

Sulla base della documentazione attualmente disponibile e resa pubblica, nel mese di aprile 2026 sono state presentate al Parlamento italiano diverse proposte di legge per la tutela degli equini, che possono includere, tra le diverse misure, anche ipotesi di divieto o limitazione della macellazione, con risorse economiche limitate, prevalentemente di origine pubblica o derivanti da sanzioni e misure di riconversione del settore, non inserite in un meccanismo strutturale di finanziamento collegato ai flussi economici generati dal comparto, e senza una quantificazione complessiva della popolazione equina presente sul territorio.
Tuttavia, tali proposte non prevedono in modo esplicito una disciplina specifica per i cavalli sportivi nella fase successiva alla carriera, né definiscono strumenti strutturati in grado di garantirne la gestione nel lungo periodo, nonostante nella prassi tali equini risultino frequentemente esclusi dalla filiera alimentare (non DPA) per poter competere.
Ne consegue che, una volta terminata la carriera sportiva, non risulta definito un sistema strutturato in grado di garantire continuità, responsabilità e sostenibilità nella loro gestione. I cavalli atleti, che hanno generato valore durante la loro attività, risultano così privi di un percorso chiaramente definito per la fase successiva alla carriera.
Per questo chiediamo al Parlamento europeo di valutare l’introduzione di un registro unico di tracciabilità lungo tutto il ciclo di vita, in considerazione della natura transfrontaliera degli equini, e l’istituzione di un fondo post-carriera autogenerato dai flussi economici del settore (in particolare premi e vincite), in grado di contribuire a una gestione sostenibile nel lungo periodo.
Gli equini atleti hanno diritto a una tutela strutturata: non basata su interventi occasionali o logiche di assistenza, ma su responsabilità e continuità nel tempo, senza oneri per i cittadini né ricorso a forme di beneficenza.
Chiediamo:
un registro europeo unico di tracciabilità, valido in tutti gli Stati membri, lungo tutto il ciclo di vita dell’equino;
l’identificazione degli equini al termine dell’attività sportiva, al fine di garantire continuità nella gestione successiva;
un fondo post-carriera strutturato, autogenerato dai flussi economici del settore (premi e vincite), senza gravare sui cittadini;
un quadro europeo comune volto a ridurre la frammentazione tra Stati membri e garantire coerenza normativa.
Gli equini atleti non possono essere lasciati senza un sistema dopo aver contribuito al settore. È necessaria una responsabilità strutturata, non soluzioni occasionali.
Passo dopo passo, continuiamo a firmare per trasformare questa richiesta in una tutela concreta per gli equini atleti.
🇬🇧 Equine athletes without protection: regulatory gaps in the Italian Parliament
Based on the documentation currently available and publicly disclosed, in April 2026 several legislative proposals were presented to the Italian Parliament for the protection of equines. These may include, among various measures, provisions for the prohibition or restriction of slaughter, with limited financial resources mainly deriving from public funds, sanctions or sector reconversion measures, not embedded within a structured financing mechanism linked to the economic flows generated by the sector, and without a comprehensive quantification of the equine population within the country.
However, these proposals do not explicitly provide a specific framework for sport horses in the phase following their career, nor do they define structured tools capable of ensuring their long-term management, despite the fact that, in practice, such equines are frequently excluded from the food chain (non-DPA – not intended for food production) in order to compete.
As a consequence, once their sporting career ends, no structured system appears to be defined to ensure continuity, responsibility and sustainability in their management. Equine athletes, who have generated value during their active career, are therefore left without a clearly defined pathway for the phase following their career.
For this reason, we call on the European Parliament to consider the introduction of a single European traceability system covering the entire life cycle, taking into account the transboundary nature of equines, as well as the establishment of a post-career fund generated from the sector’s economic flows (in particular prize money and winnings), capable of contributing to sustainable long-term management.
Equine athletes are entitled to structured protection: not based on occasional interventions or assistance-based approaches, but on responsibility and continuity over time, without burdening citizens or relying on charitable solutions.
We call for:
a single European traceability system, valid across all Member States, covering the entire life cycle of the equine;
the identification of equines at the end of their sporting activity, in order to ensure continuity in their subsequent management;
a structured post-career fund, generated from the sector’s economic flows (prize money and winnings), without burdening citizens;
a common European framework aimed at reducing fragmentation between Member States and ensuring regulatory consistency.
Equine athletes cannot be left without a system after contributing to the sector. A structured responsibility is required, not occasional solutions.
Step by step, we continue to sign to turn this request into concrete protection for equine athletes.