Tutela universale, dati reali e fondi equi contro ogni violenza

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Il problema

Tutela universale, dati reali e fondi equi contro ogni violenza:

La violenza non ha genere e la protezione delle vittime, così come la prevenzione, l'analisi statistica e l'azione delle istituzioni, devono riguardare chiunque subisca abusi in ambito domestico e familiare, senza discriminazioni, sconti narrativi o esclusioni sistemiche. Lo Stato italiano ha il dovere di applicare integralmente i trattati internazionali ratificati, come la Convenzione di Istanbul (Legge 77/2013), che riconosce esplicitamente nel preambolo che anche gli uomini possono essere vittime di violenza domestica e impone all'articolo 11 la raccolta regolare di dati statistici disaggregati e pertinenti.

Oggi assistiamo invece a una narrazione, a una rilevazione dei fenomeni e a una gestione delle politiche pubbliche a senso unico, parziali e fuorvianti, che non fotografano la realtà complessa delle dinamiche familiari e sociali.

I punti chiave della nostra richiesta:

Rilevazione statistica a 360 gradi e trasparenza sulle false accuse: L'ISTAT e le istituzioni competenti devono avviare una raccolta dati reale, completa e bidirezionale su ogni forma di violenza domestica e familiare (che colpisca uomini, donne, bambini o anziani). È indispensabile scorporare categoricamente dalle statistiche ufficiali le denunce che si rivelano infondate, le archiviazioni perché il fatto non sussiste e le sentenze di assoluzione piena, impedendo che procedimenti privi di riscontro giudiziario continuino a falsare il quadro reale della fenomenologia criminosa.

Cancellazione digitale e istituzionale dell'agito violento femminile: Qualsiasi ricerca di dati, statistiche o approfondimenti istituzionali sulla violenza agita dalle donne — sia all'interno della famiglia (contro i figli, i partner, gli anziani) sia all'esterno (contro parenti, amici o altre persone) — viene sistematicamente deviata dai motori di ricerca e dai database ufficiali esclusivamente sul versante della vittimizzazione. Questa rimozione sistematica impedisce di fotografare la realtà fattuale dei comportamenti violenti a 360 gradi, cancellando l'evidenza che la violenza fisica, psicologica e manipolatoria può essere agita da chiunque, indipendentemente dal sesso.

Stop a due pesi e due misure nella valutazione della violenza: Non è più tollerabile che la violenza agita dalle donne (sia essa fisica, psicologica, economica, legata a maltrattamenti in famiglia, o all'uso strumentale della giustizia come false denunce e alienazione finalizzata all'allontanamento dei figli dall'altro genitore) venga sistematicamente edulcorata o giustificata tramite attenuanti sociologiche o psicologiche aprioristiche (depressione post-partum, presunti disturbi psichiatrici, alcool, droghe o contesti di presunta sottomissione). Qualsiasi atto di violenza pianificato o agito deve essere giudicato, trattato e catalogato con il medesimo rigore, senza sconti narrativi.

Ridefinizione inclusiva del termine "violenza di genere" e protezione totale della famiglia: Il concetto di violenza di genere deve tornare a essere universale e tutelare tutte le vittime in ambito familiare, tracciando e analizzando correttamente anche le dinamiche di violenza intrafamiliare trasversale, compresi i maltrassamenti sui minori e sugli anziani.

Centri di supporto, percorsi e fondi equi per tutte le vittime e tutti i maltrattanti: I centri di supporto e le risorse statali devono essere accessibili e finanziati per ogni persona vittima di violenza, indipendentemente dal genere. Allo stesso modo, laddove vengano istituiti percorsi e fondi per gli autori di violenza, lo Stato deve prevedere e finanziare con pari dignità risorse equivalenti percorsi obbligatori e specifici anche per le donne violente o maltrattanti, fondati sulla responsabilità individuale.

Ripristino del vero principio di "Pari Opportunità" costituzionale: Il concetto di pari opportunità è stato interamente espropriato e ridotto a monopolio di un solo genere, trasformando un principio democratico universale di uguaglianza davanti alla legge in una corsia preferenziale unilaterale. Le istituzioni devono tornare alla loro originaria missione costituzionale: garantire uguali diritti, tutele e dignità a ogni cittadino, cancellando ogni forma di discriminazione istituzionalizzata al contrario.

Tutela prioritaria della credibilità e delle risorse per le vere vittime: Tutte queste distorsioni, l'assenza di dati trasparenti e la gestione ideologica del fenomeno finiscono per screditare e danneggiare in primis le vere vittime di violenza. Sovraccaricare le statistiche di procedimenti falsi o infondati, oltre a negare giustizia ai soggetti realmente abusati (di qualsiasi genere), sottrae loro tempo prezioso, attenzione mediatica, fondi economici e credibilità istituzionale.

Esigiamo trasparenza istituzionale, dati reali, fine delle distorsioni statistiche e giustizia imparziale per ogni essere umano.

Associazione Io Genitore APS 

Firma la petizione per una tutela universale, reale ed equa.

Visita il nostro sito ufficiale iogenitore-aps.org

Per info e adesioni scrivi a: segreteria@iogenitore-aps.org

 

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fabrizio fratiniPromotore della petizione

I decisori

Matteo Salvini
Vicepresidente del Consiglio dei Ministri, Ministro dell'Interno e Segretario della Lega Nord
Lorenzo Fontana
Ministro per la Famiglia e la Disabilità
Ministero per la Famiglia, la Natalità e le Pari Opportunità
Ministero per la Famiglia, la Natalità e le Pari Opportunità
Tutela universale, dati reali e fondi equi contro ogni violenza
Presidenza del Consiglio dei Ministri
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