Una legge che fa più danni del batterio: cambiamo le regole sulla Xylella!

Il problema

Non servono abbattimenti indiscriminati, servono regole scientifiche.

  • SI ad abbattere la SINGOLA pianta infetta
  • NO ad abbattere le piante SANE nel raggio di 50 metri

Si chiede la revisione dell'articolo 7 del Regolamento (UE) 2020/1201 : la tutela già garantita alle piante storiche (paragrafo 3 dello stesso articolo) deve diventare la norma per tutto il patrimonio vegetale non infetto.

(vedi riferimenti in fondo alla pagina)

*****************

Da oltre dieci anni la Puglia vive sotto la minaccia della Xylella fastidiosa, un batterio da quarantena che ha colpito olivi, vigneti, ciliegi, mandorli e altre colture.

A seguito del riscontro della Xylella, nel 2015 l’Unione Europea ha introdotto norme emergenziali che obbligano all’abbattimento di tutte le piante sane entro 50 metri da una pianta infetta, con l’obiettivo di eradicare la malattia nelle aree indenni eliminando le piante potenzialmente ospiti.

Tuttavia, dopo un decennio di ricerca, oggi disponiamo delle conoscenze scientifiche per affermare che questa strategia, sebbene comprensibile nella sua fase iniziale, si rivela oggi superata e controproducente.

Un rischio enorme

Senza un cambiamento normativo si rischia di fare più danni del batterio stesso : abbattere indiscriminatamente alberi sani, cancellare paesaggi millenari impedendo il reimpianto e quindi desertificare intere regioni agricole del Mediterraneo.

Questo stesso rischio è stato sottolineato anche dall’Osservatorio Fitosanitario della Regione Puglia, che ha avvertito come l’applicazione rigida delle attuali misure europee possa creare danni importanti al territorio e alle imprese.

 

Perché l’attuale norma non funziona

L'attuale regolamento UE scritto nel 2015 basa i propri modelli previsionali esclusivamente sulla capacità di "VOLO NATURALE" del vettore, ignorando il ruolo cruciale del "TRASPORTO PASSIVO". Risulta infatti trascurata la componente antropica (abbigliamento, mezzi agricoli, auto, camion, treni), fattore che ha invece contribuito in misura determinante all'espansione dell'epidemia.

  • Il CREA (Consiglio per la ricerca in agricoltura e l'analisi dell'economia agraria) nel 2023 ha pubblicato su sciencedirect uno studio in cui si afferma che la rete stradale costituisce il principale corridoio di diffusione del batterio (riferimenti in calce). I vettori infetti (cd "sputacchine") sfruttano il "trasporto passivo" attaccandosi ai veicoli, coprendo distanze di DECINE DI CHILOMETRI IN TEMPI BREVISSIMI, ben oltre il loro raggio d'azione naturale.
  • E' evidente che la dinamica di diffusione si manifesta in due modi: a BREVE DISTANZA, con il vettore "sputacchina" attaccato agli attrezzi agricoli o all'abbigliamento tra le piante dello stesso podere, amplificando gli spostamenti naturali (short-distance jump); e a LUNGO RAGGIO, con la dispersione facilitata dai trasferimenti stradali e da tutti i veicoli che transitano in quell'area (long-distance jump).
  • Tale meccanismo rende l'eradicazione nel raggio di 50 metri una misura strategicamente inefficace. Tale approccio interviene infatti staticamente su un focolaio ormai pregresso, quando il fronte attivo dell'infezione è già stato dislocato altrove dal flusso veicolare. Di fatto, si procede all'abbattimento nei 50 metri di piante sane per un principio di precauzione ormai superato dalla dinamica reale: i veicoli hanno già trasportato i vettori — e quindi l'infezione — ben oltre il perimetro di intervento.

Il nuovo rapporto EFSA del 27 Gennaio 2025 sottolinea che la diffusione della Xylella dipende dalla densità del vettore (valore strettamente legato alla conduzione agronomica) e dalle condizioni climatiche

  • I vigneti pugliesi, risorsa strategica per il PIL agricolo regionale, sono gestiti mediante pratiche agronomiche (quali lavorazioni del suolo e trattamenti fitosanitari) che rendono l'ambiente ostile alla sopravvivenza dei vettori Philaenus spumarius e Neophilaenus campestris. Ciononostante, l'attuale normativa europea impone l'abbattimento indiscriminato delle viti sane nel raggio di 50 metri da focolai infetti, spesso rinvenuti su mandorli in appezzamenti attigui. Tale misura applica ai vigneti, in modo indiscriminato, una norma pensata per gli ulivi, senza tenere conto della reale sicurezza fitosanitaria garantita dalla gestione del vigneto.
  • I vettori particolarmente efficienti che diffondono la malattia nei vigneti americani, fortunatamente non sono presenti in Europa. Diverso è anche il nostro clima. Per questi motivi in altre aree del bacino mediterraneo dove è già nota la presenza nella vite della stessa sottospecie di Xylella, come l’isola di Maiorca e Israele, al momento non risultano gravi manifestazioni della malattia di Pierce.

La normativa non modula l'approccio in base ai vari genotipi della Xylella, non tutti caratterizzati dalla stessa aggressività.

  • È una normativa nata in fase emergenziale, quando si pensava che la Xylella fosse assai meno diffusa sul territorio europeo.
  • Dopo dieci anni di studi ed esperienza sul campo, è chiaro che il batterio è riscontrabile in diverse aree del Mediterraneo: non può essere eliminato con abbattimenti a tappeto.

