Una Pescara sostenibile: ora o mai più

Il problema

RENDERE PESCARA SOSTENIBILE ENTRO IL 2025? 
POSSIAMO FARCELA, MA OCCORRE CORAGGIO.

L'estate 2021, scandita da incendi, caldo sahariano e crisi idriche, ha mostrato ai Pescaresi - qualora ve ne fosse bisogno - la portata dei cambiamenti climatici in atto e la fragilità della nostra città di fronte a crisi ambientali sempre più gravi. Lungi dall'essere imprevedibili, questi fenomeni sono l'esito prevedibile di stili di vita individuali, atteggiamenti collettivi e politiche locali sempre più insostenibili perpetuatisi negli anni a causa della nostra miopia. Fatto ancor più preoccupante, essi sono destinati a colpire sempre più spesso ed in modo sempre più drammatico.

Di fronte a riserve naturali bruciate, carcasse carbonizzate di animali innocenti, anziani stroncati dal caldo anomalo e acquedotti che perdono il 55% dell'acqua trasportata, occorre dirsi la verità, e cioè che i paradigmi che hanno ispirato lo sviluppo urbano di Pescara nel XX e primo XXI secolo sono ormai insostenibili. Occorrono misure drastiche per porre fine ad una deriva che minaccia l'esistenza stessa della città come oggi la conosciamo.

Vivendo in un'area metropolitana
affacciata sul mare, solcata da corsi d'acqua e colline a rischio idrogeologico, abbiamo il dovere di agire OGGI per salvare la Pescara di DOMANI. Senza interventi drastici, la nostra città soccomberà a temperature invivibili, bombe d'acqua catastrofiche, innalzamento dei mari, crisi idriche e totale perdita della biodiversità cittadina.

Pur consapevoli della portata globale di questi cambiamenti, e delle previsioni allarmanti lanciate in più occasioni dagli esperti dell'International Panel on Climate Change (IPCC) dell'ONU, noi cittadini firmatari siamo fermamente convinti che le città possano e DEBBANO svolgere un ruolo maggiore nel contenimento del riscaldamento globale.

Con questa petizione, noi, cittadini dell'area metropolitana, chiediamo al Comune di Pescara ed ai Sindaci ed assessori di tutta l'area metropolitana di predisporre un grande piano di interventi urgenti allo scopo di rendere l'area metropolitana più sostenibile entro il 2025.

Se le misure elencate di seguito vi appaiono estreme, o troppo drastiche, è probabile che viviate ancora in una fase di negazione della realtà che va delineandosi per gli anni a venire sulla base dei più aggiornati modelli scientifici.

Alla luce di quanto esposto, noi, firmatari della presente petizione, chiediamo l'IMMEDIATA attuazione delle seguenti misure.

