Verificare la compatibilità di Futuro Nazionale con la Costituzione italiana

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Le petizioni con più di 1.000 sostenitori hanno 5 volte più possibilità di vincere!
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Il problema

La Repubblica Italiana nasce dalla Resistenza e si fonda sui principi di democrazia, uguaglianza, libertà, pluralismo e antifascismo sanciti dalla Costituzione. La XII Disposizione finale vieta la riorganizzazione, sotto qualsiasi forma, del disciolto partito fascista e affida alle istituzioni democratiche il compito di vigilare sulla tutela dell'ordinamento costituzionale.

Negli ultimi mesi, la nascita del movimento politico Futuro Nazionale e le dichiarazioni dei suoi principali esponenti hanno suscitato forte preoccupazione in una parte significativa dell'opinione pubblica. Tali preoccupazioni non nascono oggi, ma affondano le loro radici almeno nel 2023, anno della pubblicazione del libro Il mondo al contrario di Roberto Vannacci.

In quel volume, che ha segnato l'inizio della sua ascesa politica nazionale, venivano espresse affermazioni che hanno suscitato ampie polemiche nel dibattito pubblico. Tra queste, la dichiarazione: «Cari omosessuali, normali non lo siete, fatevene una ragione! La normalità è l'eterosessualità». Nello stesso libro si legge inoltre: «Mussolini è uno statista come lo sono stati anche Cavour, Stalin e tutti gli uomini che hanno occupato posizioni di Stato: è la prima definizione di “statista” sul dizionario».

Negli anni successivi, quelle posizioni si sono trasformate in una proposta politica organizzata. Nel programma presentato da Futuro Nazionale trovano spazio concetti come la cosiddetta "remigrazione" come alternativa all'integrazione, una visione della società fondata sulla difesa dell'identità nazionale in termini culturali ed etnici, l'idea di una scuola "dura e selettiva come la vita", il ritorno al lavoro a partire dai 14 anni e una concezione fortemente identitaria del ruolo della religione nello spazio pubblico. 

A queste posizioni si aggiungono dichiarazioni pubbliche che hanno contribuito ad alimentare un clima di contrapposizione nei confronti delle minoranze. Il 23 giugno 2026, durante la discussione alla Camera sul Piano Casa, il deputato Rossano Sasso ha affermato: «Nelle nostre case popolari, sui citofoni non abbiamo più Giuseppe, non abbiamo più Maria, non abbiamo più Francesco. Abbiamo Omar, Mohamed, Abdul». Nello stesso intervento ha aggiunto: «I filo-islamisti e gli amici dei musulmani sappiamo dove siedono».

Riteniamo che tali dichiarazioni e alcune delle proposte avanzate da Futuro Nazionale meritino una seria attenzione istituzionale. Non perché in democrazia debbano essere limitate le opinioni politiche, ma perché la libertà politica deve sempre esercitarsi nel rispetto dei principi fondamentali della Costituzione, della pari dignità di tutti i cittadini e del ripudio di ogni forma di discriminazione.

Per questo chiediamo al Presidente del Consiglio dei Ministri, al Ministro dell'Interno, alle Commissioni Affari Costituzionali del Parlamento e a tutte le autorità competenti di verificare se l'azione politica, il programma, le dichiarazioni pubbliche e le iniziative riconducibili a Futuro Nazionale siano pienamente compatibili con i principi fondamentali della Costituzione italiana, con la XII Disposizione finale e con la normativa posta a tutela della democrazia e dell'uguaglianza tra i cittadini.

Difendere la Costituzione non significa limitare il pluralismo politico. Significa garantire che il confronto democratico si svolga sempre nel rispetto dei valori che fondano la Repubblica.

Per queste ragioni chiediamo alle istituzioni di agire con la massima attenzione e trasparenza e invitiamo tutti i cittadini che credono nella democrazia costituzionale, nell'uguaglianza e nell'antifascismo a sostenere questa richiesta firmando la presente petizione.

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giacomo pelliniPromotore della petizione

I decisori

Giorgia Meloni
Presidente di Fratelli d'Italia
Andrea De Priamo
Andrea De Priamo
Presidente della I Commissione "Affari Costituzionali" del Senato della Repubblica
Nazario Pagano
Nazario Pagano
Presidente della I Commissione "Affari Costituzionali" della Camera dei deputati
Matteo Piantedosi
Matteo Piantedosi
Ministro dell'Interno

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