Gli abbattimenti indiscriminati nei 50 metri hanno distrutto migliaia di alberi sani, anche secolari e monumentali, senza di fatto fermare l'avanzata di una infezione che per la sottospecie multiplex si è dimostrata endemica.

Peraltro, non essendo mai stata eseguita una campagna di rilevamento a tappeto come quella in atto in Puglia, mancano dati storici comparabili e il riscontro del batterio non necessariamente evidenzia una recente infezione.

  • Le moderne e più efficaci tecniche e strumentazioni di analisi molecolare permettono oggi di rilevare la presenza del batterio con una velocità e precisione impensabili anche pochi anni orsono. 

In California, dove non si eradica nei 50 metri ma si preferisce una lotta intensiva al vettore, vari studi hanno dimostrato che le piante irrigate resistono meglio agli effetti della Xylella rispetto a quelle coltivate senza irrigazione. Questo aspetto assume un rilievo cruciale alla luce dei cambiamenti climatici e delle ricorrenti siccità che colpiscono anche il Mediterraneo.

 

 

Il contesto agronomico e la vulnerabilità ambientale (Il "Caso Salento")

È fondamentale riconoscere che la devastante diffusione del batterio nel Salento è stata amplificata da una preesistente condizione di debolezza degli agroecosistemi locali. Negli ultimi decenni, la gestione agricola di quell'area ha involontariamente creato le condizioni ideali per l'esplosione dell'epidemia:

  • Irrigazione con acqua salmastra, che ha favorito la salinizzazione dei suoli;
  • Uso massiccio di diserbanti, che ha impoverito la biodiversità e ridotto la fertilità;
  • Conseguente impoverimento dei suoli, oggi in condizioni paragonabili a zone desertiche, con perdita di sostanza organica e capacità di resilienza;
  • il frequente rilievo su quegli olivi di funghi tracheomicotici che agiscono come patogeni opportunisti su piante già debilitate;
  • Assenza di arature e potature, pratiche fondamentali per la salute degli uliveti;
  • l'assenza di arature ha consentito inoltre un aumento della densità del vettore "Philaenus Spumarius" con una crescita a dismisura della popolazione dello stesso;
  • Le condizioni climatiche del Salento sono ben diverse dalle zone adriatiche della Puglia esposte a venti ben più freddi. 

Questo contesto non ha potuto che agevolare la proliferazione del batterio amplificandone l'impatto e la diffusione.

 

 

Criticità del Modello Salento per la Legislazione Europea

Alla luce di quanto esposto, Il modello "Salento" è scientificamente inadatto a fungere da fondamento per una legislazione europea a taglia unica ("one-size-fits-all").

È inammissibile procedere con l'applicazione indifferenziata di norme : qualsiasi intervento deve essere calibrato tenendo debitamente conto di condizioni climatiche, varietali e agronomiche locali.

Non è giustificabile estendere le medesime misure draconiane, pensate per un contesto di oliveti salentini in stato di abbandono, a realtà produttive, come i vigneti di uva da tavola, gestiti con pratiche agronomiche all'avanguardia che già forniscono una naturale limitazione al vettore e rafforzano la resilienza vegetale.

 

 

Il ruolo dell’EFSA (Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare)

L’EFSA (European Food Safety Authority) è l’ente scientifico indipendente dell’Unione Europea che fornisce pareri e valutazioni sui rischi legati alla sicurezza alimentare, alla salute delle piante e degli animali.

EFSA non decide le leggi, ma i suoi pareri scientifici sono la base su cui la Commissione Europea costruisce la normativa.

Nel caso della Xylella, EFSA ha prodotto rapporti fondamentali (2015, 2019, 2020 e 2025) che hanno guidato le scelte dell’UE.

L’ultimo aggiornamento del 27 Gennaio 2025 ha sottolineato che:

la velocità di diffusione del batterio Xylella varia tra 0,1 e 8 km all’anno, a seconda della densità degli insetti vettori e delle condizioni climatiche locali - specialmente della temperatura.

La presenza di varietà meno suscettibili e di una gestione agronomica efficiente può ridurre significativamente l’impatto del batterio.

Quindi servono strategie territoriali differenziate e non abbattimenti “a prescindere”.

Richiamare l’EFSA significa dunque richiamare la scienza ufficiale Europea, non opinioni di parte. È sulla base di queste evidenze che si chiede un cambiamento delle regole.

 

Un problema europeo, non solo pugliese

La Xylella non è una questione locale ma un problema europeo che coinvolge l’intero bacino mediterraneo.

E' fondamentale che la Commissione Europea stabilisca un numero prefissato di campionamenti per chilometro quadrato valido su tutto il territorio europeo per garantire la coerenza e l'affidabilità dei dati raccolti in tutta l'Unione.

Non ha senso fare unmilionequattrocentomila campionamenti in Puglia e poche migliaia altrove, rischiando di far apparire il territorio pugliese più compromesso di altri che si limitano nel ricercarlo. Infatti, la mancanza di uno standard comune ha già portato a significative disparità tra i vari territori.

Per questo motivo si chiede che il fenomeno venga studiato in maniera coordinata da TUTTE LE UNIVERSITA' e i Centri di Ricerca Europei, non soltanto dagli Atenei Pugliesi.

