Supporta le tabaccherie nel loro sciopero nazionale

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Andrea Balbo e altri 19 hanno firmato di recente.

Il problema

Le tabaccherie italiane annunciano uno sciopero per denunciare una situazione ormai insostenibile, nonostante il Governo continui a definirci una risorsa essenziale per il Paese. Una definizione che, nei fatti, non trova riscontro nelle condizioni in cui siamo costretti a lavorare ogni giorno.

Negli ultimi dieci anni, migliaia di tabaccherie hanno chiuso, scomparendo silenziosamente dai nostri territori. Un dato allarmante, che racconta meglio di qualsiasi parola quanto questo sistema non sia più sostenibile.

Gli aggi sui prodotti sono fermi da anni e del tutto inadeguati rispetto al costo della vita attuale. A questo si aggiunge una tassazione identica a quella di attività che possono fare prezzo libero, mentre noi operiamo con margini imposti e rigidissimi.

Particolarmente grave è il sistema dei canoni fissi anticipati, richiesti da società private per poter offrire servizi di pagamento, giochi (compresi i gratta e vinci) e valori bollati: somme da versare in anticipo, indipendentemente dagli incassi, senza alcuna garanzia di rientro. Un meccanismo che scarica completamente il rischio d’impresa sui tabaccai, mettendo a repentaglio la sostenibilità economica delle attività. Veri e propri contratti capestro, che legano l’esercente a condizioni unilaterali e squilibrate.

A questo si sommano commissioni POS sproporzionate e penalizzanti, che erodono ulteriormente margini già minimi. Una situazione già riconosciuta anche in sede giudiziaria: nella nota sentenza emessa a Genova, il giudice ha definito questo sistema come una condizione di “doppio monopolio”, evidenziando l’iniquità strutturale in cui operano le tabaccherie.

Non meno grave è il ruolo della principale associazione di categoria, che dovrebbe rappresentare e difendere i tabaccai ma che, essendo partecipata dalle stesse società con cui dovrebbe confrontarsi, si trova in un evidente conflitto di interessi, lasciando di fatto la categoria priva di una tutela reale.

Per tutte queste ragioni, le tabaccherie incrociano le braccia.
Non è più possibile andare avanti in queste condizioni.

Se siamo davvero una risorsa essenziale, è il momento che questo venga riconosciuto nei fatti.

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G LPromotore della petizione

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Le tabaccherie italiane annunciano uno sciopero per denunciare una situazione ormai insostenibile, nonostante il Governo continui a definirci una risorsa essenziale per il Paese. Una definizione che, nei fatti, non trova riscontro nelle condizioni in cui siamo costretti a lavorare ogni giorno.

Negli ultimi dieci anni, migliaia di tabaccherie hanno chiuso, scomparendo silenziosamente dai nostri territori. Un dato allarmante, che racconta meglio di qualsiasi parola quanto questo sistema non sia più sostenibile.

Gli aggi sui prodotti sono fermi da anni e del tutto inadeguati rispetto al costo della vita attuale. A questo si aggiunge una tassazione identica a quella di attività che possono fare prezzo libero, mentre noi operiamo con margini imposti e rigidissimi.

Particolarmente grave è il sistema dei canoni fissi anticipati, richiesti da società private per poter offrire servizi di pagamento, giochi (compresi i gratta e vinci) e valori bollati: somme da versare in anticipo, indipendentemente dagli incassi, senza alcuna garanzia di rientro. Un meccanismo che scarica completamente il rischio d’impresa sui tabaccai, mettendo a repentaglio la sostenibilità economica delle attività. Veri e propri contratti capestro, che legano l’esercente a condizioni unilaterali e squilibrate.

A questo si sommano commissioni POS sproporzionate e penalizzanti, che erodono ulteriormente margini già minimi. Una situazione già riconosciuta anche in sede giudiziaria: nella nota sentenza emessa a Genova, il giudice ha definito questo sistema come una condizione di “doppio monopolio”, evidenziando l’iniquità strutturale in cui operano le tabaccherie.

Non meno grave è il ruolo della principale associazione di categoria, che dovrebbe rappresentare e difendere i tabaccai ma che, essendo partecipata dalle stesse società con cui dovrebbe confrontarsi, si trova in un evidente conflitto di interessi, lasciando di fatto la categoria priva di una tutela reale.

Per tutte queste ragioni, le tabaccherie incrociano le braccia.
Non è più possibile andare avanti in queste condizioni.

Se siamo davvero una risorsa essenziale, è il momento che questo venga riconosciuto nei fatti.

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Petizione creata in data 15 aprile 2026