URGENT CALL: Allow Julian Assange to prepare his defence - move him out of Belmarsh NOW!

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(For Italian translation, please scroll down - Per la traduzione italiana, si prega di scorrere in basso dopo il testo in inglese)

The signatories of this petition demand that the UK Prison service immediately transfer Assange out of the harsh maximum security regime of Belmarsh Prison to a minimum security facility commensurate with his status of non-violent political prisoner on remand.

Julian Assange is currently confined in almost complete isolation at Belmarsh Prison on the health ward. He is confined for up to 23 hours a day, and other prisoners are sent into lockdown when he is moved around the prison. He is severely limited in his visitation rights to family, supporters and even lawyers and his legal documents. Belmarsh has withheld his ingoing and outgoing mail which included legal documents for extended periods.  He has been unable to contact his lawyers in the US. 

These conditions have two dire consequences for Julian Assange. 

Firstly, they are leading to a further deterioration of his health with potentially fatal consequences. In a statement released on November 1st, The UN Special Rapporteur on torture, Nils Melzer, stated:

Unless the UK urgently changes course and alleviates his inhumane situation, Mr. Assange’s continued exposure to arbitrariness and abuse may soon end up costing his life."

On November 25th, sixty eminent doctors from around the world in an open letter to the UK Home Secretary issued the following warning:

It is our opinion that Mr Assange requires urgent expert medical assessment of both his physical and psychological state of health. Any medical treatment indicated should be administered in a properly equipped and expertly staffed university teaching hospital (tertiary care). Were such urgent assessment and treatment not to take place, we have real concerns, on the evidence currently available, that Mr Assange could die in prison. The medical situation is thereby urgent. There is no time to lose.

Secondly, these conditions are undermining Julian Assange’s fundamental legal rights to understand the charges being made against him and participate in his own defence. Julian Assange is facing up to 175 years in jail if extradited to the United States after being charged under the Espionage Act for his work with Wikileaks in publishing the Iraq War Logs, the Afghan War Diaries, and the State Department Cables in 2010.

Julian Assange himself summed up this in court in a statement to the judge on October 21st:

I don’t understand how this is equitable. This superpower had 10 years to prepare for this case, and I can’t access my writings. It’s very difficult where I am to do anything, but these people have unlimited resources.”

At a November 18th court appearance for Julian Assange, Gareth Pierce representing Assange stated: 

The most important of the impediments that we are facing is Mr Assange’s ability to access what he needs to work on his own case.”

When Julian Assange was denied bail by District judge Vanessa Baraitser on September 13th, she cited that he was deemed a flight risk. Regardless of the veracity of this assessment, this concern would be equally met if Julian Assange was being held in a minimum security facility.

Therefore the decision to keep an unconvicted, non-violent publisher and journalist at Belmarsh under conditions where he cannot recover or participate in his own defence, without justification, can only be seen as punitive and vindictive.

The signatories of this petition object completely to the imprisonment and prosecution of Julian Assange for publishing and journalism. We are concerned that the injustice of Assange’s prosecution is being severely compounded by the harshness of the conditions he is being kept in, which are literally putting his life at risk.

We therefore demand that the UK prison system immediately move Julian Assange to a minimum security facility in the UK, where his health can be better attended to and he can participate in his own defence.

In light of the open letter signed by 65 preeminent doctors asking UK Home Secretary Pritti Pattel, we also urge that this advice be followed and Julian Assange be immediately moved to a tertiary care hospital. If and when he recovers he must not be returned once again to the punitive high security conditions at Belmarsh. 

Unless this action is taken, the ongoing failure of the UK government and prison service to remedy this situation will be condemned around the world. 

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Petition text in Italian

APPELLO URGENTE: permettete ad Assange di preparare la sua difesa- fatelo uscire da Belmarsh SUBITO!

I firmatari di questa petizione richiedono che il sistema penitenziario britannico trasferisca immediatamente Assange al di fuori del rigido regime impostogli nella prigione di massima sicurezza di Belmarsh ad una struttura di minima sicurezza adeguata al suo status di prigioniero politico non violento attualmente detenuto in custodia preventiva.

Julian Assange è attualmente incarcerato in quasi completo isolamento nell’infermeria del carcere di Belmarsh. E’ rinchiuso fino a 23 ore al giorno e, quando gli viene consentito di uscire e muoversi all’interno del carcere, gli altri detenuti sono fatti rientrare nelle loro celle.

Gli vengono imposte severe restrizioni per quanto riguarda gli incontri con familiari, sostenitori e persino avvocati; può fare affidamento solo sulla posta che gli viene consegnata sporadicamente per avere accesso ai documenti legali. Non può consultare i propri appunti e gli è stato impedito di contattare i suoi avvocati negli Stati Uniti.

