TUTELA TIFATINA


TUTELA TIFATINA
Il problema
I sottoscritti cittadini di Casolla, Piedimonte di Casolla, Staturano, Mezzano, Santa Barbara, Tuoro, Garzano, Puccianiello e di tutte le altre frazioni e dell’intero comune di Caserta
considerato
che alcuni giorni fa un principio di incendio che poteva essere facilmente estinto non solo si è esteso dalla zona Colletelle o Tre Aulive fino alla montagna su cui sorge Casertavecchia ed alla retrostante denominata Monte Virgo, ma addirittura si è protratto per ben quattro giorni;
osservato
che l’utilizzo di mezzi antincendi è stato gestito non in modo ottimale e non rispondendo alle esigenze dell’incendio in parola;
visto
che domenica 29 giugno pareva di assistere all’ecatombe totale di Piedimonte di Casolla, la più piccola frazione del comune di Caserta in termini demografici ma la più ricca in termini di beni storico-culturali;
evidenziato
che solo l’apporto di tutti i cittadini di Piedimonte di Casolla e di gran parte di quelli di Casolla ha scongiurato il peggio vedendo esplicitato il massimo dello spirito di abnegazione con l’utilizzo di secchi, pompe e tutto ciò che ognuno aveva nella propria disponibilità domestica e con un vero e proprio spirito di corpo che ha fatto sì che alcune persone venissero salvate perché letteralmente circondate dalle fiamme;
rilevato
che la popolazione del comune di Caserta che insiste sul territorio dei Colli Tifatini è di poco meno di 26.000 abitanti, pari al 35% dell’intera popolazione, dato oggettivo su cui delineare qualsiasi modello socio-economico-culturale che abbia a cuore territorio e popolazione;
con la presente petizione
manifestano
di voler essere parte attiva – ovviamente senza alcuna funzione e/o potere sostitutivi agli organi preposti, ma ad adiuvandum - nella gestione degli incendi, e non solo di questi, che colpiscono annualmente e in più diverse occasioni la fascia pedemontana e montana dei Colli Tifatini;
propongono
l’installazione di telecamere, attive ventiquattro ore su ventiquattro, in alcuni punti specifici in modo da chiudere il circuito di entrata ed uscita della zona interessata, come la zona Colletelle o Tre Aulive, la località Termine, un paio a metà della strada denominata Panoramica ed una all’inizio di questa nei pressi Casertavecchia e prospiciente in linea d’aria Torre Lupara; l’installazione di un altro paio di telecamere sulla strada provinciale Casolla-Casertavecchia ed in particolar nella zona dove insistono le due cave calcaree-cappella della Madonnina e nella zona prospiciente la postazione delle antenne televisive;
sollecitano
la messa a disposizione di un locale con finalità di coordinamento tra tutti i volontari della fascia pedemontana e tra questo centro con tutti gli organi istituzionalmente deputati nell’ottica di una partecipazione attiva e cosciente di tutto ciò che, in termini vasti di ambiente, possa servire ad una migliore e più qualificata gestione dell’intero territorio;
domandano
di poter avere nella propria disponibilità tutte gli attrezzi necessari e sufficienti per poter fronteggiare l’evento incendio;
chiedono
di poter individuare dei punti dell’Acquedotto Carolino, sotto l’alta direzione della Soprintendenza/Reggia, da cui attingere acqua per la prima bisogna, in considerazione che il tracciato di questo bene storico-culturale si snoda giusto a metà costa di tutti i Colli Tifatini, e nel contempo di eliminare gli attuali usi impropri/illeciti di esso con l’emungimento abusivo;
propongono
di realizzare delle vasche che possano servire non solo per un primo intervento per spegnere o contenere gli incendi ma anche e soprattutto per alleviare la sete della fauna che ha come habitat i Tifatini;
esortano
una revisione e rifacimento totali del rimboschimento con l’immissione di piante autoctone della zona e della macchia mediterranea (querce, lecci, cerri, roveri, aceri, carpini bianchi e neri, corbezzoli, castagni, pioppi, ginestra, mirtilli, corbezzoli, funghi, pini mediterranei, eriche, ulivi, viti ed altri e sulle pendici quasi pianeggianti tutti gli alberi da frutta) in modo che l’intera flora possa costituire habitat naturale a tutti gli animali viventi in loco; solo a titolo di cronaca si vuole ricordare che Tifata, nome di origine osca, sta a significare bosco di querce;
raccomandano