  1.  L'area metropolitana è cosparsa da centinaia di aiuole vuote. Occorre realizzare un censimento permanente di tutte le aiuole vuote (o occupate da piante morte) e provvedere urgentemente alla piantumazione di alberi a fusto medio-alto (no arbusti) in grado di proiettare ombra su case, strade e marciapiedi. Numerosi studi scientifici hanno dimostrato che la presenza di alberi lungo i viali conduce ad un abbassamento delle temperature di svariati gradi in strada e negli immobili adiacenti, riducendo il consumo di energia per l'aria condizionata ed incrementando notevolmente la qualità della vita. Tale censimento potrebbe essere realizzato a costo zero coinvolgendo i cittadini: basta infatti invitare i residenti a segnalare le aiuole vuote (allegando foto e posizione delle stesse) ad una email associata all'Assessorato all'Ambiente del Comune.
  2. Nel piantumare nuovi alberi, si dia la precedenza alle specie autoctone della zona interessata (per esempio, pini nella zona dello stadio, querce ai Colli, etc). Si privilegino altresì le piante ad alta capacità di assorbimento di CO2.
  3. L'area metropolitana è un coacervo di sprechi energetici, responsabili di enormi emissioni di CO2. Occorre un giro di vite sulla regolamentazione degli impianti di riscaldamento (spesso attivi fuori misura o fuori stagione) e di raffreddamento, anch'essi usati a sproposito. Si proibisca inoltre il malcostume, diffuso soprattutto - ma non solo - tra i negozianti, di tenere l'aria condizionata accesa mantenendo le porte degli esercizi commerciali spalancate, con sanzioni certe.
  4. Troppi luoghi aperti al pubblico (esercizi commerciali, imprese, uffici pubblici, etc.) sono tuttora sprovvisti di raccolta differenziata dei rifiuti. Si renda obbligatoria la presenza di contenitori per la raccolta differenziata dei rifiuti in ogni luogo pubblico più ampio di 20 mq. I locali di titolarità pubblica, tra cui biblioteche e scuole, dovrebbero dare il buon esempio, al contrario di quanto avvenuto finora.
  5. I Pescaresi riciclano correttamente meno della metà dei rifiuti prodotti in città. Occorre installare progressivamente nel territorio comunale i cassonetti intelligenti (già presenti in numerosi comuni abruzzesi) ormai diffusi in realtà più sensibili all'ambiente come Paesi Bassi e Germania. Si tratta di cassonetti della raccolta differenziata che possono essere aperti solo con tessera sanitaria. Essendo provvisti di telecamere, essi sono in grado di verificare il corretto conferimento dei rifiuti, agevolando il sanzionamento di chi si rifiuta di effettuare la raccolta differenziata o abbandona i rifiuti per strada. È l'unico modo per porre fine ad un malcostume generale che nella nostra città causa l'invio in discarica di 270 kg di spazzatura per abitante ogni anno.
  6. Occorre organizzare un ciclo di incontri tra le squadre di Attiva - Ambiente spa e gli studenti di tutte le scuole medie e superiori di Pescara allo scopo di sensibilizzare i ragazzi circa l'importanza della raccolta differenziata e l'uso di oggetti (es. borracce) non usa e getta. Durante tali incontri, gli esperti di Attiva potrebbero insegnare agli studenti (ed indirettamente alle loro famiglie) come effettuare la raccolta differenziata in modo corretto, distribuendo l'elenco dei rifiuti dalla A alla Z e le rispettive modalità di riciclo (disponibile qui). Si verifichi inoltre l'effettivo svolgimento della raccolta differenziata in tutte le scuole / istituzioni educative cittadine. Alcune scuole, tra cui il Liceo Classico D'Annunzio, hanno persino una delibera del Consiglio d'istituto del 2009 che obbliga a organizzare la raccolta differenziata classe per classe, ma non sempre tali norme interne vengono attuate in modo completo.
  7. Si autorizzi il personale di Attiva - Ambiente spa dedito alla raccolta dei rifiuti a segnalare alla Polizia Municipale eventuali violazioni del Regolamento Comunale sulla Gestione Integrata del Ciclo dei Rifiuti riscontrate nello svolgimento del proprio lavoro.
  8. Si apra un conto corrente comunale ove i cittadini possano contribuire con donazioni private alla piantumazione di alberi sul territorio cittadino. Per incoraggiare le donazioni, si potrebbe permettere a familiari / amici di finanziare la piantumazione di un albero da dedicare ad un caro scomparso attraverso una donazione. Sia ben chiaro che tali donazioni private dovrebbero coadiuvare, e non sostituire, i fondi pubblici destinati a tali interventi.
  9. Il Comune dovrebbe rinaturalizzare al più presto aree cementificate oggi abbandonate, in modo da ripristinare i cicli naturali e biologici interrotti e favorire l'assorbimento delle acque piovane. Alcune di queste aree (ad esempio nella zona industriale lungo la Tiburtina) potrebbero essere chiuse al pubblico e dotate di case per uccelli / nidi per api ed altri insetti essenziali per l'impollinazione oggi minacciati. Lo stesso vale per i parchi pubblici.
  10. Trasformare ove possibile i parcheggi comunali in parcheggi alberati. Si potrebbero anche installare pensiline dotate di pannelli fotovoltaici. L'energia così prodotta potrebbe essere venduta alla rete elettrica nazionale, recuperando così risorse utili per altri investimenti verdi.
  11. Creare aiuole e ridurre il consumo di suolo nei quartieri più martoriati dalla cementificazione (es. Colli) allo scopo di alleggerire il sistema di drenaggio delle acque piovane durante le sempre più frequenti piogge torrenziali / bombe d'acqua. Realizzare i primi "rain gardens" di Pescara (leggere depressioni composte da un mix di sabbia, compost e terreno superficiale, con piante apposite, in grado di aumentare l'assorbimento delle acque piovane, ridurre la stagnazione superficiale e quindi anche la proliferazione di zanzare).
