Valutare i Dirigenti Scolastici? Sì, ma con Logica.

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Il problema

Oggetto: A proposito della Valutazione dei Dirigenti Scolastici

Cari Colleghi,

con la recente approvazione del sistema di valutazione dei Dirigenti Scolastici – attesa da oltre trent’anni – si conclude una delle gestazioni più lunghe e contraddittorie del nostro ordinamento. Ma se davvero fosse giunto il momento della valutazione, prima ancora di definire come si valuterà, bisognerebbe finalmente chiedersi cosa valutare.
Perché è evidente che, in trent’anni, nessuno ha davvero capito cosa fa un dirigente scolastico.

Senza voler ritardare oltre questo lungo e incerto percorso, ci permettiamo di offrire alcuni spunti, come contributo libero e non vincolante, affinché almeno ci si interroghi sull’essenziale.

Valuteremmo – ad esempio – la prontezza d’intervento di un DS dinanzi a un’ideazione suicidaria, a un alunno che si taglia, a un articolo 3 comma 3 senza docente di sostegno, a un minore in dispersione scolastica.

Valuteremmo  la capacità del DS di sostituirsi all’avvocatura dello Stato, affrontando contenziosi, accessi agli atti, ricorsi e istanze disciplinari, garantendo diritti e tutele a grandi e piccini, con rigore e umanità.

Valuteremmo la capacità di tenere in piedi scuole senza collaboratori scolastici, senza amministrativi, con cattedre vacanti, con insegnanti di sostegno non specializzati, con personale assente a rotazione per malattia, visite, assemblee, 104, donazioni del sangue etc.

Valuteremmo la capacità del DS di organizzare gli orari in armonia con trasporti scolastici e corriere, mense e attività pomeridiane, dividere soldi del FIS e affidare incarichi sottopagati, di valorizzare il personale dividendo l’atomo e convincere i docenti che non si lavora per il compenso da coordinatore o da ora eccedente, ma perché siamo tutti una squadra e quanto è bella la scuola e gli open day "a gratis" e fare l’accompagnatore e non dormire la notte…

Valuteremmo la capacità di far entrare lo scibile umano nelle 40+40 ore mantenendo gli organi collegiali dei luoghi di democrazia, e mettendo in quelle ore anche la formazione docenti e i GLH…

Valuteremmo la disponibilità  dei dirigenti, dopo  lo stress degli organici, dei perdenti posto, dei soprannumerari, delle convalide, delle graduatorie di istituto e provinciali e i concorsi nella tua sede e i titoli falsi e i depennamenti e i decreti di esecuzione sentenze,  l’RSPP, RLS, MC, DPO che ti ricordano i sempre nuovi adempimenti, ancora avere la disponibilità a fare rete con il Comune e le altre scuole, l’Erasmus, l’orientamento, i viaggi, le uscite didattiche, le visite di un giorno e il CIG per il trasporto e i controlli ANAC, le dichiarazioni del RUP e gli obblighi del codice degli appalti, le pieghe del  programma annuale, delle minute spese e del  conto consuntivo e l’attività negoziale, i ratei e le comunicazioni obbligatorie, i tempi per la denuncia INAIL e la rivalsa INPS, la gestione contratti a SIDI, le distinte, i mandati e le maledettissime check list del PNRR, per non parlare del dover anche motivare il perché non hai validato entro 2 giorni - una ad una - le decine di ore di attività a registro Futura…

Valuteremmo, sì, anche gli esiti formativi degli studenti, il miglioramento, la riduzione della dispersione... ma con prudenza. Perché ancorare la nostra retribuzione di risultato agli INVALSI, mentre diciamo agli alunni che non influiranno sul loro percorso, è una contraddizione pedagogica e contrattuale. Una valutazione fatta su dati che gli studenti affrontano con un "chissenefrega" in tasca è una valutazione falsata.
E, permetteteci, anche irricevibile.

Un sistema di valutazione che guarda quasi esclusivamente alla dimensione di natura quantitativa, considerata da più parti l’elemento di neutra oggettività, rischia di comprimere e sottovalutare aspetti che non possono rientrare in asettici e numerici range.  La complessità del profilo dirigenziale nella Comunità Scolastica necessiterebbe, invece, di una valutazione che tenga conto dell’azione calata nei contesti di riferimento, anche attraverso momenti di interlocuzione che mettano al centro del processo il soggetto valutato, e non solo l’oggetto della valutazione.

