STOP Aumenti CCNL Colf/Badanti 2026: Famiglie e anziani non ce la fanno più!

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Il problema

STOP all'ennesima stangata sulle famiglie italiane! Il CCNL colf e badanti 2026: un affronto a anziani, non autosufficienti e alle loro famiglie!

A CHI È DIRETTA QUESTA PETIZIONE:
Al Presidente del Consiglio dei Ministri, On. Giorgia Meloni, al Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, al Ministro dell'Economia e delle Finanze, e a tutte le forze politiche.

Gentili Concittadini,

È con profonda indignazione che assistiamo all'ennesimo, ingiustificato aumento salariale imposto dal nuovo Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro (CCNL) per colf e badanti, valido a partire dal 2026. Un accordo firmato da CGIL, CISL, UIL e dalle associazioni datoriali firmatarie, che scarica ancora una volta il peso di scelte scellerate sulle spalle già provate di anziani, persone non autosufficienti e delle loro famiglie.

Non è più tollerabile! Questo non è solo un aumento, è un VERO E PROPRIO FURTO ai danni della dignità e del diritto ad un'assistenza adeguata.

Ogni anno, puntualmente, il CCNL domestico si distingue come l'unico contratto nazionale a subire aumenti indiscriminati. Un meccanismo perverso che ignora la realtà economica del nostro Paese e, soprattutto, la drammatica situazione di chi ha più bisogno:

Le pensioni: Da oltre 20 anni, il potere d'acquisto delle pensioni è in caduta libera (dati ISTAT), strangolando milioni di italiani che, dopo una vita di sacrifici, si ritrovano a non poter più sostenere i costi essenziali, tra cui l'assistenza domiciliare.


Le famiglie: Le famiglie italiane, già schiacciate dall'inflazione e dalla crisi economica, vedono lievitare i costi per l'assistenza dei propri cari (anziani, allettati, genitori o figli di caregivers, etc.), costrette a scegliere tra la regolarità del lavoro domestico e la sostenibilità del bilancio familiare.


La farsa del D. Lgs. 29/2024: Il tanto decantato Decreto Legislativo del 15 marzo 2024 per la non autosufficienza è una beffa! Con limiti di età (80 anni), ISEE (6.000 euro) e livello di bisogno assistenziale così stringenti, esclude di fatto la stragrande maggioranza di chi necessita di una badante, rendendolo inutile per oltre il 99,5% dei casi reali. Un contributo di 850 euro che non arriva quasi a nessuno, mentre gli aumenti salariali colpiscono tutti!

L'Associazione Familycare (www.associazionefamilycare.com pur essendo un'organizzazione che collabora attivamente alla stesura dei contratti collettivi di categoria, si trova con le "manette del dumping contrattuale"! Ci è impedito di intervenire sui minimi salariali e sulla decisione in merito alla contribuzione nel nostro CCNL di categoria. Questa anomalia normativa blocca qualsiasi tentativo di migliorare l'equilibrio tra i costi sostenuti dai datori di lavoro (persone fragili e le loro famiglie) e la giusta retribuzione del lavoratore, che negli ultimi anni ha visto aumenti ingiusti scaricati unicamente nelle tasche delle famiglie e dei loro assistiti.

Chi decide questi aumenti vive forse su un altro pianeta? Non è possibile che le confederazioni sindacali e datoriali firmatarie non si rendano conto del baratro in cui stanno spingendo milioni di famiglie!

CHIEDIAMO CON FORZA E FERMEZZA AL GOVERNO MELONI INTERVENTI IMMEDIATI E RISOLUTIVI!

Non possiamo più accettare che il diritto all'assistenza e alla dignità degli anziani e dei non autosufficienti sia calpestato in questo modo. Vogliamo:

AUMENTO REALE DEL POTERE D'ACQUISTO: Subito una legge ad hoc che immetta liquidità nelle tasche di pensionati, persone non autosufficienti e delle loro famiglie, inclusi i caregiver, per compensare questi aumenti ingiusti.


DETRAZIONI FISCALI PIÙ GIUSTE: Elevare la soglia di detrazione fiscale per le spese sostenute per l'assistenza domestica dal 19% fino a un massimo di 2.100€ ad un massimo di 8.000 Euro, abolendo il limite di reddito (40.000€) che esclude troppe famiglie e che deve essere superato per dare un respiro concreto a chi assiste i propri cari.