  12. Occorre studiare interventi giuridici volti a imporre il criterio della minima edificazione / cementificazione in ogni nuovo progetto edilizio.
  13. Introdurre l'obbligo di dotarsi di un parcheggio ipogeo per tutti i nuovi edifici più alti di 3 piani.
  14. Dobbiamo ripristinare immediatamente le corsie preferenziali degli autobus urbani barbaramente rimosse da corso Vittorio Emanuele II e le altre principali arterie cittadine alcuni anni fa, anche a scapito dei parcheggi. È giunta l'ora di dare la priorità al trasporto pubblico, rendendolo competitivo e conveniente rispetto all'uso del mezzo privato. Si consiglia inoltre al management TUA di rendere obbligatoria l'esibizione del biglietto all'autista al momento dell'entrata sul mezzo, come avviene in altre città italiane, allo scopo di combattere l'evasione del titolo di viaggio e liberare quindi risorse per l'acquisto di mezzi pubblici sempre più sostenibili. Potrebbe inoltre essere introdotta una campagna di sconti/agevolazioni presso esercizi commerciali e musei cittadini per chi presenta un biglietto dell'autobus timbrato da meno di 90 minuti. I Comuni dell'area metropolitana e la Regione dovrebbero inoltre finanziare in modo massiccio l'introduzione di tariffe estremamente scontate per biglietti / abbonamenti per giovani e anziani, molto più di quanto fatto finora. Sempre in materia di trasporto pubblico, la TUA dovrebbe introdurre una tessera prepagata per il trasporto pubblico (sul modello della OV Chipkaart olandese). I possessori di tale tessera dovrebbero avere accesso a tariffe agevolate, in modo da favorire questo metodo di pagamento rispetto al biglietto singolo. Al contempo, la TUA beneficerebbe di maggiore liquidità, data dalle ricariche effettuate dagli utenti sulle proprie tessere ricaricabili del trasporto pubblico.
  15. Si proceda una volta per tutte alla predisposizione di un trasporto pubblico realmente metropolitano, esteso anche ai comuni adiacenti ed articolato su bus, filobus e - perché no - treni regionali, magari sul modello dei treni Cercanías delle aree metropolitane spagnole. Si proceda, nell'ambito del raddoppio della linea ferroviaria Pescara - Manoppello, alla realizzazione di una stazione FS presso il campus Ud'A di Chieti Scalo, da servire attraverso i treni del trasporto regionale della linea Pescara - Sulmona.
  16. Si porti a termine la sostituzione degli inefficienti lampioni comunali a globo e a incandescenza con quelli a basso consumo energetico, in stretta osservanza dei criteri stabiliti dalla Legge Regionale 12/2005 sul contrasto all'inquinamento luminoso. Si dispongano inoltre controlli di Polizia Municipale su tutto il territorio comunale per sanzionare abusi relativi al conferimento dei rifiuti e l'uso di torri faro e impianti luminosi inquinanti da parte di stabilimenti balneari, ristoranti, sagre, discoteche ed altre attività commerciali. La sostituzione dei lampioni attuali con quelli a basso impatto ambientale e la repressione degli abusi permetterà inoltre il recupero della visibilità della volta celeste, restituendo alle nuove generazioni la cultura del cielo e rimuovendo una delle cause di estinzione di molte specie animali.
  17. Eliminare progressivamente i parcheggi "in carreggiata" a vantaggio di parcheggi di scambio realizzati intorno al centro città e accanto alle maggiori direttrici di scorrimento verso il centro città. I parcheggi di scambio dovrebbero essere gli unici gratuiti (o a tariffa simbolica), mentre i parcheggi in centro e nelle aree più congestionate dovrebbero essere resi progressivamente più cari, aumentando le strisce blu ed esentando dal pagamento solo i residenti non dotati di garage, e per una sola macchina per nucleo familiare. Si potrebbero inoltre inserire tariffe differenziate per parcheggi in città a seconda del tipo di auto e del suo potenziale inquinante, calcolato sulla base di criteri oggettivi (es. SUV, pick up e furgoncini non aziendali dovrebbero pagare la sosta più di auto elettriche, ibride o di piccola taglia, dal momento che occupano suolo pubblico e inquinano in misura maggiore). Display indicanti in tempo reale il numero di posti disponibili presso i maggiori parcheggi cittadini dovrebbero essere affissi sulle principali direttrici d'ingresso alla città. Piazza Salotto dovrebbe inoltre ospitare un nuovo display, in grado di fornire informazioni aggiornate sulla qualità dell'aria in città.
  18. Urge attivarsi con la Regione e tutti gli enti competenti per mettere in campo investimenti volti a ovviare al problema della dispersione idrica, che a Pescara comporta l'inaccettabile dispersione del 55% dell'acqua trasportata negli acquedotti.
  19. Occorre vietare a livello comunale l'irrigazione diurna dei giardini privati e degli impianti sportivi dal 1 Giugno al 15 Settembre, allo scopo di prevenire l'evaporazione e ridurre lo spreco delle risorse idriche, ormai sempre più scarse. Di conseguenza, l'irrigazione di tali terreni dovrebbe essere consentita solo dalle 0te 23.00 alle 7.00. L'unica eccezione dovrebbe essere costituita dalle imprese agricole, ove si dimostrasse l'impossibilità di ricorrere all'indicazione notturna. È tempo di vietare la vendita e l'utilizzo di fuochi d'artificio su tutto il territorio comunale (almeno) dal 1 Giugno al 15 Settembre per ridurre il rischio di incendi e salvaguardare maggiormente la fauna.
  20. Occorre procedere all'installazione di impianti di videosorveglianza su tutto il perimetro della Pineta Dannunziana e della Pineta di Santa Filomena, procedendo altresì (nel caso della pineta dannunziana) al ripristino della sua recinzione nella zona compresa tra via Barbella ed il parcheggio del Lungomare Sud (angolo via Pepe). Si costituisca immediatamente un tavolo con i VVFF per discutere l'opportunità di installare impianti di spegnimento automatico degli incendi o idranti nella zona della pineta, ed altri interventi volti a salvaguardare i parchi cittadini. Sarebbe opportuno inoltre posizionare una serie di idranti lungo il perimetro della Riserva Dannunziana, della Riserva di Santa Filomena ed in prossimità dei principali parchi cittadini.
