SOLIDARIETÀ AI CITTADINI DI BAGNOLI PER LE VIOLENZE (VERE) SUBITE

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Luigi Panzuto e altri 9 hanno firmato di recente.

Il problema

SOLIDARIETÀ AI CITTADINI DI BAGNOLI PER LE VIOLENZE (VERE) SUBITE

Esprimiamo la nostra piena solidarietà alla popolazione di Bagnoli, oggi colpita non solo dagli effetti del bradisismo, ma dalle azioni ed inazioni pubbliche di chi ricopre contemporaneamente il ruolo di sindaco e commissario di governo.

DUE RUOLI, DUE RESPONSABILITÀ, UN SOLO DISASTRO

Come sindaco, Manfredi risponde di una città abbandonata al degrado e dell'inerzia totale sul bradisismo.

La pesante crisi bradisismica è stata affrontata dalle istituzioni locali e nazionali con irritante passività: non c'è stata informazione chiara, prevenzione adeguata né accompagnamento sociale. Solo incertezze, silenzi e interventi emergenziali calati dall'alto.

Come sindaco, Manfredi è la massima autorità locale di Protezione Civile, responsabile delle ordinanze di sgombero e dell’assistenza alla popolazione. Gli sfollati del bradisismo, inizialmente ospitati in alberghi o sostenuti dal Contributo di Autonoma Sistemazione, denunciano oggi mesi di abbandono: contributi bloccati, ritardi nei pagamenti, mancanza di alternative abitative. Il Comune di Napoli non ha predisposto un piano strutturale per gli alloggi temporanei, delegando tutto al mercato privato e agli affitti gonfiati dall’emergenza.

 Il 27 dicembre 2025 è crollata l'intera facciata di un palazzo all'angolo tra via Bagnoli e via Diomede Carafa. L'edificio, vuoto da anni e inagibile, era stato transennato già nel 2022. Il crollo ha costretto all'evacuazione immediata di quattro famiglie residenti negli stabili adiacenti, per un totale di 11 persone tra cui tre bambini. I residenti denunciavano da sette anni, ma le segnalazioni sono state sempre ignorate. Il palazzo era stato segnalato dall'ex presidente della decima Municipalità direttamente al sindaco Manfredi e all'assessore ai Lavori pubblici Edoardo Cosenza.

Il 4 gennaio 2026, a soli otto giorni dal crollo di via Bagnoli, un'altra emergenza: in via Silio Italico una perdita della rete idrica ha causato lo sprofondamento del viale d'accesso al civico 33 e il crollo parziale del muro di confine. Quattro famiglie evacuate, tra cui una persona disabile, abbandonate senza assistenza per 48 ore sotto la pioggia. Nessun punto di accoglienza, nessun intervento dei servizi sociali. La Protezione Civile è arrivata sette ore dopo. Le famiglie ancora oggi non hanno potuto rientrare nelle loro case.

Le strade di Napoli e di Bagnoli si aprono letteralmente. Tra gennaio e febbraio 2026 si sono verificate multiple voragini stradali a Bagnoli a causa del transito incessante dei mezzi pesanti diretti ai cantieri dell'America's Cup.

La prima voragine si è aperta in via Bagnoli il 29 gennaio. Dopo il rattoppo, la strada ha ceduto nuovamente il giorno successivo. I camion dell'America's Cup sono stati dirottati in via Cocchia, dove si sono immediatamente registrati nuovi dissesti stradali. Inoltre, già il 25 novembre 2025 una frana aveva chiuso via Agnano agli Astroni, arteria fondamentale tra Bagnoli, Agnano e Fuorigrotta. La strada rimane chiusa ancora oggi, a oltre due mesi dal crollo, con il traffico completamente congestionato.

