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con il Patrocinio di Anep Confartigianato

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

PETIZIONE POPOLARE DI SENSIBILIZZAZIONE ALLE CAMERE: EXECUTIVE SUMMARY

3 marzo 2024: ultimo aggiornamento 6 giugno 2024: con il Patrocinio di Anap Confartigianato: https://www.rassegnabusiness.news/patrocinio-di-anap-confartigianato-per-attuazione-della-convenzione-onu/ e la Partnership di Anymore Onlus: https://www.change.org/p/unisciti-a-noi-petizione-e-azione-di-sensibilizzazione/u/32573200

 

1.      NORMATIVA DI RIFERIMENTO CON INTRODUZIONE ALLA NOSTRA PETIZIONE 

Il 3 marzo 2024 è stata inviata una petizione al Presidente del Senato italiano per sensibilizzare l’opinione pubblica sulla Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità (CRPD). L’Italia ha ratificato la Convenzione ONU e il suo Protocollo opzionale 15 anni fa (Legge dello Stato 3 marzo 2009, n. 18), ma essa è rimasta largamente inattuata. La petizione mira a colmare questa lacuna. Anche l’UE ha ratificato la Convenzione e la sua strategia per i diritti delle persone con disabilità si basa su di essa. La petizione chiede il riconoscimento dei diritti delle persone con disabilità in Italia e l’attuazione della Convenzione. Il 22 Marzo 2024 abbiamo presentato la stessa petizione alla Camera dei Deputati chiedendo che venga data piena attuazione alla Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità, prevedendo in particolare misure a favore dell'inclusione dei disabili, maggiori livelli di protezione sociale e un livello maggiore di sensibilizzazione sul tema da parte degli organi d'informazione.

2.      DIRITTI UMANI E CONVENZIONE ONU: CENNI STORICI

La Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità è un trattato internazionale che mira a proteggere e promuovere i diritti delle persone con disabilità. È stata approvata dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite nel 2006 ed è stata ratificata da 189 Stati e dall’Unione Europea. La CRPD comprende 50 articoli che coprono vari aspetti dei diritti delle persone con disabilità, come l’uguaglianza, l’accessibilità, l’istruzione, l’assistenza sanitaria e, non ultimo, la riduzione della povertà. La Convenzione prevede anche un protocollo opzionale che consente a individui o gruppi di presentare reclami al Comitato delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità in caso di violazione dei loro diritti. La CRPD è considerata una pietra miliare nella lotta per i diritti umani universali e per la creazione di una società inclusiva. Attualmente, 189 Stati e l’Unione Europea hanno ratificato la Convenzione, mentre il Protocollo opzionale è stato ratificato da 106 Stati. 

3.      LA STRUTTURA DELLA CONVENZIONE DELLE NAZIONI UNITE SUI DIRITTI DELLE PERSONE CON DISABILITÀ[1]

La Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità è composta da un preambolo e 50 articoli, che coprono vari aspetti dei diritti delle persone con disabilità, tra cui l’uguaglianza, l’accessibilità, l’istruzione, la salute e la partecipazione nella società. Il suo Protocollo opzionale consente a singoli o gruppi di segnalare le violazioni della Convenzione al Comitato delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità. È importante esaurire tutti i rimedi legali nazionali prima di cercare una soluzione internazionale. 

4.      RESOCONTO DELLA PETIZIONE DI MARCO FARINELLI AL PARLAMENTO EUROPEO E PERSONALI CONCLUSIONI PRELIMINARI

Il 22 luglio 2022 Marco Farinelli (marco.farinelli@convenzioneonuitaliadisabili.it) ha presentato una petizione al Parlamento Europeo per chiedere l’attuazione urgente della Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità in Italia. La petizione sottolinea che l’Italia ha ratificato la Convenzione ma non la rispetta e ne chiede la piena attuazione per tutelare i diritti dei quattro milioni di italiani disabili. Farinelli ha ricevuto una lettera di convocazione per l’esame della petizione il 23 gennaio 2024. Dopo l’esame, la petizione rimane aperta e si attende presto una risposta da parte della Commissione Europea.

