Richiesta indennizzo per calamità Covid 19 - Se non muori per il Covid 19 muori di fame

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                                 RICHIESTA INDENNIZZO DI CALAMITA’

                               Se non muori per il Covid 19 muori di fame

 

Mi chiamo Claudia Cotti Zelati, sono una libera professionista di Roma, plurilaureata, e vivo in modo drammatico, come molti miei colleghi, questo periodo che, neanche su un libro di fantascienza di Isaac Asimov, avrei potuto leggere.              

Il domani sembra essere svanito dal nostro immaginario. Non c’è idea di futuro e di futuribilità. La categoria professionale a cui appartengo, quella legata al mondo della cultura, degli eventi, della musica, del teatro, dell’intrattenimento e dello spettacolo dal vivo, è invisibile; i danni e le macerie economiche che sta generando questa calamità, sono reali, tangibili, fisici, psicologici perché si riferiscono alla sopravvivenza e alla dignità dell’esistenza di ogni individuo.

 

Faccio appello a tutte le Istituzioni politiche Italiane, proponendo un “INDENIZZO DI CALAMITA’” a favore dei liberi professionisti e di quelle categorie di lavoratori ibridi, difficilmente categorizzabili, che non percepiscono reddito continuativo, analogamente ai liberi professionisti/autonomi/partite iva che non godono di garanzie di continuità lavorativa, di Cassa Integrazione, Disoccupazione e  Reddito di Cittadinanza.

Di seguito, elenco per punti, quelli che sono gli aspetti più urgenti, legati al quotidiano di ogni cittadino italiano.

E’ necessario che le più alte cariche dello Stato, i Rappresentanti della politica tutti, di qualsiasi formazione e appartenenza ideologica, si stringano solidalmente e unitamente nella  consapevolezza che una enorme fascia del Paese reale è allo stremo delle proprie risorse economiche e psicologiche, che rischia il suicidio o nella migliore delle ipotesi di ritrovarsi in condizioni umane di insostenibile indigenza. Le categorie sopracitate, al momento invisibili o quantomeno trascurate sin da tempi non critici come questo attuale, sono lacerate da obblighi fiscali e situazioni debitorie che gli impediscono di continuare le proprie attività, uniche fonti di sostentamento.

Chiediamo pertanto che ci sia davvero la volontà di non lasciare indietro nessuno e che anche a Noi, operatori di categorie in ombra,  si dia la possibilità DOMANI di tornare a  vivere con fiducia in un auspicabile prossimo futuro e contribuire cosi a creare valore con il nostro lavoro, mettendo al servizio del Paese le nostre competenze e professionalità e di non abbandonarci lasciandoci morire per mancanza di ENTRATE. Perché tutto questo sia possibile elenchiamo una serie di provvedimenti secondo noi assolutamente indispensabili :

 

1) Abolizione versamenti imposte F24 per almeno 18 mesi; BONIFICA/SANATORIA  di tutte le imposte PREGRESSE  affinché si faccia TABULA RASA, in modo tale che alla fine di questo momento storico critico paragonabile a un inferno si possa ricominciare ex novo. Ciò consentirebbe ad ogni lavoratore autonomo, impresa privata o libero professionista che sia di riattivarsi con dignità e reale possibilità economica.

Un libero professionista, inattivo in questo momento per decreto, non potrà certo far fronte agli obblighi fiscali che arriveranno a breve. In tal senso gli indicatori ISEE devono essere il punto di riferimento per l’identikit della condizione economica del soggetto nel presente indicativo.

Travolto da uno tzunami di bolette delle utenze, affitti/mutui, cartelle esattoriali, avvisi bonari con obbligo di rateazione anche fino a 20 mesi per imposte superiori ai 5000 euro, (ad esempio), si troverà completamente annichilito finanziariamente perché non sarà più nella condizione di sostenere tali gravami. Per cui si chiede:

2) STOP al pagamento delle bollette luce, acqua e gas per almeno  18 mesi.

3) Chi ha acceso un prestito (libero professionista, impresa o privato che sia), con una finanziaria o istituto di credito bancario, deve avere la possibilità di sospendere il pagamento delle rate e riprenderlo tra 18 mesi senza nessun aggravio di mora e/o ulteriore quota interesse.

