Sostenere Marina Terragni nel suo ruolo di Garante per l'Infanzia e l'Adolescenza

Firmatari recenti
Cla Arguto e altri 19 hanno firmato di recente.

Il problema

Quando si tratta del diritto dei minori alla tutela, non possiamo permetterci di cedere terreno.

Nella nostra  esperienza associativa, caratterizzata dalla raccolta e dall'attento studio in pochi anni di oltre un migliaio di casi giudiziari di affido minori segnati da maltrattamenti domestici ed abusi su minori, abbiamo  visto troppo spesso il diritto alla privacy  dei minori strumentalmente usato come scusa per non proteggere adeguatamente i diritti di denuncia e di ascolto dei bambini e dei ragazzi.

La questione è diventata ancora più urgente ora a causa della situazione che coinvolge Marina Terragni, Garante per l'Infanzia e l'Adolescenza.

Recentemente la Garante  Terragni - estremamente attiva nel considerare i diritti dei minori ad essere  tutelati  dal rischio di provvedimenti giudiziari distorti da junk science e discriminazioni -  è stata oggetto di un'interrogazione parlamentare presentata da alcune senatrici del Partito Democratico (PD), accusata di aver violato la privacy dei "bambini del bosco" . Dopo che da mesi i giornali  parlavano della vicenda, sulla base di documenti giudiziari ed interviste, rilasciate  anche dagli stessi assistenti sociali.

Per capire l'importanza del ruolo del Garante dell'Infanzia  basta pensare a quanti bambini e adolescenti si trovano in situazioni vulnerabili e in attesa di un intervento concreto per la loro protezione, sia prima della denuncia di maltrattamenti, abbandono ed abuso, ma anche dopo gli interventi protettivi dei servizi sociali e del tribunali competenti: interventi in realta'  non raramente rivelatisi non adeguati, a causa di  stereotipi e pregiudizi o valutazioni psicologiche basate su   junk science cosi come e' stato accertato nel 2022 da ben due Commissioni Parlamentari di inchiesta italiane, che per la prima volta hanno evidenziato il rischio di vittimizzazione secondaria sui minori e le madri nell' ambito della tutela giudiziaria: la Commissione parlamentare  sul Femminicidio ed altre forme di violenza domestica presieduta dall'On. Valente (dello stesso PD) e la Commissione cd affidi e case famiglia presieduta dalla On. Cavandoli. 

A novembre 2025 la stessa Relatrice ONU Reem Alsalem venendo in Italia e parlando dinanzi alla Commissione Femminicidio ed in Senato, denunciava le discriminazioni agite a livello istituzionale e giudiziario verso le madri ed i minori, definendo "tortura" l'allontanamento radicale spesso operato dalle istituzioni dei minori dalle loro  madri protettive, alle quali i bambini ed i ragazzi risultano particolarmente attaccate, ma   ritenute "ostative" dai servizi sociali e dal  tribunale verso le istituzioni e/o  l'altro genitore.

Donne punite perche' rivendicano, anche con forza e talvolta polemicita', i loro legittimi diritti e doveri protettivi.

Ma il rivendicare dei diritti e le proprie ragioni, anche se con polemicita', puo' divenire un motivo valido di allontanamento radicale e dunque traumatico dei figli?

Assolutamente NO!

Centinaia di studi accademici internazionali sottolineano la nocivita' di questi interventi, basati sulla pseudoteoria PAS/PA (fra questi vedasi studi di Dallam e Siilberg)

E perche', nel caso dei bambini del bosco, e' stato applicato un trattamento di sradicamento materno cosi diverso da quello riservato al padre dagli stessi Giudici, che pur si e' espresso con altrettanta decisione e veemenza?

L'ennesima discriminazione misogina verso la madre, da cui si pretende una  docilita' ed una obbedienza totale, non pretesa dall'uomo!

Una discriminazione per noi evidente che per di piu' non viene  vista da senatrici di quella sinistra che si fa portavoce dei diritti femministi?

La prevalenza del NO all'ultimo Referendum della Giustizia - specie da parte dei giovani ed anche di elettori di destra - ci ha insegnato il dovere di saper dissentire anche dalle correnti a cui aderiamo, qualunque esse siano, se necessario e quando esse sbagliano, dando un chiaro indirizzo alla politica, verso leggi e prassi piu' giuste ed eque. Specie quando in gioco e' la salute dei bambini!

Il ruolo del Garante è cruciale per salvaguardare i diritti fondamentali di chi non ha voce per farsi ascoltare. Specie quando rischia di essere vittima di discriminazioni in ambito istituzionale.

È fondamentale che un'autorità come quella di Marina Terragni non venga messa in discussione senza motivo.

Il suo lavoro oggi è un pilastro fondamentale nella protezione dei più deboli della nostra società, ed è imperativo sostenerla contro queste accuse che paiono miopi, piuttosto che basate su reali preoccupazioni.

Quindi, invitiamo tutti a unirsi nel firmare questa petizione per esprimere il nostro sostegno a Marina Terragni e assicurare che possa continuare a svolgere il suo lavoro.

 Firma questa petizione e difendi i diritti dei minori insieme a noi.