Solo una visione scientifica ampia, condivisa e indipendente potrà garantire soluzioni efficaci e realmente utili all’intera Unione Europea, cercando di comprendere TUTTE LE CONCAUSE che sono alla base del CO.DI.R.O (Complesso Diseccamento Rapido Olivo).

Senza rischiare che protagonismi o interessi locali possano avere la prevalenza rispetto a un problema così devastante.

 

Cosa si chiede alla Commissione Europea

Modificare l’articolo 7 del Regolamento (UE) 2020/1201 :

  1. Sostituire l'avverbio "immediatamente" con l'indicazione di un termine tassativo di 30 giorni per l'esecuzione degli abbattimenti delle piante risultate positive. Tale tempistica è suggerita dall'EFSA fin dal 2019 come condizione necessaria per garantire l'efficacia delle misure (riferimenti in calce). Oggi, i ritardi burocratici portano ad abbattimenti eseguiti mesi dopo l'infezione, quando i vettori si sono già spostati, rendendo inutile l'intervento.
  2. eliminare l’obbligo automatico dell'espianto delle piante sane nel raggio dei 50 metri, a condizione che la pianta infetta venga rimossa entro i suddetti 30 giorni e che venga attivato un protocollo di sorveglianza rafforzata.

Si permette in questo modo alle Autorità Fitosanitarie locali di limitare gli abbattimenti alle sole piante infette, laddove le condizioni ambientali e agronomiche lo consentano.

Va adottato quindi un approccio "a Fasce di Rischio" (Risk-Based Tiers), che tenga conto di genotipo, clima, tipo di coltura e condizioni del suolo :

  • Genotipi della Xylella : adeguare la strategia in base al ceppo presente in una determinata area.
  • Condizioni Climatiche : Utilizzare i modelli EFSA per definire zone a diverso rischio di diffusione in base al clima.
  • Specie botanica coinvolta : Distinguere chiaramente tra ulivi, viti, mandorli, ecc., con protocolli specifici e differenti per ciascuna specie botanica, basati sulla diversa epidemiologia e ambiente agronomico, individuando anche specifiche varietà più resistenti.
  • Dati sui Vettori : Mappare la presenza e la densità del vettore (Philaenus spumarius). In aree a bassa densità di vettori, le misure potrebbero essere meno drastiche. La sicurezza fitosanitaria di ogni singolo appezzamento è strettamente collegata alla sua conduzione agronomica.
  • Enfatizzare la "Sorveglianza Attiva Rafforzata": Invece di abbattere, proporre un protocollo obbligatorio di campionamento a tappeto e analisi molecolari (qPCR) su tutte le piante ospiti nel raggio di 50 metri. Questo non ignora il rischio ma lo affronta con strumenti moderni.

Peraltro si tratta solo di estendere a tutte le piante una DEROGA alla eradicazione automatica già prevista dallo stesso regolamento UE 1201/2020 all'articolo 7 paragrafo 3 per le sole piante di riconosciuto VALORE STORICO.

Il costo economico dei campionamenti massivi è inferiore al costo economico e paesaggistico della distruzione di ettari di oliveti e vigneti sani.

È fondamentale sottolineare che, anche mantenendo la norma attuale, l'abbattimento delle piante sane nel raggio di 50 metri impone l'analisi individuale di ciascuna. Senza questa verifica, risulta impossibile identificare con certezza l'ultima pianta infetta che delimita il focolaio e, di conseguenza, definire correttamente il raggio di intervento.

Infine va sottolineato che risulta ormai ineludibile la necessità di ampliare il novero dei laboratori accreditati, estendendo l’operatività anche a soggetti privati, al fine di incrementare la capacità complessiva di campionamento. Se fino ad oggi le attività di prelievo e analisi sono state demandate in via esclusiva alla struttura regionale, l’evoluzione e l’ampliamento del fenomeno impongono una revisione di tale assetto, prevedendo la possibilità per i proprietari di effettuare, a proprie spese, il campionamento e le analisi fitosanitarie delle piante, quale strumento di tutela degli investimenti effettuati sui fondi di proprietà.

 

 

Anziché lasciare le aree di intervento incolte, lanciare "Progetti Pilota" :

Proporre l'implementazione del nuovo modello in alcune aree pilota ben definite (es: la zona dei vigneti di Triggiano, una zona di ulivi monumentali) per dimostrarne l'efficacia sul campo, sperimentando in quelle aree anche nuove varietà (vite, olivo, mandorlo) immuni al batterio.

Un successo documentato è la prova più forte per superare il problema.

 

Perché firmare

Questa non è una battaglia contro la scienza, ma una battaglia per una scienza migliore, aggiornata e rispettosa dei territori.

Ben si comprende che le misure iniziali del 2015 fossero dettate da un principio di massima precauzione, ma dopo dieci anni di ricerca ed esperienza sul campo, un cambio di strategia non è solo auspicabile, ma necessario.

La normativa del 2015 era necessaria allora, ma oggi è vecchia, sproporzionata e inefficace.

Olivi e vigneti non sono solo colture: sono storia, identità, paesaggio, lavoro e futuro.

Si chiede all’Unione Europea di fermare gli abbattimenti indiscriminati e di adottare regole nuove, fondate sulle evidenze scientifiche più recenti e sulle specificità locali.