di procedere ad un immediato censimento di tutta la ricchezza che insiste sui Colli Tifatini, vale a dire beni culturali e storici (alcuni unici, come l’abbazia di San Pietro ad Montes, che sorge sui resti del tempio di Giove Tifatino), ambientali (sia per quanto concerne la flora che la fauna, si pensi a piante d’olivo ultrasecolari e a piante di nespole, ciliegie, fichi, fichi d’India, nonché ad animali caratteristici, come rane, tritoni e salamandre, proprio tipici di piccolissimi quanto pulitissimi corsi d’acqua);
tutto ciò premesso
i sottoscritti nel ribadire la loro piena e convinta volontà di attrezzarsi per tutelare i Colli Tifatini tutti e poi di procedere ad un efficace piano di valorizzazione, tra l’altro, già in atto da oltre un decennio, che è riuscito a mettere a sistema cultura, storia e tradizione popolare,
chiedono
una rapida soluzione della questione per far sì che negli anni a venire non si verifichino per nulla un enorme sacrificio così come quello patito in questi giorni dalla popolazione tutta della fascia pedemontana dei Colli Tifatini, che il tutto possa essere sviluppato secondo una dimensione di prevenzione e non di mera repressione, fine a sé stessa, in altre parole occorre organizzare e gestire l’intera zona nell’ottica di una grande periodo che, all’inizio, tarderà pure a dare esiti concreti ma che alla fine darà risultati positivi e duraturi, e che si possa delineare un nuovo e diverso modello di sviluppo socio-economico e culturale che tenga nella dovuta considerazione la plurimillenaria memoria storico-culturale dell’intera zona dei Colli Tifatini e con essa le vocazioni tanto del territorio quanto le vocazioni degli abitanti.
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I sottoscritti cittadini di Casolla, Piedimonte di Casolla, Staturano, Mezzano, Santa Barbara, Tuoro, Garzano, Puccianiello e di tutte le altre frazioni e dell’intero comune di Caserta
considerato
che alcuni giorni fa un principio di incendio che poteva essere facilmente estinto non solo si è esteso dalla zona Colletelle o Tre Aulive fino alla montagna su cui sorge Casertavecchia ed alla retrostante denominata Monte Virgo, ma addirittura si è protratto per ben quattro giorni;
osservato
che l’utilizzo di mezzi antincendi è stato gestito non in modo ottimale e non rispondendo alle esigenze dell’incendio in parola;
visto
che domenica 29 giugno pareva di assistere all’ecatombe totale di Piedimonte di Casolla, la più piccola frazione del comune di Caserta in termini demografici ma la più ricca in termini di beni storico-culturali;
evidenziato
che solo l’apporto di tutti i cittadini di Piedimonte di Casolla e di gran parte di quelli di Casolla ha scongiurato il peggio vedendo esplicitato il massimo dello spirito di abnegazione con l’utilizzo di secchi, pompe e tutto ciò che ognuno aveva nella propria disponibilità domestica e con un vero e proprio spirito di corpo che ha fatto sì che alcune persone venissero salvate perché letteralmente circondate dalle fiamme;
rilevato
che la popolazione del comune di Caserta che insiste sul territorio dei Colli Tifatini è di poco meno di 26.000 abitanti, pari al 35% dell’intera popolazione;
chiedono
di voler essere parte attiva nel coadiuvare – senza sostituirsi agli organi preposti - nella gestione degli incendi che colpiscono annualmente i Colli Tifatini;
propongono
l’installazione di telecamere per chiudere il circuito di entrata ed uscita della zona interessata; la messa a disposizione di un locale con finalità di coordinamento tra tutti i volontari della fascia pedemontana e di tutte le più varie attrezzature per la bisogna; di poter individuare dei punti dell’Acquedotto Carolino da cui attingere l’acqua e di realizzare vasche di accumulo;
esortano
a riprendere il piano di rimboschimento di tutti i Colli Tifatini, ma esclusivamente con piante autoctone della zona e della macchia mediterranea (querce, lecci, cerri, roveri, aceri, carpini bianchi e neri, corbezzoli, castagni, pioppi, ginestra, mirtilli, corbezzoli, funghi, pini mediterranei, eriche, ulivi, viti ed altri e sulle pendici quasi pianeggianti tutti gli alberi da frutta) in modo che l’intera flora possa costituire habitat naturale a tutti gli animali viventi in loco;
chiedono
una rapida soluzione della questione che con una tutela del verde andrebbe a portare un piccolo quanto importante miglioramento ambientale dell’intera zona con una ricaduta anche socio-economica e culturale del territorio e dei suoi abitanti.
Alla presente sottoscrizione è allegato il documento quale parte integrante.