  21. Occorre emendare l'articolo 8 del Regolamento Comunale per la Fruizione dei Parchi Cittadini allo scopo di vietare il fimo e l'accensione di sigarette, sigari, ecc. all'interno di tutti i parchi pubblici e presso la spiaggia di Pescara.
  22. Occorre installare presso ogni stabilimento balneare cartelloni volti a spiegare ai cittadini come ridurre l'impatto ambientale delle attività di balneazione sul nostro mare e le nostre spiagge (es. come effettuare la raccolta differenziata degli articoli comunemente consumati / acquistati presso gli stabilimenti; suggerire l'acquisto di creme solari biodegradabili; etc).
  23. È necessario procedere alla realizzazione di un network coerente e integrato di piste ciclabili interconnesse, dando continuità ai seguenti oggi presenti e progettando nuove piste ciclabili in grado di connettere realmente il centro alle periferie (ad esempio, si potrebbe realizzare una pista ciclabile a sede protetta in grado di collegare la pista di via Valle Roveto / lungofiume Nord con la Madonna dei 7 Dolori, correndo sul lato carreggiata di via Fonte Romana (fronte Ospedale), via Monte Faito e Strada Vecchia della Madonna).
  24. Chiunque abbia avuto l'ardore / la necessità di spostarsi a piedi in città nei mesi estivi sa bene che le strade di Pescara, in larga parte sprovviste di alberature, possono raggiungere in Luglio e Agosto temperature insostenibili. Occorre ripensare quanto prima le nostre strade, ricavando ovunque possibile spazi ove creare aiuole e piantare alberi a medio / alto fusto in grado di proiettare ombra sulle case e i marciapiedi adiacenti. Occorre un piano straordinario di alberatura dei viali esistenti, troppo spesso impraticabili ai pedoni (anziani in primis) per l'assenza di ombra. Ove il marciapiede sia troppo spesso, questo dovrebbe essere allargato di quanto necessario a spese dei parcheggi in carreggiata. Le strade pescaresi del futuro prossimo dovrebbero ispirarsi al modello di via De Amicis o via Regina Elena, dotate di ampia ombreggiatura. Per marcare tale cambiamento di impostazione, si proceda - a titolo di esempio - sin da subito a: rimpiazzare gli arbusti di via Roma con alberi veri e propri; realizzare aiuole agli incroci delle vie dell'area pedonale centrale, piantandovi alberi a fusto medio / alto; realizzare filari di aiuole lungo via del Circuito, via Monte Faito, ed altre strade di collegamento tra centro e periferie; si ripensi Piazza della Rinascita come una grande piazza verde, dotata di decine di pini; si proceda alla riqualificazione dei giardini di piazza 1° Maggio, estendendo la copertura arborea all'intera piazza.
  25. Dovremmo ripristinare il vivaio comunale abolito anni fa, e istituire una squadra di giardinieri metropolitani. A differenza che in passato, la titolarità e le spese di tale servizio dovrebbero essere ripartite tra tutti i comuni dell'area metropolitana, in modo da condividere benefici e costi di tale servizio. La necessità della ricostituzione dei giardinieri comunali è evidenziata dalla pressoché totale assenza di manutenzione delle piante messe a dimora sul territorio cittadino (spesso seccatesi in breve tempo) e dal fatto che la gran parte degli alberi presenti in città sono infestati da parassiti ed altre malattie. Al posto di attendere che questi poveri alberi si secchino per poi tagliarli e ripiantarli a peso d'oro a vantaggio di qualche fornitore privato, la città dovrebbe provvedere autonomamente alla loro coltivazione, piantumazione e manutenzione.
  26. Si proceda alla copertura di architetture altamente impattanti dal punto di vista estetico (ad esempio il muraglione della ferrovia di via Ferrari o la facciata lato mare della chiesa del mare) con piante rampicanti (ad esempio, bouganville o altre piante mangia CO2), allo scopo di assorbire C02 e migliorare la qualità del paesaggio urbano.
  27. Si istituisca un concorso per premiare i cittadini che abbiano realizzato il più bel balcone verde / fiorito della città.
  28. Il Comune dovrebbe esercitare pressione sulla Provincia, la Giunta Regionale ed i Carabinieri Forestali affinché si provveda al più presto ad una mappatura degli scarichi abusivi che confluiscono nel fiume Pescara e negli altri corsi d'acqua dell'area metropolitana, allo scopo di irrogare le sanzioni appropriate e procedere alle necessarie bonifiche.
  29. In generale, dovremmo disincentivare l'uso dell'auto privata, favorendo al contempo l'uso dei mezzi pubblici, delle biciclette e - ove possibile - dei nostri piedi. Pescara conta oggi circa 600 auto per abitante (dati 2016), una cifra assolutamente sproporzionata e insostenibile, che ha comportato inquinamento, incidenti e degrado in ogni parte del territorio cittadino. Se per alcuni - specie chi risiede in zone remote o poco servite del territorio comunale - l'auto rimane la principale opzione per recarsi a lavoro, ogni altro spostamento in auto da parte di chi gode di un'alternativa dovrebbe essere disincentivato a vantaggio di alternative più sostenibili, come avviene in ogni moderna area metropolitana del nord Europa. Consapevoli che le proposte contenute nella presente petizione incontreranno l'opposizione di alcune lobbies cittadine (le stesse che, con notevole slancio retrogrado, avrebbero voluto via Firenze aperta al traffico e parcheggi anche in terza fila), noi, firmatari della presente petizione, confidiamo nella capacità del Comune di Pescara di prendere le misure necessarie a perseguire il bene comune, anche quando ciò comporta il temporaneo sacrificio degli interessi di parte che ci hanno condotto alla presente deriva. 