Unire le Forze:

La richiesta è alla Commissione Europea ma il cambiamento richiede comunque un'azione coordinata. L'invito è rivolto anche al Governo italiano e ai Parlamentari europei affinché si facciano portavoce di questa istanza a Bruxelles, creando un fronte comune per difendere un patrimonio che è di tutti, pugliesi ed europei.

 

Salviamo insieme il paesaggio, l’economia e la dignità della nostra terra.

➡️Firma questa petizione e condividila.

 

 

 

Riferimenti normativi e scientifici :

Decisione di esecuzione (UE) 2015/789 della Commissione: prime misure emergenziali contro Xylella fastidiosa.

Regolamento (UE) 2016/2031: misure di protezione contro gli organismi nocivi per le piante.

https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/PDF/?uri=CELEX:32020R1201

Regolamento di esecuzione (UE) 2020/1201: norme attuali sugli abbattimenti e sul contenimento della Xylella.

 

 

EFSA PLH Panel (2019): Update of the scientific opinion on the risks to plant health posed by Xylella fastidiosa in the EU territory. EFSA Journal 17(5):5665.

EFSA PLH Panel (2020): Pest survey card on Xylella fastidiosa. EFSA Supporting Publication 2020:EN-1812.

https://efsa.onlinelibrary.wiley.com/doi/epdf/10.2903/sp.efsa.2025.EN-9244

https://xylellacnr.it/rapporto-efsa-xylella-fastidiosa-una-minaccia-crescente/

EFSA (2025): Xylella fastidiosa Pest Report to support the ranking of EU candidate priority pests.

 

https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC7009223/

indicazione EFSA termine 30 giorni per eradicazione

 

https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S0048969723038548?via%3Dihub

https://www.repubblica.it/green-and-blue/2023/07/28/news/xylella_fastidiosa_diffusione_strade_boschi-409063143/

https://www.ansa.it/puglia/notizie/2023/07/17/xylella-dalluomo-impatto-decisivo-per-la-sua-diffusione_0a7ef9bc-6194-4d22-8938-90278d178175.html?utm_source=chatgpt.com

https://olivoeolio.edagricole.it/featured/sputacchina-si-sposta-lungo-vie-di-comunicazione/#:~:text=Nei%20bagagliai%20delle%20automobili%2C%20sui,dirigente%20dell'Osservatorio%20fitosanitario%20regionale.

influenza delle attività antropiche (strade-veicoli) sulla diffusione del vettore

 

Daugherty, M. P. et al. (2010) – Strain-specific alfalfa water stress induced by Xylella fastidiosa. European Journal of Plant Pathology.

Viveros, M., et al. (2023). Progression of Xylella fastidiosa Infection in Grapevines Under Field Conditions. Plant Disease. APS Journals. University of California (2023).

 

 

https://www.teatronaturale.it/strettamente-tecnico/l-arca-olearia/45177-nessuna-guarigione-spontanea-da-xylella-fastidiosa-degli-olivi-del-parco-delle-dune-costiere.htm

https://www.teatronaturale.it/strettamente-tecnico/l-arca-olearia/20959-i-funghi-da-soli-non-possono-causare-il-disseccamento-rapido-dell-olivo-e-solo-xylella-fastidiosa.htm

 

 

https://www.ilfattoquotidiano.it/2024/03/27/xylella-lo-strano-caso-della-moria-di-ulivi-dalla-california-al-veneto-ma-la-causa-e-un-fungo-e-nessuno-abbatte-gli-alberi/7493154/

https://www.regione.veneto.it/article-detail?articleId=3305616

AGRICOLTURA: OLIVI VENETI A RISCHIO DISSECCAMENTO, PROGETTO REGIONALE DI MONITORAGGIO CON UNIVERSITÀ DI PADOVA

https://www.regione.veneto.it/article-detail?articleId=5353010

MALATTIA DEGLI OLIVI: REGIONE VENETO RIFINANZIA STUDIO UNIVERSITÀ DI PADOVA PER CURARE DISSECCAMENTO DELLE PIANTE E CASCOLA DEI FRUTTI

 

 

https://www.fruitjournal.com/2024/12/20/xylella-fastidiosa-e-normative-cosa-cambia-in-europa/

Prof. Donato Boscia – CNR Istituto per la Protezione Sostenibile delle Piante

https://foglie.tv/xylella-fastidiosa-subspecie-fastidiosa-a-triggiano-impatti-e-strategie-lintervista-al-prof-donato-boscia-del-cnr/

intervista al Prof. Donato Boscia – CNR Istituto per la Protezione Sostenibile delle Piante

https://www.quotidianodipuglia.it/regione/xylella_varianti_piani_d_azione_puglia-8763086.html

intervista al Prof. Donato Boscia – CNR Istituto per la Protezione Sostenibile delle Piante - e al Dr Infantino - Direttore Osservatorio Fitosanitario Regione Puglia -.

https://terraevita.edagricole.it/viticoltura/xylella-fastidiosa-minaccia-viticoltura-mediterranea/

intervento del Prof. Donato Boscia – CNR Istituto per la Protezione Sostenibile delle Piante

https://norbaonline.it/2025/01/30/xylella-fastidiosa-nuove-modalita-dintervento/

intervista al Prof. Donato Boscia – CNR Istituto per la Protezione Sostenibile delle Piante

 

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Vito TatonePromotore della petizione

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Il problema

Non servono abbattimenti indiscriminati, servono regole scientifiche.