Dall'inizio di gennaio centinaia di camion ogni giorno attraversano le strade di Bagnoli, creando disagi alla viabilità, intasando a tutte le ore persino le arterie più larghe, in un territorio che ha il bradisismo come fenomeno peculiare. Il piano di evacuazione dei Campi Flegrei prevede che i residenti di Bagnoli evacuino attraverso i gate di Agnano e Italia '90 sulla Tangenziale di Napoli. Le stesse strade oggi congestionate dal traffico pesante dell'America's Cup, le stesse strade già chiuse per frane e dissesti, sono le vie di fuga che in caso di emergenza bradisismica dovrebbero salvare migliaia di persone.

In condizioni di emergenza, una trappola mortale.

Come sindaco, Manfredi è chiamato a rispettare i cittadini che l'hanno eletto. Il 24 settembre 2025 era stato approvato all'unanimità un ordine del giorno per la convocazione di un Consiglio comunale partecipato con la comunità di Bagnoli. Antonio Bassolino ha richiamato questo ordine del giorno a fine gennaio 2026 chiedendo la convocazione immediata. Il consiglio è stato tuttavia convocato per il 3 marzo, mentre la scadenza per la consegna delle aree alle squadre dell'America's Cup è aprile-maggio 2026, data non prorogabile. Convocare il Consiglio Comunale a ridosso della scadenza dei lavori, dopo aver rifiutato per mesi il confronto con i cittadini, non è forse violenza istituzionale?

In qualità di commissario per Bagnoli, Manfredi incarna inoltre la concentrazione di poteri e responsabilità: è interlocutore del Governo per il Decreto Campi Flegrei e, al tempo stesso, garante di una bonifica che resta incompiuta. Per i cittadini, questo doppio ruolo significa una sola cosa: nessuna risposta politica, nessuna tutela concreta, nessuna casa sicura.

Come commissario di governo, Manfredi tradisce inoltre gli strumenti di governo del territorio che, come sindaco, dovrebbe tutelare. Il PUC e il Piano Regolatore Generale indicano per Bagnoli: spiaggia pubblica, grande bosco urbano, restituzione del suolo alla città dopo oltre ottant'anni di uso industriale. Quelle promesse - risarcimento storico per una comunità sacrificata - vengono oggi negate dai provvedimenti commissariali.

LA BONIFICA TRADITA

La bonifica di Bagnoli presenta gravi criticità che sollevano dubbi sulla trasparenza e sulla sicurezza dell'operazione. L'appalto da 269 milioni di euro è stato affidato a un Raggruppamento Temporaneo di Imprese con profili problematici: società con precedenti giudiziari per corruzione e omicidi colposi sul lavoro, collegamenti con aree storicamente segnate dalla presenza della criminalità organizzata, dirigenti con ruoli passati negli apparati di sicurezza dello Stato.

Ma l'aspetto più scandaloso riguarda il Gruppo Caltagirone, proprietario dell'area ex Cementir inquinata, ceduta a "titolo gratuito" alla società Invitalia. Nonostante la Legge 22/1996 stabilisca il principio "chi inquina paga", e nonostante il Gruppo Caltagirone abbia perso tutte le battaglie legali contro il Comune di Napoli che esigeva il rispetto di questo principio, il commissario Manfredi ha negoziato una soluzione che ribalta la situazione: lo Stato acquisisce l'onere della bonifica da 269 milioni di euro e affida la gara a un RTI che include Vianini Lavori S.p.A., società del gruppo Caltagirone.
Da "chi inquina paga" a "chi inquina viene pagato per disinquinare".

LA CONTAMINAZIONE NASCOSTA

Come sindaco, Manfredi ha un ruolo di controllo, informazione e intervento a tutela dei residenti e della loro salute.
Grazie alla sua azione come commissario di governo, I cittadini stanno convivendo con lavori sulla colmata a mare contaminata da idrocarburi policiclici aromatici e policlorobifenili

Secondo le perizie ISPRA, nella colmata sono presenti sostanze tossiche e cancerogene che i cantieri stanno movimentando senza adeguate protezioni per la popolazione. Le polveri sottili sollevate dai lavori hanno superato di oltre il doppio il limite massimo per la salute nei giorni 2, 4 e 5 febbraio 2026. Gli agenti di polizia municipale sono stati costretti a indossare mascherine. I residenti denunciano: "Sui balconi troviamo polvere nera e l'aria è pesante, si fa fatica a respirare".

