

Verona ha fame di cultura, non di centri commerciali.


Verona ha fame di cultura, non di centri commerciali.
Il problema
Dopo anni di speculazioni, progetti mai realizzati e destinazioni d'uso orientate all’interesse privato, gli Ex Magazzini Generali di Verona sono diventati il simbolo di una città che ha smarrito la visione del bene comune.
Oggi, con la chiusura di Eataly, abbiamo davanti agli occhi il fallimento di un modello che ha sacrificato uno dei più importanti esempi di archeologia industriale d’Italia sull’altare del profitto veloce.
Eppure, un'altra Verona è possibile. Una Verona viva, partecipata, creativa. Come quella che per anni è cresciuta dentro Interzona, laboratorio di cultura indipendente, riconosciuto a livello internazionale, che ha animato gli spazi degli ex Magazzini Generali dal basso, con l’energia di centinaia di volontari e migliaia di partecipanti.
Chiediamo alle istituzioni locali di restituire alla città gli spazi dei Magazzini Generali come vero polo culturale, sociale e sportivo.
Chiediamo che venga ripristinata la destinazione culturale degli edifici.
Spazi aperti alle associazioni, ai giovani, agli artisti, ai musicisti, a chi fa teatro, cinema, danza, sport, cittadinanza attiva. Spazi liberi, accessibili, pensati per il bene pubblico, non per il bilancio dei privati.
Chiediamo 4 azioni concrete al Comune di Verona:
-
Fase sperimentale temporanea: autorizzare subito l'uso temporaneo degli spazi per eventi, mostre, musica, laboratori e incontri pubblici, senza attendere interventi permanenti. Riapriamo i Magazzini alla città!
- Destinazione funzionale vincolata: stabilire formalmente che almeno il 60–70% degli spazi sia dedicato a funzioni culturali, creative ed educative. Il commerciale non va escluso a priori, ma deve restare complementare al progetto di partecipazione.
- Disciplina urbanistica specifica: inserire una scheda norma dedicata nel Piano degli Interventi per rendere questa destinazione vincolante nel tempo, proteggendo il ruolo strategico dei Magazzini per le generazioni future.
- Percorso pubblico e trasparente: Promuovere un processo aperto con istituzioni, università, associazioni e cittadini per costruire un progetto condiviso, all'altezza del valore storico e urbano di questo luogo.
Verona ha bisogno di visione, di coraggio, di spazi comuni. Serve una città che ascolti, che includa, che generi cultura, non solo consumo.
Gli spazi non chiedono padroni. Chiedono vita.
Perché firmare?
Firmare significa chiedere con forza che i Magazzini Generali vengano restituiti alla città come luogo pubblico dedicato alla cultura, alla creatività e alla socialità.
Le firme raccolte saranno consegnate alle istituzioni cittadine per avviare un confronto pubblico sul futuro dell’area.
Firma e fai firmare questa petizione.
Facciamo sentire la voce della Verona che costruisce, che sogna, che crea.
Da questa petizione nasce un movimento popolare che chiede un distretto popolare: un distretto pop!
Segui l'iniziativa su www.distretto.org

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Il problema
Dopo anni di speculazioni, progetti mai realizzati e destinazioni d'uso orientate all’interesse privato, gli Ex Magazzini Generali di Verona sono diventati il simbolo di una città che ha smarrito la visione del bene comune.
Oggi, con la chiusura di Eataly, abbiamo davanti agli occhi il fallimento di un modello che ha sacrificato uno dei più importanti esempi di archeologia industriale d’Italia sull’altare del profitto veloce.
Eppure, un'altra Verona è possibile. Una Verona viva, partecipata, creativa. Come quella che per anni è cresciuta dentro Interzona, laboratorio di cultura indipendente, riconosciuto a livello internazionale, che ha animato gli spazi degli ex Magazzini Generali dal basso, con l’energia di centinaia di volontari e migliaia di partecipanti.
Chiediamo alle istituzioni locali di restituire alla città gli spazi dei Magazzini Generali come vero polo culturale, sociale e sportivo.
Chiediamo che venga ripristinata la destinazione culturale degli edifici.
Spazi aperti alle associazioni, ai giovani, agli artisti, ai musicisti, a chi fa teatro, cinema, danza, sport, cittadinanza attiva. Spazi liberi, accessibili, pensati per il bene pubblico, non per il bilancio dei privati.
Chiediamo 4 azioni concrete al Comune di Verona:
-
Fase sperimentale temporanea: autorizzare subito l'uso temporaneo degli spazi per eventi, mostre, musica, laboratori e incontri pubblici, senza attendere interventi permanenti. Riapriamo i Magazzini alla città!
- Destinazione funzionale vincolata: stabilire formalmente che almeno il 60–70% degli spazi sia dedicato a funzioni culturali, creative ed educative. Il commerciale non va escluso a priori, ma deve restare complementare al progetto di partecipazione.
- Disciplina urbanistica specifica: inserire una scheda norma dedicata nel Piano degli Interventi per rendere questa destinazione vincolante nel tempo, proteggendo il ruolo strategico dei Magazzini per le generazioni future.
- Percorso pubblico e trasparente: Promuovere un processo aperto con istituzioni, università, associazioni e cittadini per costruire un progetto condiviso, all'altezza del valore storico e urbano di questo luogo.
Verona ha bisogno di visione, di coraggio, di spazi comuni. Serve una città che ascolti, che includa, che generi cultura, non solo consumo.
Gli spazi non chiedono padroni. Chiedono vita.
Perché firmare?
Firmare significa chiedere con forza che i Magazzini Generali vengano restituiti alla città come luogo pubblico dedicato alla cultura, alla creatività e alla socialità.
Le firme raccolte saranno consegnate alle istituzioni cittadine per avviare un confronto pubblico sul futuro dell’area.
Firma e fai firmare questa petizione.
Facciamo sentire la voce della Verona che costruisce, che sogna, che crea.
Da questa petizione nasce un movimento popolare che chiede un distretto popolare: un distretto pop!
Segui l'iniziativa su www.distretto.org

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Petizione creata in data 29 maggio 2025