STOP incertezza sulla CIA per gli Psicologi del Lazio

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Il problema

Chiarezza urgente sulla CIA per gli Psicologi che lavorano nel Lazio

Nel Lazio, l’attuale applicazione della Comunicazione di Inizio Attività (CIA) per la professione psicologica sta generando una situazione di grave incertezza normativa, che sta mettendo a dura prova la nostra professionalità e il nostro impegno verso i cittadini, che necessitano di accesso agevole e tempestivo ai servizi di salute mentale.

Noi, psicologhe e psicologi firmatari di questa petizione, chiediamo all'Ordine degli Psicologi del Lazio di intervenire per porre fine a questa situazione instabile.

Interpretazioni difformi tra ASL, requisiti strutturali non proporzionati, assimilazioni improprie a strutture sanitarie complesse e applicazioni di prassi non previste da norme nazionali stanno creando:

  • disparità di trattamento tra professionisti
  • rischio di sanzioni sproporzionate
  • ostacoli economici e burocratici all’accesso alla professione
  • riduzione dell’accessibilità ai servizi di salute mentale per i cittadini
  • La salute mentale non può essere ostaggio dell’ambiguità amministrativa.

Chiediamo, perciò, un intervento immediato e strutturato che si focalizzi su chiarezza e cooperazione, non su sanzioni e conflitti.

Le criticità principali su cui si chiede chiarezza:

  • Applicazione di fatto del vincolo catastale A/10, pur in assenza di un obbligo nazionale espresso
  • Incertezza sui requisiti per l’uso promiscuo dell’abitazione
  • Richieste strutturali non coerenti con un’attività sanitaria intellettuale a basso impatto
  • Interpretazioni divergenti tra ASL e Regione e anche tra le stesse ASL del territorio
  • Mancanza di indicazioni per chi lavora:
    • esclusivamente online
    • in coworking
    • a domicilio
    • presso scuole, enti o associazioni
    • con contratti di service
    • in studi condivisi
    • in immobili non accatastati A/10

Molte modalità professionali diffuse e pienamente funzionali alla risposta ai bisogni di salute mentale risultano oggi non contemplate o rese di fatto impraticabili.

Perché è un problema che riguarda tutti

Quando l’esercizio professionale diventa incerto:

  • i giovani professionisti vengono scoraggiati
  • i costi di accesso aumentano
  • la rete territoriale si indebolisce
  • l’utenza incontra maggiori difficoltà di accesso alle cure

La professione psicologica è un’attività sanitaria intellettuale, relazionale, non invasiva e a basso impatto strutturale. Le regole devono essere proporzionate alla sua natura.

È essenziale che l'Ordine degli Psicologi del Lazio si faccia promotore presso il Consiglio Nazionale dell'Ordine degli Psicologi (CNOP) di una formale richiesta per stabilire una normativa nazionale unitaria sulla CIA. Solo così potremo superare l’incertezza e garantire un ambiente di lavoro sereno e giusto per tutti gli psicologi del Lazio.

Cosa chiediamo all’Ordine degli Psicologi del Lazio

Chiediamo un intervento chiaro, strutturato e tempestivo affinché:

  1. Si promuova presso il CNOP e il Ministero della Salute una normativa nazionale unitaria sulla CIA.
  2. Si riapra un tavolo tecnico con Regione, Comuni e ASL per uniformare l’applicazione nel Lazio, con garanzia di tutela sindacale e legale da parte dell'ordine.
  3. Si sospendano sanzioni fino a chiarimenti ufficiali e scritti sui punti controversi.
  4. Venga riconosciuta esplicitamente:
    • la possibilità di esercitare in immobili ad uso abitativo quando l’attività è a basso impatto;
    • la non necessità della CIA per chi lavora esclusivamente online;
    • la possibilità di condividere spazi con altri professionisti sanitari non medici;
    • la compatibilità di categorie catastali diverse dall’A/10, inclusi C/1 e C/2.
    • Si eliminino requisiti strutturali non proporzionati (planimetrie obbligatorie, antibagno, bagni separati, limiti rigidi di superficie).
    • Si adottino norme scritte, pubbliche e univoche per superare definitivamente le ambiguità interpretative.

Non chiediamo privilegi. Chiediamo chiarezza.

Regole certe, proporzionate e sostenibili.

Per tutelare la professione.
Per tutelare i cittadini.
Per garantire qualità, sicurezza e accessibilità ai servizi di salute mentale nel Lazio.

Sollecitiamo tutti coloro che supportano questa causa a firmare questa petizione. Solo unendo le nostre voci potremo fare la differenza e rivendicare i nostri diritti in quanto professionisti e difensori del diritto alla salute mentale per tutti i cittadini del Lazio. Vi invitiamo quindi a firmare questa petizione per portare chiarezza e giustizia nel nostro lavoro quotidiano.

Se sei una psicologa, uno psicologo che lavora nel Lazio, un professionista sanitario o un cittadino che crede nel diritto alla salute mentale, firma questa petizione.

La chiarezza normativa è una responsabilità istituzionale.
E una garanzia per tutta la comunità.

LEGGI IL COMUNICATO COMPLETO  INVIATO ALL'ORDINE DEGLI PSICOLOGI DEL LAZIO

 

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Sara BaronePromotore della petizione

I decisori

Ordine degli Psicologi

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