La Convenzione riconosce il diritto a un tenore di vita adeguato alle persone disabili e le loro famiglie, compreso l’accesso a cibo, vestiti e alloggi. L’Assegno di Inclusione beneficerà circa 1,757 milioni di persone su 5,674 milioni di poveri assoluti in Italia. L’INPS ha versato la seconda rata dell’assegno di inclusione a circa 480.000 famiglie, ma la cifra è ancora bassa rispetto alle stime del Governo. 

Il legame tra disabilità e povertà è stato evidenziato nel primo rapporto delle Nazioni Unite su disabilità e sviluppo ed è fondamentale tenere conto di questo legame. L’Italia ha ratificato la Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità 15 anni fa, ma c’è ancora una mancanza di supporto per le persone disabili in termini di assistenza e sicurezza economica. L’attuazione urgente dell’articolo 28 della Convenzione, che richiede "Adeguati livelli di vita e protezione sociale", è necessaria per proteggere i diritti degli oltre 7,5 milioni di cittadini disabili italiani.

5.      LE POLITICHE DEL GOVERNO SULLA DISABILITÀ: MISSIONE IMPOSSIBILE

Alessandra Locatelli, Ministro per le Disabilità in Italia, ha discusso le politiche del Governo in materia di disabilità, tra cui la Legge Quadro sulla Disabilità e la Legge Delega sulla Disabilità. Il Governo intende riformare la legislazione sulla disabilità attraverso il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) per promuovere l’autonomia e l’inclusione delle persone disabili. Tuttavia, l’approccio è diverso dalla strategia dell’Unione Europea sui diritti dei disabili, che si fonda esplicitamente sulla Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità. È importante che il Governo attui pienamente la Convenzione delle Nazioni Unite e dia priorità ai diritti delle persone disabili. Alessandra Locatelli, Ministro per le Disabilità in Italia, ha discusso le politiche del Governo in materia di disabilità, tra cui la Legge Quadro sulla Disabilità e la Legge Delega sulla Disabilità. Il Governo intende riformare la legislazione sulla disabilità attraverso la Missione 5: Coesione e Inclusione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) per promuovere l’autonomia e l’inclusione delle persone disabili. Tuttavia, l’approccio è diverso dalla strategia dell’Unione Europea sui diritti dei disabili 2021-2030[2], che si basa sulla Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità. Non basandosi oltre che sui principi della Convenzione ONU, piuttosto che su tutta la Convenzione stessa, come l’Unione Europea, è alquanto improbabile che il Governo attui pienamente la Convenzione delle Nazioni Unite e dia priorità ai diritti delle persone disabili.

Il Consiglio dei Ministri a metà aprile 2024 ha finalmente dato il suo sigillo di approvazione all'ultimo decreto attuativo, che riguarda l'assistenza alle persone con disabilità. Questo decreto propone una revisione della definizione disabilità, di accomodamento ragionevole e di una revisione della procedura di valutazione dell’iter per l’invalidità con abolizione delle umilianti visite di revisione. Al centro di tutto c'è piuttosto il "Progetto di vita" personalizzato e individualizzato, che ambisce ad aprire la strada a un cambiamento culturale e civico volto a cancellare il divario tra assistenza sanitaria, assistenza sociale e servizi sociali: il cuore della riforma.

Ma come si dice, il meglio deve ancora venire! Il "Progetto di vita" non è uno strumento ordinario per accompagnare le persone nella loro vita quotidiana, è un cambiamento fondamentale nel modo in cui ci prendiamo cura delle persone con disabilità. Rappresenta una ricerca di cambiamento volta a creare un nuovo standard nell'assistenza alla disabilità, colmando le lacune esistenti tra assistenza sanitaria, assistenza sociale e servizi sociali. A partire dal 1° gennaio 2025, inizierà la fase di sperimentazione solo in alcune Regioni, e che durerà un anno con un ulteriore ritardo nell'aumento delle pensioni di invalidità e degli assegni sociali -- come era in programma da anni -- ad eccezione dei tavoli di lavoro dove si parla di aumenti, soprattutto per gli invalidi parziali, con un aumento previso di 7 euro in base all'inflazione per il 2025.

