TEATRO DELLE VITTORIE, Salviamolo e Dedichiamolo a PIPPO BAUDO.

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Mario Ferrazzi e altri 19 hanno firmato di recente.

Il problema

“Dal Teatro delle Vittorie in Roma, va ora in onda…”

Quante volte questa frase ha accompagnato le sere degli italiani, a partire dal 1961 con la prima edizione di Canzonissima. Enzo Garinei, Lelio Luttazzi, Mina, Corrado, Walter Chiari, Mike Bongiorno, Raffaella Carrà fino a Pippo Baudo che nel 2011, in occasione delle celebrazioni per i 150 anni dell’Unità d’Italia, fu l’ultimo a condurre dal Teatro nella sua forma originaria.

Il Teatro delle Vittorie, o come viene meritatamente chiamato “il Tempio della TV”, è stato la casa dei più grandi show della storia della televisione italiana: da Canzonissima a Milleluci, da Fantastico a Scommettiamo che?, da I Raccomandati a Stasera pago io di Fiorello e molti altri.

Eppure, già prima del 2010, è iniziato un graduale abbandono della sua vocazione originaria: la chiusura della galleria, la divisione della platea in due parti, la creazione di un piccolo studio all’ingresso dopo il foyer.

A queste alterazioni strutturali si è aggiunto il progressivo disinvestimento tecnologico: regie e impianti non più aggiornati, costringendo le lavoratrici e i lavoratori a operare in una vera e propria condizione di “resistenza tecnologica”.

Nonostante tutto, il “Delle”, come affettuosamente lo chiamiamo tra colleghi, è rimasto un laboratorio magico della televisione, grazie all’amore e alla professionalità di colleghe e colleghi delle reti, degli autori e delle squadre tecniche. Qui sono nati e cresciuti i grandi format dell’access prime time – sempre di successo – con Fabrizio Frizzi, Flavio Insinna, Antonella Clerici, Amadeus, fino a Stefano De Martino.
E qui hanno trovato spazio anche programmi “off” e sperimentali del cosiddetto dietro-teatro, come Parla con me, Stracult, Gazebo, Una Pezza di lundini, La fisica dell’amore,  in un clima unico e irripetibile che ha contribuito in modo decisivo al calore e alla qualità di queste produzioni.

Nell’agosto 2025 il Teatro delle Vittorie è tornato, dolorosamente, nelle case di tutti gli italiani per l’ultimo atto del suo protagonista più grande: la scomparsa di Pippo Baudo. Anche in quella circostanza, I lavoratori e le lavoratrici Rai hanno dimostrato la loro forza straordinaria: in meno di un giorno e mezzo, un cantiere aperto è stato trasformato in un luogo dignitoso ed elegante per l’ultimo saluto a Pippo, nel teatro che più di ogni altro ha ospitato la sua storia.

Da qui sono nate, giustamente, le proposte di intitolare il Teatro delle Vittorie a Pippo Baudo, rilanciate da telegiornali e quotidiani. Proposte che però si sono scontrate con l’imbarazzo di una dirigenza che, ancora oggi, mantiene nei propri piani la vendita del “Tempio della TV”.

Con questo appello chiediamo alla Dirigenza Aziendale, al Consiglio di Amministrazione, alla Commissione di Vigilanza RAI, al Ministero della Cultura e al Ministero dell’Economia e delle Finanze di:

·       Bloccare immediatamente la vendita del Teatro delle Vittorie

·       Un piano chiaro di investimenti strutturali e tecnologici per la sua ristrutturazione

·       Restituire al Teatro una nuova vita nel mondo dello spettacolo e della cultura

·       Intitolare il Teatro a PIPPO BAUDO

·       Promuovere collaborazioni con Istituti come il Cine-TV R. Rossellini e          le facoltà di spettacolo delle Università romane.

Salvare il Teatro delle Vittorie significa aprire la RAI al futuro creativo e innovativo, partendo dalla propria storia, per continuare a scrivere quella del servizio pubblico e dell’intrattenimento.