4) Per tutte le partite iva e in particolare per tutti i Lavoratori e Consulenti del mondo dello Spettacolo, dell’Arte e della Cultura in generale non protetti da contratti di lavoro dipendente a tempo indeterminato, il riconoscimento di un INDENIZZO DI CALAMITA’ per almeno 18 mesi, per un importo di € 1.000,00 mensili esenti da imposta.

5) Possibilità per chi paga l’affitto della casa in cui vive di interrompere il versamento del canone di locazione per un periodo di almeno sei mesi senza incorrere nelle intimidazioni di sfratto.

6) INDENNIZZO DI CALAMITA’ per tutti quegli operatori che nel settore Arte, Cultura, Spettacolo e Intrattenimento  rientrano in una fascia di lavoro considerata “lavoro sommerso” pari a un importo di €700,00 mensili per un periodo di 18 mesi.

In particolare, in quanto ai possibili beneficiari, si fa riferimento agli iscritti al fondo ex-Enpals, che a prescindere dai versamenti regressi, non potendo contare sul minimo di almeno 30 contributi, (in quanto il nero è prassi dilagante e condizionata dalla stessa burocrazia) sono lavoratori ancor più precari degli altri; a condizione, ovviamente, che essi non godano di contratti di lavoro subordinato e di non essere iscritti ad altre casse di previdenza obbligatoria.

Tale richiesta parte dalla considerazione che per i suddetti lavoratori del “sommerso”,  in un momento drammaticamente critico come questo, liberi professionisti, titolari di piccole o medie imprese già al collasso economico, non instaurano rapporti esterni di collaborazione a titolo di consulenza o altro.     

7) Abolizione dei limiti di età per i concorsi pubblici o quanto meno innalzamento di detti limiti fino ai 60 anni.

8) Così come sono stati “chiamati” neo laureati in medicina senza Esame di Stato per sopperire alla grave carenza di medici, parimenti si dovrà dare la possibilità a chi possiede i titoli e il background curriculare di accedere a Università, Istituzioni e Conservatori.

9) Possibilità di ottenere mutui riformulando criteri di accensione degli stessi con un forte snellimento  delle condizioni di garanzia.

10) In quanto al reddito di cittadinanza sarà utile modificare le modalità di prelievo consentendo di poter entrare in possesso dell’intera somma dalla card eliminando il limite dei 100,00 o 200,00€. Evidenziamo che  coloro che usufruiscono del reddito di cittadinanza e che non erano a conoscenza di dover rinnovare l’ISEE entro il 31 gennaio 2020, si trovano ancora oggi, (25 marzo 2020), senza la ricarica del mese di febbraio perché l’Inps non ha ancora provveduto ai versamenti mettendo in gravi condizioni di disagio i beneficiari. Pertanto questa particolare richiesta è un sollecito rivolto all’Inps perché provveda all’erogazione immediata del contributo del mese scorso e del mese vigente.

11) In quanto alle coperture si potranno trovare mediante la sospensione del patto di stabilità, già deliberato dall'UE e dalle politiche europee che tutti gli Stati membro dovranno assumere di comune  accordo in quanto tutti coinvolti nella crisi e nella recessione economica.

 12) Quale incentivo alla cultura e alle tradizioni relativamente alla musica dal vivo, significativa riduzione delle aliquote ex Enpals, (tra le più alte al mondo ,34,28% del compenso lordo – da qui un incentivo al lavoro nero).

13) Indurre l’ Inps a utilizzare il tesoretto ereditato da Enpals pari a circa 5 miliardi di euro a favore della categoria dei Lavoratori dello spettacolo.

Si tratta di contributi versati dagli Artisti e mai redistribuiti sulle pensioni (essendo i requisiti di accesso pressoché impossibili per un’ampia platea). Fondi da destinare prioritariamente alla musica dal vivo (extra FUS), alle tradizioni popolari, alla danza e al teatro.

14) Abolizione per 18 mesi dei tassi di interesse relativi ai fidi in essere e mantenimento del fido.

15) Abolizione della quota Siae per gli Iscritti  e per i Mandanti per 24 mesi.

 

Promotrice della presente

Claudia Cotti Zelati