

Stop speculazione carburanti e caro benzina | Stop fuel price gouging
Il problema
CARO CARBURANTI E SPECULAZIONE NELL'UE
Atto o prassi contestata:
Incremento ingiustificato dei prezzi dei carburanti alla pompa (benzina e gasolio) a partire da gennaio 2026, speculazione finanziaria sui mercati energetici all'ingrosso e mancata sterilizzazione fiscale a livello comunitario.
Istituzioni destinatarie:
La Commissione Europea, il Parlamento Europeo, il Ministero dell'Economia e delle Finanze (MEF) e il Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT).
MOTIVAZIONE DELLA SEGNALAZIONE
Siamo di fronte a una grave crisi economica che sta colpendo i cittadini e il tessuto produttivo italiano ed europeo a causa del persistente e ingiustificato aumento dei prezzi dei carburanti. Tale fenomeno, acuitosi progressivamente a partire da gennaio 2026, sta superando i limiti della sostenibilità per famiglie e imprese, configurandosi come una vera e propria emergenza sociale.
Sebbene il Governo italiano sia intervenuto con misure temporanee di emergenza (quali i decreti di riduzione delle accise D.L. n. 33/2026 e D.L. n. 42/2026), la natura strutturale e transfrontaliera del problema richiede un’azione decisa, strutturale e coordinata all’interno delle istituzioni dell’Unione Europea, fondata sui seguenti punti critici:
1. Evidenze di Speculazione Finanziaria e Distorsione del Mercato Unico
I dati analizzati dagli osservatori per la tutela dei consumatori certificano che gli aumenti alla pompa sono solo parzialmente legati al costo reale della materia prima grezza e al tasso di cambio euro/dollaro. Permangono margini di raffinazione e di distribuzione ingiustificatamente gonfiati, alimentati da dinamiche speculative sui mercati all'ingrosso che violano i principi di trasparenza e concorrenza del Mercato Unico Europeo (Artt. 101 e 102 TFUE).
2. Impatto Asimmetrico dell'Allineamento delle Accise
Con l'entrata in vigore, il 1° gennaio 2026, delle riforme fiscali di allineamento e rimodulazione delle aliquote di accisa, l'impatto sul costo del gasolio ha penalizzato in modo sproporzionato i comparti della logistica interna, dell'autotrasporto e delle piccole e medie imprese locali. Questo aumento dei costi operativi si sta traducendo in un effetto inflattivo a cascata sui beni di prima necessità, a danno dei consumatori finali.
3. Regolamentazione degli Extraprofitti e Fornitore Pubblico Europeo
L'attuale crisi energetica globale non può legittimare l'accumulo di extraprofitti miliardari da parte delle grandi multinazionali della raffinazione e del trading di prodotti petroliferi a scapito dei cittadini. È indispensabile un quadro normativo comune europeo che imponga un tetto ai margini speculativi e introduca meccanismi di solidarietà comunitari stabili.
Al fine di sottrarre i cittadini europei al monopolio delle borse, si richiede l'istituzione di un operatore energetico pubblico di rilevanza europea o, in subordine, l'estensione del meccanismo di acquisto congiunto (joint purchasing) — già sperimentato per il gas naturale — anche ai prodotti petroliferi. Un'entità centralizzata a partecipazione pubblica europea consentirebbe di negoziare i volumi di grezzo direttamente con i Paesi produttori, calmierando i prezzi alla pompa.
In tale ottica di pragmatismo economico, si richiede inoltre di superare i vincoli geopolitici che impongono l'approvvigionamento esclusivo da mercati strutturalmente costosi — come il GNL nordamericano — valutando l'attivazione di clausole di salvaguardia che riaprano temporaneamente e in modo controllato i canali di approvvigionamento più competitivi e storicamente stabili, inclusi quelli dell'Europa orientale e della Federazione Russa. L'obiettivo primario deve risiedere nella tutela del potere d'acquisto delle famiglie e della sostenibilità economica dei cittadini.
4. Violazione degli Obiettivi di Coesione Economica e Sociale (Art. 174 TFUE)
Il mantenimento di prezzi dei carburanti artificialmente elevati ostacola la mobilità dei cittadini e aggrava i divari economici regionali, colpendo in particolar modo le aree periferiche e i soggetti economicamente più deboli, in aperta controtendenza rispetto agli obiettivi di coesione dell'Unione.