 

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Pescara SegretaPromotore della petizione
Questa petizione aveva 589 sostenitori

Il problema

RENDERE PESCARA SOSTENIBILE ENTRO IL 2025? 
POSSIAMO FARCELA, MA OCCORRE CORAGGIO.

L'estate 2021, scandita da incendi, caldo sahariano e crisi idriche, ha mostrato ai Pescaresi - qualora ve ne fosse bisogno - la portata dei cambiamenti climatici in atto e la fragilità della nostra città di fronte a crisi ambientali sempre più gravi. Lungi dall'essere imprevedibili, questi fenomeni sono l'esito prevedibile di stili di vita individuali, atteggiamenti collettivi e politiche locali sempre più insostenibili perpetuatisi negli anni a causa della nostra miopia. Fatto ancor più preoccupante, essi sono destinati a colpire sempre più spesso ed in modo sempre più drammatico.

Di fronte a riserve naturali bruciate, carcasse carbonizzate di animali innocenti, anziani stroncati dal caldo anomalo e acquedotti che perdono il 55% dell'acqua trasportata, occorre dirsi la verità, e cioè che i paradigmi che hanno ispirato lo sviluppo urbano di Pescara nel XX e primo XXI secolo sono ormai insostenibili. Occorrono misure drastiche per porre fine ad una deriva che minaccia l'esistenza stessa della città come oggi la conosciamo.

Vivendo in un'area metropolitana
affacciata sul mare, solcata da corsi d'acqua e colline a rischio idrogeologico, abbiamo il dovere di agire OGGI per salvare la Pescara di DOMANI. Senza interventi drastici, la nostra città soccomberà a temperature invivibili, bombe d'acqua catastrofiche, innalzamento dei mari, crisi idriche e totale perdita della biodiversità cittadina.

Pur consapevoli della portata globale di questi cambiamenti, e delle previsioni allarmanti lanciate in più occasioni dagli esperti dell'International Panel on Climate Change (IPCC) dell'ONU, noi cittadini firmatari siamo fermamente convinti che le città possano e DEBBANO svolgere un ruolo maggiore nel contenimento del riscaldamento globale.

Con questa petizione, noi, cittadini dell'area metropolitana, chiediamo al Comune di Pescara ed ai Sindaci ed assessori di tutta l'area metropolitana di predisporre un grande piano di interventi urgenti allo scopo di rendere l'area metropolitana più sostenibile entro il 2025.

Se le misure elencate di seguito vi appaiono estreme, o troppo drastiche, è probabile che viviate ancora in una fase di negazione della realtà che va delineandosi per gli anni a venire sulla base dei più aggiornati modelli scientifici.

Alla luce di quanto esposto, noi, firmatari della presente petizione, chiediamo l'IMMEDIATA attuazione delle seguenti misure.