  • SI ad abbattere la SINGOLA pianta infetta
  • NO ad abbattere le piante SANE nel raggio di 50 metri

Si chiede la revisione dell'articolo 7 del Regolamento (UE) 2020/1201 : la tutela già garantita alle piante storiche (paragrafo 3 dello stesso articolo) deve diventare la norma per tutto il patrimonio vegetale non infetto.

(vedi riferimenti in fondo alla pagina)

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Da oltre dieci anni la Puglia vive sotto la minaccia della Xylella fastidiosa, un batterio da quarantena che ha colpito olivi, vigneti, ciliegi, mandorli e altre colture.

A seguito del riscontro della Xylella, nel 2015 l’Unione Europea ha introdotto norme emergenziali che obbligano all’abbattimento di tutte le piante sane entro 50 metri da una pianta infetta, con l’obiettivo di eradicare la malattia nelle aree indenni eliminando le piante potenzialmente ospiti.

Tuttavia, dopo un decennio di ricerca, oggi disponiamo delle conoscenze scientifiche per affermare che questa strategia, sebbene comprensibile nella sua fase iniziale, si rivela oggi superata e controproducente.

Un rischio enorme

Senza un cambiamento normativo si rischia di fare più danni del batterio stesso : abbattere indiscriminatamente alberi sani, cancellare paesaggi millenari impedendo il reimpianto e quindi desertificare intere regioni agricole del Mediterraneo.

Questo stesso rischio è stato sottolineato anche dall’Osservatorio Fitosanitario della Regione Puglia, che ha avvertito come l’applicazione rigida delle attuali misure europee possa creare danni importanti al territorio e alle imprese.

 

Perché l’attuale norma non funziona

L'attuale regolamento UE scritto nel 2015 basa i propri modelli previsionali esclusivamente sulla capacità di "VOLO NATURALE" del vettore, ignorando il ruolo cruciale del "TRASPORTO PASSIVO". Risulta infatti trascurata la componente antropica (abbigliamento, mezzi agricoli, auto, camion, treni), fattore che ha invece contribuito in misura determinante all'espansione dell'epidemia.

  • Il CREA (Consiglio per la ricerca in agricoltura e l'analisi dell'economia agraria) nel 2023 ha pubblicato su sciencedirect uno studio in cui si afferma che la rete stradale costituisce il principale corridoio di diffusione del batterio (riferimenti in calce). I vettori infetti (cd "sputacchine") sfruttano il "trasporto passivo" attaccandosi ai veicoli, coprendo distanze di DECINE DI CHILOMETRI IN TEMPI BREVISSIMI, ben oltre il loro raggio d'azione naturale.
  • E' evidente che la dinamica di diffusione si manifesta in due modi: a BREVE DISTANZA, con il vettore "sputacchina" attaccato agli attrezzi agricoli o all'abbigliamento tra le piante dello stesso podere, amplificando gli spostamenti naturali (short-distance jump); e a LUNGO RAGGIO, con la dispersione facilitata dai trasferimenti stradali e da tutti i veicoli che transitano in quell'area (long-distance jump).
  • Tale meccanismo rende l'eradicazione nel raggio di 50 metri una misura strategicamente inefficace. Tale approccio interviene infatti staticamente su un focolaio ormai pregresso, quando il fronte attivo dell'infezione è già stato dislocato altrove dal flusso veicolare. Di fatto, si procede all'abbattimento nei 50 metri di piante sane per un principio di precauzione ormai superato dalla dinamica reale: i veicoli hanno già trasportato i vettori — e quindi l'infezione — ben oltre il perimetro di intervento.

Il nuovo rapporto EFSA del 27 Gennaio 2025 sottolinea che la diffusione della Xylella dipende dalla densità del vettore (valore strettamente legato alla conduzione agronomica) e dalle condizioni climatiche

  • I vigneti pugliesi, risorsa strategica per il PIL agricolo regionale, sono gestiti mediante pratiche agronomiche (quali lavorazioni del suolo e trattamenti fitosanitari) che rendono l'ambiente ostile alla sopravvivenza dei vettori Philaenus spumarius e Neophilaenus campestris. Ciononostante, l'attuale normativa europea impone l'abbattimento indiscriminato delle viti sane nel raggio di 50 metri da focolai infetti, spesso rinvenuti su mandorli in appezzamenti attigui. Tale misura applica ai vigneti, in modo indiscriminato, una norma pensata per gli ulivi, senza tenere conto della reale sicurezza fitosanitaria garantita dalla gestione del vigneto.
  • I vettori particolarmente efficienti che diffondono la malattia nei vigneti americani, fortunatamente non sono presenti in Europa. Diverso è anche il nostro clima. Per questi motivi in altre aree del bacino mediterraneo dove è già nota la presenza nella vite della stessa sottospecie di Xylella, come l’isola di Maiorca e Israele, al momento non risultano gravi manifestazioni della malattia di Pierce.

La normativa non modula l'approccio in base ai vari genotipi della Xylella, non tutti caratterizzati dalla stessa aggressività.

  • È una normativa nata in fase emergenziale, quando si pensava che la Xylella fosse assai meno diffusa sul territorio europeo.
  • Dopo dieci anni di studi ed esperienza sul campo, è chiaro che il batterio è riscontrabile in diverse aree del Mediterraneo: non può essere eliminato con abbattimenti a tappeto.

Gli abbattimenti indiscriminati nei 50 metri hanno distrutto migliaia di alberi sani, anche secolari e monumentali, senza di fatto fermare l'avanzata di una infezione che per la sottospecie multiplex si è dimostrata endemica.

