Sosteniamo l'appello di 200 professori per una svolta urbanistica a Milano e in Italia

Firmatari recenti
Liam Gallotti e altri 14 hanno firmato di recente.

Il problema

Invitiamo singoli cittadini, comitati civici ed associazioni a sostenere con la propria firma la lettera-appello con la quale 200 professori universitari ed altre personalità - urbanisti, giuristi, sociologi ed altri -  chiedono una radicale svolta nelle politiche urbanistiche di Milano e di tutta Italia.  La lettera infatti parte dalla situazione milanese per poi allargare lo sguardo a quella nazionale.  

Al centro delle critiche dei 200 sottoscrittori c'è la modalità con cui negli ultimi anni è stata trasformata Milano, un modello che ha compromesso la qualità urbana, aggravato le disuguaglianze sociali e sacrificato l’interesse pubblico a quello privato, come è emerso prepotentemente dalle recenti inchieste sull'urbanistica milanese. 

Col loro appello, i 200 invitano anche l’amministrazione comunale milanese, le istituzioni politiche e il governo nazionale a sospendere taluni progetti in corso – in primis la vendita dello stadio Meazza a San Siro ma anche lo sviluppo degli ex scali ferroviari, la Goccia della Bovisa, la trasformazione di piazzale Loreto, la BEIC-Biblioteca Europea ed altri – per imprimere una direzione diversa, trasparente e democratica, alla trasformazione di quelle aree e della città in generale, rilanciando un’urbanistica fondata su equità, giustizia ambientale e diritto all’abitare.

Si passa, poi, alla situazione nazionale: "Chiediamo, soprattutto, che le pressioni per deregolamentare la normativa urbanistica nazionale e il Testo unico dell’Edilizia attraverso la legge sulla Rigenerazione urbana e il nuovo Testo Unico siano respinte (...) Occorre ripristinare l’effettiva capacità degli enti pubblici di governare i processi di trasformazione dei territori e di vincolare le istituzioni pubbliche alla trasparenza e al mandato degli elettori.
È fondamentale una riforma organica della legge nazionale per bloccare il consumo di suolo (...) Serve una nuova urbanistica tesa alla giustizia spaziale e al riequilibrio territoriale, una nuova cultura civile e una vera sensibilità ambientale, per Milano, per le città e i territori del Paese".

Sottoscriviamo anche noi - cittadini, comitati, associazioni - l'appello dei 200 professori,  per chiedere trasformazioni urbane e territoriali finalmente orientate agli abitanti, alla giustizia sociale e ambientale. E per unire le città e i territori italiani in una lotta comune contro la rapina dello spazio e dei servizi pubblici. 

La lettera-appello dei 200 professori è pubblicata integralmente a questo link: https://www.editorialedomani.it/fatti/milano-oltre-200-firme-per-fermare-grandi-progetti-urbanistici

 

 

Questa petizione è promossa da "Facciamo l'appello - Stop al consumo di suolo", Milano. Rete di comitati e associazioni per l'azzeramento del consumo di suolo (https://www.facebook.com/facciamolappello).

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Facciamo l'appello - rete per Milano verde ed equaPromotore della petizione"Facciamo l'Appello - rete per Milano verde ed equa" è una rete di comitati e associazioni che si batte per l'azzeramento del consumo di suolo e la giustizia ambientale e sociale

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Invitiamo singoli cittadini, comitati civici ed associazioni a sostenere con la propria firma la lettera-appello con la quale 200 professori universitari ed altre personalità - urbanisti, giuristi, sociologi ed altri -  chiedono una radicale svolta nelle politiche urbanistiche di Milano e di tutta Italia.  La lettera infatti parte dalla situazione milanese per poi allargare lo sguardo a quella nazionale.  

Al centro delle critiche dei 200 sottoscrittori c'è la modalità con cui negli ultimi anni è stata trasformata Milano, un modello che ha compromesso la qualità urbana, aggravato le disuguaglianze sociali e sacrificato l’interesse pubblico a quello privato, come è emerso prepotentemente dalle recenti inchieste sull'urbanistica milanese. 

Col loro appello, i 200 invitano anche l’amministrazione comunale milanese, le istituzioni politiche e il governo nazionale a sospendere taluni progetti in corso – in primis la vendita dello stadio Meazza a San Siro ma anche lo sviluppo degli ex scali ferroviari, la Goccia della Bovisa, la trasformazione di piazzale Loreto, la BEIC-Biblioteca Europea ed altri – per imprimere una direzione diversa, trasparente e democratica, alla trasformazione di quelle aree e della città in generale, rilanciando un’urbanistica fondata su equità, giustizia ambientale e diritto all’abitare.

Si passa, poi, alla situazione nazionale: "Chiediamo, soprattutto, che le pressioni per deregolamentare la normativa urbanistica nazionale e il Testo unico dell’Edilizia attraverso la legge sulla Rigenerazione urbana e il nuovo Testo Unico siano respinte (...) Occorre ripristinare l’effettiva capacità degli enti pubblici di governare i processi di trasformazione dei territori e di vincolare le istituzioni pubbliche alla trasparenza e al mandato degli elettori.
È fondamentale una riforma organica della legge nazionale per bloccare il consumo di suolo (...) Serve una nuova urbanistica tesa alla giustizia spaziale e al riequilibrio territoriale, una nuova cultura civile e una vera sensibilità ambientale, per Milano, per le città e i territori del Paese".

Sottoscriviamo anche noi - cittadini, comitati, associazioni - l'appello dei 200 professori,  per chiedere trasformazioni urbane e territoriali finalmente orientate agli abitanti, alla giustizia sociale e ambientale. E per unire le città e i territori italiani in una lotta comune contro la rapina dello spazio e dei servizi pubblici. 

La lettera-appello dei 200 professori è pubblicata integralmente a questo link: https://www.editorialedomani.it/fatti/milano-oltre-200-firme-per-fermare-grandi-progetti-urbanistici

 

 

Questa petizione è promossa da "Facciamo l'appello - Stop al consumo di suolo", Milano. Rete di comitati e associazioni per l'azzeramento del consumo di suolo (https://www.facebook.com/facciamolappello).

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