

Tuteliamo la cozza nera tarantina Non si firmi la Deroga all'OS 8
Il problema
Aiutateci a tutelare la cozza tarantina e il Mar Piccolo
1) Fatto: nel 2022 il sindaco di Taranto con una Ordinanza sindacale vieta - sulla base di relazione del CNR - l’immissione di seme di cozze greche nel Mar Piccolo di Taranto.
2) il Mar Piccolo di Taranto è tornato a ospitare popolazioni di Cavallucci Marini e segue l’iter per diventare Parco protetto.
3) Cosa succede in questi giorni : alcune realtà hanno avanzato richiesta di deroga all’Ordinanza del 2022
La richiesta di deroga al divieto di reimmersione di novellame straniero nel Mar Piccolo è ingiustificata e rischiosa per l'identità della cozza nera tarantina. Non esiste alcuna reale emergenza produttiva: la captazione del seme locale a novembre avvierà regolarmente il ciclo e permetterà già a giugno di commercializzare il cosiddetto "Pirimativo" (taglia 4,5 cm). Introdurre mitili alloctoni o non certificati per presunti danni climatici estivi stravolgerebbe il mercato e minaccerebbe in modo irreversibile l'ecosistema, la biodiversità e la purezza genetica della specie autoctona. Più che una risposta a una crisi, la deroga rischia di configurarsi come un pericoloso inquinamento ambientale ed economico che piega le regole a logiche commerciali opache.
Qui di seguito il documento che sarà inviato alle autorità competenti
“Non firmate la deroga”. L'appello delle associazioni al Comune di Taranto al quale chiedono Cui prodest? a che serve questa deroga? A chi serve questa deroga?” Qual è l’emergenza? A giugno 2027 si può vendere U Pirimativo
All’indomani delle diverse uscite a mezzo stampa in merito alla questione relativa alla modifica dell’Ordinanza n°8 del 26 settembre 2022 che prevede il divieto della“reimmersione di seme e mitili non autoctoni o non certificati nel primo e secondo seno del Mar Piccolo tutelando la cozza nera tarantina (Mytilus galloprovincialis)”, le associazioni Confcommercio Taranto, Unicop, Centro Ittico Taranto, Enogastro hub aps, WWF Taranto ets, Slow Food Puglia, Marevivo Puglia ets, Radio Vera aps, Omnia coop hanno deciso di offrire liberamente il loro contributo culturale e scientifico per evitare la trasformazione del Mar Piccolo in un “utero in affitto”.
Le Associazioni sono assolutamente contrarie a una eventuale deroga dell’Ordinanza sindacale, pur esprimendo solidarietà ai pochi mitilicoltori che hanno avanzato la richiesta di deroga.
Si ricorda alla comunità che, con l’attuale abbassamento delle temperature legato all’arrivo dell’autunno, e con il ripristino delle migliori condizioni per la crescita del novellame, i mitilicoltori dalla prima settimana di novembre, con la captazione del seme, danno ufficialmente il via al ciclo produttivo della cozza nera tarantina.
A causa dell’innalzamento delle temperature determinato dai cambiamenti climatici, la produzione di novellame di fine agosto ha subito gravi danni portando alcune associazioni di categoria a chiedere al Comune di Taranto di procedere con una deroga alla suddetta Ordinanza chiedendo, così, al Comune stesso di fatto di entrare in dinamiche di mercato.
A questa richiesta NON hanno aderito i mitilicoltori del Presidio Slow Food e di altre organizzazioni.
Come di consuetudine, nella prima settimana di novembre è previsto il posizionamento dei collettori utili ad avviare l’attività di captazione del seme per far partire il ciclo zootecnico della cozza nera tarantina.
Il novellame così raccolto viene innestato nelle apposite retine al fine di concludere il ciclo produttivo a taglia commerciale nel mese di maggio-giugno 2028.