 

Maison Antigone

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Maison AntigonePromotore della petizioneAssociazione di promozione sociale

712

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Cla Arguto e altri 19 hanno firmato di recente.

Il problema

Quando si tratta del diritto dei minori alla tutela, non possiamo permetterci di cedere terreno.

Nella nostra  esperienza associativa, caratterizzata dalla raccolta e dall'attento studio in pochi anni di oltre un migliaio di casi giudiziari di affido minori segnati da maltrattamenti domestici ed abusi su minori, abbiamo  visto troppo spesso il diritto alla privacy  dei minori strumentalmente usato come scusa per non proteggere adeguatamente i diritti di denuncia e di ascolto dei bambini e dei ragazzi.

La questione è diventata ancora più urgente ora a causa della situazione che coinvolge Marina Terragni, Garante per l'Infanzia e l'Adolescenza.

Recentemente la Garante  Terragni - estremamente attiva nel considerare i diritti dei minori ad essere  tutelati  dal rischio di provvedimenti giudiziari distorti da junk science e discriminazioni -  è stata oggetto di un'interrogazione parlamentare presentata da alcune senatrici del Partito Democratico (PD), accusata di aver violato la privacy dei "bambini del bosco" . Dopo che da mesi i giornali  parlavano della vicenda, sulla base di documenti giudiziari ed interviste, rilasciate  anche dagli stessi assistenti sociali.

Per capire l'importanza del ruolo del Garante dell'Infanzia  basta pensare a quanti bambini e adolescenti si trovano in situazioni vulnerabili e in attesa di un intervento concreto per la loro protezione, sia prima della denuncia di maltrattamenti, abbandono ed abuso, ma anche dopo gli interventi protettivi dei servizi sociali e del tribunali competenti: interventi in realta'  non raramente rivelatisi non adeguati, a causa di  stereotipi e pregiudizi o valutazioni psicologiche basate su   junk science cosi come e' stato accertato nel 2022 da ben due Commissioni Parlamentari di inchiesta italiane, che per la prima volta hanno evidenziato il rischio di vittimizzazione secondaria sui minori e le madri nell' ambito della tutela giudiziaria: la Commissione parlamentare  sul Femminicidio ed altre forme di violenza domestica presieduta dall'On. Valente (dello stesso PD) e la Commissione cd affidi e case famiglia presieduta dalla On. Cavandoli. 

A novembre 2025 la stessa Relatrice ONU Reem Alsalem venendo in Italia e parlando dinanzi alla Commissione Femminicidio ed in Senato, denunciava le discriminazioni agite a livello istituzionale e giudiziario verso le madri ed i minori, definendo "tortura" l'allontanamento radicale spesso operato dalle istituzioni dei minori dalle loro  madri protettive, alle quali i bambini ed i ragazzi risultano particolarmente attaccate, ma   ritenute "ostative" dai servizi sociali e dal  tribunale verso le istituzioni e/o  l'altro genitore.

Donne punite perche' rivendicano, anche con forza e talvolta polemicita', i loro legittimi diritti e doveri protettivi.

Ma il rivendicare dei diritti e le proprie ragioni, anche se con polemicita', puo' divenire un motivo valido di allontanamento radicale e dunque traumatico dei figli?

Assolutamente NO!

Centinaia di studi accademici internazionali sottolineano la nocivita' di questi interventi, basati sulla pseudoteoria PAS/PA (fra questi vedasi studi di Dallam e Siilberg)

E perche', nel caso dei bambini del bosco, e' stato applicato un trattamento di sradicamento materno cosi diverso da quello riservato al padre dagli stessi Giudici, che pur si e' espresso con altrettanta decisione e veemenza?

L'ennesima discriminazione misogina verso la madre, da cui si pretende una  docilita' ed una obbedienza totale, non pretesa dall'uomo!

Una discriminazione per noi evidente che per di piu' non viene  vista da senatrici di quella sinistra che si fa portavoce dei diritti femministi?

La prevalenza del NO all'ultimo Referendum della Giustizia - specie da parte dei giovani ed anche di elettori di destra - ci ha insegnato il dovere di saper dissentire anche dalle correnti a cui aderiamo, qualunque esse siano, se necessario e quando esse sbagliano, dando un chiaro indirizzo alla politica, verso leggi e prassi piu' giuste ed eque. Specie quando in gioco e' la salute dei bambini!

Il ruolo del Garante è cruciale per salvaguardare i diritti fondamentali di chi non ha voce per farsi ascoltare. Specie quando rischia di essere vittima di discriminazioni in ambito istituzionale.

È fondamentale che un'autorità come quella di Marina Terragni non venga messa in discussione senza motivo.

Il suo lavoro oggi è un pilastro fondamentale nella protezione dei più deboli della nostra società, ed è imperativo sostenerla contro queste accuse che paiono miopi, piuttosto che basate su reali preoccupazioni.

Quindi, invitiamo tutti a unirsi nel firmare questa petizione per esprimere il nostro sostegno a Marina Terragni e assicurare che possa continuare a svolgere il suo lavoro.

 Firma questa petizione e difendi i diritti dei minori insieme a noi.

 

Maison Antigone

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63 persone hanno firmato oggi

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