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Petitioning Presidente della Somalia Hassan Sheikh Mohamud

Somalia, giornalisti uccisi e radio chiuse. Difendiamo la libertà di informare

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Il 28 ottobre scorso è morto a Mogadiscio Mohamed Mohamud "Tima Cade" (Testa Bionda), giornalista di Universal TV, ferito tre giorni prima in un agguato nella capitale somala. È il diciannovesimo giornalista ucciso negli ultimi mesi. Una strage di uomini e di libertà sotto gli occhi di un Occidente, che riceve i suoi governanti nelle sue sedi migliori, promettendo loro aiuti e sostegno, senza preoccuparsi della direzione in cui stanno andando la ricostruzione e la riconciliazione nel Paese.

Lo stesso giorno alle 11,30, per ordine del Ministro dell'interno Abdikarim Hussein Guled, cento uomini della polizia politica della Somalia hanno compiuto un raid brutale nella sede di Radio Shabelle malmenando tutti i presenti, fra cui diverse donne, e arrestando trentasei giornalisti su sessantotto costringendo così, di fatto, l'interruzione delle trasmissioni. Con una sola irruzione, peraltro, la polizia politica di Mogadiscio ha determinato anche la chiusura di Sky FM Radio, emittente gemella di Radio Shabelle, che aveva sede nello stesso stabile. Anche l'editore di entrambe le stazioni radio, Abdi Malik Yusuf Mohamud, è stato arrestato. Tutti gli strumenti, incluso l'archivio radiofonico ed il server delle trasmissioni, sono stati prelevati. Perfino la cassaforte, con trecentosettanta dollari, è stata svuotata.

La chiusura degli organi di stampa rischia di vedere ripiombare la Somalia nel medio evo dal quale prova faticosamente ad uscire. Per questo Articolo21, attraverso la giornalista Shukri Said, lancia questo appello rivolto al presidente somalo affinché cessi immediatamente la violenza esercitata nei confronti della libera informazione e si garantisca agli operatori di media, radio e giornali di poter svolgere liberamente il proprio lavoro per dare ai cittadini somali e al resto del mondo la possibilità di conoscere i fatti.

www.articolo21.info

Letter to
Presidente della Somalia Hassan Sheikh Mohamud
Somalia, giornalisti uccisi e radio chiuse. Difendiamo la libertà di informare

Il 28 ottobre scorso è morto a Mogadiscio Mohamed Mohamud "Tima Cade" (Testa Bionda), giornalista di Universal TV, ferito tre giorni prima in un agguato nella capitale somala. È il diciannovesimo giornalista ucciso negli ultimi mesi. Una strage di uomini e di libertà sotto gli occhi di un Occidente, che riceve i suoi governanti nelle sue sedi migliori, promettendo loro aiuti e sostegno, senza preoccuparsi della direzione in cui stanno andando la ricostruzione e la riconciliazione nel Paese.

Lo stesso giorno alle 11,30, per ordine del Ministro dell'interno Abdikarim Hussein Guled, cento uomini della polizia politica della Somalia hanno compiuto un raid brutale nella sede di Radio Shabelle malmenando tutti i presenti, fra cui diverse donne, e arrestando trentasei giornalisti su sessantotto costringendo così, di fatto, l'interruzione delle trasmissioni. Con una sola irruzione, peraltro, la polizia politica di Mogadiscio ha determinato anche la chiusura di Sky FM Radio, emittente gemella di Radio Shabelle, che aveva sede nello stesso stabile. Anche l'editore di entrambe le stazioni radio, Abdi Malik Yusuf Mohamud, è stato arrestato. Tutti gli strumenti, incluso l'archivio radiofonico ed il server delle trasmissioni, sono stati prelevati. Perfino la cassaforte, con trecentosettanta dollari, è stata svuotata.

La chiusura degli organi di stampa rischia di vedere ripiombare la Somalia nel medio evo dal quale prova faticosamente ad uscire. Per questo Articolo21, attraverso la giornalista Shukri Said, lancia questo appello rivolto al presidente somalo affinché cessi immediatamente la violenza esercitata nei confronti della libera informazione e si garantisca agli operatori di media, radio e giornali di poter svolgere liberamente il proprio lavoro per dare ai cittadini somali e al resto del mondo la possibilità di conoscere i fatti.