

"GLI ALBERI PER RAFFREDDARE LE NOSTRE CITTÀ" è il titolo di un articolo pubblicato sul Corriere della Sera del 3 settembre a firma di Carlo Ratti, architetto, ingegnere e urbanista, docente al MIT di Boston e al Politecnico di Milano. In sintesi, Ratti critica l’uso dei condizionatori per rendere vivibili le nostre abitazioni, perchè l’incremento della domanda di energia non è sostenibile (vedi i black out di quest’estate) e il condizionamento che rinfresca gli appartamenti riscalda l’ambiente esterno creando le isole di calore urbano. Chi si può permettere un ambiente fresco lo ottiene a discapito di chi non ne ha la possibilità. Risultato: le diseguaglianze sociali si amplificano anche sul piano termico.
La Biennale di Architettura di Venezia dimostra come gli alberi, mediante la evapotraspirazione, sotto le loro chiome sono in grado di abbassare le temperature urbane anche di 15 gradi rispetto agli ambienti circostanti. Mentre arbusti e prati offrono un beneficio minimo rispetto agli alberi di alto fusto con chiome dense.
A seguito dell'acquisizione del Golfo Agricolo da parte del Comune di Segrate - operazione da applaudire - non possiamo perdere l'opportunità di trasformare questa area incolta in un bosco: dobbiamo PIANTARE PIÙ ALBERI