Nonostante le promesese, il nuovo Documento di Economia e Finanza (DEF) 2024 non ha esteso il bonus rivalutazione riservato alle pensioni minime a quelle degli invalidi civili.

A livello culturale -- come indicato dalle linee guida della Convenzione ONU-- il termine “handicappato” verrà sostituito dappertutto nei testio normativi con “persona disabile”. [3]

 

 

 

 

 

 

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6.      MERITO: SPECIFICARE QUALI DIRITTI DELLE PERSONE DISABILI SI RITIENE SIANO INATTUATI O ADDIRITTURA SIANO STATI VIOLATI. SE POSSIBILE, IDENTIFICARE I RISPETTIVI ARTICOLI DELLA CONVENZIONE DELLE NAZIONI UNITE SUI DIRITTI DELLE PERSONE CON DISABILITÀ

La prima vera misura di contrasto alla povertà in Italia, il Reddito di Cittadinanza, una forma di reddito minimo garantito condizionato in Italia, è stato fondamentale per combattere la povertà. Tuttavia, i cambiamenti nelle politiche governative ne hanno limitato la disponibilità e il programma è stato abolito a gennaio 2024. Il numero di famiglie che ricevevano il Reddito di Cittadinanza è più che raddoppiato dalla sua attuazione nel 2019, ma a partire da settembre 2023 è stato limitato alle famiglie con membri disabili o anziani. Nonostante le preoccupazioni sull’efficacia di altri programmi di sostegno, il Reddito di Cittadinanza ha avuto un impatto psicofisico positivo, tra cui un aumento della fiducia in sé stessi, della speranza nel futuro, e nella fiducia nelle istituzioni.

Il Governo Meloni in Italia ha introdotto l’Assegno di Inclusione per sostenere coloro che soddisfano i criteri di inclusione economica e sociale. I primi pagamenti sono stati superiori alle previsioni, con un importo medio mensile di 645,84 euro per famiglia. Tuttavia, sono state presentate meno domande del previsto e sono state accettate solo 288.000 delle 446.000 esaminate.

Il basso numero di famiglie ammissibili al sussidio lascia 5,674 milioni di persone in condizioni di povertà assoluta al 3 marzo 2024. I requisiti economici del sussidio non colgono appieno gli individui a rischio di povertà assoluta, con il rischio di un sostegno e di politiche inadeguate. Sono necessari interventi urgenti e strutturali per affrontare la crescente povertà assoluta in Italia.

L'8 maggio del 2024, la Commissione Europea ha presentato un report che solleva dubbi sull'efficacia dell'Assegno di Inclusione introdotto in Italia. Secondo l'analisi, l'assegno potrebbe causare un aumento della povertà, invece di contrastarla. Inoltre, l'analisi critica l'importo dell'assegno, giudicandolo insufficiente per garantire un livello di vita dignitoso ai beneficiari.

La Commissione Europea ha effettuato diverse simulazioni econometriche per valutare l'impatto di variabili come i criteri di accesso all'assegno, il suo importo e le modalità di erogazione. L'accesso all'assegno di inclusione è più restrittivo rispetto al precedente Reddito di Cittadinanza, il che potrebbe escludere molte famiglie vulnerabili dal sostegno. Inoltre, l'assegno ha un valore inferiore rispetto al Reddito di Cittadinanza, il che potrebbe portare a una diminuzione del potere d'acquisto per le famiglie più povere.

Secondo un'analisi recente della Commissione Europea, l'Assegno di Inclusione potrebbe determinare un aumento dell'incidenza della povertà assoluta e infantile, rispettivamente dello 0,8% e dello 0,5% rispetto al precedente Reddito di Cittadinanza. Il contrasto alla povertà è importante per ridurre le disuguaglianze sociali, ma l'aumento della povertà in un periodo di incertezza economica e di aumento dei costi della vita sarebbe un passo indietro significativo. 

In conclusione, l'analisi della Commissione Europea solleva dubbi sull'efficacia del programma dell'Assegno di Inclusione e sottolinea la necessità di riforme per renderlo più equo, accessibile e in grado di generare un impatto positivo sulla vita dei beneficiari.