L'area Ex-Eternit custodisce 16 ettari con 150.000 metri cubi di amianto frammisto al terreno. I lavoratori sono obbligati a usare DPI perché i cantieri sollevano fibre di amianto friabile e polveri tossiche che il vento e i mezzi pesanti disperdono nell'aria. Questo espone lavoratori e cittadini a potenziali agenti cancerogeni: i primi sul cantiere, i secondi nelle proprie case. Bagnoli ha già un'incidenza molto più alta del normale di mesotelioma, tumore causato dall'amianto. Questi lavori stanno aggravando un'emergenza sanitaria già drammatica.

I lavori inquinano aria e mare, mettendo in pericolo sia i lavoratori che i cittadini. In assenza di un progetto sulla successiva rimozione delle opere della Coppa America, le opere vengono classificate come "temporanee" e questo viene utilizzato per evitare la Valutazione di Impatto Ambientale (VIA), ma le polveri e le sostanze tossiche che i cittadini respirano durante i lavori si depositano definitivamente nei loro polmoni. 

Temporanea è (forse) la struttura, permanente è il danno alla salute.

LA STRUMENTALIZZAZIONE VERGOGNOSA

Sabato 7 febbraio migliaia di cittadini hanno manifestato pacificamente. Gli attivisti sono entrati nel cantiere prelevando campioni di terreno e di guaina dalla colmata per farli analizzare da organismi indipendenti, in modo da conoscere un pezzetto di verità in questa grande ipocrisia istituzionale. Sul cantiere è apparsa la scritta "Nella colmata mettiamoci Manfredi".

La risposta? Schlein, Conte, Fico, De Luca, Cirielli, Falconio hanno espresso solidarietà al sindaco definendo la scritta "minaccia choc", "atto vigliacco", evocando persino "la modalità mafiosa con cui si facevano sparire i cadaveri".

Questi politici esprimono solidarietà alla persona sbagliata e ignorano le vere violenze:

  • Emergenza bradisismica storica affrontata con improvvisazione e inerzia totale;
  • Mancata messa in sicurezza degli edifici vulnerabili nonostante decenni di segnali d'allarme;
  • Nessun piano organico di evacuazione preventiva nelle zone a rischio sismico;
  • Sovrapposizione di cantieri pesanti per l'America's Cup su un territorio in crisi sismica;
  • Due palazzi crollati dopo segnalazioni ignorate per anni;
  • Voragini multiple per traffico pesante su strade mal manutenute;
  • Vie di evacuazione congestionate e chiuse proprio dove dovrebbero garantire la salvezza;
  • Tradimento della bonifica: 11 anni persi, nessuna trasparenza;
  • Cantieri senza VIA e senza confronto;
  • Polveri nere che superano i limiti, polizia municipale costretta a usare mascherine;
  • Lavori che inquinano aria e mare;
  • Appalti da 269 milioni a RTI con precedenti giudiziari;
  • L'inquinatore Caltagirone che viene pagato per bonificare.

L'ASSALTO SPECULATIVO

I dati confermano un preciso disegno di turistificazione e gentrificazione. Secondo Piergaetano Orlando di Aigo Confesercenti, nel 2025 le richieste di apertura di case vacanza a Bagnoli sono aumentate del 30%. Fondi immobiliari britannici cercano palazzi da convertire in strutture turistiche, tour operator stranieri prenotano camere vista mare per le regate, agenzie immobiliari ricevono mandati per acquistare "grattacieli" in ottica America's Cup.

La vicesindaca Laura Lieto stessa ha documentato che a Napoli, tra il 2018 e il 2024, gli affitti sono aumentati del 17-25%. Ottomila appartamenti nel centro storico sono destinati esclusivamente ai turisti. Lieto ha parlato apertamente del rischio di "turistificazione dell'intera città", fenomeno che ora si espande verso Bagnoli e Fuorigrotta.