Queste condizioni hanno due effetti drammatici: in primo luogo, stanno portando ad un ulteriore deterioramento della salute di Assange con conseguenze potenzialmente fatali. In una dichiarazione rilasciata il 1° novembre, il Relatore Speciale sulla Tortura delle Nazioni Unite, Nils Melzer, ha affermato

A meno che il Regno Unito non cambi urgentemente direzione e allevi la sua condizione disumana, la continua esposizione del Signor Assange all’arbitrarietà e agli abusi potrebbe finire presto per costargli la vita”

Il 25 Novembre 60 eminenti medici da tutto il mondo, in una Lettera aperta al Segretario di Stato del Regno Unito, hanno lanciato il seguente avvertimento:

E’ nostra opinione che il Signor Assange abbia bisogno urgentemente di una valutazione medica, condotta da esperti, sia del suo stato di salute fisica che delle sue condizioni psicologiche. Ogni indicazione di trattamento dovrebbe essere posta in atto nel contesto di un ospedale universitario dotato di attrezzature adeguate e di personale altamente qualificato (per l’assistenza medica specialistica). Se questa urgente valutazione e le cure non dovessero essergli prestate, abbiamo dei fondati timori che, stando alle informazioni attualmente disponibili, il signor Assange possa morire in prigione. La situazione medica configura pertanto un’emergenza; non c’è tempo da perdere.

In secondo luogo, queste condizioni pregiudicano gravemente i fondamentali diritti giuridici di Julian Assange, tra cui la possibilità di comprendere le accuse formulate contro di lui e di partecipare alla propria difesa. Julian Assange rischia fino a 175 anni di prigione, se verrà estradato negli Stati Uniti dopo essere stato incriminato ai sensi dell’Espionage Act per il suo lavoro con Wikileaks relativo alla pubblicazione dei Diari di Guerra in Iraq e Afghanistan e dei dispacci del Dipartimento di Stato USA nel 2010.

Lo stesso Julian Assange ha sintetizzato tutto ciò in aula in una dichiarazione al giudice il 21 ottobre:

Non capisco come tutto questo sia giusto. Questa superpotenza ha avuto 10 anni per prepararsi a questo caso e io non posso accedere ai miei appunti. E’ molto difficile fare alcunché nel posto in cui mi trovo, ma queste persone hanno risorse illimitate”

Nel corso di un’udienza relativa al suo caso, il 18 novembre, Gareth Pierce, che rappresenta legalmente Assange, ha dichiarato:

L’ostacolo più serio al quale siamo messi davanti è l’impossibilità del Signor Assange di avere accesso a ciò di cui ha bisogno per lavorare sul proprio caso

Quando a Julian Assange è stata rifiutata la libertà su cauzione, la Giudice distrettuale Vanessa Baraitser ha motivato la sua decisione sostenendo che considerava Assange a rischio di fuga. Indipendentemente dalla veridicità di quest’asserzione, riteniamo che per impedire un simile esito sarebbe ugualmente efficace se Julian Assange venisse detenuto presso una struttura di minima sicurezza. Pertanto la decisione di incarcerare un editore e giornalista, che non ha mai dimostrato una condotta violenta e che è in attesa di condanna, a Belmarsh in condizioni in cui gli è impossibile recuperare la salute o partecipare alla propria difesa appare punitiva e vendicativa.

I firmatari di questa petizione si oppongono con la massima forza all’imprigionamento e all’incriminazione di Assange per il suo lavoro di giornalismo e pubblicazione. Esprimiamo la nostra preoccupazione che l’ingiustizia del procedimento legale contro il signor Assange sia significativamente aggravata dalla durezza delle condizioni in cui è detenuto che stanno letteralmente mettendo la sua vita in pericolo.

Chiediamo perciò che il sistema penitenziario britannico trasferisca Julian Assange ad una prigione di minima sicurezza nel Regno Unito dove possa beneficiare di migliori cure mediche e dove gli sia permesso di prendere parte alla sua difesa. Alla luce della lettera aperta sottoscritta da 65 eminenti medici e rivolta al Segretario di Stato britannico, Pritti Pattel, esortiamo a seguire le loro indicazioni circa l’immediato trasferimento di Assange in una struttura ospedaliera. Se e quando sarà considerato dimissibile, è essenziale che non venga nuovamente rinchiuso nel contesto punitivo del carcere di massima sicurezza di Belmarsh. A meno che una simile azione venga posta in essere, la perdurante reticenza del governo e del sistema penitenziario britannico a porre rimedio a questa situazione sarà oggetto di biasimo a livello mondiale.

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