

🏫 UNA SCUOLA AL PASSO CON LE FAMIGLIE: RIFORMIAMO IL CALENDARIO SCOLASTICO ITALIANO
Il problema
Riformiamo il calendario scolastico italiano
Tre mesi senza scuola non sono più compatibili con la vita di moltissime famiglie italiane.
La società è cambiata.
Oggi, nella maggior parte delle famiglie, entrambi i genitori lavorano e non sempre ci sono nonni o altre persone disponibili a occuparsi dei figli.
Eppure il nostro calendario scolastico continua a concentrare una parte enorme delle vacanze tra giugno e settembre.
Il risultato?
Per settimane le famiglie devono organizzarsi tra:
ferie alternate dei genitori;
nonni;
baby-sitter;
CRE e centri estivi;
permessi dal lavoro;
costi aggiuntivi che possono diventare molto pesanti.
E quando finalmente arriva settembre, in alcune scuole ci si ritrova con orari ridotti nei primi giorni o nelle prime settimane, talvolta senza mensa o senza tempo pieno.
Per una famiglia in cui i genitori lavorano fino alle 17 o alle 18, una scuola che termina alle 12 o alle 13 non risolve il problema.
NON VOGLIAMO TOGLIERE LE VACANZE AI BAMBINI
E nemmeno agli insegnanti.
Non vogliamo trasformare la scuola in un parcheggio.
Vogliamo semplicemente organizzare meglio l’anno scolastico.
La domanda è semplice:
È ancora sostenibile, nel 2026, avere una pausa estiva di quasi tre mesi quando la maggior parte dei genitori lavora?
Secondo noi, no.
IN EUROPA ESISTONO MODELLI DIVERSI
L’Italia non è obbligata a mantenere per sempre l’attuale organizzazione.
Secondo i dati europei Eurydice, nei diversi sistemi scolastici europei le vacanze estive variano indicativamente da 6 a 14 settimane, con una media intorno alle 10 settimane.
In diversi Paesi le pause sono distribuite maggiormente durante l’anno.
Un esempio è la Francia.
Nell’anno scolastico 2026/2027:
inizio scuola → 1 settembre
fine scuola → 3 luglio
Durante l’anno vengono poi distribuite diverse pause in autunno, a Natale, in inverno e in primavera.
Non significa che dobbiamo copiare la Francia.
Significa però che un’organizzazione diversa è possibile.
COSA CHIEDIAMO
Chiediamo al Governo, al Ministero dell’Istruzione e del Merito, alle Regioni e agli enti competenti di studiare e sperimentare una nuova organizzazione dell’anno scolastico italiano.
1. Ridurre la lunghissima pausa estiva
Portare progressivamente la pausa estiva degli studenti verso 8-9 settimane, anziché concentrare quasi tutte le vacanze tra giugno e settembre.
Non significa aumentare necessariamente i giorni di lezione.
Significa distribuire meglio le pause.
2. Più pause durante l’anno
Una parte delle settimane recuperate potrebbe essere distribuita tra:
autunno – inverno – primavera.
I bambini continuerebbero quindi ad avere periodi di riposo, ma distribuiti in maniera più equilibrata.
3. Servizio completo fin dall’inizio della scuola
Se il calendario stabilisce che la scuola inizia, ad esempio, il 5 settembre, le famiglie devono poter contare sul servizio dal 5 settembre.
Non settimane di:
8:00 → 12:00
oppure:
8:00 → 13:00 senza mensa.
Se per motivi didattici è necessario ridurre le ore di lezione nei primi giorni, dovrebbe comunque essere disponibile un servizio educativo pomeridiano per le famiglie che ne hanno bisogno.
4. “Scuola aperta” non significa “lezioni tutto l’anno”
Questo è fondamentale.
Non stiamo chiedendo agli insegnanti di fare lezione dodici mesi all’anno.
Durante alcune settimane senza normale attività didattica, gli edifici scolastici potrebbero essere utilizzati per attività facoltative come:
sport;
laboratori;
informatica;
musica;
teatro;
inglese;
lettura;
attività artistiche;
educazione ambientale;
recupero e potenziamento;
attività sul territorio.
Questi servizi potrebbero essere organizzati attraverso educatori, enti locali, associazioni sportive, cooperative e realtà del terzo settore, senza trasformarli automaticamente in ulteriori settimane di insegnamento per i docenti.
5. Servizi accessibili economicamente a tutti
Oggi molte famiglie devono spendere cifre importanti per coprire le settimane estive.
Chi può permetterselo manda i propri figli a centri estivi, campus sportivi, corsi e altre attività.