E mentre la speculazione avanza, gli sfratti esplodono: a Napoli ci sono circa 8.000 provvedimenti di sfratto in attesa di esecuzione, di cui 5.000 per morosità. Nel solo 2024 Napoli ha registrato +598 sfratti rispetto al 2023, il maggior incremento in Italia. Negli ultimi quattro anni le esecuzioni per morosità sono aumentate del 70%.

L'improvvisazione sul bradisismo, la difficoltà di accedere ai finanziamenti per la messa in sicurezza degli edifici, la congestione e chiusura delle vie di fuga, l'abbandono delle famiglie evacuate creano le condizioni perfette per svuotare il quartiere: proprietari terrorizzati e costretti a vendere per paura o impossibilità di mettere in sicurezza, inquilini sfrattati, abitazioni trasformate in B&B e alberghi. 

Un quartiere popolare sacrificato sull'altare della rendita, non solo immobiliare.

A Elly Schlein, Giuseppe Conte, Roberto Fico, Piero De Luca, Edmondo Cirielli, Dino Falconio, Mario Casillo, Gennaro Sangiuliano, Marco Sarracino, Valeria Valente, Bruna Fiola, Francesco Morra, Enzo Maraio, Clemente Mastella e a tutti i gruppi consiliari e a coloro che hanno espresso solidarietà al sindaco per una scritta su un muro, diciamo: indirizzate la vostra solidarietà dove serve davvero. 

Ai cittadini di Bagnoli e ai lavoratori dei cantieri, tutti esposti all'amianto e alle altre sostanze tossiche.

La vera violenza è ignorare un'emergenza bradisismica storica sovrapponendole cantieri pesanti, lasciare crollare palazzi, abbandonare famiglie evacuate senza assistenza, tradire il Piano Regolatore, affidare bonifiche a società con precedenti giudiziari, ribaltare il principio "chi inquina paga" in "chi inquina viene pagato", svuotare un quartiere popolare per farne un resort turistico, congestionare e chiudere le vie di evacuazione in un'area a rischio bradisismico.

La vera violenza non è una scritta: è il tradimento della rappresentanza compiuto da una politica e un’amministrazione che hanno smesso di difendere chi li ha eletti.

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SOLIDARIETÀ AI CITTADINI DI BAGNOLI PER LE VIOLENZE (VERE) SUBITE

Esprimiamo la nostra piena solidarietà alla popolazione di Bagnoli, oggi colpita non solo dagli effetti del bradisismo, ma dalle azioni ed inazioni pubbliche di chi ricopre contemporaneamente il ruolo di sindaco e commissario di governo.

DUE RUOLI, DUE RESPONSABILITÀ, UN SOLO DISASTRO

Come sindaco, Manfredi risponde di una città abbandonata al degrado e dell'inerzia totale sul bradisismo.

La pesante crisi bradisismica è stata affrontata dalle istituzioni locali e nazionali con irritante passività: non c'è stata informazione chiara, prevenzione adeguata né accompagnamento sociale. Solo incertezze, silenzi e interventi emergenziali calati dall'alto.

Come sindaco, Manfredi è la massima autorità locale di Protezione Civile, responsabile delle ordinanze di sgombero e dell’assistenza alla popolazione. Gli sfollati del bradisismo, inizialmente ospitati in alberghi o sostenuti dal Contributo di Autonoma Sistemazione, denunciano oggi mesi di abbandono: contributi bloccati, ritardi nei pagamenti, mancanza di alternative abitative. Il Comune di Napoli non ha predisposto un piano strutturale per gli alloggi temporanei, delegando tutto al mercato privato e agli affitti gonfiati dall’emergenza.

 Il 27 dicembre 2025 è crollata l'intera facciata di un palazzo all'angolo tra via Bagnoli e via Diomede Carafa. L'edificio, vuoto da anni e inagibile, era stato transennato già nel 2022. Il crollo ha costretto all'evacuazione immediata di quattro famiglie residenti negli stabili adiacenti, per un totale di 11 persone tra cui tre bambini. I residenti denunciavano da sette anni, ma le segnalazioni sono state sempre ignorate. Il palazzo era stato segnalato dall'ex presidente della decima Municipalità direttamente al sindaco Manfredi e all'assessore ai Lavori pubblici Edoardo Cosenza.

