Equilibrio funzionale e vocazione pubblica:
    Riconoscere e promuovere per il compendio un modello a funzioni ibride, in cui la dimensione commerciale sia complementare e integrata a spazi dedicati alla cultura, alla creatività, all'innovazione sociale e alla comunità.
  3. Inquadramento urbanistico e di salvaguardia:
    Utilizzare gli strumenti di pianificazione e di governo del territorio (a partire dal Piano degli Interventi) per garantire nel tempo la coerenza tra le trasformazioni degli spazi strategici e il pubblico interesse.
  4. Usi temporanei e sperimentazione:
    Favorire percorsi di riattivazione temporanea degli spazi non utilizzati attraverso bandi ed eventi culturali, artistici e civici, verificando sul campo modelli di gestione sostenibili senza attendere i tempi lunghi della riconversione definitiva.

Perché firmare?

Firmare questa petizione significa chiedere all'Amministrazione comunale una presa di posizione pubblica, trasparente e lungimirante sul destino dei luoghi strategici di Verona. Significa dare voce a una comunità che crede in una città capace di generare cultura, socialità e sviluppo condiviso.

Le sottoscrizioni raccolte vengono trasmesse formalmente a Palazzo Barbieri per aprire un confronto istituzionale concreto e trasparente.

Unisciti a noi per dare una visione a Verona.

Facciamo sentire la voce della Verona che costruisce, che sogna, che crea.

Da questa petizione nasce un movimento popolare che chiede un distretto popolare: un distretto pop!

Segui l'iniziativa su www.distretto.org

 

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Distretto PopPromotore della petizionedistretto.org @distretto.pop.verona

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