Petition updateINTERROMPERE I FONDI STATALI A LIBERO

PER UN INFORMAZIONE LIBERA DA FAKE E INTERPRETAZIONI POLITICHE DI PARTE

Paolo BongiovanniCairo Montenotte, Italy
Jan 29, 2019

Siamo letteralmente sommersi da informazione di scarso livello causata da questa competizione a suon di click, del cui superamento si parla da anni.
Per generare ricavi e per trovare lettori e tenerseli stretti, il giornalismo digitale sta andando in direzioni varie ma molto diverse da quelle del click-bait, dell’inseguimento delle news e della quantità a scapito della qualità.
Google, Facebook e gli altri giganti del web si mangiano il 75% della torta pubblicitaria digitale, all’editoria, non restano che le briciole.

Se si vuole davvero (provare a) rendere sostenibile una testata con la sola pubblicità digitale, c’è una sola strada percorribile: conquistare quanti più click possibile; vagonate di lettori che anche solo per pochi secondi aprono gli articoli. 
Questo modello di business costringe, inevitabilmente, a lasciare da parte la qualità per concentrarsi sulla quantità e produrre articoli a basso costo che incuriosiscano il numero più ampio possibile di lettori. 
Una storia già vista, e che ha portato all’epidemia di titoli sensazionalistici, al gossip e alle gallery di gattini, notizie derivate dalle ricerche sui social e su quanto le persone possano esprimere sui propri profili.

Il giornalismo digitale è un mondo in continuo movimento, in cui c’è costante bisogno di sperimentazione e che si presenta in larga parte come una terra inesplorata.
Il giornalismo online si sta orientando sempre più su modelli e modalità differenti tra loro, meno notizie, meno curiosità, meno cronaca; più approfondimento di qualità e (spesso) verticale, di parte o di contrasto ad una determinata parte, politica soprattutto, o sportiva, perchè in Italia è quasi un obbligo doversi per forza schierare, stare da una parte e dall'altra, il resto, tanto, lo fanno già i giganti dell’editoria.

Noi non siamo contrari che ci possano essere dei contributi di aiuto all'editoria, ma abbiamo dei dubbi sul reale utilizzo di cui la stessa editoria ne faccia uso.
Ciò su cui dovrebbe essere incentrata l'informazione libera, potrebbe ricevere questi contributi, che oggi invece sono destinati a testate giornalistiche di favore, o di partito e movimento.
Noi sognamo una rete accessibile a tutti, non politicizzata, mercificata o veicolata dai grandi gruppi imprenditoriali.
Perchè chiunque possa essere in grado di esprimere anche diventando  editori di una testata, un'idea o una libera divulgazione di notizie da ogni parte esse possano provenire e qualsiasi argomento possano trattare.
Questo anche a contrasto delle innumerevoli fake news di cui siamo purtroppo circondati oggi.

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