Casolla, 8 luglio 2025
1125
Il problema
I sottoscritti cittadini di Casolla, Piedimonte di Casolla, Staturano, Mezzano, Santa Barbara, Tuoro, Garzano, Puccianiello e di tutte le altre frazioni e dell’intero comune di Caserta
considerato
che alcuni giorni fa un principio di incendio che poteva essere facilmente estinto non solo si è esteso dalla zona Colletelle o Tre Aulive fino alla montagna su cui sorge Casertavecchia ed alla retrostante denominata Monte Virgo, ma addirittura si è protratto per ben quattro giorni;
osservato
che l’utilizzo di mezzi antincendi è stato gestito non in modo ottimale e non rispondendo alle esigenze dell’incendio in parola;
visto
che domenica 29 giugno pareva di assistere all’ecatombe totale di Piedimonte di Casolla, la più piccola frazione del comune di Caserta in termini demografici ma la più ricca in termini di beni storico-culturali;
evidenziato
che solo l’apporto di tutti i cittadini di Piedimonte di Casolla e di gran parte di quelli di Casolla ha scongiurato il peggio vedendo esplicitato il massimo dello spirito di abnegazione con l’utilizzo di secchi, pompe e tutto ciò che ognuno aveva nella propria disponibilità domestica e con un vero e proprio spirito di corpo che ha fatto sì che alcune persone venissero salvate perché letteralmente circondate dalle fiamme;
rilevato
che la popolazione del comune di Caserta che insiste sul territorio dei Colli Tifatini è di poco meno di 26.000 abitanti, pari al 35% dell’intera popolazione, dato oggettivo su cui delineare qualsiasi modello socio-economico-culturale che abbia a cuore territorio e popolazione;
con la presente petizione
manifestano
di voler essere parte attiva – ovviamente senza alcuna funzione e/o potere sostitutivi agli organi preposti, ma ad adiuvandum - nella gestione degli incendi, e non solo di questi, che colpiscono annualmente e in più diverse occasioni la fascia pedemontana e montana dei Colli Tifatini;
propongono
l’installazione di telecamere, attive ventiquattro ore su ventiquattro, in alcuni punti specifici in modo da chiudere il circuito di entrata ed uscita della zona interessata, come la zona Colletelle o Tre Aulive, la località Termine, un paio a metà della strada denominata Panoramica ed una all’inizio di questa nei pressi Casertavecchia e prospiciente in linea d’aria Torre Lupara; l’installazione di un altro paio di telecamere sulla strada provinciale Casolla-Casertavecchia ed in particolar nella zona dove insistono le due cave calcaree-cappella della Madonnina e nella zona prospiciente la postazione delle antenne televisive;
sollecitano
la messa a disposizione di un locale con finalità di coordinamento tra tutti i volontari della fascia pedemontana e tra questo centro con tutti gli organi istituzionalmente deputati nell’ottica di una partecipazione attiva e cosciente di tutto ciò che, in termini vasti di ambiente, possa servire ad una migliore e più qualificata gestione dell’intero territorio;
domandano
di poter avere nella propria disponibilità tutte gli attrezzi necessari e sufficienti per poter fronteggiare l’evento incendio;
chiedono
di poter individuare dei punti dell’Acquedotto Carolino, sotto l’alta direzione della Soprintendenza/Reggia, da cui attingere acqua per la prima bisogna, in considerazione che il tracciato di questo bene storico-culturale si snoda giusto a metà costa di tutti i Colli Tifatini, e nel contempo di eliminare gli attuali usi impropri/illeciti di esso con l’emungimento abusivo;
propongono
di realizzare delle vasche che possano servire non solo per un primo intervento per spegnere o contenere gli incendi ma anche e soprattutto per alleviare la sete della fauna che ha come habitat i Tifatini;
esortano
una revisione e rifacimento totali del rimboschimento con l’immissione di piante autoctone della zona e della macchia mediterranea (querce, lecci, cerri, roveri, aceri, carpini bianchi e neri, corbezzoli, castagni, pioppi, ginestra, mirtilli, corbezzoli, funghi, pini mediterranei, eriche, ulivi, viti ed altri e sulle pendici quasi pianeggianti tutti gli alberi da frutta) in modo che l’intera flora possa costituire habitat naturale a tutti gli animali viventi in loco; solo a titolo di cronaca si vuole ricordare che Tifata, nome di origine osca, sta a significare bosco di querce;
raccomandano
