

Tempo scuola: tuteliamo il benessere psicofisico degli studenti, il nostro futuro.
Il problema
Ogni scelta che riguarda il tempo della scuola è, prima di tutto, una scelta che riguarda il tempo della crescita. Una scelta educativa.
Per questo chiediamo che ogni modifica dell'organizzazione scolastica sia valutata non soltanto sotto il profilo organizzativo, ma soprattutto alla luce delle conseguenze che può avere sul benessere, sull'apprendimento e sullo sviluppo dei bambini e dei ragazzi, alla luce delle migliori evidenze scientifiche disponibili.
La petizione nasce dalla riflessione rispetto all’adozione di un'organizzazione scolastica distribuita dal lunedì al venerdì con frequenza continuativa fino alle ore 14:00 e promuove una riflessione molto più ampia: come possiamo organizzare il tempo della scuola affinché favorisca realmente la crescita, l'apprendimento e il benessere degli studenti?
Una decisione così importante dovrebbe nascere da un confronto approfondito, trasparente e partecipato, capace di individuare la soluzione più responsabile e adeguata ai bisogni degli studenti perché il tempo della scuola non è una mera questione organizzativa : è uno spazio educativo nel quale si costruiscono conoscenze, relazioni, autonomia, capacità di concentrazione e benessere personale.
La responsabilità degli adulti non può consistere soltanto nel verificare ciò che sono in grado di affrontare bambini e ragazzi, ma nel valutare preventivamente quali condizioni favoriscano realmente il loro benessere, il loro apprendimento e la loro crescita.
Bambini e preadolescenti non sempre possiedono gli strumenti per riconoscere, comprendere o manifestare pienamente un eventuale disagio. Per questo riteniamo che la tutela dei minori debba rappresentare il criterio fondamentale di ogni scelta organizzativa.
Le evidenze provenienti dalla ricerca pedagogica, psicologica e nutrizionale mostrano come la distribuzione dei tempi scolastici influenzi la qualità dell'apprendimento, il recupero delle energie, l'alimentazione, le relazioni sociali e il benessere complessivo degli studenti.
Particolare attenzione meritano le fasce scolastiche delle scuole primarie e secondarie di primo grado, una fase delicata dello sviluppo nella quale si affrontano importanti cambiamenti cognitivi, emotivi e relazionali. In questa età possono manifestarsi fatiche e disagi che non sempre vengono espressi apertamente, ma che possono incidere sul rendimento scolastico, sul benessere, sulla qualità delle relazioni.
Ogni cambiamento dell’organizzazione scolastica dovrebbe essere valutato considerando non solo gli aspetti funzionali, ma anche gli effetti educativi e relazionali che potrà produrre nel tempo.
Non esprimiamo una contrarietà pregiudiziale verso la cosiddetta "settimana corta". Siamo consapevoli che essa possa rappresentare una scelta valida quando inserita in un progetto educativo coerente, supportato da servizi adeguati e costruito attorno ai bisogni degli studenti.
Riteniamo però che un modello con orario continuato 8:00-14:00, privo di una pausa pranzo strutturata con servizio mensa, meriti una valutazione particolarmente attenta.
Una giornata scolastica così organizzata può infatti incidere su aspetti importanti della vita di bambini e ragazzi: i tempi di attenzione, il recupero delle energie, l'equilibrio alimentare, lo studio, la possibilità di svolgere attività sportive, culturali ed educative nel pomeriggio, nonché l'organizzazione della vita familiare.
In particolare, il pranzo rappresenta un momento fondamentale non solo dal punto di vista nutrizionale, ma anche educativo e relazionale. Una pausa adeguata contribuisce al recupero delle energie e favorisce condizioni più equilibrate per affrontare il resto della giornata.
Riteniamo inoltre che tali aspetti meritino un'attenzione ancora maggiore per gli studenti che vivono situazioni di fragilità, presentano Bisogni Educativi Speciali o attraversano una fase delicata della crescita. Proprio perché bambini e ragazzi non sempre riescono a manifestare il proprio disagio, gli adulti hanno il dovere di valutarne preventivamente i possibili effetti.
Le nostre richieste
Le nostre proposte si fondano su un principio semplice: ogni modello organizzativo dovrebbe essere valutato con gli stessi criteri, mettendo al centro il benessere degli studenti, le evidenze scientifiche e la qualità del progetto educativo.
