UN PONTE PER TUTTI - Vogliamo che il nuovo ponte di Vidor abbia un passaggio ciclopedonale


UN PONTE PER TUTTI - Vogliamo che il nuovo ponte di Vidor abbia un passaggio ciclopedonale
Il problema
Il progetto definitivo del nuovo ponte di Vidor non prevede la presenza di una pista ciclopedonale, nonostante l’art. 13, comma 4-bis, del Codice della Strada (D.lgs. 285/1992) prescrive che “Le strade di nuova costruzione classificate ai sensi delle lettere C, D, E ed F devono avere, per l’intero sviluppo, una pista ciclabile adiacente, purché realizzata in conformità ai programmi pluriennali degli enti locali, salvo comprovati problemi di sicurezza”.
Unisciti a noi nella richiesta che il ponte venga realizzato nel rispetto delle leggi e delle necessità dei cittadini, che hanno il diritto di percorrere il ponte in sicurezza anche a piedi, in carrozzina o in bicicletta.
L'attuale progetto prevede infatti soltanto un percorso pedonale per lato, con larghezza netta di 1,15 m, valore inferiore al minimo normativo previsto dal D.M. 557/1999 per i percorsi ciclabili.
Questa scelta progettuale di non includere una pista ciclopedonale è giustificata nei documenti di progetto alludendo alla realizzazione sull'attuale ponte esistente a Vidor, in un futuro indeterminato, di un possibile collegamento per bici e pedoni. Questa motivazione, oltre ad essere vaga e non supportata da alcun progetto o data, non è una deroga valida ai sensi di legge.
Nonostante la Provincia di Treviso sia quella con la maggior popolazione rivierasca, vi è oggi un solo collegamento ciclabile tra le due sponde del Piave (Ponte della Priula, oltretutto con “CICLI A MANO"). Le province confinanti ne dispongono invece di due ciascuna (San Donà ed Eraclea in provincia di Venezia; Busche e Ponte nelle Alpi in provincia di Belluno). Il territorio interessato dalla nuova infrastruttura – Montello, Colli Asolani e Quartier del Piave – possiede una marcata vocazione ciclistica e cicloturistica. Non a caso, la Provincia di Treviso è stata recentemente insignita del riconoscimento internazionale UCI Bike Region, a fronte di un tessuto sportivo e associativo tra i più sviluppati in Europa. In un contesto simile, qualsiasi nuova infrastruttura, soprattutto se comprende un viadotto su un fiume che divide due aree ad alta vocazione ciclistica, non può prescindere dalla ciclabilità dell’opera.
La nuova viabilità si raccorderebbe in modo ottimale con i percorsi ciclabili già realizzati. La ciclovia “La Piave”, completata nel 2021 dal Consorzio BIM Piave e interconnessa con la rete “Bicinvacanza” e con l’anello ciclabile del Montello, incrocia infatti il tracciato del nuovo ponte sia in destra Piave (loc. Croce del Gallo, Crocetta) che in sinistra Piave (zona EGES Calcestruzzi, Vidor), senza necessità di ulteriori varianti o bretelle.
Firma la petizione per sollecitare Veneto Strade a modificare il progetto e adeguarlo al Codice della Strada. Chiedi insieme a noi un Ponte per Tutti, che sia privo di pericoli, inclusivo e consenta ai cittadini di muoversi in modo sostenibile e sicuro.
625
Il problema
Il progetto definitivo del nuovo ponte di Vidor non prevede la presenza di una pista ciclopedonale, nonostante l’art. 13, comma 4-bis, del Codice della Strada (D.lgs. 285/1992) prescrive che “Le strade di nuova costruzione classificate ai sensi delle lettere C, D, E ed F devono avere, per l’intero sviluppo, una pista ciclabile adiacente, purché realizzata in conformità ai programmi pluriennali degli enti locali, salvo comprovati problemi di sicurezza”.
Unisciti a noi nella richiesta che il ponte venga realizzato nel rispetto delle leggi e delle necessità dei cittadini, che hanno il diritto di percorrere il ponte in sicurezza anche a piedi, in carrozzina o in bicicletta.
L'attuale progetto prevede infatti soltanto un percorso pedonale per lato, con larghezza netta di 1,15 m, valore inferiore al minimo normativo previsto dal D.M. 557/1999 per i percorsi ciclabili.
Questa scelta progettuale di non includere una pista ciclopedonale è giustificata nei documenti di progetto alludendo alla realizzazione sull'attuale ponte esistente a Vidor, in un futuro indeterminato, di un possibile collegamento per bici e pedoni. Questa motivazione, oltre ad essere vaga e non supportata da alcun progetto o data, non è una deroga valida ai sensi di legge.
Nonostante la Provincia di Treviso sia quella con la maggior popolazione rivierasca, vi è oggi un solo collegamento ciclabile tra le due sponde del Piave (Ponte della Priula, oltretutto con “CICLI A MANO"). Le province confinanti ne dispongono invece di due ciascuna (San Donà ed Eraclea in provincia di Venezia; Busche e Ponte nelle Alpi in provincia di Belluno). Il territorio interessato dalla nuova infrastruttura – Montello, Colli Asolani e Quartier del Piave – possiede una marcata vocazione ciclistica e cicloturistica. Non a caso, la Provincia di Treviso è stata recentemente insignita del riconoscimento internazionale UCI Bike Region, a fronte di un tessuto sportivo e associativo tra i più sviluppati in Europa. In un contesto simile, qualsiasi nuova infrastruttura, soprattutto se comprende un viadotto su un fiume che divide due aree ad alta vocazione ciclistica, non può prescindere dalla ciclabilità dell’opera.
La nuova viabilità si raccorderebbe in modo ottimale con i percorsi ciclabili già realizzati. La ciclovia “La Piave”, completata nel 2021 dal Consorzio BIM Piave e interconnessa con la rete “Bicinvacanza” e con l’anello ciclabile del Montello, incrocia infatti il tracciato del nuovo ponte sia in destra Piave (loc. Croce del Gallo, Crocetta) che in sinistra Piave (zona EGES Calcestruzzi, Vidor), senza necessità di ulteriori varianti o bretelle.
Firma la petizione per sollecitare Veneto Strade a modificare il progetto e adeguarlo al Codice della Strada. Chiedi insieme a noi un Ponte per Tutti, che sia privo di pericoli, inclusivo e consenta ai cittadini di muoversi in modo sostenibile e sicuro.
625
Aggiornamenti sulla petizione
Condividi questa petizione
Petizione creata in data 2 ottobre 2025