

Più risorse alla scuola, non un tetto!
La proposta alternativa è chiara: investire nella scuola e nelle persone, potenziando l’insegnamento dell’italiano L2, aumentando il numero di docenti, mettendo a disposizione mediatori linguistici, educatori e psicologi a supporto dell’intera comunità educante.
Il provvedimento annunciato dal Governo subisce invece un’ulteriore accelerazione, arrivando proprio nel pieno della campagna elettorale. Di fronte a problemi complessi, ancora una volta si sceglie la strada della divisione anziché quella degli investimenti e delle soluzioni concrete.
A pagarne le conseguenze rischiano di essere soprattutto gli studenti. Perché una scuola che separa anziché includere rischia di alimentare disuguaglianze e di trasformare le differenze in barriere.
Non vogliamo una scuola divisa tra studenti di serie A e studenti di serie B. Vogliamo una scuola pubblica capace di garantire a tutte e a tutti le stesse opportunità, investendo nell'inclusione, nella qualità dell'insegnamento e nel diritto allo studio.