6.1 ARTICOLO 28 “ADEGUATI LIVELLI DI VITA E DI PROTEZIONE SOCIALE”: ITALIA IN MANCATA ATTUAZIONE O IN VIOLAZIONE?

L’articolo 28 della Convenzione ONU ci permette di analizzare l’inadeguatezza del tenore di vita e della protezione sociale delle persone con disabilità in Italia. Nonostante il riconoscimento dei loro diritti a un tenore di vita adeguato e alla protezione sociale, le persone con disabilità in Italia devono affrontare tassi di povertà più elevati, opportunità di lavoro limitate e accesso limitato ai servizi essenziali. Le attuali misure del Governo, come l’Assegno di Inclusione, non sono sufficienti a garantire una qualità di vita soddisfacente alle persone disabili e alle loro famiglie. Inoltre, la protezione sociale fornita dall’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale (INPS) è limitata, e, talvolta, inaffidabile. 

6.2 ARTICOLO 8 – ACCRESCIMENTO DELLA CONSAPEVOLEZZA

In Italia c’è una mancanza di consapevolezza e di rispetto per i diritti e la dignità delle persone con disabilità. Ci sono anche poche campagne di sensibilizzazione pubblica, il che comporta una mancanza di comprensione e conoscenza delle disabilità. Un sondaggio rivela che oltre un terzo degli italiani non sa come comportarsi nei confronti delle persone disabili. La barriera emotiva nei confronti delle disabilità ostacola l’empatia e l’attenzione. La tecnologia è considerata fondamentale per offrire opportunità, in particolare per la comunicazione e la mobilità. Tuttavia, è necessario lavorare di più per aumentare la consapevolezza e il sostegno alle persone con disabilità in Italia, poiché il paese non sta attuando per niente l’articolo 8 della Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità.

7.      CONCLUSIONI

È fondamentale migliorare l'attuazione degli articoli 28 e 8 della Convenzione ONU. L'attuazione urgente e prioritaria dell'articolo 28 della Convenzione, che richiede "adeguati livelli di vita e protezione sociale", è necessaria per salvaguardare i diritti fondamentali di oltre 7,5 milioni di cittadini italiani con disabilità. È essenziale che il Paese si impegni finalmente, dopo 15 anni, a investire in politiche inclusive e a stanziare maggiori risorse per migliorare le condizioni di vita e la protezione sociale delle persone con disabilità.

Rispetto all’articolo 8, in Italia c’è una mancanza di consapevolezza e di attenzione da parte dei media nei confronti della disabilità. I media dovrebbero promuovere ritratti positivi delle persone disabili e investire nell’educazione e la sensibilizzazione andrebbe fatta in varie forme di media, quali internet, newsletter, e social media e social network. Ci sono state poche campagne di sensibilizzazione e le persone con gravi disabilità sono largamente assenti dai media tradizionali. È importante che il Governo legiferi in linea con i principi della Convenzione senza usare termini come “svantaggiati” e che la società valorizzi la diversità e le capacità delle persone disabili. L’UE dovrebbe sostenere i Paesi nello sviluppo di politiche di assistenza e di lotta alla discriminazione. La piena attuazione della Convenzione è urgente e necessaria e gli articoli specifici, come l’articolo 28 e l’articolo 8, dovrebbero essere considerati prioritari.

[1] https://www.lavoro.gov.it/temi-e-priorita/disabilita-e-non-autosufficienza/focus-on/Convenzione-ONU/Documents/Convenzione%20ONU.pdf
[2] Comunicazione della Commissione del 3 marzo 2021, COM(2021) 101 final.

[3] Sanità24: Il Sole 24 Ore: https://bit.ly/4aAC5iS

 

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Marco FarinelliPromotore della petizioneMarco Farinelli è inabile civile. Nel '92 ha conseguito un Master of Arts in scienze politiche con specializzazione in relazioni internazionali alla University of Pennsylvania, equipollente a Laurea in Scienze Politiche indirizzo Politico-Internazionale.
Vittoria
Questa petizione ha creato un cambiamento con 516 sostenitori!