Peraltro, non essendo mai stata eseguita una campagna di rilevamento a tappeto come quella in atto in Puglia, mancano dati storici comparabili e il riscontro del batterio non necessariamente evidenzia una recente infezione.

  • Le moderne e più efficaci tecniche e strumentazioni di analisi molecolare permettono oggi di rilevare la presenza del batterio con una velocità e precisione impensabili anche pochi anni orsono. 

In California, dove non si eradica nei 50 metri ma si preferisce una lotta intensiva al vettore, vari studi hanno dimostrato che le piante irrigate resistono meglio agli effetti della Xylella rispetto a quelle coltivate senza irrigazione. Questo aspetto assume un rilievo cruciale alla luce dei cambiamenti climatici e delle ricorrenti siccità che colpiscono anche il Mediterraneo.

 

 

Il contesto agronomico e la vulnerabilità ambientale (Il "Caso Salento")

È fondamentale riconoscere che la devastante diffusione del batterio nel Salento è stata amplificata da una preesistente condizione di debolezza degli agroecosistemi locali. Negli ultimi decenni, la gestione agricola di quell'area ha involontariamente creato le condizioni ideali per l'esplosione dell'epidemia:

  • Irrigazione con acqua salmastra, che ha favorito la salinizzazione dei suoli;
  • Uso massiccio di diserbanti, che ha impoverito la biodiversità e ridotto la fertilità;
  • Conseguente impoverimento dei suoli, oggi in condizioni paragonabili a zone desertiche, con perdita di sostanza organica e capacità di resilienza;
  • il frequente rilievo su quegli olivi di funghi tracheomicotici che agiscono come patogeni opportunisti su piante già debilitate;
  • Assenza di arature e potature, pratiche fondamentali per la salute degli uliveti;
  • l'assenza di arature ha consentito inoltre un aumento della densità del vettore "Philaenus Spumarius" con una crescita a dismisura della popolazione dello stesso;
  • Le condizioni climatiche del Salento sono ben diverse dalle zone adriatiche della Puglia esposte a venti ben più freddi. 

Questo contesto non ha potuto che agevolare la proliferazione del batterio amplificandone l'impatto e la diffusione.

 

 

Criticità del Modello Salento per la Legislazione Europea

Alla luce di quanto esposto, Il modello "Salento" è scientificamente inadatto a fungere da fondamento per una legislazione europea a taglia unica ("one-size-fits-all").

È inammissibile procedere con l'applicazione indifferenziata di norme : qualsiasi intervento deve essere calibrato tenendo debitamente conto di condizioni climatiche, varietali e agronomiche locali.

Non è giustificabile estendere le medesime misure draconiane, pensate per un contesto di oliveti salentini in stato di abbandono, a realtà produttive, come i vigneti di uva da tavola, gestiti con pratiche agronomiche all'avanguardia che già forniscono una naturale limitazione al vettore e rafforzano la resilienza vegetale.

 

 

Il ruolo dell’EFSA (Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare)

L’EFSA (European Food Safety Authority) è l’ente scientifico indipendente dell’Unione Europea che fornisce pareri e valutazioni sui rischi legati alla sicurezza alimentare, alla salute delle piante e degli animali.

EFSA non decide le leggi, ma i suoi pareri scientifici sono la base su cui la Commissione Europea costruisce la normativa.

Nel caso della Xylella, EFSA ha prodotto rapporti fondamentali (2015, 2019, 2020 e 2025) che hanno guidato le scelte dell’UE.

L’ultimo aggiornamento del 27 Gennaio 2025 ha sottolineato che:

la velocità di diffusione del batterio Xylella varia tra 0,1 e 8 km all’anno, a seconda della densità degli insetti vettori e delle condizioni climatiche locali - specialmente della temperatura.

La presenza di varietà meno suscettibili e di una gestione agronomica efficiente può ridurre significativamente l’impatto del batterio.

Quindi servono strategie territoriali differenziate e non abbattimenti “a prescindere”.

Richiamare l’EFSA significa dunque richiamare la scienza ufficiale Europea, non opinioni di parte. È sulla base di queste evidenze che si chiede un cambiamento delle regole.

 

Un problema europeo, non solo pugliese

La Xylella non è una questione locale ma un problema europeo che coinvolge l’intero bacino mediterraneo.

E' fondamentale che la Commissione Europea stabilisca un numero prefissato di campionamenti per chilometro quadrato valido su tutto il territorio europeo per garantire la coerenza e l'affidabilità dei dati raccolti in tutta l'Unione.

Non ha senso fare unmilionequattrocentomila campionamenti in Puglia e poche migliaia altrove, rischiando di far apparire il territorio pugliese più compromesso di altri che si limitano nel ricercarlo. Infatti, la mancanza di uno standard comune ha già portato a significative disparità tra i vari territori.

Per questo motivo si chiede che il fenomeno venga studiato in maniera coordinata da TUTTE LE UNIVERSITA' e i Centri di Ricerca Europei, non soltanto dagli Atenei Pugliesi.

Solo una visione scientifica ampia, condivisa e indipendente potrà garantire soluzioni efficaci e realmente utili all’intera Unione Europea, cercando di comprendere TUTTE LE CONCAUSE che sono alla base del CO.DI.R.O (Complesso Diseccamento Rapido Olivo).