COSA CHIEDIAMO CON QUESTA PETIZIONE
Invitiamo la Commissione Europea, il Parlamento Europeo e i Ministri competenti a farsi promotori urgenti dei seguenti atti legislativi ed ispettivi:
Avvio di un'interrogazione parlamentare e d'indagine d'ufficio alla Commissione Europea per verificare l'esistenza di pratiche commerciali scorrette e speculative nella filiera dei prodotti petroliferi all'interno dell'UE.
Istituzione immediata di un Osservatorio Europeo sui Prezzi dell'Energia che garantisca la massima trasparenza dei prezzi industriali prima delle accise nazionali.
Creazione di un quadro normativo per la transizione controllata verso piattaforme di acquisto centralizzate e pubbliche europee, subordinando le scelte doganali e sanzionatorie all'effettiva sostenibilità economica dei cittadini europei.
Firmate e diffondete ovunque per fermare la speculazione sui carburanti.
FUEL PRICE GOUGING AND SPECULATION IN THE EU
Contested Measure or Practice:
Unjustified increase in fuel prices at the pump (petrol and diesel) since January 2026, financial speculation on wholesale energy markets, and lack of tax stabilization at the EU level.
Addressed Institutions:
The European Commission, the European Parliament, and national Ministries of Economy and Industry.
GROUNDS FOR THE COMPLAINT
We are facing a severe economic crisis hitting European citizens and the production framework due to the persistent and unjustified rise in fuel prices. This phenomenon, which has progressively worsened since January 2026, is exceeding the limits of sustainability for families and businesses, becoming a true social emergency.
Although national governments have intervened with temporary emergency measures, the structural and cross-border nature of the problem demands decisive, structural, and coordinated action within the European Union institutions, based on the following critical points:
1. Evidence of Financial Speculation and Single Market Distortion
Data analyzed by consumer protection observatories prove that price hikes at the pump are only partially linked to the actual cost of raw crude oil and the EUR/USD exchange rate. Unjustifiably inflated refining and distribution margins persist, fueled by speculative dynamics in wholesale markets that violate the transparency and competition principles of the European Single Market (Arts. 101 and 102 TFEU).
2. Asymmetric Impact of Excise Duty Alignment
With the entry into force on January 1, 2026, of fiscal reforms aligning and restructuring excise duty rates, the impact on diesel costs has disproportionately penalized domestic logistics, road transport, and local small and medium-sized enterprises. This increase in operating costs is translating into a cascading inflationary effect on essential goods, harming end-consumers. [1]
3. Regulation of Windfall Profits and a European Public Energy Supplier
The current global energy crisis cannot legitimize the accumulation of billions in windfall profits by large oil refining and trading multinationals at the expense of citizens. A common European regulatory framework imposing a cap on speculative margins and introducing stable community solidarity mechanisms is indispensable.
To shield European citizens from market monopolies, we demand the evaluation and establishment of a European Public Energy Operator or, alternatively, the extension of the joint purchasing mechanism — already tested with natural gas — to petroleum products. A centralized entity with European public participation would allow direct negotiation of crude volumes with producing countries, stabilizing prices at the pump.
In this spirit of economic pragmatism, we also demand to overcome geopolitical constraints that impose exclusive sourcing from structurally expensive markets — such as North American LNG — evaluating the activation of safeguard clauses to temporarily and safely reopen more competitive and historically stable supply channels, including those from Eastern Europe and the Russian Federation. The primary goal must be protecting families' purchasing power and the economic sustainability of European citizens.
4. Violation of Economic and Social Cohesion Objectives (Art. 174 TFEU)
Maintaining artificially high fuel prices hinders citizens' mobility and worsens regional economic disparities, particularly hitting peripheral areas and vulnerable groups, in direct contradiction to the Union's cohesion objectives.
WHAT WE ASK THROUGH THIS PETITION
We urge the European Commission, the European Parliament, and competent Ministers to urgently promote the following legislative and investigative acts:
Launch a parliamentary inquiry and official investigation by the European Commission to verify the existence of unfair and speculative commercial practices within the EU petroleum supply chain.
Immediately establish a European Energy Price Observatory to ensure maximum transparency of industrial prices before national excise duties.
Create a regulatory framework for a controlled transition toward centralized, public European purchasing platforms, subordinating customs and sanction policies to the actual economic sustainability of European citizens.
