Stop alla violenza a scuola e alle responsabilità scaricate sui docenti

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Il problema

Negli ultimi anni si è registrato un aumento allarmante degli episodi di violenza nei confronti dei docenti, che non si limitano più a insulti o minacce, ma arrivano a forme estreme di aggressione fisica. Il caso recente di Trescore Balneario (2026), in cui una docente è stata accoltellata al collo e all’addome da uno studente di 13 anni all’interno della scuola, rappresenta un punto di rottura gravissimo . La violenza è avvenuta nei corridoi, sotto gli occhi di altri studenti, ed è stata addirittura filmata e diffusa, a dimostrazione di un livello di disumanizzazione e perdita di controllo senza precedenti .

Questi episodi non sono più casi isolati, ma segnali di un fenomeno crescente che può essere definito docentofobismo: una perdita progressiva di rispetto verso la figura dell’insegnante, percepito non più come educatore ma come bersaglio. Quando si arriva al punto in cui un docente rischia la vita semplicemente svolgendo il proprio lavoro, è evidente che il sistema ha superato un limite critico.

In un contesto in cui la violenza può arrivare fino all’accoltellamento, continuare a mantenere un impianto normativo che attribuisce ai docenti una responsabilità automatica per i comportamenti degli studenti appare non solo ingiusto, ma profondamente scollegato dalla realtà attuale. È urgente ristabilire equilibrio, responsabilità e tutela per chi ogni giorno opera nella scuola.

Stop alla responsabilità presunta dei docenti: restituiamo responsabilità agli studenti e alle famiglie.

Negli ultimi 40–50 anni la scuola italiana è cambiata radicalmente. Un tempo, insegnanti e famiglie condividevano un obiettivo comune: educare alla responsabilità, al rispetto e ai valori fondamentali della convivenza civile. Le leggi che regolavano la scuola e la responsabilità dei docenti erano modellate su quel contesto: famiglie presenti e autoritative, studenti che rispondevano delle proprie azioni, docenti rispettati e supportati nella loro funzione educativa.

Oggi la realtà è molto diversa. I valori sociali si sono trasformati, la società è più frammentata, e spesso le famiglie non hanno più gli strumenti o la disponibilità per educare i figli al senso di responsabilità. La scuola si trova così a dover supplire a ciò che un tempo era naturale: insegnare disciplina, rispetto e consapevolezza delle conseguenze delle proprie azioni.

In questo scenario, le leggi rimaste invariate dagli anni ’40 e ’50 – pensate per una società diversa – continuano a attribuire automaticamente ai docenti la responsabilità di ogni comportamento problematico degli studenti. Non solo questo mette gli insegnanti in una condizione di stress costante, ma delega alle scuole una funzione educativa che oggi molte famiglie non riescono più a garantire.

Se vogliamo una scuola efficace, sicura e giusta, è urgente aggiornare le regole e ristabilire la responsabilità personale, riportando gli studenti e le famiglie al centro del loro ruolo educativo, senza trasformare i docenti in garanti universali di comportamenti spesso imprevedibili.

La questione delle responsabilità presunte dei docenti nelle scuole italiane non è solo un problema individuale, ma un fenomeno strutturale che coinvolge migliaia di insegnanti, studenti e famiglie. Attualmente, il sistema legislativo e giurisprudenziale in Italia applica un'interpretazione estensiva del concetto di 'culpa in vigilando', attribuendo ai docenti una responsabilità quasi automatica per qualsiasi evento dannoso che coinvolga gli studenti. Questo significa che quando uno studente procura danno a sé stesso o ad altri, spesso l'insegnante viene ritenuto responsabile, anche in assenza di negligenza o colpa diretta. 


Questa problematica tocca profondamente noi che viviamo e amiamo la scuola pubblica italiana. Ci preoccupiamo della qualità dell’educazione e della sicurezza di tutti coloro che partecipano alla comunità scolastica. Attualmente, molti docenti lavorano con il timore costante di incorrere in complicazioni legali per comportamenti degli studenti che sono fuori del loro controllo. Questa situazione genera un clima di paura e rigidità, spingendo alla creazione di una burocrazia difensiva che impoverisce la relazione educativa.

Una soluzione potrebbe essere la revisione delle normative attuali per ristabilire un equilibrio tra responsabilità degli insegnanti e autonomia degli studenti. È fondamentale instaurare un sistema che tuteli gli insegnanti dalle accuse infondate e permetta loro di concentrarsi sul loro vero compito: educare e formare i giovani. Inoltre, bisogna promuovere una cultura scolastica basata sulla fiducia reciproca e il rispetto.

Chiediamo al Ministero dell'Istruzione e alle autorità competenti di intervenire con normative che proteggano i docenti, senza compromettere il loro ruolo formativo. Solo così potremo garantire un ambiente educativo sereno e produttivo per tutti.

In concreto cosa chiediamo:

Modifica dell’art. 2048 c.c.

La responsabilità per i danni causati dagli studenti deve ricadere in via primaria sui genitori (per i minori) e sugli studenti stessi,
I docenti rispondono solo in caso di colpa grave ed effettivamente dimostrata, non per presunzione.

Limitazione dell’art. 2047 c.c.

Escludere la responsabilità dei docenti per comportamenti imprevedibili, impulsivi o legati a condizioni personali dell’alunno.

Introduzione di un nuovo articolo (es. 2048-bis c.c.). 
Chiarire che la responsabilità dei docenti non è presunta. Gli studenti rispondono delle proprie azioni in proporzione all’età e alla capacità di comprensione,
Gli studenti maggiorenni rispondono personalmente dei danni causati.

Integrazione dello Statuto delle Studentesse e degli Studenti (D.P.R. 249/1998).
Affermare esplicitamente la responsabilità personale dello studente e il dovere di rispettare la sicurezza propria e altrui.

Definizione chiara di “vigilanza ragionevole” nel Testo Unico della Scuola (D.lgs. 297/1994). La vigilanza non equivale a controllo totale e non comporta responsabilità automatica dei docenti.

Firma questa petizione per supportare un cambiamento positivo e realizzabile nella scuola pubblica italiana, perché una scuola sicura e fiduciosa è una scuola migliore per insegnanti e studenti.

 

 

 

 

 

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E​.​S. G.Promotore della petizione

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