Senza rischiare che protagonismi o interessi locali possano avere la prevalenza rispetto a un problema così devastante.

 

Cosa si chiede alla Commissione Europea

Modificare l’articolo 7 del Regolamento (UE) 2020/1201 :

  1. Sostituire l'avverbio "immediatamente" con l'indicazione di un termine tassativo di 30 giorni per l'esecuzione degli abbattimenti delle piante risultate positive. Tale tempistica è suggerita dall'EFSA fin dal 2019 come condizione necessaria per garantire l'efficacia delle misure (riferimenti in calce). Oggi, i ritardi burocratici portano ad abbattimenti eseguiti mesi dopo l'infezione, quando i vettori si sono già spostati, rendendo inutile l'intervento.
  2. eliminare l’obbligo automatico dell'espianto delle piante sane nel raggio dei 50 metri, a condizione che la pianta infetta venga rimossa entro i suddetti 30 giorni e che venga attivato un protocollo di sorveglianza rafforzata.

Si permette in questo modo alle Autorità Fitosanitarie locali di limitare gli abbattimenti alle sole piante infette, laddove le condizioni ambientali e agronomiche lo consentano.

Va adottato quindi un approccio "a Fasce di Rischio" (Risk-Based Tiers), che tenga conto di genotipo, clima, tipo di coltura e condizioni del suolo :

  • Genotipi della Xylella : adeguare la strategia in base al ceppo presente in una determinata area.
  • Condizioni Climatiche : Utilizzare i modelli EFSA per definire zone a diverso rischio di diffusione in base al clima.
  • Specie botanica coinvolta : Distinguere chiaramente tra ulivi, viti, mandorli, ecc., con protocolli specifici e differenti per ciascuna specie botanica, basati sulla diversa epidemiologia e ambiente agronomico, individuando anche specifiche varietà più resistenti.
  • Dati sui Vettori : Mappare la presenza e la densità del vettore (Philaenus spumarius). In aree a bassa densità di vettori, le misure potrebbero essere meno drastiche. La sicurezza fitosanitaria di ogni singolo appezzamento è strettamente collegata alla sua conduzione agronomica.
  • Enfatizzare la "Sorveglianza Attiva Rafforzata": Invece di abbattere, proporre un protocollo obbligatorio di campionamento a tappeto e analisi molecolari (qPCR) su tutte le piante ospiti nel raggio di 50 metri. Questo non ignora il rischio ma lo affronta con strumenti moderni.

Peraltro si tratta solo di estendere a tutte le piante una DEROGA alla eradicazione automatica già prevista dallo stesso regolamento UE 1201/2020 all'articolo 7 paragrafo 3 per le sole piante di riconosciuto VALORE STORICO.

Il costo economico dei campionamenti massivi è inferiore al costo economico e paesaggistico della distruzione di ettari di oliveti e vigneti sani.

È fondamentale sottolineare che, anche mantenendo la norma attuale, l'abbattimento delle piante sane nel raggio di 50 metri impone l'analisi individuale di ciascuna. Senza questa verifica, risulta impossibile identificare con certezza l'ultima pianta infetta che delimita il focolaio e, di conseguenza, definire correttamente il raggio di intervento.

Infine va sottolineato che risulta ormai ineludibile la necessità di ampliare il novero dei laboratori accreditati, estendendo l’operatività anche a soggetti privati, al fine di incrementare la capacità complessiva di campionamento. Se fino ad oggi le attività di prelievo e analisi sono state demandate in via esclusiva alla struttura regionale, l’evoluzione e l’ampliamento del fenomeno impongono una revisione di tale assetto, prevedendo la possibilità per i proprietari di effettuare, a proprie spese, il campionamento e le analisi fitosanitarie delle piante, quale strumento di tutela degli investimenti effettuati sui fondi di proprietà.

 

 

Anziché lasciare le aree di intervento incolte, lanciare "Progetti Pilota" :

Proporre l'implementazione del nuovo modello in alcune aree pilota ben definite (es: la zona dei vigneti di Triggiano, una zona di ulivi monumentali) per dimostrarne l'efficacia sul campo, sperimentando in quelle aree anche nuove varietà (vite, olivo, mandorlo) immuni al batterio.

Un successo documentato è la prova più forte per superare il problema.

 

Perché firmare

Questa non è una battaglia contro la scienza, ma una battaglia per una scienza migliore, aggiornata e rispettosa dei territori.

Ben si comprende che le misure iniziali del 2015 fossero dettate da un principio di massima precauzione, ma dopo dieci anni di ricerca ed esperienza sul campo, un cambio di strategia non è solo auspicabile, ma necessario.

La normativa del 2015 era necessaria allora, ma oggi è vecchia, sproporzionata e inefficace.

Olivi e vigneti non sono solo colture: sono storia, identità, paesaggio, lavoro e futuro.

Si chiede all’Unione Europea di fermare gli abbattimenti indiscriminati e di adottare regole nuove, fondate sulle evidenze scientifiche più recenti e sulle specificità locali.

Unire le Forze:

La richiesta è alla Commissione Europea ma il cambiamento richiede comunque un'azione coordinata. L'invito è rivolto anche al Governo italiano e ai Parlamentari europei affinché si facciano portavoce di questa istanza a Bruxelles, creando un fronte comune per difendere un patrimonio che è di tutti, pugliesi ed europei.

 

Salviamo insieme il paesaggio, l’economia e la dignità della nostra terra.