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PETIZIONE POPOLARE DI SENSIBILIZZAZIONE ALLE CAMERE: EXECUTIVE SUMMARY

3 marzo 2024: ultimo aggiornamento 6 giugno 2024: con il Patrocinio di Anap Confartigianato: https://www.rassegnabusiness.news/patrocinio-di-anap-confartigianato-per-attuazione-della-convenzione-onu/ e la Partnership di Anymore Onlus: https://www.change.org/p/unisciti-a-noi-petizione-e-azione-di-sensibilizzazione/u/32573200

 

1.      NORMATIVA DI RIFERIMENTO CON INTRODUZIONE ALLA NOSTRA PETIZIONE 

Il 3 marzo 2024 è stata inviata una petizione al Presidente del Senato italiano per sensibilizzare l’opinione pubblica sulla Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità (CRPD). L’Italia ha ratificato la Convenzione ONU e il suo Protocollo opzionale 15 anni fa (Legge dello Stato 3 marzo 2009, n. 18), ma essa è rimasta largamente inattuata. La petizione mira a colmare questa lacuna. Anche l’UE ha ratificato la Convenzione e la sua strategia per i diritti delle persone con disabilità si basa su di essa. La petizione chiede il riconoscimento dei diritti delle persone con disabilità in Italia e l’attuazione della Convenzione. Il 22 Marzo 2024 abbiamo presentato la stessa petizione alla Camera dei Deputati chiedendo che venga data piena attuazione alla Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità, prevedendo in particolare misure a favore dell'inclusione dei disabili, maggiori livelli di protezione sociale e un livello maggiore di sensibilizzazione sul tema da parte degli organi d'informazione.

2.      DIRITTI UMANI E CONVENZIONE ONU: CENNI STORICI

La Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità è un trattato internazionale che mira a proteggere e promuovere i diritti delle persone con disabilità. È stata approvata dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite nel 2006 ed è stata ratificata da 189 Stati e dall’Unione Europea. La CRPD comprende 50 articoli che coprono vari aspetti dei diritti delle persone con disabilità, come l’uguaglianza, l’accessibilità, l’istruzione, l’assistenza sanitaria e, non ultimo, la riduzione della povertà. La Convenzione prevede anche un protocollo opzionale che consente a individui o gruppi di presentare reclami al Comitato delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità in caso di violazione dei loro diritti. La CRPD è considerata una pietra miliare nella lotta per i diritti umani universali e per la creazione di una società inclusiva. Attualmente, 189 Stati e l’Unione Europea hanno ratificato la Convenzione, mentre il Protocollo opzionale è stato ratificato da 106 Stati. 

3.      LA STRUTTURA DELLA CONVENZIONE DELLE NAZIONI UNITE SUI DIRITTI DELLE PERSONE CON DISABILITÀ[1]

La Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità è composta da un preambolo e 50 articoli, che coprono vari aspetti dei diritti delle persone con disabilità, tra cui l’uguaglianza, l’accessibilità, l’istruzione, la salute e la partecipazione nella società. Il suo Protocollo opzionale consente a singoli o gruppi di segnalare le violazioni della Convenzione al Comitato delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità. È importante esaurire tutti i rimedi legali nazionali prima di cercare una soluzione internazionale. 

4.      RESOCONTO DELLA PETIZIONE DI MARCO FARINELLI AL PARLAMENTO EUROPEO E PERSONALI CONCLUSIONI PRELIMINARI

Il 22 luglio 2022 Marco Farinelli (marco.farinelli@convenzioneonuitaliadisabili.it) ha presentato una petizione al Parlamento Europeo per chiedere l’attuazione urgente della Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità in Italia. La petizione sottolinea che l’Italia ha ratificato la Convenzione ma non la rispetta e ne chiede la piena attuazione per tutelare i diritti dei quattro milioni di italiani disabili. Farinelli ha ricevuto una lettera di convocazione per l’esame della petizione il 23 gennaio 2024. Dopo l’esame, la petizione rimane aperta e si attende presto una risposta da parte della Commissione Europea.