Sign and share everywhere to stop fuel market speculation.

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Il problema
CARO CARBURANTI E SPECULAZIONE NELL'UE
Atto o prassi contestata:
Incremento ingiustificato dei prezzi dei carburanti alla pompa (benzina e gasolio) a partire da gennaio 2026, speculazione finanziaria sui mercati energetici all'ingrosso e mancata sterilizzazione fiscale a livello comunitario.
Istituzioni destinatarie:
La Commissione Europea, il Parlamento Europeo, il Ministero dell'Economia e delle Finanze (MEF) e il Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT).
MOTIVAZIONE DELLA SEGNALAZIONE
Siamo di fronte a una grave crisi economica che sta colpendo i cittadini e il tessuto produttivo italiano ed europeo a causa del persistente e ingiustificato aumento dei prezzi dei carburanti. Tale fenomeno, acuitosi progressivamente a partire da gennaio 2026, sta superando i limiti della sostenibilità per famiglie e imprese, configurandosi come una vera e propria emergenza sociale.
Sebbene il Governo italiano sia intervenuto con misure temporanee di emergenza (quali i decreti di riduzione delle accise D.L. n. 33/2026 e D.L. n. 42/2026), la natura strutturale e transfrontaliera del problema richiede un’azione decisa, strutturale e coordinata all’interno delle istituzioni dell’Unione Europea, fondata sui seguenti punti critici:
1. Evidenze di Speculazione Finanziaria e Distorsione del Mercato Unico
I dati analizzati dagli osservatori per la tutela dei consumatori certificano che gli aumenti alla pompa sono solo parzialmente legati al costo reale della materia prima grezza e al tasso di cambio euro/dollaro. Permangono margini di raffinazione e di distribuzione ingiustificatamente gonfiati, alimentati da dinamiche speculative sui mercati all'ingrosso che violano i principi di trasparenza e concorrenza del Mercato Unico Europeo (Artt. 101 e 102 TFUE).
2. Impatto Asimmetrico dell'Allineamento delle Accise
Con l'entrata in vigore, il 1° gennaio 2026, delle riforme fiscali di allineamento e rimodulazione delle aliquote di accisa, l'impatto sul costo del gasolio ha penalizzato in modo sproporzionato i comparti della logistica interna, dell'autotrasporto e delle piccole e medie imprese locali. Questo aumento dei costi operativi si sta traducendo in un effetto inflattivo a cascata sui beni di prima necessità, a danno dei consumatori finali.
3. Regolamentazione degli Extraprofitti e Fornitore Pubblico Europeo
L'attuale crisi energetica globale non può legittimare l'accumulo di extraprofitti miliardari da parte delle grandi multinazionali della raffinazione e del trading di prodotti petroliferi a scapito dei cittadini. È indispensabile un quadro normativo comune europeo che imponga un tetto ai margini speculativi e introduca meccanismi di solidarietà comunitari stabili.
Al fine di sottrarre i cittadini europei al monopolio delle borse, si richiede l'istituzione di un operatore energetico pubblico di rilevanza europea o, in subordine, l'estensione del meccanismo di acquisto congiunto (joint purchasing) — già sperimentato per il gas naturale — anche ai prodotti petroliferi. Un'entità centralizzata a partecipazione pubblica europea consentirebbe di negoziare i volumi di grezzo direttamente con i Paesi produttori, calmierando i prezzi alla pompa.
In tale ottica di pragmatismo economico, si richiede inoltre di superare i vincoli geopolitici che impongono l'approvvigionamento esclusivo da mercati strutturalmente costosi — come il GNL nordamericano — valutando l'attivazione di clausole di salvaguardia che riaprano temporaneamente e in modo controllato i canali di approvvigionamento più competitivi e storicamente stabili, inclusi quelli dell'Europa orientale e della Federazione Russa. L'obiettivo primario deve risiedere nella tutela del potere d'acquisto delle famiglie e della sostenibilità economica dei cittadini.
4. Violazione degli Obiettivi di Coesione Economica e Sociale (Art. 174 TFUE)
Il mantenimento di prezzi dei carburanti artificialmente elevati ostacola la mobilità dei cittadini e aggrava i divari economici regionali, colpendo in particolar modo le aree periferiche e i soggetti economicamente più deboli, in aperta controtendenza rispetto agli obiettivi di coesione dell'Unione.
