Una strada per ricordare Maurizio Valenzi: il sindaco dei Napoletani

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Marcella Stampacchia e altri 19 hanno firmato di recente.

Il problema

L’appello che i sottoscrittori del presente documento rivolgono al Sindaco, ai Consiglieri comunali, ai componenti della Commissione toponomastica, e più in generale alle istituzioni interessate, auspica l’avvio di una generale revisione della toponomastica cittadina che non sempre ha tenuto conto dei processi storici e culturali di una società in costante evoluzione. In questa prospettiva, i nomi di strade e piazze dovrebbero riflettere e offrire simboli della nostra attuale immagine e sensibilità. 

Un segnale in tal senso potrebbe avvenire con la rimozione del nome di Vittorio Emanuele III dal tratto di strada che, dall’angolo di via San Carlo, conduce a piazza Municipio, per sostituirlo con quello di Maurizio Valenzi. 

Queste le motivazioni che ci inducono a sottoscrivere la richiesta.

Poco più di cinquant’anni fa Maurizio Valenzi assumeva la carica di sindaco di Napoli. Nei quasi otto anni di permanenza al vertice delle istituzioni cittadine, si dimostrò non solo un uomo del dialogo ma anche e soprattutto un amministratore capace di affrontare situazioni di estrema complessità, senza mai sconfinare in personalismi o favoritismi, come in occasione del disastroso terremoto del novembre 1980 che, nella sola area metropolitana, causò decine di vittime e un’emergenza abitativa con ben pochi precedenti.

Un uomo, Maurizio Valenzi, che dell’integrità morale e dell’onestà intellettuale  aveva sempre fatto la sua stella polare. Non solo da quel tragico autunno di 46 anni fa, ma da molto tempo prima. 

Intellettuale e politico di raro spessore, aveva pagato in prima persona l’opposizione al fascismo, conoscendo l’ignobile mostruosità delle torture che gli furono inflitte dagli aguzzini del regime di Vichy e l’orrore delle carceri tunisine di Ferryville e algerine di Lambès, dove fu rinchiuso per un anno. 

Ricordare il sindaco, l’intellettuale e l’antifascista Maurizio Valenzi, esempio di coerenza e resilienza, in un luogo della città dove la codardia e la disaffezione alle istituzioni si sintetizzano nel nome del re traditore (prendendo in prestito la consona espressione del giornalista Ezio Mauro), è un doveroso omaggio a una personalità che i napoletani non hanno mai dimenticato, ma anche un atto di riconciliazione con la storia del nostro Paese.

I personaggi https://www.nicopirozzi.it/demo/valenzi/

I luoghi

 

via Vittorio Emanuele III

 

 

 

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L’appello che i sottoscrittori del presente documento rivolgono al Sindaco, ai Consiglieri comunali, ai componenti della Commissione toponomastica, e più in generale alle istituzioni interessate, auspica l’avvio di una generale revisione della toponomastica cittadina che non sempre ha tenuto conto dei processi storici e culturali di una società in costante evoluzione. In questa prospettiva, i nomi di strade e piazze dovrebbero riflettere e offrire simboli della nostra attuale immagine e sensibilità. 

Un segnale in tal senso potrebbe avvenire con la rimozione del nome di Vittorio Emanuele III dal tratto di strada che, dall’angolo di via San Carlo, conduce a piazza Municipio, per sostituirlo con quello di Maurizio Valenzi. 

Queste le motivazioni che ci inducono a sottoscrivere la richiesta.

Poco più di cinquant’anni fa Maurizio Valenzi assumeva la carica di sindaco di Napoli. Nei quasi otto anni di permanenza al vertice delle istituzioni cittadine, si dimostrò non solo un uomo del dialogo ma anche e soprattutto un amministratore capace di affrontare situazioni di estrema complessità, senza mai sconfinare in personalismi o favoritismi, come in occasione del disastroso terremoto del novembre 1980 che, nella sola area metropolitana, causò decine di vittime e un’emergenza abitativa con ben pochi precedenti.

Un uomo, Maurizio Valenzi, che dell’integrità morale e dell’onestà intellettuale  aveva sempre fatto la sua stella polare. Non solo da quel tragico autunno di 46 anni fa, ma da molto tempo prima. 

Intellettuale e politico di raro spessore, aveva pagato in prima persona l’opposizione al fascismo, conoscendo l’ignobile mostruosità delle torture che gli furono inflitte dagli aguzzini del regime di Vichy e l’orrore delle carceri tunisine di Ferryville e algerine di Lambès, dove fu rinchiuso per un anno. 

Ricordare il sindaco, l’intellettuale e l’antifascista Maurizio Valenzi, esempio di coerenza e resilienza, in un luogo della città dove la codardia e la disaffezione alle istituzioni si sintetizzano nel nome del re traditore (prendendo in prestito la consona espressione del giornalista Ezio Mauro), è un doveroso omaggio a una personalità che i napoletani non hanno mai dimenticato, ma anche un atto di riconciliazione con la storia del nostro Paese.

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Petizione creata in data 18 marzo 2026