  1.  L'area metropolitana è cosparsa da centinaia di aiuole vuote. Occorre realizzare un censimento permanente di tutte le aiuole vuote (o occupate da piante morte) e provvedere urgentemente alla piantumazione di alberi a fusto medio-alto (no arbusti) in grado di proiettare ombra su case, strade e marciapiedi. Numerosi studi scientifici hanno dimostrato che la presenza di alberi lungo i viali conduce ad un abbassamento delle temperature di svariati gradi in strada e negli immobili adiacenti, riducendo il consumo di energia per l'aria condizionata ed incrementando notevolmente la qualità della vita. Tale censimento potrebbe essere realizzato a costo zero coinvolgendo i cittadini: basta infatti invitare i residenti a segnalare le aiuole vuote (allegando foto e posizione delle stesse) ad una email associata all'Assessorato all'Ambiente del Comune.
  2. Nel piantumare nuovi alberi, si dia la precedenza alle specie autoctone della zona interessata (per esempio, pini nella zona dello stadio, querce ai Colli, etc). Si privilegino altresì le piante ad alta capacità di assorbimento di CO2.
  3. L'area metropolitana è un coacervo di sprechi energetici, responsabili di enormi emissioni di CO2. Occorre un giro di vite sulla regolamentazione degli impianti di riscaldamento (spesso attivi fuori misura o fuori stagione) e di raffreddamento, anch'essi usati a sproposito. Si proibisca inoltre il malcostume, diffuso soprattutto - ma non solo - tra i negozianti, di tenere l'aria condizionata accesa mantenendo le porte degli esercizi commerciali spalancate, con sanzioni certe.
  4. Troppi luoghi aperti al pubblico (esercizi commerciali, imprese, uffici pubblici, etc.) sono tuttora sprovvisti di raccolta differenziata dei rifiuti. Si renda obbligatoria la presenza di contenitori per la raccolta differenziata dei rifiuti in ogni luogo pubblico più ampio di 20 mq. I locali di titolarità pubblica, tra cui biblioteche e scuole, dovrebbero dare il buon esempio, al contrario di quanto avvenuto finora.
  5. I Pescaresi riciclano correttamente meno della metà dei rifiuti prodotti in città. Occorre installare progressivamente nel territorio comunale i cassonetti intelligenti (già presenti in numerosi comuni abruzzesi) ormai diffusi in realtà più sensibili all'ambiente come Paesi Bassi e Germania. Si tratta di cassonetti della raccolta differenziata che possono essere aperti solo con tessera sanitaria. Essendo provvisti di telecamere, essi sono in grado di verificare il corretto conferimento dei rifiuti, agevolando il sanzionamento di chi si rifiuta di effettuare la raccolta differenziata o abbandona i rifiuti per strada. È l'unico modo per porre fine ad un malcostume generale che nella nostra città causa l'invio in discarica di 270 kg di spazzatura per abitante ogni anno.
  6. Occorre organizzare un ciclo di incontri tra le squadre di Attiva - Ambiente spa e gli studenti di tutte le scuole medie e superiori di Pescara allo scopo di sensibilizzare i ragazzi circa l'importanza della raccolta differenziata e l'uso di oggetti (es. borracce) non usa e getta. Durante tali incontri, gli esperti di Attiva potrebbero insegnare agli studenti (ed indirettamente alle loro famiglie) come effettuare la raccolta differenziata in modo corretto, distribuendo l'elenco dei rifiuti dalla A alla Z e le rispettive modalità di riciclo (disponibile qui). Si verifichi inoltre l'effettivo svolgimento della raccolta differenziata in tutte le scuole / istituzioni educative cittadine. Alcune scuole, tra cui il Liceo Classico D'Annunzio, hanno persino una delibera del Consiglio d'istituto del 2009 che obbliga a organizzare la raccolta differenziata classe per classe, ma non sempre tali norme interne vengono attuate in modo completo.
  7. Si autorizzi il personale di Attiva - Ambiente spa dedito alla raccolta dei rifiuti a segnalare alla Polizia Municipale eventuali violazioni del Regolamento Comunale sulla Gestione Integrata del Ciclo dei Rifiuti riscontrate nello svolgimento del proprio lavoro.
  8. Si apra un conto corrente comunale ove i cittadini possano contribuire con donazioni private alla piantumazione di alberi sul territorio cittadino. Per incoraggiare le donazioni, si potrebbe permettere a familiari / amici di finanziare la piantumazione di un albero da dedicare ad un caro scomparso attraverso una donazione. Sia ben chiaro che tali donazioni private dovrebbero coadiuvare, e non sostituire, i fondi pubblici destinati a tali interventi.
  9. Il Comune dovrebbe rinaturalizzare al più presto aree cementificate oggi abbandonate, in modo da ripristinare i cicli naturali e biologici interrotti e favorire l'assorbimento delle acque piovane. Alcune di queste aree (ad esempio nella zona industriale lungo la Tiburtina) potrebbero essere chiuse al pubblico e dotate di case per uccelli / nidi per api ed altri insetti essenziali per l'impollinazione oggi minacciati. Lo stesso vale per i parchi pubblici.
  10. Trasformare ove possibile i parcheggi comunali in parcheggi alberati. Si potrebbero anche installare pensiline dotate di pannelli fotovoltaici. L'energia così prodotta potrebbe essere venduta alla rete elettrica nazionale, recuperando così risorse utili per altri investimenti verdi.
  11. Creare aiuole e ridurre il consumo di suolo nei quartieri più martoriati dalla cementificazione (es. Colli) allo scopo di alleggerire il sistema di drenaggio delle acque piovane durante le sempre più frequenti piogge torrenziali / bombe d'acqua. Realizzare i primi "rain gardens" di Pescara (leggere depressioni composte da un mix di sabbia, compost e terreno superficiale, con piante apposite, in grado di aumentare l'assorbimento delle acque piovane, ridurre la stagnazione superficiale e quindi anche la proliferazione di zanzare).
  12. Occorre studiare interventi giuridici volti a imporre il criterio della minima edificazione / cementificazione in ogni nuovo progetto edilizio.
  13. Introdurre l'obbligo di dotarsi di un parcheggio ipogeo per tutti i nuovi edifici più alti di 3 piani.
