Tutela della figura dell'assistente bagnanti e del relativo servizio di salvataggio

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Il problema

l'Italia è una penisola com km di litorale marino e con l'arrivo della stagione balneare molte strutture lamentano la carenza di assistenti bagnanti disposti a lavorare.

Mi sembra giunto il momento di chiedersi... Perché non si trovano assistenti bagnanti?

Sembra una domanda complessa ma, la risposta è più semplice di quello che pensiate.

Il punto principale da analizzare è l'enorme responsabilità che ogni assistente bagnati ha nei confronti del pubblico. La maggior parte delle giornate sono caratterizzate da un via vai di persone (bambini, adulti e anziani) con scarsa conoscenza dell'ambiente marino e delle diverse condizioni di pericolo che si possono incontrare. Il numero di presenze varia dalle 100 fino ad arrivare anche a 500 e oltre in zone più affollate.

Qui sorge un altra domanda... Può un solo assistente bagnante vigilare su un tale numero di bagnati?

La risposta è SI. Non fraintendete. Il problema non risiede nella sorveglianza ma, per quanto tempo si possa mantenere la zona in sicurezza mantenendo la giusta lucidità. il sole, il caldo, la frenesia della giornata mettono a dura prova sia mente che fisico dell'assistente bagnanti. La maggior parte delle ordinanze balneari stipulate dalle autorità marittime sono chiare sia per le ore di copertura (di norma dalle 9.00 alle 19.00) e per i metri di competenza di competenza (al max 150 metri). Però manca qualcosa di essenziale nell'ordinanza per la tutela dell'assistente bagnati... Il massimo di ore che un assistente bagnati può svolgere la sua attività.

Secondo la mia esperienza personale, 6 ore è il giusto compromesso di ore lavorative. In questo modo la lucidità e la qualità del servizio risulterà più efficace. Inoltre si può allungare le ore di copertura e un aumento della sicurezza da 10 a 12 ore giornaliere (ad esempio dalle 8.00 alle 20.00).

E qui torniamo al quesito iniziale. Ma se non si trovano gli assistenti bagnati come si può sostenere questo tipo di copertura?

Basta dare un equo salario al lavoratore. Questo è un altro punto fondamentale che dovrebbe essere aggiunto nella ordinanza balneare per la tutela dell'assistente bagnate.

Il giusto compenso e la dignità lavorativa sono fondamentali per l'evoluzione e la continuazione di questa attività lavorativa negli anni avvenire.

Per questo mi rivolgo alle giuste autorità competenti.

Alla cortese attenzione della Guardia Costiera e della Capitaneria di Porto,

 

Noi sottoscritti, bagnini di salvataggio operanti sulle spiagge italiane, rivolgiamo con rispetto e determinazione la presente petizione affinché siano riconosciute e tutelate in modo concreto la dignità e la sicurezza della nostra professione.

 

Ogni giorno garantiamo la salvaguardia della vita umana in mare, operando con senso del dovere, prontezza e spirito di sacrificio. Il nostro intervento può fare la differenza tra la vita e la morte, e ciò richiede lucidità, preparazione fisica, attenzione costante e freddezza emotiva. Eppure, troppo spesso, il nostro ruolo viene trattato come marginale, con condizioni lavorative che non rispecchiano la responsabilità che ci viene affidata.

 

Per questo motivo chiediamo che nelle prossime ordinanze di sicurezza balneare, redatte e approvate dalle competenti autorità marittime, siano introdotte le seguenti misure fondamentali:

 

Un limite massimo di sei ore giornaliere di servizio effettivo per ogni bagnino.

Un turno prolungato oltre tale soglia riduce inevitabilmente la capacità di vigilanza e intervento, esponendo a maggiori rischi sia i bagnanti che noi stessi.

 

Un compenso minimo non inferiore a 1.500 euro mensili.

La nostra retribuzione deve essere proporzionata alle responsabilità e al livello di attenzione richiesto. Solo così si può garantire un servizio di qualità e contrastare il precariato e l’abusivismo nel settore.

 

 

Queste richieste non nascono da egoismo o rivendicazioni corporative, ma dalla volontà di rendere più sicure le nostre spiagge e più sostenibile la nostra professione. Chiediamo di poter lavorare con dignità, con turni che tutelino la nostra prontezza e reattività, e con una retribuzione che ci permetta di vivere con equilibrio e rispetto per il nostro impegno.

 

La sicurezza in mare non può essere affidata a lavoratori esausti, sottopagati o invisibili.

 

Confidiamo che le Autorità preposte ascoltino la voce di chi, ogni giorno, indossa la maglia rossa non per forma, ma per vocazione e responsabilità.

 

Con rispetto,

i bagnini di salvataggio

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Francesco OrsattiPromotore della petizione

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