Il 4 gennaio 2026, a soli otto giorni dal crollo di via Bagnoli, un'altra emergenza: in via Silio Italico una perdita della rete idrica ha causato lo sprofondamento del viale d'accesso al civico 33 e il crollo parziale del muro di confine. Quattro famiglie evacuate, tra cui una persona disabile, abbandonate senza assistenza per 48 ore sotto la pioggia. Nessun punto di accoglienza, nessun intervento dei servizi sociali. La Protezione Civile è arrivata sette ore dopo. Le famiglie ancora oggi non hanno potuto rientrare nelle loro case.

Le strade di Napoli e di Bagnoli si aprono letteralmente. Tra gennaio e febbraio 2026 si sono verificate multiple voragini stradali a Bagnoli a causa del transito incessante dei mezzi pesanti diretti ai cantieri dell'America's Cup.

La prima voragine si è aperta in via Bagnoli il 29 gennaio. Dopo il rattoppo, la strada ha ceduto nuovamente il giorno successivo. I camion dell'America's Cup sono stati dirottati in via Cocchia, dove si sono immediatamente registrati nuovi dissesti stradali. Inoltre, già il 25 novembre 2025 una frana aveva chiuso via Agnano agli Astroni, arteria fondamentale tra Bagnoli, Agnano e Fuorigrotta. La strada rimane chiusa ancora oggi, a oltre due mesi dal crollo, con il traffico completamente congestionato.

Dall'inizio di gennaio centinaia di camion ogni giorno attraversano le strade di Bagnoli, creando disagi alla viabilità, intasando a tutte le ore persino le arterie più larghe, in un territorio che ha il bradisismo come fenomeno peculiare. Il piano di evacuazione dei Campi Flegrei prevede che i residenti di Bagnoli evacuino attraverso i gate di Agnano e Italia '90 sulla Tangenziale di Napoli. Le stesse strade oggi congestionate dal traffico pesante dell'America's Cup, le stesse strade già chiuse per frane e dissesti, sono le vie di fuga che in caso di emergenza bradisismica dovrebbero salvare migliaia di persone.

In condizioni di emergenza, una trappola mortale.

Come sindaco, Manfredi è chiamato a rispettare i cittadini che l'hanno eletto. Il 24 settembre 2025 era stato approvato all'unanimità un ordine del giorno per la convocazione di un Consiglio comunale partecipato con la comunità di Bagnoli. Antonio Bassolino ha richiamato questo ordine del giorno a fine gennaio 2026 chiedendo la convocazione immediata. Il consiglio è stato tuttavia convocato per il 3 marzo, mentre la scadenza per la consegna delle aree alle squadre dell'America's Cup è aprile-maggio 2026, data non prorogabile. Convocare il Consiglio Comunale a ridosso della scadenza dei lavori, dopo aver rifiutato per mesi il confronto con i cittadini, non è forse violenza istituzionale?

In qualità di commissario per Bagnoli, Manfredi incarna inoltre la concentrazione di poteri e responsabilità: è interlocutore del Governo per il Decreto Campi Flegrei e, al tempo stesso, garante di una bonifica che resta incompiuta. Per i cittadini, questo doppio ruolo significa una sola cosa: nessuna risposta politica, nessuna tutela concreta, nessuna casa sicura.

Come commissario di governo, Manfredi tradisce inoltre gli strumenti di governo del territorio che, come sindaco, dovrebbe tutelare. Il PUC e il Piano Regolatore Generale indicano per Bagnoli: spiaggia pubblica, grande bosco urbano, restituzione del suolo alla città dopo oltre ottant'anni di uso industriale. Quelle promesse - risarcimento storico per una comunità sacrificata - vengono oggi negate dai provvedimenti commissariali.