di procedere ad un immediato censimento di tutta la ricchezza che insiste sui Colli Tifatini, vale a dire beni culturali e storici (alcuni unici, come l’abbazia di San Pietro ad Montes, che sorge sui resti del tempio di Giove Tifatino), ambientali (sia per quanto concerne la flora che la fauna, si pensi a piante d’olivo ultrasecolari e a piante di nespole, ciliegie, fichi, fichi d’India, nonché ad animali caratteristici, come rane, tritoni e salamandre, proprio tipici di piccolissimi quanto pulitissimi corsi d’acqua);
tutto ciò premesso
i sottoscritti nel ribadire la loro piena e convinta volontà di attrezzarsi per tutelare i Colli Tifatini tutti e poi di procedere ad un efficace piano di valorizzazione, tra l’altro, già in atto da oltre un decennio, che è riuscito a mettere a sistema cultura, storia e tradizione popolare,
chiedono
una rapida soluzione della questione per far sì che negli anni a venire non si verifichino per nulla un enorme sacrificio così come quello patito in questi giorni dalla popolazione tutta della fascia pedemontana dei Colli Tifatini, che il tutto possa essere sviluppato secondo una dimensione di prevenzione e non di mera repressione, fine a sé stessa, in altre parole occorre organizzare e gestire l’intera zona nell’ottica di una grande periodo che, all’inizio, tarderà pure a dare esiti concreti ma che alla fine darà risultati positivi e duraturi, e che si possa delineare un nuovo e diverso modello di sviluppo socio-economico e culturale che tenga nella dovuta considerazione la plurimillenaria memoria storico-culturale dell’intera zona dei Colli Tifatini e con essa le vocazioni tanto del territorio quanto le vocazioni degli abitanti.
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I sottoscritti cittadini di Casolla, Piedimonte di Casolla, Staturano, Mezzano, Santa Barbara, Tuoro, Garzano, Puccianiello e di tutte le altre frazioni e dell’intero comune di Caserta
considerato
che alcuni giorni fa un principio di incendio che poteva essere facilmente estinto non solo si è esteso dalla zona Colletelle o Tre Aulive fino alla montagna su cui sorge Casertavecchia ed alla retrostante denominata Monte Virgo, ma addirittura si è protratto per ben quattro giorni;
osservato
che l’utilizzo di mezzi antincendi è stato gestito non in modo ottimale e non rispondendo alle esigenze dell’incendio in parola;
visto
che domenica 29 giugno pareva di assistere all’ecatombe totale di Piedimonte di Casolla, la più piccola frazione del comune di Caserta in termini demografici ma la più ricca in termini di beni storico-culturali;
evidenziato
che solo l’apporto di tutti i cittadini di Piedimonte di Casolla e di gran parte di quelli di Casolla ha scongiurato il peggio vedendo esplicitato il massimo dello spirito di abnegazione con l’utilizzo di secchi, pompe e tutto ciò che ognuno aveva nella propria disponibilità domestica e con un vero e proprio spirito di corpo che ha fatto sì che alcune persone venissero salvate perché letteralmente circondate dalle fiamme;
rilevato
che la popolazione del comune di Caserta che insiste sul territorio dei Colli Tifatini è di poco meno di 26.000 abitanti, pari al 35% dell’intera popolazione;
chiedono
di voler essere parte attiva nel coadiuvare – senza sostituirsi agli organi preposti - nella gestione degli incendi che colpiscono annualmente i Colli Tifatini;
propongono
l’installazione di telecamere per chiudere il circuito di entrata ed uscita della zona interessata; la messa a disposizione di un locale con finalità di coordinamento tra tutti i volontari della fascia pedemontana e di tutte le più varie attrezzature per la bisogna; di poter individuare dei punti dell’Acquedotto Carolino da cui attingere l’acqua e di realizzare vasche di accumulo;
esortano
a riprendere il piano di rimboschimento di tutti i Colli Tifatini, ma esclusivamente con piante autoctone della zona e della macchia mediterranea (querce, lecci, cerri, roveri, aceri, carpini bianchi e neri, corbezzoli, castagni, pioppi, ginestra, mirtilli, corbezzoli, funghi, pini mediterranei, eriche, ulivi, viti ed altri e sulle pendici quasi pianeggianti tutti gli alberi da frutta) in modo che l’intera flora possa costituire habitat naturale a tutti gli animali viventi in loco;
chiedono
una rapida soluzione della questione che con una tutela del verde andrebbe a portare un piccolo quanto importante miglioramento ambientale dell’intera zona con una ricaduta anche socio-economica e culturale del territorio e dei suoi abitanti.
Alla presente sottoscrizione è allegato il documento quale parte integrante.
Casolla, 8 luglio 2025
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Petizione creata in data 11 luglio 2025