tutti i cittadini
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Il problema
Appello contro la violenza sulle donne (22 febbraio 2021)
La violenza contro le donne non è una questione che riguarda altri. E’ un problema di noi uomini. E’ ora di prenderne atto. Riguarda mariti ed ex mariti, compagni che non lo sono più, parenti e amici che si rivelano aguzzini. Maschi incapaci di gestire la frustrazione di un abbandono, di accettare la libertà delle donne, di convivere con l’autonomia femminile e che senza alcuna giustificazione insultano, aggrediscono, picchiano, uccidono.
E non ci si può giustificare con l’incapacità di controllare la rabbia. Il problema è molto più profondo e affonda le sue radici in una società e in una cultura in cui la prevaricazione maschile, l’asimmetria della relazione, l’assenza della parità di genere sono fenomeni socialmente accettati. Siamo noi uomini gli attori di comunità che ancora oggi non riconoscono l’uguaglianza e la pari dignità tra uomini e donne e in modo più o meno esplicito sdoganano offese sessuali, insulti sessisti e fanno passare come normale un linguaggio che offende la dignità delle donne.
La brutale uccisione di Deborah, ammazzata dall’ex compagno, è solo l’ultima in un elenco drammatico di violenza di fronte a cui dobbiamo sentirci chiamati in causa in prima persona. E non bastano più parole di circostanza. Dobbiamo sentirci responsabili di non aver educato i nostri figli alla cultura del rispetto e non aver sostenuto le nostre figlie, amiche, compagne nella loro lotta per l’uguaglianza, per essere rimasti in silenzio di fronte a parole e azioni che feriscono e uccidono.
Noi uomini, mariti, figli, padri, giovani e anziani, siamo chiamati ad una netta assunzione di responsabilità pubblica, una presa di coscienza e un’azione a fianco di tutte le donne per costruire da oggi, ciascuno di noi nella propria dimensione privata e nell’esercizio del proprio ruolo sociale, una società trentina che condanna la violenza di genere, che si impegna a fianco delle donne per costruire una cultura del rispetto delle differenze. Servono condanne, ma serve soprattutto che noi uomini agiamo dentro le nostre famiglie, sui luoghi di lavoro, nei luoghi della politica e dell’informazione, nelle aule legislative e nei tribunali per costruire una svolta nei comportamenti di ciascuno di noi. Serve fare educazione alle pari opportunità e contro la violenza sulle donne in tutte le scuole.
Le nostre mani non siano più armi, ma strumenti per costruire una società in cui la parità e il rispetto tra i generi diventino realtà ogni giorno.
Walter Alotti
Giuseppe Bertolini
Alessandro Betta
don Cristiano Bettega
Michele Bezzi
Piergiorgio Bortolotti
Mario Bortot
Matteo Borzaga
Paolo Collini
Emanuele Corn
Lorenzo De Preto
Beppe Ferrandi
Maurizio Fugatti
Andrea Grosselli
Franco Ianeselli
Andrea La Malfa
Alex Marini
Fausto Manzana
Andrea Miniucchi
Luca Oliver
Alessandro Olivi
Roberto Oss Emer
Enrico Paissan
Massimiliano Pilati
Carlo Plotegher
Mauro Previdi
Ugo Rossi
Roberto Simoni
Paolo Silvestri
Giorgio Tonini
Francesco Valduga
Paolo Zanella
Luca Zeni

Il problema
Appello contro la violenza sulle donne (22 febbraio 2021)
La violenza contro le donne non è una questione che riguarda altri. E’ un problema di noi uomini. E’ ora di prenderne atto. Riguarda mariti ed ex mariti, compagni che non lo sono più, parenti e amici che si rivelano aguzzini. Maschi incapaci di gestire la frustrazione di un abbandono, di accettare la libertà delle donne, di convivere con l’autonomia femminile e che senza alcuna giustificazione insultano, aggrediscono, picchiano, uccidono.
E non ci si può giustificare con l’incapacità di controllare la rabbia. Il problema è molto più profondo e affonda le sue radici in una società e in una cultura in cui la prevaricazione maschile, l’asimmetria della relazione, l’assenza della parità di genere sono fenomeni socialmente accettati. Siamo noi uomini gli attori di comunità che ancora oggi non riconoscono l’uguaglianza e la pari dignità tra uomini e donne e in modo più o meno esplicito sdoganano offese sessuali, insulti sessisti e fanno passare come normale un linguaggio che offende la dignità delle donne.
La brutale uccisione di Deborah, ammazzata dall’ex compagno, è solo l’ultima in un elenco drammatico di violenza di fronte a cui dobbiamo sentirci chiamati in causa in prima persona. E non bastano più parole di circostanza. Dobbiamo sentirci responsabili di non aver educato i nostri figli alla cultura del rispetto e non aver sostenuto le nostre figlie, amiche, compagne nella loro lotta per l’uguaglianza, per essere rimasti in silenzio di fronte a parole e azioni che feriscono e uccidono.
Noi uomini, mariti, figli, padri, giovani e anziani, siamo chiamati ad una netta assunzione di responsabilità pubblica, una presa di coscienza e un’azione a fianco di tutte le donne per costruire da oggi, ciascuno di noi nella propria dimensione privata e nell’esercizio del proprio ruolo sociale, una società trentina che condanna la violenza di genere, che si impegna a fianco delle donne per costruire una cultura del rispetto delle differenze. Servono condanne, ma serve soprattutto che noi uomini agiamo dentro le nostre famiglie, sui luoghi di lavoro, nei luoghi della politica e dell’informazione, nelle aule legislative e nei tribunali per costruire una svolta nei comportamenti di ciascuno di noi. Serve fare educazione alle pari opportunità e contro la violenza sulle donne in tutte le scuole.
Le nostre mani non siano più armi, ma strumenti per costruire una società in cui la parità e il rispetto tra i generi diventino realtà ogni giorno.
Walter Alotti
Giuseppe Bertolini
Alessandro Betta
don Cristiano Bettega
Michele Bezzi
Piergiorgio Bortolotti
Mario Bortot
Matteo Borzaga
Paolo Collini
Emanuele Corn
Lorenzo De Preto
Beppe Ferrandi
Maurizio Fugatti
Andrea Grosselli
Franco Ianeselli
Andrea La Malfa
Alex Marini
Fausto Manzana
Andrea Miniucchi
Luca Oliver
Alessandro Olivi
Roberto Oss Emer
Enrico Paissan
Massimiliano Pilati
Carlo Plotegher
Mauro Previdi
Ugo Rossi
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Paolo Silvestri
Giorgio Tonini
Francesco Valduga
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PETIZIONE CHIUSA
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Petizione creata in data 23 febbraio 2021