Pavia e mobilità: 10 proposte per la fase 2 per non ritornare al passato.

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È ormai universalmente riconosciuto che l’emergenza Covid-19 è destinata a durare nel tempo e che le città dovranno affrontare sfide nuove per garantire la mobilità, in sicurezza, dei cittadini. È facile prevedere alcune delle problematiche alle quali si dovrà far fronte, tempestivamente, durante la “fase 2”. Le direttive di distanziamento sociale richiederanno misure straordinarie per permetterci di camminare e muoverci in sicurezza in città, sarà necessario scaglionare i movimenti da e per il luogo di lavoro e si dovrà ripensare radicalmente il trasporto pubblico al fine di renderlo usufruibile in totale sicurezza. In questo scenario, il ritorno al mezzo privato a motore non può rappresentare una soluzione efficace: Pavia è già una città congestionata dai mezzi a motore e non potrebbe sostenere una ulteriore ondata di auto. Inoltre, recenti autorevoli studi (Harvard ad esempio) hanno chiaramente mostrato che la diffusione del Covid-19 e la sua letalità sono strettamente legate all’inquinamento atmosferico. Per queste ragioni le Amministrazioni hanno il dovere di tutelare sia la libertà di movimento dei cittadini così come la salute pubblica. Pavia è una città speciale per tanti motivi, ad esempio per la significativa presenza di studenti universitari in rapporto alla popolazione cittadina. Il Comune di Pavia deve prendersi carico di garantire il loro movimento in sicurezza in città (gli studenti, in larga parte, non dispongono di mezzi privati). Per tutti questi motivi i sottoscrittori di tale petizione chiedono al Comune di Pavia di prendere in considerazione le seguenti proposte/idee:

1) La realizzazione, anche in deroga al CdS, di piste ciclo-pedonali di emergenza da realizzarsi a basso costo, come peraltro già in considerazione in diversi comuni italiani (Milano, Roma, Torino, Rimini, solo per citarne alcune). Nello specifico riteniamo indispensabile la realizzazione di tali percorsi per collegare le periferie della città al centro storico e agli istituti universitari e ospedalieri (es. via Ferrini, via Fasolo, Via Lardirago, Viale Cremona, Viale Campari, Via Riviera, ecc). Inoltre, sarebbe opportuno instaurare dei percorsi ciclabili di emergenza da/per la stazione centrale di Pavia.

2) È l’occasione per riqualificare zone troppe caotiche della città e che sono dei poli strategici di mobilità. La stazione centrale di Pavia dovrà privilegiare l’accessibilità del trasporto pubblico e della mobilità attiva (pedonale/bici). Le zone immediatamente adiacenti alle scuole dovrebbero essere  inibite alla sosta e al passaggio delle auto in modo tale da garantire, attraverso l’occupazione della strada, il distanziamento sociale tra le persone e la sicurezza ciclabile.

3) Il coinvolgimento dei mobility manager di tutte le strutture pubbliche e private (ospedali, università, uffici pubblici, asm ecc) per riuscire a delineare il fabbisogno di “mobilità” dei propri enti. Ricordiamo che il decreto Ronchi del 1998 rende la figura del mobility manager strategica per monitorare e conoscere la mobilità dei propri dipendenti.

4) L'istituzione di un tavolo di lavoro con la società dei trasporti e con le organizzazioni sindacali per meglio orientare frequenze ed orari.

5) Programmare ed istituire corsie preferenziali per il trasporto pubblico che abbiano una continuità di almeno due km.

6) Sostenere, economicamente o con l’acquisto di mezzi di mobilità leggera adatti allo scopo, i molti esercizi commerciali che vogliono poter consegnare i propri prodotti in città e nel centro storico senza dover fare ricorso a mezzi a motore. Valutare la realizzazione di un servizio di delivery gestito a livello centrale e che possa anche avvalersi di personale volontario opportunamente addestrato per la consegna di medicinali e beni di prima necessità alle categorie più a rischio. 

7) Lo sviluppo di una nuova applicazione per smartphone per mantenere i cittadini informati, in tempo reale, delle criticità presenti sulla rete dei trasporti e indicare il modo migliore per effettuare lo spostamento desiderato.

8) La promozione, anche tramite incentivi economici da rendere disponibili, di modalità di spostamento con mezzi alternativi e meno impattanti dell’auto privata, come la bicicletta.

9) Il potenziamento sostanziale della rete di bike sharing presente in Città e la realizzazione di accordi con i Collegi cittadini e/o associazioni universitarie per la messa in posa di nuovi stalli per biciclette e la fornitura straordinaria di mezzi per mobilità dolce.

10) Il mantenimento dell’attuale normativa comunale in materia di zone a traffico limitato (ZTL) e regolamentazione dei parcheggi auto in città. Nessun ritorno al passato.

La programmazione, con largo anticipo, di come si svolgerà la nostra vita quotidiana durante la “fase 2” è di vitale importanza per non creare ulteriori disagi ai cittadini pavesi, ai commercianti, studenti, lavoratori e a chi vorrà visitare la nostra Città. Non facciamoci trovare impreparati.