Con profondo rammarico leggiamo le riflessioni, i dubbi, le contraddizioni che questo sistema, già fragile, sta facendo emergere e continuerà a produrre.
Avremmo dovuto contestarlo fin dall’inizio.
Ma così si è voluto. Con l’avallo di tutti.

Il nostro profilo è pieno di incongruenze: fasce di complessità, valutazione, reclutamento illogico e mobilità bloccata, il prelievo del 20% al FUN, l’onnicomprensività che ci esclude persino dalla possibilità di riconoscerci compensi per attività essenziali, rese possibili solo grazie alla nostra assunzione di responsabilità.

Abbiamo retto l’urto della pandemia, del digitale, dell’edilizia scolastica in crisi, dei PNRR dai tempi impossibili, della carenza strutturale di organico, della burocrazia impazzita. Lo abbiamo fatto per senso del dovere, per rispetto delle nostre comunità scolastiche, non certo per convenienza. Ma questo lavoro immane non trova riconoscimento.
Anche il Sindacato – spesso ridotto a ente di formazione e informazione – guarda altrove. 
Ci resta un sistema numerico, tecnocratico, quantitativo.
Ci resta il redde rationem.
Ci resta il continuare a lavorare, ancora, seguendo la logica dell'urgenza...
Ma ora, ora che che veniamo tutti valutati dall'alto, ora più che mai sentiamo l'urgenza di una logica: riconosciamo tutti ormai l'urgenza di un sistema più ragionato e ragionevole.
Qualcuno batta un colpo!

Con stima, rispetto e un po’ di amarezza,
buona Estate a tutti,
i DS firmatari:

Nazario Malandrino
Caterina Errichiello
Salvatore Longobardi
Nicola Ingenito

ADRIANA ROMA
ALESSANDRA PATERNITI
ANGELA DI MUCCIO
ANGELA LUCIBELLO
ANNA FOGGIA
ANTONELLA RINALDO
ANTONIETTA ESPOSITO
ANTONINO CERAVOLO
BEATRICE TEMPESTA
CARLA CARRARO
CLARA D'ARI
CLAUDIO FINELLI
CRISTINA GHIONE
DANIELA SPANÒ
DAVIDE SORIA
DONATELLA ANTONELLIS
ELENA BIONDI
ELENA GABRIELLI
ELENA TROPEA
ELEONORA ROMBOLÀ
ELISABETTA CARMELA DEDATO
ELISABETTA IACCARINO
ENRICO DAMORE
ERIKA LOMBARDI
FRANCESCA DE LUCA
FRANCESCA VELARDI
FRANCESCO COZZOLINO
FRANCESCO ROVIDA
GABRIELLA RUBINO
GIAMPIETRO FRIZZO
GIANFRANCO GIUSTA
GIOVANNI LORENZINI
GIOVANNI LUCA BARBONETTI
GIOVANNI POLICARO
GIULIANA MILANA
GIUSEPPE CIANCAGLINI
GIUSEPPINA BLENX
GIUSEPPINA PELELLA
ISABELLA POLIDORO
LAURA FOIS
LIDIA MANGANARO
LUANA POLLASTRI
LUCIA LOLLI
LUCIA TROIANO
LUISA DE SIMONE
MADDALENA CIOCI
MADDALENA DI MUCCIO
MARCO CAMPINI
MARCO DI MARO
MARCO PINTUS
MARIA BEATRICE FURLANI
MARIA CRISTUN CARNICELLA
MARIA DESIDERI
MARIA ZECCATO
MICHELA ZUCCARO
MICHELS PIRRÒ
NAZARIO MALANDRINO
PAOLA EBRANATI
PAOLA GIAGNOLI
RAFFAELLA ZANARDINI
REGINA CICCARELLI
RENATA COPPOLA
RITA MORSANI
ROBERTA FERRANTE
ROSALBA TOMASSI
ROSITA DE BORTOLI
ROSSANA PACINI
SABINA TARTAGLIA
SALVATORE LONGOBARDI
STEFANIA GEREMICCA
TERESA CUCCINIELLO
TERESA GOFFREDO
TERESA LAPICCIRELLA
VALENTINA BERTAZZOLI
VINCENZO GIOFFRÈ

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Nazario MalandrinoPromotore della petizione

I decisori

Sergio Mattarella
Presidente della Repubblica Italiana

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