Detto questo, però, come da storica tradizione della produzione e commercializzazione della cozza tarantina, il novellame captato a novembre 2026 sarà già vendibile a giugno 2027 nella sua taglia intermedia, ovvero raggiunti i 4,5 cm (il cosiddetto Primativo) come già avvenuto nel 2024, garantendo già a giugno prossimo un reddito agli operatori.Alla luce di questo ci chiediamo dov’è l'emergenza?
Sulla base di queste considerazioni la prima eccezione che sentiamo il dovere di rilevare rispetto a quanto emerso dal tavolo comunale tenuto dall’assessore Cosa è la seguente :in caso di emergenza produttiva la cozza tarantina captata nel mese di novembre può affrontare le sfide commerciali, pertanto ci chiediamo Cui prodest? a che serve questa deroga? A chi serve questa deroga?
Qualora, invece, si pensasse di introdurre il novellame proveniente dalle “aree del Mediterraneo” sarà fondamentale, nel rispetto della normativa internazionale e regionale, attenersi ai seguenti parametri:
1) qualora fosse certificato lo stato di emergenza produttiva, si chiede di conoscere le quote di mercato perse e stabilire, entro la maglia produttiva, le quantità di seme da reimmettere al fine di evitare l'inserimento massivo di novellame.
2) in caso di reimmissione di novellame alloctono, si chiede una valutazione del rischio ambientale, sanitario e genetico a cura di enti scientifici competenti perchè una introduzione massiva (altrimenti non è significativa produttivamente) di seme alloctono ha un effetto irreversibile. quindi come ci si porrà rispetto a questo evidente cambiamento? chi se ne assume la responsabilità eventuale? Tale condizione potrebbe configurarsi come un fenomeno di inquinamento ambientale. Vogliamo sapere e conoscere qual è il Protocollo di emergenza in caso di presenza di specie aliene.
3) nell’interesse esclusivo dello stato di salute del Mar Piccolo, potrebbe essere introdotto solo ed esclusivamente novellame della specie Mytilus galloprovincialis proveniente da Paesi riconosciuti dalla Comunità Europea e nello specifico che abbiano adottato la normativa di settore.
4) al fine di tutelare la salute pubblica, va precisato che l’operazione di importazione non può che riguardare il novellame di Mitili così come definito dal DM 7 agosto 1996 che stabilisce la misura non superiore a 2,5 cm. Va da sè che i lotti di novellame eventualmente reimmersi nel primo seno del Mar Piccolo, dovranno seguire le indicazioni dell’Ordinanza del presidente della Regione Puglia n° 188 del 2016 e quindi essere trasferiti in altre aree di produzione entro il 28 febbraio. Appare evidente la necessità di verificare attraverso un campionamento statistico la misura del prodotto oggetto di immersione, onde evitare l’inserimento di mitili adulti.
5) Per consentire i costanti controlli veterinari si renderà necessario realizzare la movimentazione dei lotti in un unico punto di sbarco possibilmente individuato presso il Mercato Ittico. appare scontato che ogni lotto di allevamento dovrà essere tracciabile attraverso la documentazione di accompagnamento sino all’individuazione dello specchio acqueo di provenienza, riportando la classificazione dello stesso ai sensi delle normative europee. ogni lotto così come previsto dalle linee guida di settore dovrà essere registrato sui registri di carico e scarico aziendali ed individuabile sull’impianto. Posto che le Associazioni confermano l’assoluta contrarietà alla deroga all’Ordinanza n° 8 nella tutela dell’identità della cozza nera tarantina e della sua storia, nella tutela della salute pubblica e dell’unicità della cozza tarantina, si precisache qualora il sindaco dovesse procedere con la firma di una deroga, i sopra esposti punti si considerano irrinunciabili.
Taranto, 24 ottobre 2026
Le associazioni
Confcommercio Taranto, Unicop, Centro Ittico Taranto, Enogastro hub aps,
WWF Taranto ets, Slow Food Puglia, Marevivo Puglia ets, Radio Vera aps,
Omnia coop, Afo6, Terra Jonica, Legambiente Taranto, Codacons Taranto

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Il problema
Aiutateci a tutelare la cozza tarantina e il Mar Piccolo
1) Fatto: nel 2022 il sindaco di Taranto con una Ordinanza sindacale vieta - sulla base di relazione del CNR - l’immissione di seme di cozze greche nel Mar Piccolo di Taranto.