ESONERO CONTRIBUTIVO SIGNIFICATIVO: Introdurre un esonero contributivo per chi assume regolarmente un lavoratore domestico, portandolo fino a 10.000€, per incentivare la regolarizzazione e contrastare il lavoro nero in modo efficace.


REVISIONE IMMEDIATA DEL D. LGS. 29/2024: Rivedere completamente il Decreto Legislativo sulla non autosufficienza, eliminando i requisiti anacronistici e inaccessibili. Proponiamo l'introduzione di un BONUS DI ASSUNZIONE per lavoratori domestici di almeno 2.500 Euro, spalmabile sui primi 12 mesi senza interruzione o licenziamento.


EQUILIBRIO NEL CCNL DOMESTICO: Modificare il principio di favor rei specificatamente per il CCNL domestico. Tutti gli aumenti contrattuali devono prevalere solo se compensati al 100% da equivalenti aumenti nelle pensioni o nei rimborsi/contributi diretti ai datori di lavoro domestici, soprattutto se non autosufficienti. È inaccettabile che gli oneri ricadano unicamente sui soggetti più deboli!

 

NON LASCIAMOCI SOPPRIMERE DAL SILENZIO!
Questa è una battaglia per la dignità delle nostre famiglie, per il diritto ad una vecchiaia serena e per un'assistenza accessibile. Ogni firma conta! Condividi questa petizione con tutti i tuoi contatti!

Firma ora e facciamo sentire la nostra voce!

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DOCUMENTO UFFICIALE DA INVIARE AL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 

Al Presidente del Consiglio dei Ministri
On. Giorgia Meloni
Palazzo Chigi
Piazza Colonna, 370
00187 Roma

OGGETTO: RICHIESTA URGENTE DI INTERVENTO NORMATIVO E MISURE DI SOSTEGNO PER FRONTEGGIARE GLI AUMENTI IMPOSTI DAL NUOVO CCNL COLF E BADANTI E TUTELARE LA DIGNITÀ DI ANZIANI, NON AUTOSUFFICIENTI E LORO FAMIGLIE.

Spett.le Presidente Meloni,

L'Associazione Datori di Lavoro Domestici Nazionale Familycare, con sede a Viale Castruccio Castracani, 412 – 55100 Lucca (LU), sito web www.associazionefamilycare.com e-mail presidente@associazionefamilycare.com, C.F. 92062670465, N. Iscrizione albo ANPAL: E715S541762, nella persona del sottoscritto Presidente, Claudio Cannavacciuolo, Le scrive per esprimere la più profonda e allarmata preoccupazione riguardo le determinazioni salariali imposte dal nuovo Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro per colf e badanti, valido a partire dal 2026, frutto di un accordo tra CGIL, CISL, UIL e le associazioni datoriali firmatarie.

Constatiamo con crescente sgomento come il settore del lavoro domestico sia l'unico in Italia a subire aumenti contrattuali indiscriminati e annuali, che si traducono in un'inesorabile e insostenibile escalation dei costi a carico delle famiglie italiane. Questi aumenti, lungi dall'essere accompagnati da adeguati meccanismi di sostegno, gravano esclusivamente sulle spalle di soggetti già vulnerabili: anziani, persone non autosufficienti e i loro nuclei familiari, compresi i caregivers.

La situazione attuale è divenuta insostenibile e inaccettabile. Le motivazioni che ci spingono a rivolgersi direttamente a Lei sono le seguenti:

EROSIONE DEL POTERE D'ACQUISTO DELLE PENSIONI E DEI REDDITI FAMILIARI: Da oltre vent'anni, i dati ISTAT documentano una costante diminuzione del potere d'acquisto delle pensioni. Questo contesto rende gli aumenti salariali del CCNL domestico un onere insostenibile per milioni di pensionati e per le famiglie che si fanno carico dell'assistenza (anziani, allettati, genitori o figli di caregivers, etc.), costringendoli a sacrifici inaccettabili o, peggio, ad una dolorosa scelta tra l'assistenza necessaria e la sostenibilità economica.