  14. Dobbiamo ripristinare immediatamente le corsie preferenziali degli autobus urbani barbaramente rimosse da corso Vittorio Emanuele II e le altre principali arterie cittadine alcuni anni fa, anche a scapito dei parcheggi. È giunta l'ora di dare la priorità al trasporto pubblico, rendendolo competitivo e conveniente rispetto all'uso del mezzo privato. Si consiglia inoltre al management TUA di rendere obbligatoria l'esibizione del biglietto all'autista al momento dell'entrata sul mezzo, come avviene in altre città italiane, allo scopo di combattere l'evasione del titolo di viaggio e liberare quindi risorse per l'acquisto di mezzi pubblici sempre più sostenibili. Potrebbe inoltre essere introdotta una campagna di sconti/agevolazioni presso esercizi commerciali e musei cittadini per chi presenta un biglietto dell'autobus timbrato da meno di 90 minuti. I Comuni dell'area metropolitana e la Regione dovrebbero inoltre finanziare in modo massiccio l'introduzione di tariffe estremamente scontate per biglietti / abbonamenti per giovani e anziani, molto più di quanto fatto finora. Sempre in materia di trasporto pubblico, la TUA dovrebbe introdurre una tessera prepagata per il trasporto pubblico (sul modello della OV Chipkaart olandese). I possessori di tale tessera dovrebbero avere accesso a tariffe agevolate, in modo da favorire questo metodo di pagamento rispetto al biglietto singolo. Al contempo, la TUA beneficerebbe di maggiore liquidità, data dalle ricariche effettuate dagli utenti sulle proprie tessere ricaricabili del trasporto pubblico.
  15. Si proceda una volta per tutte alla predisposizione di un trasporto pubblico realmente metropolitano, esteso anche ai comuni adiacenti ed articolato su bus, filobus e - perché no - treni regionali, magari sul modello dei treni Cercanías delle aree metropolitane spagnole. Si proceda, nell'ambito del raddoppio della linea ferroviaria Pescara - Manoppello, alla realizzazione di una stazione FS presso il campus Ud'A di Chieti Scalo, da servire attraverso i treni del trasporto regionale della linea Pescara - Sulmona.
  16. Si porti a termine la sostituzione degli inefficienti lampioni comunali a globo e a incandescenza con quelli a basso consumo energetico, in stretta osservanza dei criteri stabiliti dalla Legge Regionale 12/2005 sul contrasto all'inquinamento luminoso. Si dispongano inoltre controlli di Polizia Municipale su tutto il territorio comunale per sanzionare abusi relativi al conferimento dei rifiuti e l'uso di torri faro e impianti luminosi inquinanti da parte di stabilimenti balneari, ristoranti, sagre, discoteche ed altre attività commerciali. La sostituzione dei lampioni attuali con quelli a basso impatto ambientale e la repressione degli abusi permetterà inoltre il recupero della visibilità della volta celeste, restituendo alle nuove generazioni la cultura del cielo e rimuovendo una delle cause di estinzione di molte specie animali.
  17. Eliminare progressivamente i parcheggi "in carreggiata" a vantaggio di parcheggi di scambio realizzati intorno al centro città e accanto alle maggiori direttrici di scorrimento verso il centro città. I parcheggi di scambio dovrebbero essere gli unici gratuiti (o a tariffa simbolica), mentre i parcheggi in centro e nelle aree più congestionate dovrebbero essere resi progressivamente più cari, aumentando le strisce blu ed esentando dal pagamento solo i residenti non dotati di garage, e per una sola macchina per nucleo familiare. Si potrebbero inoltre inserire tariffe differenziate per parcheggi in città a seconda del tipo di auto e del suo potenziale inquinante, calcolato sulla base di criteri oggettivi (es. SUV, pick up e furgoncini non aziendali dovrebbero pagare la sosta più di auto elettriche, ibride o di piccola taglia, dal momento che occupano suolo pubblico e inquinano in misura maggiore). Display indicanti in tempo reale il numero di posti disponibili presso i maggiori parcheggi cittadini dovrebbero essere affissi sulle principali direttrici d'ingresso alla città. Piazza Salotto dovrebbe inoltre ospitare un nuovo display, in grado di fornire informazioni aggiornate sulla qualità dell'aria in città.
  18. Urge attivarsi con la Regione e tutti gli enti competenti per mettere in campo investimenti volti a ovviare al problema della dispersione idrica, che a Pescara comporta l'inaccettabile dispersione del 55% dell'acqua trasportata negli acquedotti.
  19. Occorre vietare a livello comunale l'irrigazione diurna dei giardini privati e degli impianti sportivi dal 1 Giugno al 15 Settembre, allo scopo di prevenire l'evaporazione e ridurre lo spreco delle risorse idriche, ormai sempre più scarse. Di conseguenza, l'irrigazione di tali terreni dovrebbe essere consentita solo dalle 0te 23.00 alle 7.00. L'unica eccezione dovrebbe essere costituita dalle imprese agricole, ove si dimostrasse l'impossibilità di ricorrere all'indicazione notturna. È tempo di vietare la vendita e l'utilizzo di fuochi d'artificio su tutto il territorio comunale (almeno) dal 1 Giugno al 15 Settembre per ridurre il rischio di incendi e salvaguardare maggiormente la fauna.
  20. Occorre procedere all'installazione di impianti di videosorveglianza su tutto il perimetro della Pineta Dannunziana e della Pineta di Santa Filomena, procedendo altresì (nel caso della pineta dannunziana) al ripristino della sua recinzione nella zona compresa tra via Barbella ed il parcheggio del Lungomare Sud (angolo via Pepe). Si costituisca immediatamente un tavolo con i VVFF per discutere l'opportunità di installare impianti di spegnimento automatico degli incendi o idranti nella zona della pineta, ed altri interventi volti a salvaguardare i parchi cittadini. Sarebbe opportuno inoltre posizionare una serie di idranti lungo il perimetro della Riserva Dannunziana, della Riserva di Santa Filomena ed in prossimità dei principali parchi cittadini.
  21. Occorre emendare l'articolo 8 del Regolamento Comunale per la Fruizione dei Parchi Cittadini allo scopo di vietare il fimo e l'accensione di sigarette, sigari, ecc. all'interno di tutti i parchi pubblici e presso la spiaggia di Pescara.
