

Chiudete la discarica di Cerreto!
Il problema
Caro compaesano, come avrai saputo, dal rapporto del NOE emerge che i territori di Roccasecca, Colfelice ed i comuni attigui sono ormai terre dei Veleni.
Il rapporto certifica infatti rifiuti classificati pericolosi miscelati con rifiuti non pericolosi; produzione e dispersione incontrollata di percolato inquinante nel suolo e nel sottosuolo. Un cocktail di veleni formato prevalentemente da sostanze tossiche come il manganese, l’arsenico, il cadmio, il ferro, il rame, lo zinco e altri metalli pesanti, abilmente shakerate nel corso degli anni nelle acque superficiali e sotterranee. Ettari di terreni oltraggiati, colture importanti compromesse, vegetazione irrimediabilmente distrutta, ma, ancora peggio, aumento delle patologie tumorali!
Non stiamo descrivendo la cosiddetta “terra dei fuochi”.
Non siamo nei Comuni di Acerra, Giugliano, Bacoli, Caivano, Villaricca, in provincia di Napoli, oppure nei comuni di Aversa, Castelvolturno o Marcianise, in provincia di Caserta, solo per citare alcune realtà che scontano il continuo smaltimento illegale dei rifiuti. Siamo nel territorio di Roccasecca e nei territori dei Comuni attigui, devastati ed oltraggiati da una ottusa e sconsiderata politica dello smaltimento rifiuti.
Le criticità ambientali ed igienico sanitarie sopra descritte emergono dal voluminoso e circostanziato verbale dell’ARPA-Lazio, Agenzia pubblica, redatto a seguito di sopralluoghi eseguiti nell’impianto di discarica di Cerreto dal 2011 al 2014;
emergono dal rapporto ERAS Lazio, Ente pubblico, che stabilisce che i valori, registrati nel territorio di Roccasecca, dell’acido solfidrico, sostanza che lo stesso rapporto annovera tra le cause che determinano patologie tumorali, superano quelli rilevati in altri importanti siti della Regione, destinati a discariche (pagina 206 - Volume 2 - del Rapporto);
emergono dal recentissimo sopralluogo, eseguito nei pressi della discarica di Roccasecca e dell’impianto di Colfelice dai carabinieri del NOE (Nucleo Operativo Ecologico) di Roma, organismo pubblico per la tutela dell’ambiente, le cui sconcertanti conclusioni così testualmente recitano: “I dati ottenuti dalle analisi di laboratorio hanno riscontrato nelle acque sotterranee valori di concentrazioni superiori ai valori limite stabiliti pari alle concentrazioni soglie di contaminazione prescritte di cui alla tabella 2 Allegato 5 al Titolo V del D.Lvo nr. 152/2006 e s.m.i. Alla luce di essi, l’area in questione è potenzialmente contaminata e presenta degli indici di rischio per la salute umana, oltre che per l’ambiente.”
C’è ancora bisogno di ulteriori accertamenti per metter fine a questo scempio?
In questi anni amici e parenti si sono ammalati e molti sono morti a causa di tumori probabilmente collegati a tutto ciò. Vogliamo che tocchi anche a noi?
Chiedi al sindaco Giovanni Giorgio e a Nicola Zingaretti la chiusura della discarica avvelenata!

Il problema
Caro compaesano, come avrai saputo, dal rapporto del NOE emerge che i territori di Roccasecca, Colfelice ed i comuni attigui sono ormai terre dei Veleni.
Il rapporto certifica infatti rifiuti classificati pericolosi miscelati con rifiuti non pericolosi; produzione e dispersione incontrollata di percolato inquinante nel suolo e nel sottosuolo. Un cocktail di veleni formato prevalentemente da sostanze tossiche come il manganese, l’arsenico, il cadmio, il ferro, il rame, lo zinco e altri metalli pesanti, abilmente shakerate nel corso degli anni nelle acque superficiali e sotterranee. Ettari di terreni oltraggiati, colture importanti compromesse, vegetazione irrimediabilmente distrutta, ma, ancora peggio, aumento delle patologie tumorali!
Non stiamo descrivendo la cosiddetta “terra dei fuochi”.
Non siamo nei Comuni di Acerra, Giugliano, Bacoli, Caivano, Villaricca, in provincia di Napoli, oppure nei comuni di Aversa, Castelvolturno o Marcianise, in provincia di Caserta, solo per citare alcune realtà che scontano il continuo smaltimento illegale dei rifiuti. Siamo nel territorio di Roccasecca e nei territori dei Comuni attigui, devastati ed oltraggiati da una ottusa e sconsiderata politica dello smaltimento rifiuti.
Le criticità ambientali ed igienico sanitarie sopra descritte emergono dal voluminoso e circostanziato verbale dell’ARPA-Lazio, Agenzia pubblica, redatto a seguito di sopralluoghi eseguiti nell’impianto di discarica di Cerreto dal 2011 al 2014;
emergono dal rapporto ERAS Lazio, Ente pubblico, che stabilisce che i valori, registrati nel territorio di Roccasecca, dell’acido solfidrico, sostanza che lo stesso rapporto annovera tra le cause che determinano patologie tumorali, superano quelli rilevati in altri importanti siti della Regione, destinati a discariche (pagina 206 - Volume 2 - del Rapporto);
emergono dal recentissimo sopralluogo, eseguito nei pressi della discarica di Roccasecca e dell’impianto di Colfelice dai carabinieri del NOE (Nucleo Operativo Ecologico) di Roma, organismo pubblico per la tutela dell’ambiente, le cui sconcertanti conclusioni così testualmente recitano: “I dati ottenuti dalle analisi di laboratorio hanno riscontrato nelle acque sotterranee valori di concentrazioni superiori ai valori limite stabiliti pari alle concentrazioni soglie di contaminazione prescritte di cui alla tabella 2 Allegato 5 al Titolo V del D.Lvo nr. 152/2006 e s.m.i. Alla luce di essi, l’area in questione è potenzialmente contaminata e presenta degli indici di rischio per la salute umana, oltre che per l’ambiente.”
C’è ancora bisogno di ulteriori accertamenti per metter fine a questo scempio?
In questi anni amici e parenti si sono ammalati e molti sono morti a causa di tumori probabilmente collegati a tutto ciò. Vogliamo che tocchi anche a noi?
Chiedi al sindaco Giovanni Giorgio e a Nicola Zingaretti la chiusura della discarica avvelenata!

I decisori

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Petizione creata in data 24 novembre 2015