2) il Mar Piccolo di Taranto è tornato a ospitare popolazioni di Cavallucci Marini e segue l’iter per diventare Parco protetto.
3) Cosa succede in questi giorni : alcune realtà hanno avanzato richiesta di deroga all’Ordinanza del 2022
La richiesta di deroga al divieto di reimmersione di novellame straniero nel Mar Piccolo è ingiustificata e rischiosa per l'identità della cozza nera tarantina. Non esiste alcuna reale emergenza produttiva: la captazione del seme locale a novembre avvierà regolarmente il ciclo e permetterà già a giugno di commercializzare il cosiddetto "Pirimativo" (taglia 4,5 cm). Introdurre mitili alloctoni o non certificati per presunti danni climatici estivi stravolgerebbe il mercato e minaccerebbe in modo irreversibile l'ecosistema, la biodiversità e la purezza genetica della specie autoctona. Più che una risposta a una crisi, la deroga rischia di configurarsi come un pericoloso inquinamento ambientale ed economico che piega le regole a logiche commerciali opache.
Qui di seguito il documento che sarà inviato alle autorità competenti
“Non firmate la deroga”. L'appello delle associazioni al Comune di Taranto al quale chiedono Cui prodest? a che serve questa deroga? A chi serve questa deroga?” Qual è l’emergenza? A giugno 2027 si può vendere U Pirimativo
All’indomani delle diverse uscite a mezzo stampa in merito alla questione relativa alla modifica dell’Ordinanza n°8 del 26 settembre 2022 che prevede il divieto della“reimmersione di seme e mitili non autoctoni o non certificati nel primo e secondo seno del Mar Piccolo tutelando la cozza nera tarantina (Mytilus galloprovincialis)”, le associazioni Confcommercio Taranto, Unicop, Centro Ittico Taranto, Enogastro hub aps, WWF Taranto ets, Slow Food Puglia, Marevivo Puglia ets, Radio Vera aps, Omnia coop hanno deciso di offrire liberamente il loro contributo culturale e scientifico per evitare la trasformazione del Mar Piccolo in un “utero in affitto”.
Le Associazioni sono assolutamente contrarie a una eventuale deroga dell’Ordinanza sindacale, pur esprimendo solidarietà ai pochi mitilicoltori che hanno avanzato la richiesta di deroga.
Si ricorda alla comunità che, con l’attuale abbassamento delle temperature legato all’arrivo dell’autunno, e con il ripristino delle migliori condizioni per la crescita del novellame, i mitilicoltori dalla prima settimana di novembre, con la captazione del seme, danno ufficialmente il via al ciclo produttivo della cozza nera tarantina.
A causa dell’innalzamento delle temperature determinato dai cambiamenti climatici, la produzione di novellame di fine agosto ha subito gravi danni portando alcune associazioni di categoria a chiedere al Comune di Taranto di procedere con una deroga alla suddetta Ordinanza chiedendo, così, al Comune stesso di fatto di entrare in dinamiche di mercato.
A questa richiesta NON hanno aderito i mitilicoltori del Presidio Slow Food e di altre organizzazioni.
Come di consuetudine, nella prima settimana di novembre è previsto il posizionamento dei collettori utili ad avviare l’attività di captazione del seme per far partire il ciclo zootecnico della cozza nera tarantina.
Il novellame così raccolto viene innestato nelle apposite retine al fine di concludere il ciclo produttivo a taglia commerciale nel mese di maggio-giugno 2028.
