STOP alla violenza istituzionale nei tribunali italiani contro donne e bambini


STOP alla violenza istituzionale nei tribunali italiani contro donne e bambini
Il problema
In Italia, denunciare un uomo violento spesso non significa essere protette. Significa essere messe sotto accusa.
Nei tribunali civili e minorili, la bigenitorialità viene applicata anche in presenza di violenza domestica.
Tribunali, servizi sociali e consulenze tecniche (CTU) ignorano la violenza, colpevolizzano le madri e tutelano i padri violenti.
Questa è violenza istituzionale.
È una questione femminista e politica.
Chiediamo una riforma immediata del sistema di affidamento e la tutela reale di donne e bambini.
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Ogni giorno, in Italia, donne che denunciano violenza domestica vengono messe sotto accusa e obbligate a negoziare con i propri aggressori.
Bambini e bambine sono spesso costretti a frequentare padri violenti, mentre tribunali, servizi sociali e consulenze tecniche (CTU) ignorano la violenza e tutelano i padri aggressivi.
Questa non è casualità. È un sistema patriarcale che protegge la violenza maschile e colpisce le vittime.
COSA CHIEDIAMO
Chiediamo al Governo e al Parlamento italiano di:
- Porre fine all’applicazione automatica della bigenitorialità nei casi di violenza domestica, maltrattamenti, stalking o abusi.
Garantire che la violenza sia un criterio prioritario nelle decisioni sull’affidamento.
Rendere trasparenti e responsabili tribunali, servizi sociali e CTU, per evitare favoritismi verso padri violenti.
Formazione obbligatoria sulla violenza di genere per magistrati, assistenti sociali e consulenti tecnici.
Riconoscere giuridicamente la violenza istituzionale nei procedimenti civili e minorili.
Proteggere le donne che denunciano da ritorsioni giudiziarie o sociali.
Riformare la normativa sull’affidamento, ponendo al centro la sicurezza di donne e bambini.
PERCHE' FIRMARE
Non chiediamo privilegi.
Non chiediamo vendetta.
Chiediamo protezione, giustizia e sicurezza.
La bigenitorialità non può diventare un dogma quando mette in pericolo la vita e la dignità di donne e bambini.
Ogni firma conta: la violenza non può essere legalizzata.
Sostieni la petizione, condividila, fai sentire la tua voce.
✊ Per donne e bambini, la sicurezza viene prima di tutto.
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Il problema
In Italia, denunciare un uomo violento spesso non significa essere protette. Significa essere messe sotto accusa.
Nei tribunali civili e minorili, la bigenitorialità viene applicata anche in presenza di violenza domestica.
Tribunali, servizi sociali e consulenze tecniche (CTU) ignorano la violenza, colpevolizzano le madri e tutelano i padri violenti.
Questa è violenza istituzionale.
È una questione femminista e politica.
Chiediamo una riforma immediata del sistema di affidamento e la tutela reale di donne e bambini.
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Ogni giorno, in Italia, donne che denunciano violenza domestica vengono messe sotto accusa e obbligate a negoziare con i propri aggressori.
Bambini e bambine sono spesso costretti a frequentare padri violenti, mentre tribunali, servizi sociali e consulenze tecniche (CTU) ignorano la violenza e tutelano i padri aggressivi.
Questa non è casualità. È un sistema patriarcale che protegge la violenza maschile e colpisce le vittime.
COSA CHIEDIAMO
Chiediamo al Governo e al Parlamento italiano di:
- Porre fine all’applicazione automatica della bigenitorialità nei casi di violenza domestica, maltrattamenti, stalking o abusi.
Garantire che la violenza sia un criterio prioritario nelle decisioni sull’affidamento.
Rendere trasparenti e responsabili tribunali, servizi sociali e CTU, per evitare favoritismi verso padri violenti.
Formazione obbligatoria sulla violenza di genere per magistrati, assistenti sociali e consulenti tecnici.
Riconoscere giuridicamente la violenza istituzionale nei procedimenti civili e minorili.
Proteggere le donne che denunciano da ritorsioni giudiziarie o sociali.
Riformare la normativa sull’affidamento, ponendo al centro la sicurezza di donne e bambini.
PERCHE' FIRMARE
Non chiediamo privilegi.
Non chiediamo vendetta.
Chiediamo protezione, giustizia e sicurezza.
La bigenitorialità non può diventare un dogma quando mette in pericolo la vita e la dignità di donne e bambini.
Ogni firma conta: la violenza non può essere legalizzata.
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✊ Per donne e bambini, la sicurezza viene prima di tutto.
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Petizione creata in data 24 gennaio 2026