INADEGUATEZZA DEL D. LGS. 29 DEL 15 MARZO 2024 SULLA NON AUTOSUFFICIENZA: Il recente Decreto Legislativo sulla non autosufficienza, pur nelle sue intenzioni, si rivela nella sua attuale formulazione una misura palesemente inefficace e sostanzialmente inutile per la stragrande maggioranza dei potenziali beneficiari. I requisiti imposti – età minima 80 anni, ISEE non superiore a 6.000 euro, livello di bisogno assistenziale gravissimo e titolarità dell'indennità di accompagnamento – escludono di fatto oltre il 99,5% delle persone che necessitano di assistenza domiciliare. Un ISEE di 6.000 euro annui, che include i redditi di figli e parenti, è una soglia irrealistica e offensiva per chiunque debba sostenere il costo di una badante. Questo impianto normativo è una chiara dimostrazione della disconnessione tra le normative e la realtà quotidiana delle famiglie.


RESPONSABILITÀ CONDIVISA E MANCANZA DI TUTELA – LE "MANETTE DEL DUMPING CONTRATTUALE": Non possiamo ignorare la corresponsabilità delle associazioni datoriali firmatarie del CCNL che, pur rappresentando gli interessi di datori di lavoro, acconsentono a tali aumenti senza obiettare in modo significativo. In tal senso, Familycare, pur essendo un'organizzazione che collabora attivamente alla stesura dei contratti collettivi di categoria, si trova di fatto nell'impossibilità di intervenire sui minimi salariali e sulla decisione in merito alla contribuzione nel proprio CCNL di categoria. Questo perché le cosiddette "manette del dumping contrattuale" impediscono qualsiasi mutamento o miglioria volta a ristabilire un equilibrio tra i costi insostenibili che ricadono sui datori di lavoro (anziani, allettati, genitori o figli di caregivers, etc.) e la giusta retribuzione del lavoratore, che negli ultimi anni non si è guardato dall'aumentare ingiustamente, infilando le mani unicamente nelle tasche delle famiglie e dei loro assistiti.

 

Alla luce di quanto esposto, questa Associazione chiede un intervento immediato e incisivo da parte del Suo Governo, mediante l'adozione di una legge ad hoc o altre misure legislative urgenti, per fornire soluzioni concrete e strutturali.

Nello specifico, Le proponiamo le seguenti azioni, ampiamente a costo zero per il bilancio dello Stato, compensate dai maggiori introiti derivanti dall'emersione del lavoro nero:

a. Aumento Sostanziale delle Detrazioni Fiscali: Elevare la soglia di detrazione fiscale per le spese sostenute per l'assistenza domestica dal 19% fino a un massimo di 2.100€ ad un massimo di 8.000 Euro, contestualmente all'eliminazione o all'innalzamento significativo del limite di reddito (attualmente 40.000€) che esclude molte famiglie dalla possibilità di accedere a tale beneficio.
b. Introduzione di un Esonero Contributivo Consistente: Prevedere un significativo esonero contributivo per i datori di lavoro domestici che assumono regolarmente, portando la soglia massima fino a 10.000€, superando l'attuale (e scarsamente applicabile) limite di 2.500€, al fine di incentivare la regolarizzazione del lavoro e contrastare l'ampia area del lavoro sommerso.
c. Superamento del D. Lgs. 29/2024 e Istituzione di un Bonus All'Assunzione: Riformulare radicalmente il Decreto Legislativo sulla non autosufficienza, rendendolo realmente efficace e accessibile. Proponiamo l'introduzione di un Bonus all'assunzione di un lavoratore domestico di almeno 2.500 Euro, da erogare ai datori di lavoro nei primi 12 mesi di contratto regolare e continuativo (senza interruzioni o licenziamenti immotivati).
d. Modifica del Principio di Favor Rei per il CCNL Domestico: Chiediamo l'introduzione di una disposizione normativa specifica per il CCNL del lavoro domestico che stabilisca che gli aumenti salariali o le condizioni più favorevoli per il lavoratore debbano prevalere solo se e nella misura in cui siano integralmente compensati da equivalenti aumenti nelle pensioni o negli emolumenti diretti dei datori di lavoro domestici, in particolare quelli non autosufficienti. È fondamentale ripristinare un equilibrio che impedisca che gli oneri ricadano unicamente sui soggetti più deboli e vulnerabili.

Presidente, è imperativo che il Governo agisca con determinazione e rapidità per salvaguardare la dignità e il benessere dei nostri concittadini più fragili. Le soluzioni proposte mirano non solo a mitigare l'impatto economico degli aumenti contrattuali, ma a costruire un sistema di assistenza domiciliare più equo, trasparente e sostenibile.

