Stazione dell'Alta Velocità a Chiusi


Stazione dell'Alta Velocità a Chiusi
Il problema
Un concreto piano territoriale
L’Alta Velocità si è ormai consolidata come scelta privilegiata di spostamento veloce, affidabile, ecologico, a lunga percorrenza. Pertanto, l’accesso all’Alta Velocità è sempre più esigenza imprescindibile.
L’intero territorio fra Roma e Firenze si mostra al momento privo di soluzioni chiare di accesso ai treni veloci: fino a qualche anno fa non esistevano neppure fermate di Frecciarossa, adesso alcuni Frecciarossa hanno fermate nelle stazioni di Arezzo, Terontola-Cortona e Chiusi-Chianciano Terme.
A livello politico, il dibattito sulla possibilità di costruire una nuova stazione ‘Medio-Etruria’ dedicata all’Alta Velocità, che possa servire l’intero territorio mediano fra Roma e Firenze, è in corso.
Chiediamo che la stazione Medio-Etruria venga realizzata nella zona di Chiusi. Questi i motivi:
- La posizione di Chiusi
- La posizione è strategica, trovandosi molto più bilanciata di altri luoghi come punto di riferimento per la zona sopra definita.
- Chiusi si colloca all’intersezione di altre vie di comunicazione significative: l’autostrada A1 e la linea ferroviaria per Siena, che in questo modo non sarebbe esclusa dall’accesso all’Alta Velocità. Inoltre, l’accesso all’Alta Velocità sarebbe garantito anche a Perugia, mediante la possibilità di prevedere treni diretti per Chiusi tramite Terontola. La stessa Arezzo avrebbe un accesso rapido e diretto. Infine, Chiusi possiede già collegamenti via strada locali per raggiungere i paesi immediatamente circostanti. Non sarebbero quindi necessari interventi infrastrutturali aggiuntivi alla Stazione stessa.
- Adeguamento
La Stazione di Chiusi-Chianciano Terme è stata recentemente ristrutturata e potenziata, con interventi che hanno reso possibile la fermata di treni veloci. Se si scegliesse la già esistente Stazione, quindi, non sarebbero necessari interventi infrastrutturali aggiuntivi. - Nuova progettualità
Riconosciamo la necessità, per i treni veloci, di fermate e ripartenze rapide, garantite da stazioni ‘in linea’, cioè collocate direttamente sulla Linea dell’Alta Velocità. Riconosciamo che la Stazione di Chiusi-Chianciano Terme manca di questo solo requisito, che produce un ritardo temporale di circa 10 minuti. Puntualizziamo, però, che tutti i vantaggi già espressi per la zona di Chiusi sarebbero comunque validi e riteniamo allora utile pensare – nel caso in cui una Stazione ‘in linea’ si ritenga necessaria – alla realizzazione di un polo ferroviario dell’Alta Velocità comunque nei pressi di Chiusi. In questo modo, pensiamo che treni veloci e treni regionali possano integrarsi e garantire servizi sia di lunga che di breve percorrenza per l’intero territorio.
Chiudiamo con due questioni politiche.
Le "Cattedrali nel deserto"
La Stazione Mediopadana, a cui la Medio-Etruria potrebbe far riferimento progettuale, ha mostrato le difficoltà e le criticità di soluzioni esterne ai centri abitati. Una Stazione nuova collocata in località prive di servizi di collegamento già esistenti pone sfide senz’altro maggiori: in Emilia-Romagna per la Stazione Mediopadana sono stati realizzati un nuovo casello autostradale, nuove strade, nuovi parcheggi, con costi che sono lievitati rispetto alle stime di partenza. Per di più, notiamo che l’Emilia-Romagna è senz’altro un luogo a densità abitativa maggiore rispetto al nostro; la sfida di una Stazione Medio-Etruria nuova ‘esterna’ sarebbe ancora maggiore.
Accentramento e centri minori
Le seconda questione che poniamo è quella dell’accentramento. Negli anni, specialmente prima della Pandemia, la tendenza netta è stata quella di accentrare servizi (ospedalieri, di comunicazione, di istruzione, eccetera) in grandi centri, togliendoli ai piccoli. La nostra area, tuttavia, si caratterizza per la presenza di tanti piccoli centri, spesso lontani dai grandi, per cui l’accessibilità ai servizi diventa un problema significativo. La Pandemia, in più, ha mostrato chiaramente come i piccoli centri sappiano garantire una qualità della vita altissima e che sono indubbiamente un’eccellenza urbanistica italiana. Questi piccoli centri, però, stanno morendo e hanno bisogno di infrastrutture e servizi digitali. Citiamo, a proposito, il noto architetto Stefano Boeri (Stefano Boeri, arcipelago di borghi). La nostra richiesta va quindi anche oltre l’Alta Velocità ed è una richiesta avanguardistica. Chiediamo di pensare all’intera zona fra Arezzo, Siena e Perugia, fino all’Alto Orvietano e all’Alto Viterbese, come una zona di eccellenza di vita, a fronte di interventi di infrastrutture e servizi digitali.