Chiediamo che l'organizzazione del tempo scuola preveda:
• un'analisi degli effetti sullo sviluppo, sul benessere psicofisico e sull'apprendimento degli studenti;
• un confronto reale, trasparente e partecipato con tutte le componenti scolastiche ed esperti;
• una valutazione delle evidenze scientifiche disponibili.
Per la scuola primaria, riteniamo importante mantenere modelli organizzativi già consolidati e coerenti con l'età dei bambini, preservando la possibilità di adottare soluzioni differenti, compresa la frequenza del sabato.
- Modello 8-13 dal lunedì al sabato;
- Modello con uscita alle ore 13:00 e un rientro pomeridiano con servizio mensa, dal lunedì al venerdì;
- Modello 8:00-16:00, dal lunedì al venerdì con servizio mensa.
Per la scuola secondaria di primo grado, chiediamo che venga attentamente valutata una distribuzione del tempo scuola che eviti un'eccessiva concentrazione delle attività didattiche, riteniamo che la frequenza del sabato continui a rappresentare una soluzione organizzativa meritevole di particolare attenzione, soprattutto in assenza di un servizio mensa strutturato.
Qualora si optasse per un'organizzazione distribuita dal lunedì al venerdì, riteniamo indispensabile che sia progettata prevedendo una pausa pranzo strutturata con un servizio mensa.
- Modello 8-13 dal lunedì al sabato;
- Modello 8:00-15:00, dal lunedì al venerdì con servizio mensa.
Un modello di frequenza continuativa fino alle ore 14:00, privo di una pausa pranzo adeguata, non appare sufficiente a garantire quei tempi di recupero e di alimentazione che numerosi studi indicano come elementi importanti per il benessere e l’apprendimento.
Riteniamo inoltre che l’eventuale attuale assenza del servizio mensa non possa costituire il criterio determinante per una scelta destinata a incidere sulla quotidianità degli alunni.
La qualità della scuola non dipende soltanto dalla didattica ma anche dal modo in cui la comunità scolastica costruisce le proprie decisioni. Per questo chiediamo che studenti e famiglie siano riconosciuti come parte attiva della comunità scolastica e non come semplici destinatari delle decisioni.
Una partecipazione autentica non rallenta i processi decisionali: li rende più consapevoli, più condivisi e più orientati al bene degli studenti.
Perché firmare
Firmare questa petizione significa sostenere un principio semplice ma fondamentale: le decisioni che riguardano bambini e ragazzi devono nascere dalla valutazione dei loro bisogni educativi e del loro benessere, non soltanto da esigenze organizzative.
Significa riconoscere che il tempo della scuola è tempo di crescita e che la sua organizzazione rappresenta una responsabilità condivisa.
Significa non fermare il cambiamento ma che questo parta dalla tutela dei nostri bambini e ragazzi.
Cosa faremo con le firme
Al raggiungimento delle adesioni consegneremo questa petizione al Ministero dell'Istruzione e del Merito, agli Uffici Scolastici Regionali e alle istituzioni competenti per chiedere l'apertura di un confronto affinché le future decisioni possano essere fondate:
- sulla tutela del benessere psicofisico degli studenti;
- sulla possibilità di valutare modelli organizzativi differenti, evitando che decisioni di grande impatto siano determinate esclusivamente da esigenze organizzative;
- sul coinvolgimento effettivo di tutte le componenti della comunità scolastica;
- sulle evidenze scientifiche.
Non chiediamo di fermare il cambiamento. Chiediamo che il cambiamento sia costruito attraverso decisioni consapevoli, condivise e fondate sul benessere degli studenti e sulle evidenze scientifiche.
Questa iniziativa prende avvio dall’impegno di alcune famiglie del territorio Jesino ma intende promuovere una riflessione che coinvolge tutte le comunità scolastiche chiamate a progettare il tempo della scuola mettendo al centro il benessere, l’apprendimento e la crescita degli studenti.
La petizione è aperta all’adesione di tutti i cittadini, studenti, genitori, docenti, educatori, personale scolastico e di tutte le persone che condividono questi principi.
A supporto di questa Petizione sono messi a disposizione un “Manifesto sul Tempo della Scuola” e relativi contributi scientifici: vai al link.
Grazie per il tuo sostegno, ogni firma contribuisce a promuovere una scuola che metta al centro gli studenti.
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Per informazioni e adesioni, comitato promotore: loredanamorici@gmail.com.