Restiamo a Sua completa disposizione per un confronto e per fornire ogni ulteriore dettaglio o approfondimento che si rendesse necessario. Auspichiamo un Suo celere e risolutivo intervento.

Con la massima stima e fiducia,

Claudio Cannavacciuolo
Presidente Associazione Datori di Lavoro Domestici Nazionale Familycare

 

 

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A CHI È DIRETTA QUESTA PETIZIONE:
Al Presidente del Consiglio dei Ministri, On. Giorgia Meloni, al Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, al Ministro dell'Economia e delle Finanze, e a tutte le forze politiche.

Gentili Concittadini,

È con profonda indignazione che assistiamo all'ennesimo, ingiustificato aumento salariale imposto dal nuovo Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro (CCNL) per colf e badanti, valido a partire dal 2026. Un accordo firmato da CGIL, CISL, UIL e dalle associazioni datoriali firmatarie, che scarica ancora una volta il peso di scelte scellerate sulle spalle già provate di anziani, persone non autosufficienti e delle loro famiglie.

Non è più tollerabile! Questo non è solo un aumento, è un VERO E PROPRIO FURTO ai danni della dignità e del diritto ad un'assistenza adeguata.

Ogni anno, puntualmente, il CCNL domestico si distingue come l'unico contratto nazionale a subire aumenti indiscriminati. Un meccanismo perverso che ignora la realtà economica del nostro Paese e, soprattutto, la drammatica situazione di chi ha più bisogno:

Le pensioni: Da oltre 20 anni, il potere d'acquisto delle pensioni è in caduta libera (dati ISTAT), strangolando milioni di italiani che, dopo una vita di sacrifici, si ritrovano a non poter più sostenere i costi essenziali, tra cui l'assistenza domiciliare.


Le famiglie: Le famiglie italiane, già schiacciate dall'inflazione e dalla crisi economica, vedono lievitare i costi per l'assistenza dei propri cari (anziani, allettati, genitori o figli di caregivers, etc.), costrette a scegliere tra la regolarità del lavoro domestico e la sostenibilità del bilancio familiare.


La farsa del D. Lgs. 29/2024: Il tanto decantato Decreto Legislativo del 15 marzo 2024 per la non autosufficienza è una beffa! Con limiti di età (80 anni), ISEE (6.000 euro) e livello di bisogno assistenziale così stringenti, esclude di fatto la stragrande maggioranza di chi necessita di una badante, rendendolo inutile per oltre il 99,5% dei casi reali. Un contributo di 850 euro che non arriva quasi a nessuno, mentre gli aumenti salariali colpiscono tutti!

L'Associazione Familycare (www.associazionefamilycare.com pur essendo un'organizzazione che collabora attivamente alla stesura dei contratti collettivi di categoria, si trova con le "manette del dumping contrattuale"! Ci è impedito di intervenire sui minimi salariali e sulla decisione in merito alla contribuzione nel nostro CCNL di categoria. Questa anomalia normativa blocca qualsiasi tentativo di migliorare l'equilibrio tra i costi sostenuti dai datori di lavoro (persone fragili e le loro famiglie) e la giusta retribuzione del lavoratore, che negli ultimi anni ha visto aumenti ingiusti scaricati unicamente nelle tasche delle famiglie e dei loro assistiti.

Chi decide questi aumenti vive forse su un altro pianeta? Non è possibile che le confederazioni sindacali e datoriali firmatarie non si rendano conto del baratro in cui stanno spingendo milioni di famiglie!

CHIEDIAMO CON FORZA E FERMEZZA AL GOVERNO MELONI INTERVENTI IMMEDIATI E RISOLUTIVI!

Non possiamo più accettare che il diritto all'assistenza e alla dignità degli anziani e dei non autosufficienti sia calpestato in questo modo. Vogliamo:

AUMENTO REALE DEL POTERE D'ACQUISTO: Subito una legge ad hoc che immetta liquidità nelle tasche di pensionati, persone non autosufficienti e delle loro famiglie, inclusi i caregiver, per compensare questi aumenti ingiusti.


DETRAZIONI FISCALI PIÙ GIUSTE: Elevare la soglia di detrazione fiscale per le spese sostenute per l'assistenza domestica dal 19% fino a un massimo di 2.100€ ad un massimo di 8.000 Euro, abolendo il limite di reddito (40.000€) che esclude troppe famiglie e che deve essere superato per dare un respiro concreto a chi assiste i propri cari.


