Stop precarietà personale TAB: stabilizzazioni immediate per chi regge gli atenei

Stop precarietà personale TAB: stabilizzazioni immediate per chi regge gli atenei

Firmatari recenti
Andrea Avellino e altri 19 hanno firmato di recente.

Il problema

Al Ministro dell’Università e della Ricerca,
al Ministro della Funzione Pubblica,
al Presidente del Consiglio,
alle Commissioni Cultura e Bilancio di Camera e Senato,
alla Conferenza dei Rettori delle Università Italiane (CRUI)

La precarietà cronica del personale TAB minaccia la qualità e la continuità dei servizi universitari: è ora di un piano straordinario di stabilizzazioni.

Il personale tecnico-amministrativo precario – impiegato in biblioteche, uffici amministrativi, supporto IT, gestione progetti, back office, segreterie didattiche e laboratori – regge quotidianamente il funzionamento degli atenei. Eppure, tra il 2025 e il 2026 stanno scadendo o sono già scaduti migliaia di contratti a termine: su progetti, collaborazioni coordinate e incarichi temporanei per carenze organico croniche. Senza un intervento urgente, questi lavoratori – spesso con anni di servizio effettivo (anche oltre 36 mesi cumulati) – vengono espulsi dal sistema, lasciando buchi strutturali che peggiorano i servizi per studenti, docenti e ricerca, e lasciati in stato di disoccupazione.

Il Fondo di Finanziamento Ordinario (FFO) è insufficiente, i vincoli di turnover e di spesa bloccano assunzioni e stabilizzazioni, e le risorse residue PNRR (destinate anche a infrastrutture e digitalizzazione) non sono state utilizzate per stabilizzare il personale di supporto. L’art. 20 della Legge Madia (d.lgs. 75/2017) ha permesso in passato stabilizzazioni dirette o concorsi riservati per precari con i requisiti (36 mesi di servizio), ma le proroghe sono terminate per il comparto universitario TAB, lasciando solo gli enti di ricerca con coda al 31 dicembre 2026. Il “piano straordinario” della Legge di Bilancio 2026? Quasi inesistente per i TAB: tutte le risorse sono state dirottate su aumenti stipendiali o ricercatori. Risultato: espulsione di capitale umano qualificato, know-how perso, servizi al collasso e precarietà strutturale mascherata da “flessibilità”. Le università non possono funzionare senza TAB stabili – è un danno al sistema Paese.

Richieste urgenti e precise:

  • Piano nazionale straordinario di stabilizzazioni per i precari TAB universitari con almeno 36 mesi di servizio effettivo negli ultimi 8-10 anni (contratti a termine, collaborazioni, incarichi continuativi), tramite procedure riservate, concorsi interni o stabilizzazioni dirette (coerentemente con i principi della Legge Madia). 
  • Utilizzo vincolato e immediato di risorse residue PNRR (avanzi progetti infrastrutture/digitali, economie non spese) per coprire almeno il 70-100% dei costi di nuove posizioni TAB a tempo indeterminato, superando i cofinanziamenti al 50% insostenibili per atenei già in crisi. 
  • Incremento strutturale e urgente del FFO per eliminare vincoli di turnover e programmare assunzioni TAB stabili, in deroga ai tetti di spesa. 
  • Apertura entro giugno 2026 di bandi nazionali/riservati per TAB precari, con priorità per chi ha supportato progetti PNRR o funzioni essenziali (biblioteche, segreterie, IT, amministrazione). 

Stop immediato all’abuso di contratti a termine e appalti esterni per coprire ruoli strutturali TAB.

Il personale TAB non è “ausiliario”: è essenziale per il funzionamento delle università. Stabilizzare chi garantisce i servizi quotidiani non è spesa, è investimento urgente per non far collassare il sistema.

Non accettiamo l’espulsione silenziosa: firmiamo per fermarla ORA!

Ludovico Avellino - Precario TAB Università
ludovico.avellino@gmail.com (mailto:ludovico.avellino@gmail.com)

 

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Ludovico AvellinoPromotore della petizione

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La precarietà cronica del personale TAB minaccia la qualità e la continuità dei servizi universitari: è ora di un piano straordinario di stabilizzazioni.

Il personale tecnico-amministrativo precario – impiegato in biblioteche, uffici amministrativi, supporto IT, gestione progetti, back office, segreterie didattiche e laboratori – regge quotidianamente il funzionamento degli atenei. Eppure, tra il 2025 e il 2026 stanno scadendo o sono già scaduti migliaia di contratti a termine: su progetti, collaborazioni coordinate e incarichi temporanei per carenze organico croniche. Senza un intervento urgente, questi lavoratori – spesso con anni di servizio effettivo (anche oltre 36 mesi cumulati) – vengono espulsi dal sistema, lasciando buchi strutturali che peggiorano i servizi per studenti, docenti e ricerca, e lasciati in stato di disoccupazione.

Il Fondo di Finanziamento Ordinario (FFO) è insufficiente, i vincoli di turnover e di spesa bloccano assunzioni e stabilizzazioni, e le risorse residue PNRR (destinate anche a infrastrutture e digitalizzazione) non sono state utilizzate per stabilizzare il personale di supporto. L’art. 20 della Legge Madia (d.lgs. 75/2017) ha permesso in passato stabilizzazioni dirette o concorsi riservati per precari con i requisiti (36 mesi di servizio), ma le proroghe sono terminate per il comparto universitario TAB, lasciando solo gli enti di ricerca con coda al 31 dicembre 2026. Il “piano straordinario” della Legge di Bilancio 2026? Quasi inesistente per i TAB: tutte le risorse sono state dirottate su aumenti stipendiali o ricercatori. Risultato: espulsione di capitale umano qualificato, know-how perso, servizi al collasso e precarietà strutturale mascherata da “flessibilità”. Le università non possono funzionare senza TAB stabili – è un danno al sistema Paese.

Richieste urgenti e precise:

  • Piano nazionale straordinario di stabilizzazioni per i precari TAB universitari con almeno 36 mesi di servizio effettivo negli ultimi 8-10 anni (contratti a termine, collaborazioni, incarichi continuativi), tramite procedure riservate, concorsi interni o stabilizzazioni dirette (coerentemente con i principi della Legge Madia). 
  • Utilizzo vincolato e immediato di risorse residue PNRR (avanzi progetti infrastrutture/digitali, economie non spese) per coprire almeno il 70-100% dei costi di nuove posizioni TAB a tempo indeterminato, superando i cofinanziamenti al 50% insostenibili per atenei già in crisi. 
  • Incremento strutturale e urgente del FFO per eliminare vincoli di turnover e programmare assunzioni TAB stabili, in deroga ai tetti di spesa. 
  • Apertura entro giugno 2026 di bandi nazionali/riservati per TAB precari, con priorità per chi ha supportato progetti PNRR o funzioni essenziali (biblioteche, segreterie, IT, amministrazione). 

Stop immediato all’abuso di contratti a termine e appalti esterni per coprire ruoli strutturali TAB.

Il personale TAB non è “ausiliario”: è essenziale per il funzionamento delle università. Stabilizzare chi garantisce i servizi quotidiani non è spesa, è investimento urgente per non far collassare il sistema.

Non accettiamo l’espulsione silenziosa: firmiamo per fermarla ORA!

Ludovico Avellino - Precario TAB Università
ludovico.avellino@gmail.com (mailto:ludovico.avellino@gmail.com)

 

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I decisori

Sergio Mattarella
Presidente della Repubblica Italiana
Ministro della funzione pubblica
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Commissioni Cultura e Bilancio
Commissioni Cultura e Bilancio

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