1157

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“Dal Teatro delle Vittorie in Roma, va ora in onda…”

Quante volte questa frase ha accompagnato le sere degli italiani, a partire dal 1961 con la prima edizione di Canzonissima. Enzo Garinei, Lelio Luttazzi, Mina, Corrado, Walter Chiari, Mike Bongiorno, Raffaella Carrà fino a Pippo Baudo che nel 2011, in occasione delle celebrazioni per i 150 anni dell’Unità d’Italia, fu l’ultimo a condurre dal Teatro nella sua forma originaria.

Il Teatro delle Vittorie, o come viene meritatamente chiamato “il Tempio della TV”, è stato la casa dei più grandi show della storia della televisione italiana: da Canzonissima a Milleluci, da Fantastico a Scommettiamo che?, da I Raccomandati a Stasera pago io di Fiorello e molti altri.

Eppure, già prima del 2010, è iniziato un graduale abbandono della sua vocazione originaria: la chiusura della galleria, la divisione della platea in due parti, la creazione di un piccolo studio all’ingresso dopo il foyer.

A queste alterazioni strutturali si è aggiunto il progressivo disinvestimento tecnologico: regie e impianti non più aggiornati, costringendo le lavoratrici e i lavoratori a operare in una vera e propria condizione di “resistenza tecnologica”.

Nonostante tutto, il “Delle”, come affettuosamente lo chiamiamo tra colleghi, è rimasto un laboratorio magico della televisione, grazie all’amore e alla professionalità di colleghe e colleghi delle reti, degli autori e delle squadre tecniche. Qui sono nati e cresciuti i grandi format dell’access prime time – sempre di successo – con Fabrizio Frizzi, Flavio Insinna, Antonella Clerici, Amadeus, fino a Stefano De Martino.
E qui hanno trovato spazio anche programmi “off” e sperimentali del cosiddetto dietro-teatro, come Parla con me, Stracult, Gazebo, Una Pezza di lundini, La fisica dell’amore,  in un clima unico e irripetibile che ha contribuito in modo decisivo al calore e alla qualità di queste produzioni.

Nell’agosto 2025 il Teatro delle Vittorie è tornato, dolorosamente, nelle case di tutti gli italiani per l’ultimo atto del suo protagonista più grande: la scomparsa di Pippo Baudo. Anche in quella circostanza, I lavoratori e le lavoratrici Rai hanno dimostrato la loro forza straordinaria: in meno di un giorno e mezzo, un cantiere aperto è stato trasformato in un luogo dignitoso ed elegante per l’ultimo saluto a Pippo, nel teatro che più di ogni altro ha ospitato la sua storia.

Da qui sono nate, giustamente, le proposte di intitolare il Teatro delle Vittorie a Pippo Baudo, rilanciate da telegiornali e quotidiani. Proposte che però si sono scontrate con l’imbarazzo di una dirigenza che, ancora oggi, mantiene nei propri piani la vendita del “Tempio della TV”.

Con questo appello chiediamo alla Dirigenza Aziendale, al Consiglio di Amministrazione, alla Commissione di Vigilanza RAI, al Ministero della Cultura e al Ministero dell’Economia e delle Finanze di:

·       Bloccare immediatamente la vendita del Teatro delle Vittorie

·       Un piano chiaro di investimenti strutturali e tecnologici per la sua ristrutturazione

·       Restituire al Teatro una nuova vita nel mondo dello spettacolo e della cultura

·       Intitolare il Teatro a PIPPO BAUDO

·       Promuovere collaborazioni con Istituti come il Cine-TV R. Rossellini e          le facoltà di spettacolo delle Università romane.

Salvare il Teatro delle Vittorie significa aprire la RAI al futuro creativo e innovativo, partendo dalla propria storia, per continuare a scrivere quella del servizio pubblico e dell’intrattenimento.

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I decisori

RAI Radiotelevisione Italiana
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Petizione creata in data 11 gennaio 2026