ESONERO CONTRIBUTIVO SIGNIFICATIVO: Introdurre un esonero contributivo per chi assume regolarmente un lavoratore domestico, portandolo fino a 10.000€, per incentivare la regolarizzazione e contrastare il lavoro nero in modo efficace.


REVISIONE IMMEDIATA DEL D. LGS. 29/2024: Rivedere completamente il Decreto Legislativo sulla non autosufficienza, eliminando i requisiti anacronistici e inaccessibili. Proponiamo l'introduzione di un BONUS DI ASSUNZIONE per lavoratori domestici di almeno 2.500 Euro, spalmabile sui primi 12 mesi senza interruzione o licenziamento.


EQUILIBRIO NEL CCNL DOMESTICO: Modificare il principio di favor rei specificatamente per il CCNL domestico. Tutti gli aumenti contrattuali devono prevalere solo se compensati al 100% da equivalenti aumenti nelle pensioni o nei rimborsi/contributi diretti ai datori di lavoro domestici, soprattutto se non autosufficienti. È inaccettabile che gli oneri ricadano unicamente sui soggetti più deboli!

 

NON LASCIAMOCI SOPPRIMERE DAL SILENZIO!
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OGGETTO: RICHIESTA URGENTE DI INTERVENTO NORMATIVO E MISURE DI SOSTEGNO PER FRONTEGGIARE GLI AUMENTI IMPOSTI DAL NUOVO CCNL COLF E BADANTI E TUTELARE LA DIGNITÀ DI ANZIANI, NON AUTOSUFFICIENTI E LORO FAMIGLIE.

Spett.le Presidente Meloni,

L'Associazione Datori di Lavoro Domestici Nazionale Familycare, con sede a Viale Castruccio Castracani, 412 – 55100 Lucca (LU), sito web www.associazionefamilycare.com e-mail presidente@associazionefamilycare.com, C.F. 92062670465, N. Iscrizione albo ANPAL: E715S541762, nella persona del sottoscritto Presidente, Claudio Cannavacciuolo, Le scrive per esprimere la più profonda e allarmata preoccupazione riguardo le determinazioni salariali imposte dal nuovo Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro per colf e badanti, valido a partire dal 2026, frutto di un accordo tra CGIL, CISL, UIL e le associazioni datoriali firmatarie.

Constatiamo con crescente sgomento come il settore del lavoro domestico sia l'unico in Italia a subire aumenti contrattuali indiscriminati e annuali, che si traducono in un'inesorabile e insostenibile escalation dei costi a carico delle famiglie italiane. Questi aumenti, lungi dall'essere accompagnati da adeguati meccanismi di sostegno, gravano esclusivamente sulle spalle di soggetti già vulnerabili: anziani, persone non autosufficienti e i loro nuclei familiari, compresi i caregivers.

La situazione attuale è divenuta insostenibile e inaccettabile. Le motivazioni che ci spingono a rivolgersi direttamente a Lei sono le seguenti:

EROSIONE DEL POTERE D'ACQUISTO DELLE PENSIONI E DEI REDDITI FAMILIARI: Da oltre vent'anni, i dati ISTAT documentano una costante diminuzione del potere d'acquisto delle pensioni. Questo contesto rende gli aumenti salariali del CCNL domestico un onere insostenibile per milioni di pensionati e per le famiglie che si fanno carico dell'assistenza (anziani, allettati, genitori o figli di caregivers, etc.), costringendoli a sacrifici inaccettabili o, peggio, ad una dolorosa scelta tra l'assistenza necessaria e la sostenibilità economica.


INADEGUATEZZA DEL D. LGS. 29 DEL 15 MARZO 2024 SULLA NON AUTOSUFFICIENZA: Il recente Decreto Legislativo sulla non autosufficienza, pur nelle sue intenzioni, si rivela nella sua attuale formulazione una misura palesemente inefficace e sostanzialmente inutile per la stragrande maggioranza dei potenziali beneficiari. I requisiti imposti – età minima 80 anni, ISEE non superiore a 6.000 euro, livello di bisogno assistenziale gravissimo e titolarità dell'indennità di accompagnamento – escludono di fatto oltre il 99,5% delle persone che necessitano di assistenza domiciliare. Un ISEE di 6.000 euro annui, che include i redditi di figli e parenti, è una soglia irrealistica e offensiva per chiunque debba sostenere il costo di una badante. Questo impianto normativo è una chiara dimostrazione della disconnessione tra le normative e la realtà quotidiana delle famiglie.