Detto questo, però, come da storica tradizione della produzione e commercializzazione della cozza tarantina, il novellame captato a novembre 2026 sarà già vendibile a giugno 2027 nella sua taglia intermedia, ovvero raggiunti i 4,5 cm (il cosiddetto Primativo) come già avvenuto nel 2024, garantendo già a giugno prossimo un reddito agli operatori.Alla luce di questo ci chiediamo dov’è l'emergenza?
Sulla base di queste considerazioni la prima eccezione che sentiamo il dovere di rilevare rispetto a quanto emerso dal tavolo comunale tenuto dall’assessore Cosa è la seguente :in caso di emergenza produttiva la cozza tarantina captata nel mese di novembre può affrontare le sfide commerciali, pertanto ci chiediamo Cui prodest? a che serve questa deroga? A chi serve questa deroga?
Qualora, invece, si pensasse di introdurre il novellame proveniente dalle “aree del Mediterraneo” sarà fondamentale, nel rispetto della normativa internazionale e regionale, attenersi ai seguenti parametri:
1) qualora fosse certificato lo stato di emergenza produttiva, si chiede di conoscere le quote di mercato perse e stabilire, entro la maglia produttiva, le quantità di seme da reimmettere al fine di evitare l'inserimento massivo di novellame.
2) in caso di reimmissione di novellame alloctono, si chiede una valutazione del rischio ambientale, sanitario e genetico a cura di enti scientifici competenti perchè una introduzione massiva (altrimenti non è significativa produttivamente) di seme alloctono ha un effetto irreversibile. quindi come ci si porrà rispetto a questo evidente cambiamento? chi se ne assume la responsabilità eventuale? Tale condizione potrebbe configurarsi come un fenomeno di inquinamento ambientale. Vogliamo sapere e conoscere qual è il Protocollo di emergenza in caso di presenza di specie aliene.
3) nell’interesse esclusivo dello stato di salute del Mar Piccolo, potrebbe essere introdotto solo ed esclusivamente novellame della specie Mytilus galloprovincialis proveniente da Paesi riconosciuti dalla Comunità Europea e nello specifico che abbiano adottato la normativa di settore.
4) al fine di tutelare la salute pubblica, va precisato che l’operazione di importazione non può che riguardare il novellame di Mitili così come definito dal DM 7 agosto 1996 che stabilisce la misura non superiore a 2,5 cm. Va da sè che i lotti di novellame eventualmente reimmersi nel primo seno del Mar Piccolo, dovranno seguire le indicazioni dell’Ordinanza del presidente della Regione Puglia n° 188 del 2016 e quindi essere trasferiti in altre aree di produzione entro il 28 febbraio. Appare evidente la necessità di verificare attraverso un campionamento statistico la misura del prodotto oggetto di immersione, onde evitare l’inserimento di mitili adulti.
5) Per consentire i costanti controlli veterinari si renderà necessario realizzare la movimentazione dei lotti in un unico punto di sbarco possibilmente individuato presso il Mercato Ittico. appare scontato che ogni lotto di allevamento dovrà essere tracciabile attraverso la documentazione di accompagnamento sino all’individuazione dello specchio acqueo di provenienza, riportando la classificazione dello stesso ai sensi delle normative europee. ogni lotto così come previsto dalle linee guida di settore dovrà essere registrato sui registri di carico e scarico aziendali ed individuabile sull’impianto. Posto che le Associazioni confermano l’assoluta contrarietà alla deroga all’Ordinanza n° 8 nella tutela dell’identità della cozza nera tarantina e della sua storia, nella tutela della salute pubblica e dell’unicità della cozza tarantina, si precisache qualora il sindaco dovesse procedere con la firma di una deroga, i sopra esposti punti si considerano irrinunciabili.
Taranto, 24 ottobre 2026
Le associazioni
Confcommercio Taranto, Unicop, Centro Ittico Taranto, Enogastro hub aps,
WWF Taranto ets, Slow Food Puglia, Marevivo Puglia ets, Radio Vera aps,
Omnia coop, Afo6, Terra Jonica, Legambiente Taranto, Codacons Taranto

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Petizione creata in data 24 ottobre 2026