

Il 24 dicembre 2018, in barba ad ogni festività, abbiamo deciso per la prima volta di esporci e lanciare la campagna “Il ciclo non è un lusso”.
Da lì a pochi giorni abbiamo visto migliaia di persone seguirci firmando la nostra petizione. Un modo per dire “ avete ragione, noi siamo con voi”. In meno di tre giorni siamo arrivate a 50.000 firme ed il passo per quota 250 mila è stato breve. Questo grazie a Instagram e a change.org che, con il loro potere di diffondere idee, ci hanno permesso di essere visibili e condividere la nostra campagna.
Questo ci ha portato a scrivere una mozione di impegno per i comuni italiani ad impegnarsi in ogni livello per portare la battaglia contro la tampon tax tra i banchi del governo.
Siamo scese in piazza per ribadire la nostra volontà. Abbiamo fatto incontri, partecipato ad interviste su questo tema e ci siamo impegnate in questi anni per non perdere il fanale sulla tassa sui beni di lusso.
Dopo un paio di anni ci ritroviamo ancora qui, senza una tassa diminuita e senza politiche di agevolazione per il ciclo femminile che abbiano un reale impatto sul genere femminile.
Siamo coscienti del periodo storico in cui ci troviamo ma non vogliamo abbassare la guardia. In una crisi sanitaria ed economica ogni bene è importante. Ci sembra assurdo quindi non considerare la necessità delle donne e di chi ha un ciclo mestruale di avere e acquistare un bene che sia veramente considerato come una necessità. mai come ora i beni sono DIRITTI. Diritti che troppo spesso in questi mesi sono stati accantonati: le difficoltà economiche hanno colpito tutti, ma in modo ancora più iniquo le donne. Le donne che in questo momento si sono trovate ancor più a scegliere tra figli e lavoro, le donne che hanno visto su di se tutto il peso di cura. C’è una grande opportunità ora: il Recovery Fund, che speriamo venga usato al meglio per i settori in crisi e destinato alle donne. Per questo sarebbe importante destinare parte di quelle risorse per abbassare le tasse sui beni quali gli assorbenti. Basti pensare che gli assorbenti vengono inseriti nel pacco dei beni di prima necessità per le famiglie e le donne in difficoltà, quindi perché ancora considerarli beni di lusso?
Sarebbe un gesto importante, un vero aiuto in particolar modo per tutte le donne che in questo momento sono ancor più povere e che non possono rinunciare a questo bene di prima necessità.
Noi diciamo no alla tampon tax, una tassa discriminante per le donne soprattutto in questo periodo di crisi, e voi?