Uniformità sui tatuaggi: Forze dell’ordine ed Esercito

Il problema

Negli ultimi anni, i tatuaggi sono diventati sempre più diffusi e accettati socialmente, rappresentando una forma di espressione personale senza alcuna implicazione negativa sull’efficienza, la professionalità o la moralità delle persone che li portano. Tuttavia, nelle forze di polizia italiane, inclusi Carabinieri, Polizia di Stato e Guardia di Finanza, i regolamenti vigenti limitano fortemente l’accesso e il servizio attivo per chi ha tatuaggi visibili, creando una discriminazione che non è più coerente con i tempi moderni.

Nel 2021, le Forze Armate Italiane (Esercito, Marina, Aeronautica) hanno aggiornato i propri regolamenti, consentendo ai militari di avere tatuaggi visibili, con l’unica eccezione per quelli presenti su mani, collo e viso, a condizione che tali tatuaggi non siano offensivi, violenti o contrari all’etica militare.

Alla luce di queste modifiche, chiediamo che venga adottata una normativa simile anche per i Carabinieri, la Polizia di Stato e la Guardia di Finanza, in modo da permettere l’accesso e la permanenza nel servizio attivo a chiunque porti tatuaggi che non siano offensivi, osceni o contrari ai valori della Costituzione e delle Forze dell’Ordine.

 1. Non esiste alcuna correlazione tra tatuaggi e capacità professionale. Chi ha tatuaggi può essere un cittadino esemplare e un servitore dello Stato altrettanto qualificato ed efficiente di chi non li ha.

 2. Armonizzazione con le Forze Armate: La coerenza normativa tra Esercito e Forze di Polizia è necessaria per evitare disparità di trattamento tra categorie di professionisti dello Stato che condividono l’obiettivo di difendere la nazione e i suoi cittadini.

 3. Promozione di una società più inclusiva: Limitare l’accesso alle forze dell’ordine a chi ha tatuaggi visibili può sembrare una discriminazione ingiustificata, soprattutto considerando che gran parte della popolazione adulta italiana oggi possiede almeno un tatuaggio.

 4. Rispetto per l’individuo: I tatuaggi sono spesso un’espressione culturale, artistica o personale e non devono essere considerati automaticamente come una violazione del decoro o della disciplina, a meno che non contengano messaggi chiaramente contrari all’etica professionale.

Chiediamo quindi che venga modificato il regolamento interno di Carabinieri, Polizia di Stato e Guardia di Finanza, permettendo ai membri di queste forze di avere tatuaggi visibili, purché rispettino i criteri di non offesa, non discriminazione e decoro, come già avviene per l’Esercito.

Fiduciosi che queste istituzioni sapranno riconoscere l’importanza di adeguarsi alle esigenze della società contemporanea, chiediamo a tutte le persone sensibili al tema di sostenere questa petizione per favorire una maggiore inclusione e apertura nelle nostre Forze dell’Ordine.

Grazie per il vostro sostegno.

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Erika CaraPromotore della petizione

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Il problema

Negli ultimi anni, i tatuaggi sono diventati sempre più diffusi e accettati socialmente, rappresentando una forma di espressione personale senza alcuna implicazione negativa sull’efficienza, la professionalità o la moralità delle persone che li portano. Tuttavia, nelle forze di polizia italiane, inclusi Carabinieri, Polizia di Stato e Guardia di Finanza, i regolamenti vigenti limitano fortemente l’accesso e il servizio attivo per chi ha tatuaggi visibili, creando una discriminazione che non è più coerente con i tempi moderni.

Nel 2021, le Forze Armate Italiane (Esercito, Marina, Aeronautica) hanno aggiornato i propri regolamenti, consentendo ai militari di avere tatuaggi visibili, con l’unica eccezione per quelli presenti su mani, collo e viso, a condizione che tali tatuaggi non siano offensivi, violenti o contrari all’etica militare.

Alla luce di queste modifiche, chiediamo che venga adottata una normativa simile anche per i Carabinieri, la Polizia di Stato e la Guardia di Finanza, in modo da permettere l’accesso e la permanenza nel servizio attivo a chiunque porti tatuaggi che non siano offensivi, osceni o contrari ai valori della Costituzione e delle Forze dell’Ordine.

 1. Non esiste alcuna correlazione tra tatuaggi e capacità professionale. Chi ha tatuaggi può essere un cittadino esemplare e un servitore dello Stato altrettanto qualificato ed efficiente di chi non li ha.

 2. Armonizzazione con le Forze Armate: La coerenza normativa tra Esercito e Forze di Polizia è necessaria per evitare disparità di trattamento tra categorie di professionisti dello Stato che condividono l’obiettivo di difendere la nazione e i suoi cittadini.

 3. Promozione di una società più inclusiva: Limitare l’accesso alle forze dell’ordine a chi ha tatuaggi visibili può sembrare una discriminazione ingiustificata, soprattutto considerando che gran parte della popolazione adulta italiana oggi possiede almeno un tatuaggio.

 4. Rispetto per l’individuo: I tatuaggi sono spesso un’espressione culturale, artistica o personale e non devono essere considerati automaticamente come una violazione del decoro o della disciplina, a meno che non contengano messaggi chiaramente contrari all’etica professionale.

Chiediamo quindi che venga modificato il regolamento interno di Carabinieri, Polizia di Stato e Guardia di Finanza, permettendo ai membri di queste forze di avere tatuaggi visibili, purché rispettino i criteri di non offesa, non discriminazione e decoro, come già avviene per l’Esercito.

Fiduciosi che queste istituzioni sapranno riconoscere l’importanza di adeguarsi alle esigenze della società contemporanea, chiediamo a tutte le persone sensibili al tema di sostenere questa petizione per favorire una maggiore inclusione e apertura nelle nostre Forze dell’Ordine.

Grazie per il vostro sostegno.

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Erika CaraPromotore della petizione

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Petizione creata in data 18 febbraio 2025