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Il problema
Un concreto piano territoriale
L’Alta Velocità si è ormai consolidata come scelta privilegiata di spostamento veloce, affidabile, ecologico, a lunga percorrenza. Pertanto, l’accesso all’Alta Velocità è sempre più esigenza imprescindibile.
L’intero territorio fra Roma e Firenze si mostra al momento privo di soluzioni chiare di accesso ai treni veloci: fino a qualche anno fa non esistevano neppure fermate di Frecciarossa, adesso alcuni Frecciarossa hanno fermate nelle stazioni di Arezzo, Terontola-Cortona e Chiusi-Chianciano Terme.
A livello politico, il dibattito sulla possibilità di costruire una nuova stazione ‘Medio-Etruria’ dedicata all’Alta Velocità, che possa servire l’intero territorio mediano fra Roma e Firenze, è in corso.
Chiediamo che la stazione Medio-Etruria venga realizzata nella zona di Chiusi. Questi i motivi:
- La posizione di Chiusi
- La posizione è strategica, trovandosi molto più bilanciata di altri luoghi come punto di riferimento per la zona sopra definita.
- Chiusi si colloca all’intersezione di altre vie di comunicazione significative: l’autostrada A1 e la linea ferroviaria per Siena, che in questo modo non sarebbe esclusa dall’accesso all’Alta Velocità. Inoltre, l’accesso all’Alta Velocità sarebbe garantito anche a Perugia, mediante la possibilità di prevedere treni diretti per Chiusi tramite Terontola. La stessa Arezzo avrebbe un accesso rapido e diretto. Infine, Chiusi possiede già collegamenti via strada locali per raggiungere i paesi immediatamente circostanti. Non sarebbero quindi necessari interventi infrastrutturali aggiuntivi alla Stazione stessa.
- Adeguamento
La Stazione di Chiusi-Chianciano Terme è stata recentemente ristrutturata e potenziata, con interventi che hanno reso possibile la fermata di treni veloci. Se si scegliesse la già esistente Stazione, quindi, non sarebbero necessari interventi infrastrutturali aggiuntivi. - Nuova progettualità
Riconosciamo la necessità, per i treni veloci, di fermate e ripartenze rapide, garantite da stazioni ‘in linea’, cioè collocate direttamente sulla Linea dell’Alta Velocità. Riconosciamo che la Stazione di Chiusi-Chianciano Terme manca di questo solo requisito, che produce un ritardo temporale di circa 10 minuti. Puntualizziamo, però, che tutti i vantaggi già espressi per la zona di Chiusi sarebbero comunque validi e riteniamo allora utile pensare – nel caso in cui una Stazione ‘in linea’ si ritenga necessaria – alla realizzazione di un polo ferroviario dell’Alta Velocità comunque nei pressi di Chiusi. In questo modo, pensiamo che treni veloci e treni regionali possano integrarsi e garantire servizi sia di lunga che di breve percorrenza per l’intero territorio.
Chiudiamo con due questioni politiche.
Le "Cattedrali nel deserto"
La Stazione Mediopadana, a cui la Medio-Etruria potrebbe far riferimento progettuale, ha mostrato le difficoltà e le criticità di soluzioni esterne ai centri abitati. Una Stazione nuova collocata in località prive di servizi di collegamento già esistenti pone sfide senz’altro maggiori: in Emilia-Romagna per la Stazione Mediopadana sono stati realizzati un nuovo casello autostradale, nuove strade, nuovi parcheggi, con costi che sono lievitati rispetto alle stime di partenza. Per di più, notiamo che l’Emilia-Romagna è senz’altro un luogo a densità abitativa maggiore rispetto al nostro; la sfida di una Stazione Medio-Etruria nuova ‘esterna’ sarebbe ancora maggiore.
Accentramento e centri minori
Le seconda questione che poniamo è quella dell’accentramento. Negli anni, specialmente prima della Pandemia, la tendenza netta è stata quella di accentrare servizi (ospedalieri, di comunicazione, di istruzione, eccetera) in grandi centri, togliendoli ai piccoli. La nostra area, tuttavia, si caratterizza per la presenza di tanti piccoli centri, spesso lontani dai grandi, per cui l’accessibilità ai servizi diventa un problema significativo. La Pandemia, in più, ha mostrato chiaramente come i piccoli centri sappiano garantire una qualità della vita altissima e che sono indubbiamente un’eccellenza urbanistica italiana. Questi piccoli centri, però, stanno morendo e hanno bisogno di infrastrutture e servizi digitali. Citiamo, a proposito, il noto architetto Stefano Boeri (Stefano Boeri, arcipelago di borghi). La nostra richiesta va quindi anche oltre l’Alta Velocità ed è una richiesta avanguardistica. Chiediamo di pensare all’intera zona fra Arezzo, Siena e Perugia, fino all’Alto Orvietano e all’Alto Viterbese, come una zona di eccellenza di vita, a fronte di interventi di infrastrutture e servizi digitali.
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Petizione creata in data 31 ottobre 2022