LA BONIFICA TRADITA

La bonifica di Bagnoli presenta gravi criticità che sollevano dubbi sulla trasparenza e sulla sicurezza dell'operazione. L'appalto da 269 milioni di euro è stato affidato a un Raggruppamento Temporaneo di Imprese con profili problematici: società con precedenti giudiziari per corruzione e omicidi colposi sul lavoro, collegamenti con aree storicamente segnate dalla presenza della criminalità organizzata, dirigenti con ruoli passati negli apparati di sicurezza dello Stato.

Ma l'aspetto più scandaloso riguarda il Gruppo Caltagirone, proprietario dell'area ex Cementir inquinata, ceduta a "titolo gratuito" alla società Invitalia. Nonostante la Legge 22/1996 stabilisca il principio "chi inquina paga", e nonostante il Gruppo Caltagirone abbia perso tutte le battaglie legali contro il Comune di Napoli che esigeva il rispetto di questo principio, il commissario Manfredi ha negoziato una soluzione che ribalta la situazione: lo Stato acquisisce l'onere della bonifica da 269 milioni di euro e affida la gara a un RTI che include Vianini Lavori S.p.A., società del gruppo Caltagirone.
Da "chi inquina paga" a "chi inquina viene pagato per disinquinare".

LA CONTAMINAZIONE NASCOSTA

Come sindaco, Manfredi ha un ruolo di controllo, informazione e intervento a tutela dei residenti e della loro salute.
Grazie alla sua azione come commissario di governo, I cittadini stanno convivendo con lavori sulla colmata a mare contaminata da idrocarburi policiclici aromatici e policlorobifenili

Secondo le perizie ISPRA, nella colmata sono presenti sostanze tossiche e cancerogene che i cantieri stanno movimentando senza adeguate protezioni per la popolazione. Le polveri sottili sollevate dai lavori hanno superato di oltre il doppio il limite massimo per la salute nei giorni 2, 4 e 5 febbraio 2026. Gli agenti di polizia municipale sono stati costretti a indossare mascherine. I residenti denunciano: "Sui balconi troviamo polvere nera e l'aria è pesante, si fa fatica a respirare".

L'area Ex-Eternit custodisce 16 ettari con 150.000 metri cubi di amianto frammisto al terreno. I lavoratori sono obbligati a usare DPI perché i cantieri sollevano fibre di amianto friabile e polveri tossiche che il vento e i mezzi pesanti disperdono nell'aria. Questo espone lavoratori e cittadini a potenziali agenti cancerogeni: i primi sul cantiere, i secondi nelle proprie case. Bagnoli ha già un'incidenza molto più alta del normale di mesotelioma, tumore causato dall'amianto. Questi lavori stanno aggravando un'emergenza sanitaria già drammatica.

I lavori inquinano aria e mare, mettendo in pericolo sia i lavoratori che i cittadini. In assenza di un progetto sulla successiva rimozione delle opere della Coppa America, le opere vengono classificate come "temporanee" e questo viene utilizzato per evitare la Valutazione di Impatto Ambientale (VIA), ma le polveri e le sostanze tossiche che i cittadini respirano durante i lavori si depositano definitivamente nei loro polmoni. 

Temporanea è (forse) la struttura, permanente è il danno alla salute.

LA STRUMENTALIZZAZIONE VERGOGNOSA

Sabato 7 febbraio migliaia di cittadini hanno manifestato pacificamente. Gli attivisti sono entrati nel cantiere prelevando campioni di terreno e di guaina dalla colmata per farli analizzare da organismi indipendenti, in modo da conoscere un pezzetto di verità in questa grande ipocrisia istituzionale. Sul cantiere è apparsa la scritta "Nella colmata mettiamoci Manfredi".

La risposta? Schlein, Conte, Fico, De Luca, Cirielli, Falconio hanno espresso solidarietà al sindaco definendo la scritta "minaccia choc", "atto vigliacco", evocando persino "la modalità mafiosa con cui si facevano sparire i cadaveri".