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Il problema
Ogni scelta che riguarda il tempo della scuola è, prima di tutto, una scelta che riguarda il tempo della crescita. Una scelta educativa.
Per questo chiediamo che ogni modifica dell'organizzazione scolastica sia valutata non soltanto sotto il profilo organizzativo, ma soprattutto alla luce delle conseguenze che può avere sul benessere, sull'apprendimento e sullo sviluppo dei bambini e dei ragazzi, alla luce delle migliori evidenze scientifiche disponibili.
La petizione nasce dalla riflessione rispetto all’adozione di un'organizzazione scolastica distribuita dal lunedì al venerdì con frequenza continuativa fino alle ore 14:00 e promuove una riflessione molto più ampia: come possiamo organizzare il tempo della scuola affinché favorisca realmente la crescita, l'apprendimento e il benessere degli studenti?
Una decisione così importante dovrebbe nascere da un confronto approfondito, trasparente e partecipato, capace di individuare la soluzione più responsabile e adeguata ai bisogni degli studenti perché il tempo della scuola non è una mera questione organizzativa : è uno spazio educativo nel quale si costruiscono conoscenze, relazioni, autonomia, capacità di concentrazione e benessere personale.
La responsabilità degli adulti non può consistere soltanto nel verificare ciò che sono in grado di affrontare bambini e ragazzi, ma nel valutare preventivamente quali condizioni favoriscano realmente il loro benessere, il loro apprendimento e la loro crescita.
Bambini e preadolescenti non sempre possiedono gli strumenti per riconoscere, comprendere o manifestare pienamente un eventuale disagio. Per questo riteniamo che la tutela dei minori debba rappresentare il criterio fondamentale di ogni scelta organizzativa.
Le evidenze provenienti dalla ricerca pedagogica, psicologica e nutrizionale mostrano come la distribuzione dei tempi scolastici influenzi la qualità dell'apprendimento, il recupero delle energie, l'alimentazione, le relazioni sociali e il benessere complessivo degli studenti.
Particolare attenzione meritano le fasce scolastiche delle scuole primarie e secondarie di primo grado, una fase delicata dello sviluppo nella quale si affrontano importanti cambiamenti cognitivi, emotivi e relazionali. In questa età possono manifestarsi fatiche e disagi che non sempre vengono espressi apertamente, ma che possono incidere sul rendimento scolastico, sul benessere, sulla qualità delle relazioni.
Ogni cambiamento dell’organizzazione scolastica dovrebbe essere valutato considerando non solo gli aspetti funzionali, ma anche gli effetti educativi e relazionali che potrà produrre nel tempo.
Non esprimiamo una contrarietà pregiudiziale verso la cosiddetta "settimana corta". Siamo consapevoli che essa possa rappresentare una scelta valida quando inserita in un progetto educativo coerente, supportato da servizi adeguati e costruito attorno ai bisogni degli studenti.
Riteniamo però che un modello con orario continuato 8:00-14:00, privo di una pausa pranzo strutturata con servizio mensa, meriti una valutazione particolarmente attenta.
Una giornata scolastica così organizzata può infatti incidere su aspetti importanti della vita di bambini e ragazzi: i tempi di attenzione, il recupero delle energie, l'equilibrio alimentare, lo studio, la possibilità di svolgere attività sportive, culturali ed educative nel pomeriggio, nonché l'organizzazione della vita familiare.
In particolare, il pranzo rappresenta un momento fondamentale non solo dal punto di vista nutrizionale, ma anche educativo e relazionale. Una pausa adeguata contribuisce al recupero delle energie e favorisce condizioni più equilibrate per affrontare il resto della giornata.
Riteniamo inoltre che tali aspetti meritino un'attenzione ancora maggiore per gli studenti che vivono situazioni di fragilità, presentano Bisogni Educativi Speciali o attraversano una fase delicata della crescita. Proprio perché bambini e ragazzi non sempre riescono a manifestare il proprio disagio, gli adulti hanno il dovere di valutarne preventivamente i possibili effetti.
Le nostre richieste
Le nostre proposte si fondano su un principio semplice: ogni modello organizzativo dovrebbe essere valutato con gli stessi criteri, mettendo al centro il benessere degli studenti, le evidenze scientifiche e la qualità del progetto educativo.