RESPONSABILITÀ CONDIVISA E MANCANZA DI TUTELA – LE "MANETTE DEL DUMPING CONTRATTUALE": Non possiamo ignorare la corresponsabilità delle associazioni datoriali firmatarie del CCNL che, pur rappresentando gli interessi di datori di lavoro, acconsentono a tali aumenti senza obiettare in modo significativo. In tal senso, Familycare, pur essendo un'organizzazione che collabora attivamente alla stesura dei contratti collettivi di categoria, si trova di fatto nell'impossibilità di intervenire sui minimi salariali e sulla decisione in merito alla contribuzione nel proprio CCNL di categoria. Questo perché le cosiddette "manette del dumping contrattuale" impediscono qualsiasi mutamento o miglioria volta a ristabilire un equilibrio tra i costi insostenibili che ricadono sui datori di lavoro (anziani, allettati, genitori o figli di caregivers, etc.) e la giusta retribuzione del lavoratore, che negli ultimi anni non si è guardato dall'aumentare ingiustamente, infilando le mani unicamente nelle tasche delle famiglie e dei loro assistiti.

 

Alla luce di quanto esposto, questa Associazione chiede un intervento immediato e incisivo da parte del Suo Governo, mediante l'adozione di una legge ad hoc o altre misure legislative urgenti, per fornire soluzioni concrete e strutturali.

Nello specifico, Le proponiamo le seguenti azioni, ampiamente a costo zero per il bilancio dello Stato, compensate dai maggiori introiti derivanti dall'emersione del lavoro nero:

a. Aumento Sostanziale delle Detrazioni Fiscali: Elevare la soglia di detrazione fiscale per le spese sostenute per l'assistenza domestica dal 19% fino a un massimo di 2.100€ ad un massimo di 8.000 Euro, contestualmente all'eliminazione o all'innalzamento significativo del limite di reddito (attualmente 40.000€) che esclude molte famiglie dalla possibilità di accedere a tale beneficio.
b. Introduzione di un Esonero Contributivo Consistente: Prevedere un significativo esonero contributivo per i datori di lavoro domestici che assumono regolarmente, portando la soglia massima fino a 10.000€, superando l'attuale (e scarsamente applicabile) limite di 2.500€, al fine di incentivare la regolarizzazione del lavoro e contrastare l'ampia area del lavoro sommerso.
c. Superamento del D. Lgs. 29/2024 e Istituzione di un Bonus All'Assunzione: Riformulare radicalmente il Decreto Legislativo sulla non autosufficienza, rendendolo realmente efficace e accessibile. Proponiamo l'introduzione di un Bonus all'assunzione di un lavoratore domestico di almeno 2.500 Euro, da erogare ai datori di lavoro nei primi 12 mesi di contratto regolare e continuativo (senza interruzioni o licenziamenti immotivati).
d. Modifica del Principio di Favor Rei per il CCNL Domestico: Chiediamo l'introduzione di una disposizione normativa specifica per il CCNL del lavoro domestico che stabilisca che gli aumenti salariali o le condizioni più favorevoli per il lavoratore debbano prevalere solo se e nella misura in cui siano integralmente compensati da equivalenti aumenti nelle pensioni o negli emolumenti diretti dei datori di lavoro domestici, in particolare quelli non autosufficienti. È fondamentale ripristinare un equilibrio che impedisca che gli oneri ricadano unicamente sui soggetti più deboli e vulnerabili.

Presidente, è imperativo che il Governo agisca con determinazione e rapidità per salvaguardare la dignità e il benessere dei nostri concittadini più fragili. Le soluzioni proposte mirano non solo a mitigare l'impatto economico degli aumenti contrattuali, ma a costruire un sistema di assistenza domiciliare più equo, trasparente e sostenibile.

Restiamo a Sua completa disposizione per un confronto e per fornire ogni ulteriore dettaglio o approfondimento che si rendesse necessario. Auspichiamo un Suo celere e risolutivo intervento.

Con la massima stima e fiducia,

Claudio Cannavacciuolo
Presidente Associazione Datori di Lavoro Domestici Nazionale Familycare

 

 

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Presidenza del consiglio dei ministri, Governo Italiano
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