Questi politici esprimono solidarietà alla persona sbagliata e ignorano le vere violenze:

  • Emergenza bradisismica storica affrontata con improvvisazione e inerzia totale;
  • Mancata messa in sicurezza degli edifici vulnerabili nonostante decenni di segnali d'allarme;
  • Nessun piano organico di evacuazione preventiva nelle zone a rischio sismico;
  • Sovrapposizione di cantieri pesanti per l'America's Cup su un territorio in crisi sismica;
  • Due palazzi crollati dopo segnalazioni ignorate per anni;
  • Voragini multiple per traffico pesante su strade mal manutenute;
  • Vie di evacuazione congestionate e chiuse proprio dove dovrebbero garantire la salvezza;
  • Tradimento della bonifica: 11 anni persi, nessuna trasparenza;
  • Cantieri senza VIA e senza confronto;
  • Polveri nere che superano i limiti, polizia municipale costretta a usare mascherine;
  • Lavori che inquinano aria e mare;
  • Appalti da 269 milioni a RTI con precedenti giudiziari;
  • L'inquinatore Caltagirone che viene pagato per bonificare.

L'ASSALTO SPECULATIVO

I dati confermano un preciso disegno di turistificazione e gentrificazione. Secondo Piergaetano Orlando di Aigo Confesercenti, nel 2025 le richieste di apertura di case vacanza a Bagnoli sono aumentate del 30%. Fondi immobiliari britannici cercano palazzi da convertire in strutture turistiche, tour operator stranieri prenotano camere vista mare per le regate, agenzie immobiliari ricevono mandati per acquistare "grattacieli" in ottica America's Cup.

La vicesindaca Laura Lieto stessa ha documentato che a Napoli, tra il 2018 e il 2024, gli affitti sono aumentati del 17-25%. Ottomila appartamenti nel centro storico sono destinati esclusivamente ai turisti. Lieto ha parlato apertamente del rischio di "turistificazione dell'intera città", fenomeno che ora si espande verso Bagnoli e Fuorigrotta.

E mentre la speculazione avanza, gli sfratti esplodono: a Napoli ci sono circa 8.000 provvedimenti di sfratto in attesa di esecuzione, di cui 5.000 per morosità. Nel solo 2024 Napoli ha registrato +598 sfratti rispetto al 2023, il maggior incremento in Italia. Negli ultimi quattro anni le esecuzioni per morosità sono aumentate del 70%.

L'improvvisazione sul bradisismo, la difficoltà di accedere ai finanziamenti per la messa in sicurezza degli edifici, la congestione e chiusura delle vie di fuga, l'abbandono delle famiglie evacuate creano le condizioni perfette per svuotare il quartiere: proprietari terrorizzati e costretti a vendere per paura o impossibilità di mettere in sicurezza, inquilini sfrattati, abitazioni trasformate in B&B e alberghi. 

Un quartiere popolare sacrificato sull'altare della rendita, non solo immobiliare.

A Elly Schlein, Giuseppe Conte, Roberto Fico, Piero De Luca, Edmondo Cirielli, Dino Falconio, Mario Casillo, Gennaro Sangiuliano, Marco Sarracino, Valeria Valente, Bruna Fiola, Francesco Morra, Enzo Maraio, Clemente Mastella e a tutti i gruppi consiliari e a coloro che hanno espresso solidarietà al sindaco per una scritta su un muro, diciamo: indirizzate la vostra solidarietà dove serve davvero. 

Ai cittadini di Bagnoli e ai lavoratori dei cantieri, tutti esposti all'amianto e alle altre sostanze tossiche.

La vera violenza è ignorare un'emergenza bradisismica storica sovrapponendole cantieri pesanti, lasciare crollare palazzi, abbandonare famiglie evacuate senza assistenza, tradire il Piano Regolatore, affidare bonifiche a società con precedenti giudiziari, ribaltare il principio "chi inquina paga" in "chi inquina viene pagato", svuotare un quartiere popolare per farne un resort turistico, congestionare e chiudere le vie di evacuazione in un'area a rischio bradisismico.

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I cittadini napoletani
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Petizione creata in data 8 febbraio 2026