Chi non può?
Si arrangia.
Questo crea anche una disparità tra bambini.
Chiediamo quindi servizi pubblici o convenzionati, con costi sostenibili e, dove necessario, tariffe proporzionate all’ISEE.
“MA D’ESTATE NELLE SCUOLE FA TROPPO CALDO”
È probabilmente una delle prime obiezioni che verranno fatte.
Ed è un problema reale.
Molti edifici scolastici italiani non sono adeguati alle temperature raggiunte ormai a giugno e luglio.
Ma proprio per questo dobbiamo intervenire.
Servono:
isolamento – schermature solari – ventilazione – aree verdi – raffrescamento – riqualificazione energetica.
Anche l’OCSE evidenzia che temperature elevate possono compromettere il benessere e l’apprendimento degli studenti e indica l’adeguamento degli edifici, insieme alla gestione di calendari e orari, tra le possibili risposte.
Il caldo è un problema da risolvere, non un motivo per rinunciare a ripensare il sistema.
“E LE FERIE DEGLI INSEGNANTI?”
Gli insegnanti hanno diritto alle proprie ferie.
E questa proposta non vuole eliminarle.
Il calendario degli studenti, il contratto di lavoro dei docenti e l’apertura degli edifici scolastici sono tre questioni differenti.
Una riforma seria deve essere realizzata insieme agli insegnanti e al personale scolastico, prevedendo personale, risorse e organizzazione adeguati.
Mettere genitori e insegnanti gli uni contro gli altri sarebbe un errore.
“LA SCUOLA NON È UNA BABY-SITTER”
Siamo d’accordo.
La scuola deve prima di tutto educare e formare.
Ma sport, musica, teatro, informatica, laboratori scientifici, arte e attività ambientali non sono un parcheggio.
Sono attività educative.
E soprattutto permetterebbero di offrire opportunità anche ai bambini le cui famiglie non possono permettersi centinaia di euro di centri estivi.
COME POTREBBE ESSERE IL NUOVO CALENDARIO?
Un esempio da sperimentare potrebbe essere:
INIZIO SETTEMBRE
🏫 Inizio scuola
AUTUNNO
🍂 1 settimana di pausa
NATALE
🎄 circa 2 settimane
INVERNO
❄️ 1 settimana di pausa
PASQUA / PRIMAVERA
🌷 circa 1 settimana
FINE GIUGNO
🏫 Fine scuola
LUGLIO + AGOSTO
☀️ circa 8-9 settimane di vacanza estiva
Durante alcune pause e settimane estive potrebbero essere disponibili attività educative facoltative per le famiglie che ne hanno bisogno.
NON CHIEDIAMO PIÙ SCUOLA.
CHIEDIAMO UNA SCUOLA ORGANIZZATA MEGLIO.
Non chiediamo più compiti.
Non chiediamo di togliere il riposo ai bambini.
Non chiediamo agli insegnanti di rinunciare alle proprie ferie.
Chiediamo che scuola, famiglia e lavoro smettano di essere organizzati come tre mondi completamente separati.
Perché una famiglia con due genitori che lavorano non ha tre mesi di ferie.
Perché una famiglia non dovrebbe essere costretta a scegliere tra:
nonni disponibili, ferie forzate, baby-sitter o centinaia di euro di centri estivi.
E perché le opportunità educative di un bambino non dovrebbero dipendere dal reddito della sua famiglia.
COSA CHIEDIAMO ALLE ISTITUZIONI
Chiediamo al Governo, al Ministero dell’Istruzione e del Merito e alle Regioni di aprire un tavolo nazionale coinvolgendo:
famiglie, insegnanti, personale scolastico, studenti, Comuni, esperti ed enti del terzo settore.
L’obiettivo deve essere quello di sperimentare un nuovo calendario scolastico, inizialmente in alcuni territori, valutandone:
sostenibilità;
costi;
benessere dei bambini;
soddisfazione delle famiglie;
impatto sul personale scolastico;
conciliazione famiglia-lavoro;
risultati educativi.
E poi decidere, sulla base dei risultati, se estendere il modello.
LA SOCIETÀ È CAMBIATA.
ANCHE L’ORGANIZZAZIONE DELLA SCUOLA PUÒ CAMBIARE.
La scuola italiana è una delle più importanti infrastrutture sociali del nostro Paese.
È arrivato il momento di ripensarne anche i tempi.
Se anche tu pensi che sia necessario un calendario scolastico più moderno, equilibrato e compatibile con la vita delle famiglie:
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Perché conciliare figli, scuola e lavoro non dovrebbe essere un problema che ogni famiglia è costretta a risolvere da sola.