La Convenzione riconosce il diritto a un tenore di vita adeguato alle persone disabili e le loro famiglie, compreso l’accesso a cibo, vestiti e alloggi. L’Assegno di Inclusione beneficerà circa 1,757 milioni di persone su 5,674 milioni di poveri assoluti in Italia. L’INPS ha versato la seconda rata dell’assegno di inclusione a circa 480.000 famiglie, ma la cifra è ancora bassa rispetto alle stime del Governo. 

Il legame tra disabilità e povertà è stato evidenziato nel primo rapporto delle Nazioni Unite su disabilità e sviluppo ed è fondamentale tenere conto di questo legame. L’Italia ha ratificato la Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità 15 anni fa, ma c’è ancora una mancanza di supporto per le persone disabili in termini di assistenza e sicurezza economica. L’attuazione urgente dell’articolo 28 della Convenzione, che richiede "Adeguati livelli di vita e protezione sociale", è necessaria per proteggere i diritti degli oltre 7,5 milioni di cittadini disabili italiani.

5.      LE POLITICHE DEL GOVERNO SULLA DISABILITÀ: MISSIONE IMPOSSIBILE

Alessandra Locatelli, Ministro per le Disabilità in Italia, ha discusso le politiche del Governo in materia di disabilità, tra cui la Legge Quadro sulla Disabilità e la Legge Delega sulla Disabilità. Il Governo intende riformare la legislazione sulla disabilità attraverso il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) per promuovere l’autonomia e l’inclusione delle persone disabili. Tuttavia, l’approccio è diverso dalla strategia dell’Unione Europea sui diritti dei disabili, che si fonda esplicitamente sulla Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità. È importante che il Governo attui pienamente la Convenzione delle Nazioni Unite e dia priorità ai diritti delle persone disabili. Alessandra Locatelli, Ministro per le Disabilità in Italia, ha discusso le politiche del Governo in materia di disabilità, tra cui la Legge Quadro sulla Disabilità e la Legge Delega sulla Disabilità. Il Governo intende riformare la legislazione sulla disabilità attraverso la Missione 5: Coesione e Inclusione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) per promuovere l’autonomia e l’inclusione delle persone disabili. Tuttavia, l’approccio è diverso dalla strategia dell’Unione Europea sui diritti dei disabili 2021-2030[2], che si basa sulla Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità. Non basandosi oltre che sui principi della Convenzione ONU, piuttosto che su tutta la Convenzione stessa, come l’Unione Europea, è alquanto improbabile che il Governo attui pienamente la Convenzione delle Nazioni Unite e dia priorità ai diritti delle persone disabili.

Il Consiglio dei Ministri a metà aprile 2024 ha finalmente dato il suo sigillo di approvazione all'ultimo decreto attuativo, che riguarda l'assistenza alle persone con disabilità. Questo decreto propone una revisione della definizione disabilità, di accomodamento ragionevole e di una revisione della procedura di valutazione dell’iter per l’invalidità con abolizione delle umilianti visite di revisione. Al centro di tutto c'è piuttosto il "Progetto di vita" personalizzato e individualizzato, che ambisce ad aprire la strada a un cambiamento culturale e civico volto a cancellare il divario tra assistenza sanitaria, assistenza sociale e servizi sociali: il cuore della riforma.

Ma come si dice, il meglio deve ancora venire! Il "Progetto di vita" non è uno strumento ordinario per accompagnare le persone nella loro vita quotidiana, è un cambiamento fondamentale nel modo in cui ci prendiamo cura delle persone con disabilità. Rappresenta una ricerca di cambiamento volta a creare un nuovo standard nell'assistenza alla disabilità, colmando le lacune esistenti tra assistenza sanitaria, assistenza sociale e servizi sociali. A partire dal 1° gennaio 2025, inizierà la fase di sperimentazione solo in alcune Regioni, e che durerà un anno con un ulteriore ritardo nell'aumento delle pensioni di invalidità e degli assegni sociali -- come era in programma da anni -- ad eccezione dei tavoli di lavoro dove si parla di aumenti, soprattutto per gli invalidi parziali, con un aumento previso di 7 euro in base all'inflazione per il 2025.