➡️Firma questa petizione e condividila.

 

 

 

Riferimenti normativi e scientifici :

Decisione di esecuzione (UE) 2015/789 della Commissione: prime misure emergenziali contro Xylella fastidiosa.

Regolamento (UE) 2016/2031: misure di protezione contro gli organismi nocivi per le piante.

https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/PDF/?uri=CELEX:32020R1201

Regolamento di esecuzione (UE) 2020/1201: norme attuali sugli abbattimenti e sul contenimento della Xylella.

 

 

EFSA PLH Panel (2019): Update of the scientific opinion on the risks to plant health posed by Xylella fastidiosa in the EU territory. EFSA Journal 17(5):5665.

EFSA PLH Panel (2020): Pest survey card on Xylella fastidiosa. EFSA Supporting Publication 2020:EN-1812.

https://efsa.onlinelibrary.wiley.com/doi/epdf/10.2903/sp.efsa.2025.EN-9244

https://xylellacnr.it/rapporto-efsa-xylella-fastidiosa-una-minaccia-crescente/

EFSA (2025): Xylella fastidiosa Pest Report to support the ranking of EU candidate priority pests.

 

https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC7009223/

indicazione EFSA termine 30 giorni per eradicazione

 

https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S0048969723038548?via%3Dihub

https://www.repubblica.it/green-and-blue/2023/07/28/news/xylella_fastidiosa_diffusione_strade_boschi-409063143/

https://www.ansa.it/puglia/notizie/2023/07/17/xylella-dalluomo-impatto-decisivo-per-la-sua-diffusione_0a7ef9bc-6194-4d22-8938-90278d178175.html?utm_source=chatgpt.com

https://olivoeolio.edagricole.it/featured/sputacchina-si-sposta-lungo-vie-di-comunicazione/#:~:text=Nei%20bagagliai%20delle%20automobili%2C%20sui,dirigente%20dell'Osservatorio%20fitosanitario%20regionale.

influenza delle attività antropiche (strade-veicoli) sulla diffusione del vettore

 

Daugherty, M. P. et al. (2010) – Strain-specific alfalfa water stress induced by Xylella fastidiosa. European Journal of Plant Pathology.

Viveros, M., et al. (2023). Progression of Xylella fastidiosa Infection in Grapevines Under Field Conditions. Plant Disease. APS Journals. University of California (2023).

 

 

https://www.teatronaturale.it/strettamente-tecnico/l-arca-olearia/45177-nessuna-guarigione-spontanea-da-xylella-fastidiosa-degli-olivi-del-parco-delle-dune-costiere.htm

https://www.teatronaturale.it/strettamente-tecnico/l-arca-olearia/20959-i-funghi-da-soli-non-possono-causare-il-disseccamento-rapido-dell-olivo-e-solo-xylella-fastidiosa.htm

 

 

https://www.ilfattoquotidiano.it/2024/03/27/xylella-lo-strano-caso-della-moria-di-ulivi-dalla-california-al-veneto-ma-la-causa-e-un-fungo-e-nessuno-abbatte-gli-alberi/7493154/

https://www.regione.veneto.it/article-detail?articleId=3305616

AGRICOLTURA: OLIVI VENETI A RISCHIO DISSECCAMENTO, PROGETTO REGIONALE DI MONITORAGGIO CON UNIVERSITÀ DI PADOVA

https://www.regione.veneto.it/article-detail?articleId=5353010

MALATTIA DEGLI OLIVI: REGIONE VENETO RIFINANZIA STUDIO UNIVERSITÀ DI PADOVA PER CURARE DISSECCAMENTO DELLE PIANTE E CASCOLA DEI FRUTTI

 

 

https://www.fruitjournal.com/2024/12/20/xylella-fastidiosa-e-normative-cosa-cambia-in-europa/

Prof. Donato Boscia – CNR Istituto per la Protezione Sostenibile delle Piante

https://foglie.tv/xylella-fastidiosa-subspecie-fastidiosa-a-triggiano-impatti-e-strategie-lintervista-al-prof-donato-boscia-del-cnr/

intervista al Prof. Donato Boscia – CNR Istituto per la Protezione Sostenibile delle Piante

https://www.quotidianodipuglia.it/regione/xylella_varianti_piani_d_azione_puglia-8763086.html

intervista al Prof. Donato Boscia – CNR Istituto per la Protezione Sostenibile delle Piante - e al Dr Infantino - Direttore Osservatorio Fitosanitario Regione Puglia -.

https://terraevita.edagricole.it/viticoltura/xylella-fastidiosa-minaccia-viticoltura-mediterranea/

intervento del Prof. Donato Boscia – CNR Istituto per la Protezione Sostenibile delle Piante

https://norbaonline.it/2025/01/30/xylella-fastidiosa-nuove-modalita-dintervento/

intervista al Prof. Donato Boscia – CNR Istituto per la Protezione Sostenibile delle Piante

 

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Vito TatonePromotore della petizione

I decisori

DG SANTE - Direzione Generale per la Salute e la Sicurezza Alimentare
DG SANTE - Direzione Generale per la Salute e la Sicurezza Alimentare
ASSESSORE AGRICOLTURA REGIONE PUGLIA
ASSESSORE AGRICOLTURA REGIONE PUGLIA
Ministero dell'agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste
Ministero dell'agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste

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Petizione creata in data 2 ottobre 2025