
Abbiamo appena comunicato al Presidente Draghi, ai ministri Lamorgese e Di Maio, per le rispettive competenze italiane, nonché a Joseph Borrel per la politica estera europea, il raggiungimento delle prime 12.600 firme alla petizione lanciata da Rete per i Diritti appena due giorni fa.
Ora aspettiamo una risposta concreta al nostro appello per salvare più vite umane possibili in Afghanistan.
Intanto, ecco il post con allegati il testo della lettera inviata, in italiano e in inglese, unitamente alla petizione, (testo in italiano, inglese e francese). Riportiamo il testo della lettera qui in calce.
Vi chiediamo di continuare a sostenere la nostra petizione e ci impegnamo a dare al più presto aggiornamenti
https://www.facebook.com/102487301275771/posts/382909399900225/?d=n
Gentilissimi,
La Rete per i Diritti è un gruppo spontaneo ed informale di magistrati, avvocati, professori universitari e delle scuole, esperti di giustizia riparativa, professionisti di diverse categorie, insieme per promuovere nella città di Milano spazi di confronto e di crescita della cultura dei diritti, offrendo alla società civile modelli positivi e di aggregazione.
Nei giorni scorsi abbiamo avvertito l'esigenza umana e civile di lanciare come gruppo una petizione su change.org, che alleghiamo, perché siano garantiti corridoi umanitari a donne e bambini afgani verso l'Europa.
La petizione, iniziando a circolare tra contatti nazionali italiani, ha subito ricevuto un riscontro positivo anche in altri Paesi e, pertanto, abbiamo tradotto il testo anche in inglese e in francese.
Ad oggi, dopo soli due giorni e pur rappresentando un piccolo gruppo di persone radicate sul territorio milanese, abbiamo ottenuto quasi 13.000 sottoscrizioni.
Crediamo che questo numero nei prossimi giorni sia destinato ad aumentare, ma riteniamo anche che il tempismo delle decisioni politiche, nell'attuale contesto di crisi afgano, sia decisivo.
Vi invitiamo, quindi, a considerare ogni forma di intervento che garantisca il rispetto e la tutela dei diritti della popolazione afgana, in particolar modo tenendo conto delle fasce più a rischio come le donne e i minori.
I diritti universali dell’uomo su cui si fondano le nostre democrazie non possono essere compromessi a seconda dei Popoli che ne soffrono restrizioni o in cambio di eventuali valutazioni politico- economiche.
I cittadini europei ne sono ben consapevoli, ora tocca alle Istituzioni europee e dei Paesi che condividono valori democratici dimostrare di esserne realmente all'altezza.
Grazie per qualsiasi Vostra azione realmente positiva riuscirete ad attuare. Rete per i Diritti