Nonostante le promesese, il nuovo Documento di Economia e Finanza (DEF) 2024 non ha esteso il bonus rivalutazione riservato alle pensioni minime a quelle degli invalidi civili.

A livello culturale -- come indicato dalle linee guida della Convenzione ONU-- il termine “handicappato” verrà sostituito dappertutto nei testio normativi con “persona disabile”. [3]

 

 

 

 

 

 

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6.      MERITO: SPECIFICARE QUALI DIRITTI DELLE PERSONE DISABILI SI RITIENE SIANO INATTUATI O ADDIRITTURA SIANO STATI VIOLATI. SE POSSIBILE, IDENTIFICARE I RISPETTIVI ARTICOLI DELLA CONVENZIONE DELLE NAZIONI UNITE SUI DIRITTI DELLE PERSONE CON DISABILITÀ

La prima vera misura di contrasto alla povertà in Italia, il Reddito di Cittadinanza, una forma di reddito minimo garantito condizionato in Italia, è stato fondamentale per combattere la povertà. Tuttavia, i cambiamenti nelle politiche governative ne hanno limitato la disponibilità e il programma è stato abolito a gennaio 2024. Il numero di famiglie che ricevevano il Reddito di Cittadinanza è più che raddoppiato dalla sua attuazione nel 2019, ma a partire da settembre 2023 è stato limitato alle famiglie con membri disabili o anziani. Nonostante le preoccupazioni sull’efficacia di altri programmi di sostegno, il Reddito di Cittadinanza ha avuto un impatto psicofisico positivo, tra cui un aumento della fiducia in sé stessi, della speranza nel futuro, e nella fiducia nelle istituzioni.

Il Governo Meloni in Italia ha introdotto l’Assegno di Inclusione per sostenere coloro che soddisfano i criteri di inclusione economica e sociale. I primi pagamenti sono stati superiori alle previsioni, con un importo medio mensile di 645,84 euro per famiglia. Tuttavia, sono state presentate meno domande del previsto e sono state accettate solo 288.000 delle 446.000 esaminate.

Il basso numero di famiglie ammissibili al sussidio lascia 5,674 milioni di persone in condizioni di povertà assoluta al 3 marzo 2024. I requisiti economici del sussidio non colgono appieno gli individui a rischio di povertà assoluta, con il rischio di un sostegno e di politiche inadeguate. Sono necessari interventi urgenti e strutturali per affrontare la crescente povertà assoluta in Italia.

L'8 maggio del 2024, la Commissione Europea ha presentato un report che solleva dubbi sull'efficacia dell'Assegno di Inclusione introdotto in Italia. Secondo l'analisi, l'assegno potrebbe causare un aumento della povertà, invece di contrastarla. Inoltre, l'analisi critica l'importo dell'assegno, giudicandolo insufficiente per garantire un livello di vita dignitoso ai beneficiari.

La Commissione Europea ha effettuato diverse simulazioni econometriche per valutare l'impatto di variabili come i criteri di accesso all'assegno, il suo importo e le modalità di erogazione. L'accesso all'assegno di inclusione è più restrittivo rispetto al precedente Reddito di Cittadinanza, il che potrebbe escludere molte famiglie vulnerabili dal sostegno. Inoltre, l'assegno ha un valore inferiore rispetto al Reddito di Cittadinanza, il che potrebbe portare a una diminuzione del potere d'acquisto per le famiglie più povere.

Secondo un'analisi recente della Commissione Europea, l'Assegno di Inclusione potrebbe determinare un aumento dell'incidenza della povertà assoluta e infantile, rispettivamente dello 0,8% e dello 0,5% rispetto al precedente Reddito di Cittadinanza. Il contrasto alla povertà è importante per ridurre le disuguaglianze sociali, ma l'aumento della povertà in un periodo di incertezza economica e di aumento dei costi della vita sarebbe un passo indietro significativo. 

In conclusione, l'analisi della Commissione Europea solleva dubbi sull'efficacia del programma dell'Assegno di Inclusione e sottolinea la necessità di riforme per renderlo più equo, accessibile e in grado di generare un impatto positivo sulla vita dei beneficiari.

