Actualización de la peticiónSalviamo gli alberi di piazza Giovanni XXIII- stazione di Gallarate

Piazza Giovanni XXIII: un'altra piazza sarebbe stata possibile....

Comitato salviamo gli alberi di Gallarate
30 ago 2021

“L'aiuola centrale è stata rasata a zero e trasformata in una piazza d'armi” : così viene descritta la nuova piazza Giovanni XXIII dall'articolo di Luigi Crespi su “La prealpina” di martedì 10 agosto.

Il progetto che invece ci era stato messo a disposizione dagli architetti Zema e Zampogna era ben diverso. Partiva dal presupposto che gli alberi presenti nella piazza Giovanni XXIII costituissero il nucleo di un'area verde di quartiere da valorizzare compiutamente e coerentemente. Nel loro spunto progettuale nessuno di quegli alberi – tutti dichiarati sani dalla relazione agronomica del dottor Tovaglieri – sarebbe stato abbattuto. Le due isole centrali sarebbero state unificate in un'unica area verde, all'interno della quale sarebbe stato possibile ricavare un'area giochi per i bambini e uno spazio per un monumento a papa Giovanni XXIII, il cui progetto poteva emergere da un concorso di idee lanciato tra gli artisti gallaratesi. Tra gli alberi avrebbe potuto snodarsi un vialetto che si insinuava sinuoso rispettando la disposizione degli alberi stessi, senza l'arroganza di chi ha voluto abbattere quanto si trovava sul tracciato squadrato e deciso a tavolino di una sorta di viale trionfale (ma di quale trionfo parliamo? L'impero romano è caduto da un pezzo! Di quale trionfo possiamo vantarci nell'epoca dell'apocalissi climatica?!?).

Il corsello di immissione nella piazza da via Borghi sarebbe stato tramutato in una pista ciclabile affiancata da un secondo circuito dedicato ai motocicli. A fianco di entrambe i parcheggi rispettivamente per le biciclette e per i ciclomotori, le prime a ridosso del portico per garantire che rimanessero a vista, non in uno spazio decentrato fuori dalla visuale del proprietario ed esposte a furti o danneggiamenti.

Le autovetture avrebbero potuto da via Borghi immettersi esclusivamente nel parcheggio, con alcuni posti riservati a una sosta beve o brevissima per coloro che semplicemente avrebbero accompagnato o prelevato pendolari di passaggio dalla stazione.

Per il resto il passaggio delle autovetture avrebbe potuto avvenire da via XXV aprile o da via Bernardino Ferni.

La fermata dell'autobus in via Borghi sarebbe stata arretrata rispetto alla carreggiata e messa in sicurezza.

Quali i due punti forti del progetto? La preservazione e la valorizzazione del verde esistente e la promozione della mobilità sostenibile, privilegiando biciclette e ciclomotori e scoraggiando – senza escludere del tutto – gli automezzi privati dal transito della piazza.

Come nel caso dello spunto progettuale proposto da Legambiente, questa ipotesi di progetto presuppone una visione ampia della città : la piazza Giovanni XXIII avrebbe potuto essere il cuore pulsante di una rivisitazione complessiva della viabilità cittadina e della mobilità, uno snodo centrale di una rete di piste ciclabili che si dispiegasse in tutta la città e la svuotasse del traffico di automezzi privati.

Questa è la direzione in cui l'Europa ci chiede di muoverci, con il programma Horizon Europe e il progetto 100 Climate Neutral Cities by 2030, by and for the citizens (100 città a neutralità climatica entro il 2030, da e per i cittadini). Mobilità sostenibile e aree verdi di quartiere che avrebbero potuto inserirsi in un quadro di servizi di prossimità decentrati e raggiungibili a piedi o in bicicletta: la “città dei 15 minuti” che renderebbe superfluo l'utilizzo dell'automezzo privato per raggiungere un'area verde o qualunque altro servizio cittadino, una città policentrica, non una città in cui si contrappongono e si fronteggiano centro illuminato e periferia degradata e oscura.

Ma per andare in questa direzione sarebbero occorsi lungimiranza, visione, un'idea di città complessa e capace di andare oltre i triti ritornelli sulla sicurezza.

Il progetto di riqualificazione della piazza Giovanni XXIII a firma Cassani – oltre allo scempio ambientale è anche l'ennesima occasione perduta.

Copiar enlace
WhatsApp
Facebook
X
Email