COSA CHIEDIAMO CON QUESTA PETIZIONE
Invitiamo la Commissione Europea, il Parlamento Europeo e i Ministri competenti a farsi promotori urgenti dei seguenti atti legislativi ed ispettivi:
Avvio di un'interrogazione parlamentare e d'indagine d'ufficio alla Commissione Europea per verificare l'esistenza di pratiche commerciali scorrette e speculative nella filiera dei prodotti petroliferi all'interno dell'UE.
Istituzione immediata di un Osservatorio Europeo sui Prezzi dell'Energia che garantisca la massima trasparenza dei prezzi industriali prima delle accise nazionali.
Creazione di un quadro normativo per la transizione controllata verso piattaforme di acquisto centralizzate e pubbliche europee, subordinando le scelte doganali e sanzionatorie all'effettiva sostenibilità economica dei cittadini europei.
Firmate e diffondete ovunque per fermare la speculazione sui carburanti.
FUEL PRICE GOUGING AND SPECULATION IN THE EU
Contested Measure or Practice:
Unjustified increase in fuel prices at the pump (petrol and diesel) since January 2026, financial speculation on wholesale energy markets, and lack of tax stabilization at the EU level.
Addressed Institutions:
The European Commission, the European Parliament, and national Ministries of Economy and Industry.
GROUNDS FOR THE COMPLAINT
We are facing a severe economic crisis hitting European citizens and the production framework due to the persistent and unjustified rise in fuel prices. This phenomenon, which has progressively worsened since January 2026, is exceeding the limits of sustainability for families and businesses, becoming a true social emergency.
Although national governments have intervened with temporary emergency measures, the structural and cross-border nature of the problem demands decisive, structural, and coordinated action within the European Union institutions, based on the following critical points:
1. Evidence of Financial Speculation and Single Market Distortion
Data analyzed by consumer protection observatories prove that price hikes at the pump are only partially linked to the actual cost of raw crude oil and the EUR/USD exchange rate. Unjustifiably inflated refining and distribution margins persist, fueled by speculative dynamics in wholesale markets that violate the transparency and competition principles of the European Single Market (Arts. 101 and 102 TFEU).
2. Asymmetric Impact of Excise Duty Alignment
With the entry into force on January 1, 2026, of fiscal reforms aligning and restructuring excise duty rates, the impact on diesel costs has disproportionately penalized domestic logistics, road transport, and local small and medium-sized enterprises. This increase in operating costs is translating into a cascading inflationary effect on essential goods, harming end-consumers. [1]
3. Regulation of Windfall Profits and a European Public Energy Supplier
The current global energy crisis cannot legitimize the accumulation of billions in windfall profits by large oil refining and trading multinationals at the expense of citizens. A common European regulatory framework imposing a cap on speculative margins and introducing stable community solidarity mechanisms is indispensable.
To shield European citizens from market monopolies, we demand the evaluation and establishment of a European Public Energy Operator or, alternatively, the extension of the joint purchasing mechanism — already tested with natural gas — to petroleum products. A centralized entity with European public participation would allow direct negotiation of crude volumes with producing countries, stabilizing prices at the pump.
In this spirit of economic pragmatism, we also demand to overcome geopolitical constraints that impose exclusive sourcing from structurally expensive markets — such as North American LNG — evaluating the activation of safeguard clauses to temporarily and safely reopen more competitive and historically stable supply channels, including those from Eastern Europe and the Russian Federation. The primary goal must be protecting families' purchasing power and the economic sustainability of European citizens.
4. Violation of Economic and Social Cohesion Objectives (Art. 174 TFEU)
Maintaining artificially high fuel prices hinders citizens' mobility and worsens regional economic disparities, particularly hitting peripheral areas and vulnerable groups, in direct contradiction to the Union's cohesion objectives.
WHAT WE ASK THROUGH THIS PETITION
We urge the European Commission, the European Parliament, and competent Ministers to urgently promote the following legislative and investigative acts:
Launch a parliamentary inquiry and official investigation by the European Commission to verify the existence of unfair and speculative commercial practices within the EU petroleum supply chain.
Immediately establish a European Energy Price Observatory to ensure maximum transparency of industrial prices before national excise duties.
Create a regulatory framework for a controlled transition toward centralized, public European purchasing platforms, subordinating customs and sanction policies to the actual economic sustainability of European citizens.
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Petizione creata in data 9 agosto 2026