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Il problema
Riformiamo il calendario scolastico italiano
Tre mesi senza scuola non sono più compatibili con la vita di moltissime famiglie italiane.
La società è cambiata.
Oggi, nella maggior parte delle famiglie, entrambi i genitori lavorano e non sempre ci sono nonni o altre persone disponibili a occuparsi dei figli.
Eppure il nostro calendario scolastico continua a concentrare una parte enorme delle vacanze tra giugno e settembre.
Il risultato?
Per settimane le famiglie devono organizzarsi tra:
ferie alternate dei genitori;
nonni;
baby-sitter;
CRE e centri estivi;
permessi dal lavoro;
costi aggiuntivi che possono diventare molto pesanti.
E quando finalmente arriva settembre, in alcune scuole ci si ritrova con orari ridotti nei primi giorni o nelle prime settimane, talvolta senza mensa o senza tempo pieno.
Per una famiglia in cui i genitori lavorano fino alle 17 o alle 18, una scuola che termina alle 12 o alle 13 non risolve il problema.
NON VOGLIAMO TOGLIERE LE VACANZE AI BAMBINI
E nemmeno agli insegnanti.
Non vogliamo trasformare la scuola in un parcheggio.
Vogliamo semplicemente organizzare meglio l’anno scolastico.
La domanda è semplice:
È ancora sostenibile, nel 2026, avere una pausa estiva di quasi tre mesi quando la maggior parte dei genitori lavora?
Secondo noi, no.
IN EUROPA ESISTONO MODELLI DIVERSI
L’Italia non è obbligata a mantenere per sempre l’attuale organizzazione.
Secondo i dati europei Eurydice, nei diversi sistemi scolastici europei le vacanze estive variano indicativamente da 6 a 14 settimane, con una media intorno alle 10 settimane.
In diversi Paesi le pause sono distribuite maggiormente durante l’anno.
Un esempio è la Francia.
Nell’anno scolastico 2026/2027:
inizio scuola → 1 settembre
fine scuola → 3 luglio
Durante l’anno vengono poi distribuite diverse pause in autunno, a Natale, in inverno e in primavera.
Non significa che dobbiamo copiare la Francia.
Significa però che un’organizzazione diversa è possibile.
COSA CHIEDIAMO
Chiediamo al Governo, al Ministero dell’Istruzione e del Merito, alle Regioni e agli enti competenti di studiare e sperimentare una nuova organizzazione dell’anno scolastico italiano.
1. Ridurre la lunghissima pausa estiva
Portare progressivamente la pausa estiva degli studenti verso 8-9 settimane, anziché concentrare quasi tutte le vacanze tra giugno e settembre.
Non significa aumentare necessariamente i giorni di lezione.
Significa distribuire meglio le pause.
2. Più pause durante l’anno
Una parte delle settimane recuperate potrebbe essere distribuita tra:
autunno – inverno – primavera.
I bambini continuerebbero quindi ad avere periodi di riposo, ma distribuiti in maniera più equilibrata.
3. Servizio completo fin dall’inizio della scuola
Se il calendario stabilisce che la scuola inizia, ad esempio, il 5 settembre, le famiglie devono poter contare sul servizio dal 5 settembre.
Non settimane di:
8:00 → 12:00
oppure:
8:00 → 13:00 senza mensa.
Se per motivi didattici è necessario ridurre le ore di lezione nei primi giorni, dovrebbe comunque essere disponibile un servizio educativo pomeridiano per le famiglie che ne hanno bisogno.
4. “Scuola aperta” non significa “lezioni tutto l’anno”
Questo è fondamentale.
Non stiamo chiedendo agli insegnanti di fare lezione dodici mesi all’anno.
Durante alcune settimane senza normale attività didattica, gli edifici scolastici potrebbero essere utilizzati per attività facoltative come:
sport;
laboratori;
informatica;
musica;
teatro;
inglese;
lettura;
attività artistiche;
educazione ambientale;
recupero e potenziamento;
attività sul territorio.
Questi servizi potrebbero essere organizzati attraverso educatori, enti locali, associazioni sportive, cooperative e realtà del terzo settore, senza trasformarli automaticamente in ulteriori settimane di insegnamento per i docenti.
5. Servizi accessibili economicamente a tutti
Oggi molte famiglie devono spendere cifre importanti per coprire le settimane estive.
Chi può permetterselo manda i propri figli a centri estivi, campus sportivi, corsi e altre attività.
Chi non può?
Si arrangia.
Questo crea anche una disparità tra bambini.