6.1 ARTICOLO 28 “ADEGUATI LIVELLI DI VITA E DI PROTEZIONE SOCIALE”: ITALIA IN MANCATA ATTUAZIONE O IN VIOLAZIONE?

L’articolo 28 della Convenzione ONU ci permette di analizzare l’inadeguatezza del tenore di vita e della protezione sociale delle persone con disabilità in Italia. Nonostante il riconoscimento dei loro diritti a un tenore di vita adeguato e alla protezione sociale, le persone con disabilità in Italia devono affrontare tassi di povertà più elevati, opportunità di lavoro limitate e accesso limitato ai servizi essenziali. Le attuali misure del Governo, come l’Assegno di Inclusione, non sono sufficienti a garantire una qualità di vita soddisfacente alle persone disabili e alle loro famiglie. Inoltre, la protezione sociale fornita dall’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale (INPS) è limitata, e, talvolta, inaffidabile. 

6.2 ARTICOLO 8 – ACCRESCIMENTO DELLA CONSAPEVOLEZZA

In Italia c’è una mancanza di consapevolezza e di rispetto per i diritti e la dignità delle persone con disabilità. Ci sono anche poche campagne di sensibilizzazione pubblica, il che comporta una mancanza di comprensione e conoscenza delle disabilità. Un sondaggio rivela che oltre un terzo degli italiani non sa come comportarsi nei confronti delle persone disabili. La barriera emotiva nei confronti delle disabilità ostacola l’empatia e l’attenzione. La tecnologia è considerata fondamentale per offrire opportunità, in particolare per la comunicazione e la mobilità. Tuttavia, è necessario lavorare di più per aumentare la consapevolezza e il sostegno alle persone con disabilità in Italia, poiché il paese non sta attuando per niente l’articolo 8 della Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità.

7.      CONCLUSIONI

È fondamentale migliorare l'attuazione degli articoli 28 e 8 della Convenzione ONU. L'attuazione urgente e prioritaria dell'articolo 28 della Convenzione, che richiede "adeguati livelli di vita e protezione sociale", è necessaria per salvaguardare i diritti fondamentali di oltre 7,5 milioni di cittadini italiani con disabilità. È essenziale che il Paese si impegni finalmente, dopo 15 anni, a investire in politiche inclusive e a stanziare maggiori risorse per migliorare le condizioni di vita e la protezione sociale delle persone con disabilità.

Rispetto all’articolo 8, in Italia c’è una mancanza di consapevolezza e di attenzione da parte dei media nei confronti della disabilità. I media dovrebbero promuovere ritratti positivi delle persone disabili e investire nell’educazione e la sensibilizzazione andrebbe fatta in varie forme di media, quali internet, newsletter, e social media e social network. Ci sono state poche campagne di sensibilizzazione e le persone con gravi disabilità sono largamente assenti dai media tradizionali. È importante che il Governo legiferi in linea con i principi della Convenzione senza usare termini come “svantaggiati” e che la società valorizzi la diversità e le capacità delle persone disabili. L’UE dovrebbe sostenere i Paesi nello sviluppo di politiche di assistenza e di lotta alla discriminazione. La piena attuazione della Convenzione è urgente e necessaria e gli articoli specifici, come l’articolo 28 e l’articolo 8, dovrebbero essere considerati prioritari.

[1] https://www.lavoro.gov.it/temi-e-priorita/disabilita-e-non-autosufficienza/focus-on/Convenzione-ONU/Documents/Convenzione%20ONU.pdf
[2] Comunicazione della Commissione del 3 marzo 2021, COM(2021) 101 final.

[3] Sanità24: Il Sole 24 Ore: https://bit.ly/4aAC5iS

 

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Marco FarinelliPromotore della petizioneMarco Farinelli è inabile civile. Nel '92 ha conseguito un Master of Arts in scienze politiche con specializzazione in relazioni internazionali alla University of Pennsylvania, equipollente a Laurea in Scienze Politiche indirizzo Politico-Internazionale.

I decisori

Sergio Mattarella
Presidente della Repubblica Italiana

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Petizione creata in data 3 marzo 2024