Chiediamo che l'organizzazione del tempo scuola preveda:
• un'analisi degli effetti sullo sviluppo, sul benessere psicofisico e sull'apprendimento degli studenti;
• un confronto reale, trasparente e partecipato con tutte le componenti scolastiche ed esperti;
• una valutazione delle evidenze scientifiche disponibili.
Per la scuola primaria, riteniamo importante mantenere modelli organizzativi già consolidati e coerenti con l'età dei bambini, preservando la possibilità di adottare soluzioni differenti, compresa la frequenza del sabato.
- Modello 8-13 dal lunedì al sabato;
- Modello con uscita alle ore 13:00 e un rientro pomeridiano con servizio mensa, dal lunedì al venerdì;
- Modello 8:00-16:00, dal lunedì al venerdì con servizio mensa.
Per la scuola secondaria di primo grado, chiediamo che venga attentamente valutata una distribuzione del tempo scuola che eviti un'eccessiva concentrazione delle attività didattiche, riteniamo che la frequenza del sabato continui a rappresentare una soluzione organizzativa meritevole di particolare attenzione, soprattutto in assenza di un servizio mensa strutturato.
Qualora si optasse per un'organizzazione distribuita dal lunedì al venerdì, riteniamo indispensabile che sia progettata prevedendo una pausa pranzo strutturata con un servizio mensa.
- Modello 8-13 dal lunedì al sabato;
- Modello 8:00-15:00, dal lunedì al venerdì con servizio mensa.
Un modello di frequenza continuativa fino alle ore 14:00, privo di una pausa pranzo adeguata, non appare sufficiente a garantire quei tempi di recupero e di alimentazione che numerosi studi indicano come elementi importanti per il benessere e l’apprendimento.
Riteniamo inoltre che l’eventuale attuale assenza del servizio mensa non possa costituire il criterio determinante per una scelta destinata a incidere sulla quotidianità degli alunni.
La qualità della scuola non dipende soltanto dalla didattica ma anche dal modo in cui la comunità scolastica costruisce le proprie decisioni. Per questo chiediamo che studenti e famiglie siano riconosciuti come parte attiva della comunità scolastica e non come semplici destinatari delle decisioni.
Una partecipazione autentica non rallenta i processi decisionali: li rende più consapevoli, più condivisi e più orientati al bene degli studenti.
Perché firmare
Firmare questa petizione significa sostenere un principio semplice ma fondamentale: le decisioni che riguardano bambini e ragazzi devono nascere dalla valutazione dei loro bisogni educativi e del loro benessere, non soltanto da esigenze organizzative.
Significa riconoscere che il tempo della scuola è tempo di crescita e che la sua organizzazione rappresenta una responsabilità condivisa.
Significa non fermare il cambiamento ma che questo parta dalla tutela dei nostri bambini e ragazzi.
Cosa faremo con le firme
Al raggiungimento delle adesioni consegneremo questa petizione al Ministero dell'Istruzione e del Merito, agli Uffici Scolastici Regionali e alle istituzioni competenti per chiedere l'apertura di un confronto affinché le future decisioni possano essere fondate:
- sulla tutela del benessere psicofisico degli studenti;
- sulla possibilità di valutare modelli organizzativi differenti, evitando che decisioni di grande impatto siano determinate esclusivamente da esigenze organizzative;
- sul coinvolgimento effettivo di tutte le componenti della comunità scolastica;
- sulle evidenze scientifiche.
Non chiediamo di fermare il cambiamento. Chiediamo che il cambiamento sia costruito attraverso decisioni consapevoli, condivise e fondate sul benessere degli studenti e sulle evidenze scientifiche.
Questa iniziativa prende avvio dall’impegno di alcune famiglie del territorio Jesino ma intende promuovere una riflessione che coinvolge tutte le comunità scolastiche chiamate a progettare il tempo della scuola mettendo al centro il benessere, l’apprendimento e la crescita degli studenti.
La petizione è aperta all’adesione di tutti i cittadini, studenti, genitori, docenti, educatori, personale scolastico e di tutte le persone che condividono questi principi.
A supporto di questa Petizione sono messi a disposizione un “Manifesto sul Tempo della Scuola” e relativi contributi scientifici: vai al link.
Grazie per il tuo sostegno, ogni firma contribuisce a promuovere una scuola che metta al centro gli studenti.
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Per informazioni e adesioni, comitato promotore: loredanamorici@gmail.com.

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Petizione creata in data 19 luglio 2026