Tacciano le armi. Appello per la pace e contro la guerra in Ucraina

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Giuseppe Corlito ha lanciato questa petizione

APPELLO PER LA PACE CONTRO LA GUERRA

Cade in questi giorni il triste anniversario di due mesi dall'aggressione della Russia di Putin contro l'Ucraina. Si tratta, di fatto, della più grande catastrofe umanitaria verificatasi in Europa dopo la sanguinosa guerra nei Balcani degli anni '90. Quell'esperienza dell'ex-Jugoslavia, a quanto pare, non ha insegnato nulla né ai paesi appartenenti alla Nato, né a quelli aderenti alla UE, né all'Onu. Paesi che - a giudizio di chi scrive - avrebbero potuto e dovuto impegnarsi a fondo preventivamente per fare in modo che la crisi ucraina potesse e dovesse essere risolta evitando il ricorso alle armi. Allo stesso modo, all'indomani dell'apertura delle ostilità, sembrava che fosse dovere principale di tutti i paesi civili di  impegnarsi affinché le ostilità stesse fossero chiuse attraverso negoziazioni e trattati.

Purtroppo, il doveroso richiamo alla necessità dell'incontro e del dialogo non e' stato ascoltato nei vari paesi che osservano oggi il corso dello scontro militare o in modo diretto o indiretto vi partecipano. Al contrario, invece, in modo molto cinico, la maggioranza delle classi dirigenti dei paesi occidentali ha cercato e cerca tuttora di sfruttare la guerra in Ucraina per i propri obiettivi, per il proprio "particulare". Il presidente degli Stati Uniti Biden,  per esempio, ha fin dall'inizio usato la guerra russo-ucraina per cercare di sollevare i propri indici di gradimento, per dare nuovo slancio alla sua immagine appannata ed in crisi dopo la smobilitazione in Afghanistan, mostrandosi ai cittadini americani come un duro 'presidente di guerra'. Allo stesso modo ha fatto il primo ministro britannico, Boris Johnson, che, prima dell'inizio delle ostilità, attraversava una profonda crisi di consenso anche all'interno del proprio partito con una probabile caduta del suo governo.

La dura presa di posizione nei vari paesi, contraria ai tentativi di portare i due paesi belligeranti ad una trattativa di pace, e a favore invece delle embargo economico contro la Russia ed invio delle armi all’Ucraina, ha purtroppo fatto in modo che lo scontro militare sia osservato con una sorta di tifo da stadio. Tifo da stadio che impedisce un dibattito chiaro e comprensibile ed una discussione che possa portare ad un cessate il fuoco ed alla pace. La maggioranza dei paesi osservatori, infatti, ha preso dure posizioni a favore di forti sanzioni economiche nei confronti del paese aggressore, la Russia. Sono state prese anche posizioni di embargo culturale, come per esempio la sospensione del programma Erasmus per studenti e studiosi russi, dimenticando che questa non e' la guerra dei russi, ma la guerra di Putin contro l'Ucraina. Molti paesi,  come il nostro, si impegnano a favore dell'invio delle armi  scelta che aumenterà il massacro del popolo ucraino, la portata del disastro umanitario e aumenterà il rischio dell'estensione del conflitto bellico con l'utilizzo di armi biologiche o addirittura nucleari. La quasi totalità dei paesi sta usando, inoltre, la guerra in Ucraina come pretesto per aumentare sensibilmente le proprie spese militari, avviando una corsa agli armamenti che nella storia ha portato sempre alla guerra.

A nostro avviso l'unico impegno possibile è quello che deve portare oggi alla cessazione immediata delle ostilità e all'apertura di un negoziato di pace. L’invio di armi all’Ucraina, da questo punto di vista, sembra essere piuttosto un sostegno alla guerra e, oltretutto, un avvio della diffusione di pericolosi armamenti presso soggetti ed agenti non verificabili né controllabili. Esso contrasta con il dispositivo pacifista, antimilitarista e sovranazionale previsto dall'articolo 11 della nostra Costituzione.

Noi sottoscrittori di questo appello intendiamo ricordare che l’unica posizione internazionale umanamente possibile e realizzabile oggi é quella di operare in ogni modo, ed usando ogni mezzo, affinché le due parti in conflitto possano sedersi al tavolo del dialogo, nella prospettiva di un accordo di pace sostenibile, coinvolgendo le organizzazioni sovranazionali come l'ONU. Riteniamo, dunque, che sia dovere di ogni cittadino impegnarsi per realizzare una concreta e duratura prospettiva di pace.

 

Stefano Adami (Fondazione Bianciardi – Grosseto)

Valentino Baldi (Redattore di “Allegoria” – Università per stranieri di Siena)

Riccardo Castellana (Università degli Studi di Siena)

Pietro Cataldi (Redattore di “Allegoria” – Università per stranieri di Siena)

Beppe Corlito (Fondazione Bianciardi – Grosseto)

Romano Luperini (Direttore del blog “La letteratura e noi”)

Mauro Papa (Centro Documentazione Arti Visive - Grosseto)

Giuseppe Ugo Rescigno (professore emerito di Diritto Pubblico, Università di Roma)

Guido Tonelli (fisico sperimentale, CRN Ginevra, Università di Pisa)

Sergio Viti (insegnante e saggista - Versilia)

 

21.4.2022

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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