  22. Occorre installare presso ogni stabilimento balneare cartelloni volti a spiegare ai cittadini come ridurre l'impatto ambientale delle attività di balneazione sul nostro mare e le nostre spiagge (es. come effettuare la raccolta differenziata degli articoli comunemente consumati / acquistati presso gli stabilimenti; suggerire l'acquisto di creme solari biodegradabili; etc).
  23. È necessario procedere alla realizzazione di un network coerente e integrato di piste ciclabili interconnesse, dando continuità ai seguenti oggi presenti e progettando nuove piste ciclabili in grado di connettere realmente il centro alle periferie (ad esempio, si potrebbe realizzare una pista ciclabile a sede protetta in grado di collegare la pista di via Valle Roveto / lungofiume Nord con la Madonna dei 7 Dolori, correndo sul lato carreggiata di via Fonte Romana (fronte Ospedale), via Monte Faito e Strada Vecchia della Madonna).
  24. Chiunque abbia avuto l'ardore / la necessità di spostarsi a piedi in città nei mesi estivi sa bene che le strade di Pescara, in larga parte sprovviste di alberature, possono raggiungere in Luglio e Agosto temperature insostenibili. Occorre ripensare quanto prima le nostre strade, ricavando ovunque possibile spazi ove creare aiuole e piantare alberi a medio / alto fusto in grado di proiettare ombra sulle case e i marciapiedi adiacenti. Occorre un piano straordinario di alberatura dei viali esistenti, troppo spesso impraticabili ai pedoni (anziani in primis) per l'assenza di ombra. Ove il marciapiede sia troppo spesso, questo dovrebbe essere allargato di quanto necessario a spese dei parcheggi in carreggiata. Le strade pescaresi del futuro prossimo dovrebbero ispirarsi al modello di via De Amicis o via Regina Elena, dotate di ampia ombreggiatura. Per marcare tale cambiamento di impostazione, si proceda - a titolo di esempio - sin da subito a: rimpiazzare gli arbusti di via Roma con alberi veri e propri; realizzare aiuole agli incroci delle vie dell'area pedonale centrale, piantandovi alberi a fusto medio / alto; realizzare filari di aiuole lungo via del Circuito, via Monte Faito, ed altre strade di collegamento tra centro e periferie; si ripensi Piazza della Rinascita come una grande piazza verde, dotata di decine di pini; si proceda alla riqualificazione dei giardini di piazza 1° Maggio, estendendo la copertura arborea all'intera piazza.
  25. Dovremmo ripristinare il vivaio comunale abolito anni fa, e istituire una squadra di giardinieri metropolitani. A differenza che in passato, la titolarità e le spese di tale servizio dovrebbero essere ripartite tra tutti i comuni dell'area metropolitana, in modo da condividere benefici e costi di tale servizio. La necessità della ricostituzione dei giardinieri comunali è evidenziata dalla pressoché totale assenza di manutenzione delle piante messe a dimora sul territorio cittadino (spesso seccatesi in breve tempo) e dal fatto che la gran parte degli alberi presenti in città sono infestati da parassiti ed altre malattie. Al posto di attendere che questi poveri alberi si secchino per poi tagliarli e ripiantarli a peso d'oro a vantaggio di qualche fornitore privato, la città dovrebbe provvedere autonomamente alla loro coltivazione, piantumazione e manutenzione.
  26. Si proceda alla copertura di architetture altamente impattanti dal punto di vista estetico (ad esempio il muraglione della ferrovia di via Ferrari o la facciata lato mare della chiesa del mare) con piante rampicanti (ad esempio, bouganville o altre piante mangia CO2), allo scopo di assorbire C02 e migliorare la qualità del paesaggio urbano.
  27. Si istituisca un concorso per premiare i cittadini che abbiano realizzato il più bel balcone verde / fiorito della città.
  28. Il Comune dovrebbe esercitare pressione sulla Provincia, la Giunta Regionale ed i Carabinieri Forestali affinché si provveda al più presto ad una mappatura degli scarichi abusivi che confluiscono nel fiume Pescara e negli altri corsi d'acqua dell'area metropolitana, allo scopo di irrogare le sanzioni appropriate e procedere alle necessarie bonifiche.
  29. In generale, dovremmo disincentivare l'uso dell'auto privata, favorendo al contempo l'uso dei mezzi pubblici, delle biciclette e - ove possibile - dei nostri piedi. Pescara conta oggi circa 600 auto per abitante (dati 2016), una cifra assolutamente sproporzionata e insostenibile, che ha comportato inquinamento, incidenti e degrado in ogni parte del territorio cittadino. Se per alcuni - specie chi risiede in zone remote o poco servite del territorio comunale - l'auto rimane la principale opzione per recarsi a lavoro, ogni altro spostamento in auto da parte di chi gode di un'alternativa dovrebbe essere disincentivato a vantaggio di alternative più sostenibili, come avviene in ogni moderna area metropolitana del nord Europa. Consapevoli che le proposte contenute nella presente petizione incontreranno l'opposizione di alcune lobbies cittadine (le stesse che, con notevole slancio retrogrado, avrebbero voluto via Firenze aperta al traffico e parcheggi anche in terza fila), noi, firmatari della presente petizione, confidiamo nella capacità del Comune di Pescara di prendere le misure necessarie a perseguire il bene comune, anche quando ciò comporta il temporaneo sacrificio degli interessi di parte che ci hanno condotto alla presente deriva. 

 

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Pescara SegretaPromotore della petizione

I decisori

Sindaco di Pescara Carlo Masci
Sindaco di Pescara Carlo Masci
Capogruppo Partito Democratico al Comune di Pescara Piero Giampietro
Capogruppo Partito Democratico al Comune di Pescara Piero Giampietro
Capogruppo M5S al Comune di Pescara Erika Alessandrini
Capogruppo M5S al Comune di Pescara Erika Alessandrini
Capogruppo Lega al Comune di Pescara Vincenzo D'Incecco
Capogruppo Lega al Comune di Pescara Vincenzo D'Incecco
Capogruppo FI al Comune di Pescara Roberto Renzetti
Capogruppo FI al Comune di Pescara Roberto Renzetti

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Petizione creata in data 14 agosto 2021