Chiediamo quindi servizi pubblici o convenzionati, con costi sostenibili e, dove necessario, tariffe proporzionate all’ISEE.
“MA D’ESTATE NELLE SCUOLE FA TROPPO CALDO”
È probabilmente una delle prime obiezioni che verranno fatte.
Ed è un problema reale.
Molti edifici scolastici italiani non sono adeguati alle temperature raggiunte ormai a giugno e luglio.
Ma proprio per questo dobbiamo intervenire.
Servono:
isolamento – schermature solari – ventilazione – aree verdi – raffrescamento – riqualificazione energetica.
Anche l’OCSE evidenzia che temperature elevate possono compromettere il benessere e l’apprendimento degli studenti e indica l’adeguamento degli edifici, insieme alla gestione di calendari e orari, tra le possibili risposte.
Il caldo è un problema da risolvere, non un motivo per rinunciare a ripensare il sistema.
“E LE FERIE DEGLI INSEGNANTI?”
Gli insegnanti hanno diritto alle proprie ferie.
E questa proposta non vuole eliminarle.
Il calendario degli studenti, il contratto di lavoro dei docenti e l’apertura degli edifici scolastici sono tre questioni differenti.
Una riforma seria deve essere realizzata insieme agli insegnanti e al personale scolastico, prevedendo personale, risorse e organizzazione adeguati.
Mettere genitori e insegnanti gli uni contro gli altri sarebbe un errore.
“LA SCUOLA NON È UNA BABY-SITTER”
Siamo d’accordo.
La scuola deve prima di tutto educare e formare.
Ma sport, musica, teatro, informatica, laboratori scientifici, arte e attività ambientali non sono un parcheggio.
Sono attività educative.
E soprattutto permetterebbero di offrire opportunità anche ai bambini le cui famiglie non possono permettersi centinaia di euro di centri estivi.
COME POTREBBE ESSERE IL NUOVO CALENDARIO?
Un esempio da sperimentare potrebbe essere:
INIZIO SETTEMBRE
🏫 Inizio scuola
AUTUNNO
🍂 1 settimana di pausa
NATALE
🎄 circa 2 settimane
INVERNO
❄️ 1 settimana di pausa
PASQUA / PRIMAVERA
🌷 circa 1 settimana
FINE GIUGNO
🏫 Fine scuola
LUGLIO + AGOSTO
☀️ circa 8-9 settimane di vacanza estiva
Durante alcune pause e settimane estive potrebbero essere disponibili attività educative facoltative per le famiglie che ne hanno bisogno.
NON CHIEDIAMO PIÙ SCUOLA.
CHIEDIAMO UNA SCUOLA ORGANIZZATA MEGLIO.
Non chiediamo più compiti.
Non chiediamo di togliere il riposo ai bambini.
Non chiediamo agli insegnanti di rinunciare alle proprie ferie.
Chiediamo che scuola, famiglia e lavoro smettano di essere organizzati come tre mondi completamente separati.
Perché una famiglia con due genitori che lavorano non ha tre mesi di ferie.
Perché una famiglia non dovrebbe essere costretta a scegliere tra:
nonni disponibili, ferie forzate, baby-sitter o centinaia di euro di centri estivi.
E perché le opportunità educative di un bambino non dovrebbero dipendere dal reddito della sua famiglia.
COSA CHIEDIAMO ALLE ISTITUZIONI
Chiediamo al Governo, al Ministero dell’Istruzione e del Merito e alle Regioni di aprire un tavolo nazionale coinvolgendo:
famiglie, insegnanti, personale scolastico, studenti, Comuni, esperti ed enti del terzo settore.
L’obiettivo deve essere quello di sperimentare un nuovo calendario scolastico, inizialmente in alcuni territori, valutandone:
sostenibilità;
costi;
benessere dei bambini;
soddisfazione delle famiglie;
impatto sul personale scolastico;
conciliazione famiglia-lavoro;
risultati educativi.
E poi decidere, sulla base dei risultati, se estendere il modello.
LA SOCIETÀ È CAMBIATA.
ANCHE L’ORGANIZZAZIONE DELLA SCUOLA PUÒ CAMBIARE.
La scuola italiana è una delle più importanti infrastrutture sociali del nostro Paese.
È arrivato il momento di ripensarne anche i tempi.
Se anche tu pensi che sia necessario un calendario scolastico più moderno, equilibrato e compatibile con la vita delle famiglie:
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Perché conciliare figli, scuola e lavoro non dovrebbe essere un problema che ogni famiglia è costretta a risolvere da sola.
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Petizione creata in data 13 settembre 2026